MARINO: “DARE I NUMERI PIACE A TUTTI…”

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Consueto botta e risposta della vigilia con “Mister” Mattia Fontana che gli chiedeva di eventuali novità tattiche per fronteggiare il gioco sulle fasce del Bari

IMG_0445Consueto siparietto della vigilia tra allenatori, quello vero Pasquale Marino, e quello ombra, al secolo Mattia Fontana, uno di quei personaggi che abbiamo in rampa di lancio da lanciare… Già nelle scorse puntate avevamo svelato come fosse proprio il cronista di Eurosport il ghostwriter dell’idea di Giovinco trequartista (e l’altro giorno, dopo il successo sulla Samp, rivendicava pure idee plagiate su Candreva…). Lo avevamo anche simpaticamente bacchettato perché non dovrebbe cadere mai (e lo ha fatto anche oggi, dunque è diabolico!) nel tranello di rispondere, lui intervistatore, alla domanda dell’intervistato… Oggi la sua “pregunta” (qualche novità tattica per fronteggiare il gioco sulle fasce del Bari) ha dato la stura ad una risposta dell’allenatore siciliano, che vi proponiamo integralmente a seguire, nella quale ha asserito che sarebbe motivo di crescita che fossero le altre squadre a preoccuparsi di come gioca il Parma e non il contrario. Meno convincente il suo pianto sul fatto che l’ambiente bada solo al risultato, senza considerare i problemi avuti (infortuni, etc.) e l’osservazione “Non ci aspettiamo, ci dispiace, l’aiuto di nessuno, ma ci dobbiamo aiutare da soli, con le nostre forze”, perché il soccorso dai tifosi (e dalla critica decisamente più morbida che altrove) gli è sempre arrivato. (gmajo)

LA TRASCRIZIONE DEL “DIALOGO TRA MISTER”

IMG_0448Pasquale Marino: “Ma non lo so… sembra che io mi sia sposato con il 4 3 3: ogni volta si parla sempre di sistemi di gioco. Ripeto per l’ennesima volta: gli allenatori cercando di dare equilibrio alle squadre. E cercano di metterle in campo in modo tale che la squadra accetti più quel sistema di gioco. Perché nessun pazzo gioca con un sistema di gioco quando non hai i giocatori adatti per farlo. Io non ho solo questa mentalità: poi voi fate i numeri e magari scrivete. Giovedì sera come abbiamo giocato?

Risponde “Mister” Mattia Fontana: “Il primo tempo sembrava un 4 2 3 1, il secondo tempo un 4 3 3”

Riprende Pasquale Marino: “Vedete: c’è il sistema statico che è quello iniziale, poi è dinamico con libertà di movimento delle mezze ali. Sono tutti numeri che piacciono tantissimo. Dare i numeri piace a tutti, ma sono solo numeri. Quello che conta, a prescindere dai numeri, è l’approccio che ci ha messo la squadra l’altra sera: poi possiamo giocare con quattro attaccanti o con uno. L’importante è che la mentalità sia quella, con aggressività, voglia, attenzione. Quando hai una squadra che si applica, che ha voglia, ci sono più possibilità di ottenere il risultato, anche perché questa squadra, al di là della classifica, al di là del risultato, non mi sembra cheIMG_0450 sia stata messa sotto da qualche altra, a parte il Milan, per una buona mezzora o quaranta minuti, in cui siamo andati in grossa difficoltà, e parte del primo tempo di Firenze. Ovunque questa squadra è andata, sia fuori che in casa, non mi pare si sia fatta mettere sotto dall’avversario. Per cui lasciamo perdere i numeri, l’assetto: ogni volta che giochiamo con una squadra che gioca in maniera diversa noi ci dobbiamo adattare sempre agli avversari? Questo significa non dare mai una fisionomia propria, significa sempre lavorare ed adattarsi sempre agli altri. Io spero che gli altri debbano pensare al Parma ed adattarsi a noi. Questo significa una crescita, una maturità. Avere quell’altro tipo di atteggiamento significa prima pensare a non prenderle, cercare di chiudersi e questa è una cosa che noi non riusciamo a fare. Siamo più portati ad altro, perché questa squadra è stata costruita in una certa maniera e sta cercando, nel bene o nel male di farlo.
IMG_0449Purtroppo in questo momento non ci assiste né la fortuna, né niente, perché i problemi che abbiamo avuto noi sono stati messi sempre da parte; si guarda solo il risultato, ma non si guardano tutti i problemi che abbiamo avuto: giocatori importanti fuori dall’inizio, giocatori recuperati come Dzemaili da quattro partite, Galloppa non c’è, Paloschi non c’è, Giovinco ha giocato quattro partite… Questo è tutto normale, conta solo il risultato, di conseguenza si parla sempre, senza, magari, cercare di aiutare chi in questo momento è in difficoltà. E siccome siamo in difficoltà mi aspetto sempre, da chi vuole bene alla squadra, l’attaccamento e l’aiuto di cui noi, in questo momento, abbiamo bisogno, visto che siamo in difficoltà di classifica. E invece si parla, forse, di altro e quindi certe volte noi dobbiamo cercare di essere più forti di tutto e di tutti, perché se siamo andati in questa situazione, o se ci siamo trovati in questa situazione, dobbiamo tirarcene fuori. Non ci aspettiamo, ci dispiace, l’aiuto di nessuno, ma ci dobbiamo aiutare da soli, con le nostre forze, cercando di recuperare, il prima possibile, tutti gli effettivi, perché probabilmente, avendo l’organico al completo, abbiamo qualche carta in più da giocarci, visto che ci hanno messo sotto pochissime squadre, per cui penso che il futuro potrebbe essere migliore.” (Da Collecchio: registrazione e fotografie di Jonathan Belletti. Trascrizione di Gabriele Majo)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.