Gabriele Majo e lo stadio Ennio Tardini

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Cari amici di stadiotardini.com, accetto di buon grado il Vostro invito a comporre alcune righe sul nostro amato impianto, non solo per dare il mio modesto supporto a favore della campagna in corso per il suo mantenimento lì dov’è, ma anche per simpatia con il blog Pacimù (°l°) da cui è nata l’idea di questo portale dedicato all’Ennio.Quale giornalista maya (http://www.pacimu.com/2010/03/guidolin-al-parma-fino-al-12-dicembre.html), a proposito, complimenti per il fotomontaggio, esordisco dicendo che non avrebbe senso edificare un nuovo stadio quando è notorio che dal 12/12/2012 è “ fissata dai Maya la fine dei campionati di calcio (e non solo… con tocco di balle)”…

Scherzi a parte, le ragioni per cui il trasloco del Tardini non deve avvenire, a mio avviso, sono molteplici: per il rispetto della storia e delle tradizioni (del resto mi sono apertamente schierato anche a difesa della casacca crociata), per ragioni di opportunità economiche (un nuovo stadio potrebbe venire a costare di più di una semplice ristrutturazione, anche se non tutti sono di questo parere, dati gli alti costi dei restyling, pure soggetti, come una nuova edificazione al rischio speculazione), perché, in estrema sintesi, lo stadio in centro è bello.
Da quando si è interrotto, ahimè innaturalmente, il mio rapporto diretto con la Società, per la quale avevo ricoperto ininterrottamente per cinque anni la carica di capo-ufficio stampa, in attesa di tempi migliori mi sono dato al “volontariato” informativo, presto cioè la mia collaborazione “no-profit” per la Onlus (non la è in realtà, ma è come se la fosse) “Settore Crociato”,
riconoscendomi pienamente nei valori da loro diffusi: è stata l’occasione, tra l’altro, per cimentarmi in uno dei pochi sentieri del mondo dell’informazione finora da me inesplorati, la fotografia. Pur non essendo un esperto dello specifico ramo, sono riuscito ad immortalare splendide immagini che esponiamo in galleria virtuale dopo ogni partita: il soggetto, cioè il TardinI – in particolare i suoi dintorni prima e dopo la gara – spicca sempre per le indubbie qualità. Scorrono istantanee con scorci di biciclette (spesso gialloblù) posteggiate o cavalcate, scolaresche ed anziani che a piedi raggiungono il Tempio, tifosi crociati di ogni età che arrivano o vanno, proprio facilitati dalla felice collocazione in centro.
Gli impianti nell’hinterland o in periferia sono anche poco amati, poco vivibili e spesso abbandonati (uno su tutti il “Delle Alpi”): anche qualora si intendesse “prostituire” il Tardini – rendendolo, cioè, fruibile quotidianamente con attività che consentirebbero alla Società di incrementare i propri guadagni in maniera diversa rispetto ai “soliti” diritti televisivi, risorsa ampiamente sfruttata, filone prossimo all’esaurimento – la collocazione centrale potrebbe risultare più favorevole rispetto alla “de location” per accogliere gli appassionati anche con lodevoli iniziative non più procrastinabili, tipo la creazione del Museo del Calcio (il centenario è dietro l’angolo…)
Non serve un nuovo centro commerciale ingentilito da uno stadio al suo interno: occorre valorizzare quella che è una risorsa per lo stesso quartiere Cittadella. Non criminalizzare l’impianto per i disagi (comunque misurati) che comporta (una volta ogni tanto, neppure in occasione di ogni gara disputata), quanto cercare di prevenirli e/o risolverli, possibilmente senza farsi condizionare dal potente imprenditore edilizio di turno (gli occhi addosso ce li ha messi anche qualcun altro, non solo il solito Pizzarotti).
Mi piacerebbe, al prossimo consiglio del Quartiere Cittadella, che non si parlasse più dello spostamento dello stadio – con annessa estemporanea idea da buontemponi di trasferire l’ingresso monumentale del Tardini – come è stato in occasione della recente visita pastorale del Vice Sindaco Buzzi –ampiamente documentata da un reportage a puntate di Settore Crociato ( Settore Crociato Parma ), con la trascrizione e gli audio originali degli interventi più significativi, incluso quello del rappresentante dei Boys – ma appunto di come risolvere le varie problematiche, ad iniziare dai parcheggi, proseguendo con la gestione dell’ordine pubblico, anche se su questo delicato tema è necessaria una “revisione” più centrale (dalla militarizzazione degli stadi all’abbattimento delle barriere, dopo precedente eliminazione delle mele marce dalle curve, cioè quelle che sfruttano la passione sportiva – di altri – per seminare odio).
Partecipando a quei lavori ho potuto constatare come alcuni consiglieri del Cittadella, cito Maria Adelaide Petrillo e il pizzaiolo-scrittore Lucido D’Alessandro, siano trasversalmente favorevoli al mantenimento del Tardini nel cuore della città: è un buon punto di partenza per ragionare concretamente sul da farsi, senza perdersi dietro il miraggio Baganzola-Moletolo.
Concludo ringraziandoVi per avermi concesso di esternare queste idee sul Vostro portale, iniziativa lodevole, come del resto il documentario che alcuni amanti del Tardini stanno” girando” da qualche gara a questa parte, anche se mi hanno chiesto di non reclamizzarlo fin quando i lavori non saranno conclusi. Anche a loro, come a Voi, ho cercato di trasmettere il mio amore per il Tardini, sperando che prevalga il buon senso. E cioè che rimanga lì, risolvendo i problemi connessi con il suo mantenimento.
Gabriele Majo (*)


(*) Gabriele Majo, 46 anni, giornalista professionista, è stato per cinque anni capo ufficio stampa del Parma FC. E’ ora opinionista fisso della trasmissione “Tempi Supplementari”, in onda su E’ Tv Parma ogni lunedì sera e fa “volontariato informativo” con il sito di Settore Crociato, riconoscendosi pienamente nei valori dallo stesso diffusi. In precedenza ha lavorato per alcuni estati nelle redazioni sportive di Mediaset Sport (confezionando servizi per Tg5, Tg4, Studio Aperto e Studio Sport) ed il Giornale, collaborando, inoltre, con altre prestigiose testate (Repubblica, Tuttosport). Da sempre uomo di radio ha raccontato le epiche imprese del Parma Calcio – ed i relativi successi nazionali ed internazionali – per Onda Emilia, Radio Emilia, Radio Elle, Lattemiele e Radio Bruno.
(°l°) Il www.stadiotardini.com  ha ora una autonomia completa dal blog dei Pacimù dal quale nacque.
Link : http://www.gabrielemajo.com/
http://www.broadcastitalia.it/Gabriele%20Majo.htm
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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 Commenti

  1. Bravo giornalista e bel blog
    una domanda: Dove avete trovato la foto anni 70 di Majo 🙂
    sempre forza Parma
    Mattia S.

  2. "Non serve un nuovo centro commerciale ingentilito da uno stadio al suo interno: occorre valorizzare quella che è una risorsa per lo stesso quartiere Cittadella. Non criminalizzare l’impianto per i disagi (comunque misurati) che comporta (una volta ogni tanto, neppure in occasione di ogni gara disputata), quanto cercare di prevenirli e/o risolverli, possibilmente senza farsi condizionare dal potente imprenditore edilizio di turno (gli occhi addosso ce li ha messi anche qualcun altro, non solo il solito Pizzarotti"

    giusto!

  3. Come al solito giocate subito i carichi, ma questa partita sarà combattuta fino a l'ultima mano!!

  4. Ai Boys domande precise e invece a Gabriele Majo libertà assoluta?
    Un pochetto riverenti come gli arbitri con la juve?
    Comunque condivido quanto espresso dal giornalista anche se non ha espresso un giudizio sulla privatizzazione degli stadi….
    Forza Parma

  5. Ciao Majo, se scrivi contro marino nel fb del parma ti bloccano e puoi leggere solo i commenti.
    Sono ridicoli.
    Il brutto/portafortuna del parma esiliato

  6. Non è assolutamente vero che su facebook bloccano chi scrive contro marino, di critiche nei commenti ce ne sono tante e sono visibili da tutti. Per quanto ho visto e per quanto viene scritto dai moderatori vengono bannate solo le persone che insultano incivilmente e per quanto mi riguarda, essendo un canale ufficiale, è più che giusto così.

    Michele

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