MANFREDINI E IL GIALLO DELLA TARGA, IN TV L’ULTIMA VERSIONE

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Il presidente del CCPC interviene in diretta telefonica a “Pronto chi Parma?” e spiega: “Volevamo evitare un doppione del Gialloblù d’oro…” Ma a noi risulta che 14/14 del consiglio avrebbero votato a favore…

MANFREDINILa stretta di mano c’è stata. Non pubblica, ma privata. Però c’è stata. Almeno così sostiene Angelo Manfredini, presidente del Centro di Coordinamento Parma Club, che nel ventre del Tardini, lontano da obiettivi e riflettori, domenica avrebbe salutato Francesco Guidolin secondo le modalità che sabato scorso aveva annunciato avrebbe fatto, cioè senza la consegna di targhe o cerimonie ufficiali. Sul clamoroso dietrofront, rispetto alla volontà inizialmente annunciata a stadiotardini.com di provvedere alla consegna della targa all’allenatore della storica promozione dalla B alla A e dell’8° posto dello scorso campionato, Angelo Manfredini ieri sera, domenica 5 dicembre 2010, è intervenuto in diretta su Tv Parma, ospite telefonico della trasmissione Pronto chi Parma? condotta da Carlo Chiesa, con Luca Ampollini ed Alberto Michelotti. L’ultima versione proposta – come potrete leggere nella trascrizione integrale del collegamento che troverete a conclusione di questo scritto – è la volontà di evitare un doppione del Gialloblù d’oro consegnato a Guidolin lo scorso Natale…
(continua all’interno)

Prendiamo atto, quindi, della nuova (ultima?) versione dei fatti di Manfredini. A lui e ai lettori di stadiotardini.com – lo dico seriamente – debbo delle scuse per avere forse un po’ troppo intinto il pennino nel curaro nella composizione delle ultime 4-5 righe del mio precedente intervento su questo tema. In effetti avrei potuto fermarmi qualche riga più sopra, limitandomi ai fatti che già erano eloquenti da soli, senza il bisogno di eccedere oltre. Se avevo fatto ricorso al classico venenum in cauda era stato perché qualcuno dei giornalisti che aveva ripreso la nostra notizia aveva azzardato il sospetto che fossi stato io ad inventarla, mentre, invece si trattava di un cambio di idea, sia pure clamoroso, da parte del legale rappresentante del CCPC. Ma io devo scusarmi con Manfredini perché, in effetti, lui ha riferito a tutti i giornalisti che ha contattato la corretta versione dei fatti, e cioè che erano stati loro a ripensarci e non io “a marciarci”. Di questa lealtà non posso che ringraziare il presidente del CCPC, anche per la stretta di mano che non ha esitato a darmi ieri, quando ci siamo visti al Tardini, esattamente negli stessi minuti quando era prevista quella per Guidolin, cioè durante la fase di riscaldamento delle squadre. E’ stata l’occasione per un civilissimo chiarimento non solo con lui, ma anche con il vice presidente Bruno Bia, anche se devo ammettere, con altrettanta franchezza, che le spiegazioni sul fatto che entrambi mi hanno fornito mi hanno convinto fino lì, specie perché cozzano con altre testimonianze di consiglieri presenti alla votazione di giovedì sera. Durante il nostro rendez vous Bruno Bia si è preso la responsabilità di aver fatto cambiare idea a Manfredini: “Io giovedì sera non c’ero, se no avrei evitato che passasse questo precedente, non giusto nei confronti di altri allenatori. Guidolin ha fatto solo il suo dovere, nulla di più. Allora avremmo dovuto premiare anche Ranieri ed altri tecnici che sono passati di qui, e ce ne sono tanti in serie A. L’unico allenatore che abbiamo premiato, in questi anni, è stato Prandelli, ma non per meriti tecnici, bensì per aver supplito ad una società che in quei tempi non c’era.” Ovviamente dopo il crack Parmalat. Tesi (quella che la premiazione non era dovuta e per le motivazioni esposte) che personalmente non condivido, ma questo non è importante. Questa ricostruzione, tuttavia, cozza con la versione di altri due consiglieri (la cui identità, da buon giornalista, non svelerò neppure sotto tortura, perché le fonti vanno tutelate)che mi hanno riferito, entrambi, che giovedì sera erano presenti 14 consiglieri – Bia compreso, sia pure arrivato in ritardo – e tutti quanti avevano votato a favore della consegna della targa al mister del “Debito Saldato.” Per la cronaca l’unico consigliere assente era Chiara Moia. Questo, stando a loro, sarebbe successo giovedì: poi sabato quello che Achille Mezzadri su pramzanblog.com ha pittorescamente definito “Contrordine compagni”. Parlando con Bia gli ho fatto presente che, a mio modesto avviso, questo dietrofront è stato controproducente anche per la stessa società, considerata la ridda di illazioni che ha scatenato, ma il vice presidente ha chiarito: “Noi siamo indipendenti dalla società, questa è una nostra decisione.” (gabriele majo)

Poi, in serata, la telefonata di Angelo Manfredini a Tv Parma, a chiudere definitivamente (?) la questione.

Carlo Chiesa: “Ecco, Angelo, qualcuno, invece – stiamo ricevendo degli sms – ha qualcosa da dire su questo premio, su questa targa ricordo che era stata annunciata per Francesco Guidolin, da consegnare prima della gara, premio che poi non è stato consegnato. Tiriamo via, allora, tutte le dietrologie che ci possono essere dietro questo episodio, raccontaci tu veramente come è andata…”

Angelo ManfredinI: “Sì, sgombriamo il campo da tutto quello che è uscito e quello che si è sentito nell’arco della giornata. Anch’io ne ho sentite di ogni, mi hanno chiesto tante cose. Per sgombrare il campo la realtà è questa: noi volevamo in effetti consegnare una targa al mister dell’Udinese, una targa per l’operato svolto qua a Parma. Però poi abbiamo pensato – come dire – che l’anno scorso gli avevamo dato il Gialloblù d’Oro e il Gialloblù d’Oro viene consegnato al personaggio del Parma Calcio che si è messo in maggior evidenza l’anno precedente e non in quello corrente. L’anno scorso abbiamo dato il Gialloblù d’Oro a Guidolin, per l’operato dato, ci sembrava di fare una – come dire – …”

Carlo Chiesa: “Un doppione…”

Angelo Manfredini: “Esatto, un doppione, per questo suo operato, come allenatore, qui a Parma e all’ultimo momento abbiamo deciso di non darla, ripeto, per non fare un doppione, ma abbiamo solamente deciso di dare una stretta di mano e ringraziarlo comunque per quello che ha svolto sul Tardini e sui campi d’Italia quando guidava la squadra crociata.”

Carlo Chiesa: “E forse la stretta di mano, poi, in certi frangenti, è anche più importante rispetto ad una targa ricordo. E’ un contatto umano…”

Angelo Manfredini: “Alle volte dicono che è sufficiente anche una pacca sulla spalla…”

Alberto Michelotti: “Infatti, Angelo, io subito ho detto: vedrai che non gli danno la targa. Prima gli dan la buonasera e poi la mano…”

Angelo Manfredini: “Sì, in effetti Alberto è andata così. Noi lo abbiamo accolto con una stretta di mano, grazie. E poi è finita come tutti speravamo di mandarlo a casa con un gol in più nella borsa che si è portato ad Udine.”

Carlo Chiesa: “Una stretta di mano ed una sconfitta in più per l’Udinese, via, diciamo così…”

“Angelo Manfredini: “L’abbiamo rimandato al Friuli così: noi siamo contenti, di nuovo un grazie. E basta. Guidolin ha fatto il suo passato e ha fatto bene. Il passato è passato. Adesso abbiamo Mister Marino. Da parte nostra siamo fiduciosi per l’operato che farà, anche questo è un allenatore preparato. Credo che la Società abbia scelto un allenatore importante, che riesca a farci divertire e a raggiungere l’obiettivo stabilito dalla società a fine stagione.”

Carlo Chiesa: “Indubbiamente. Comunque ringrazieremo sempre Guidolin per quello che ha dato al Parma, anche perché la promozione dalla Serie B alla serie A non era sicuramente facile.”

Angelo Manfredini: “Esatto.”

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.