Intervista a Fabrizio Pallini

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    Sul fatto che il sottoscritto abbia sempre tenuto ai valori, dunque non ci sono dubbi: e a questo punto non so se vogliamo introdurre un elemento successivo, riferito allo Stadio Tardini… Ricordo, ad esempio, che a suo tempo io fui contrario addirittura al fatto che potessero distruggere il vecchio Tardini per crearne uno nuovo. Combattemmo moltissimo perché almeno rimanesse la facciata liberty dello stadio: quindi è ovvio che se mi si fa la domanda Tardini o non Tardini io dica Tardini come dissi a suo tempo e come ho sempre detto.
    Direi quindi che è comprovato il mio amore verso le tradizioni e verso lo Stadio, che tra l’altro ritengo debba essere libero da situazioni commerciali, in linea di massima, perché lo stadio comunale Ennio Tardini dovrebbe rimanere tale, proprio per togliere ogni qualsiasi eventuale situazione di interesse a lato dello stadio stesso.
    D’altronde capisco anche le problematiche che uno stadio in un centro storico possa dare e mi rendo conto che si debba fare tutto quello che è possibile per evitare ogni qualsiasi problematica nei confronti delle tifoserie che arrivano a Parma, magari con altre motivazioni.
    Quindi Tardini, sempre Tardini, però con fatto tutto quello che debbono fare Comune e forze dell’ordine, cioè migliorare le vie di uscita, migliorare la visibilità, migliorare l’illuminazione.
    Per quanto mi riguarda, almeno sentimentalmente, la mia decisione sarebbe quella di tenere lo stadio dov’è, con tutte le cautele che ovviamente ci devono essere”.
    Sei favorevole o contrario allo stadio di proprietà delle società di calcio?
    “Io non farei un discorso generalizzato: io direi che a seconda del momento storico, ma soprattutto dell’eventuale proprietà, si può decidere se… E’ chiaro che il discorso fatto non di proprietà è un po’ più libero; il discorso di proprietà imporrebbe tutta una serie di scelte differenti, quindi anche le Società, ad un certo tipo di comportamento. Per cui sono un po’ agnostico in questo senso”.
    http://www.settorecrociatoparma.it/Notizie0910..htm/notizie_0910_569.htm
    Grazie Rey

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.