SINDROME DA ACCERCHIAMENTO

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Riflessioni a ruota libera di Gabriele Majo a conclusione della settimana particolare post-Guidolin

majo ci mette il nasoCompongo questo scritto al termine della trasmissione Calcio & Calcio di Teleducato, durante la quale si è parlato anche del ritorno di Guidolin a Parma e della contrapposizione mediatica con il suo successore Pasquale Marino. Un telespettatore è intervenuto in diretta telefonica per dire che lo sfogo dell’attuale allenatore (“Non sono un raccomandato”) sul quale si stava dibattendo, era giustificato dalla intervista rilasciata alla Gazzetta di Parma dal suo predecessore (a inizio settimana) e dalla decisione, peraltro poi clamorosamente rientrata, del Centro di Coordinamento dei Parma Club di premiarlo con una targa. Giustamente l’inviato della Gazzetta dello Sport Andrea Schianchi, opinion leader di quel salotto, ha spiegato come sia normale (io aggiungerei perfino banale) che un organo di stampa dia spazio ad un ex, che tra l’altro ha fatto particolarmente bene, e che se se n’è andato con una interruzione innaturale del proprio contratto.
(Continua all’interno)

Guidolin Pacciani GdP 30 11 2010L’intervista, a cura del capo dei servizi sportivi Paolo Emilio Pacciani, personalmente mi era parsa equilibrata nei toni e nei contenuti delle risposte di Guidolin, nonostante il ricordo – ma sono dati di fatto che non si possono cancellare – degli allori ottenuti. Allori che alle volte sembra che siano stati raggiunti con un’altra squadra e non col Parma F.C. Ricordo anche, pur non avendolo ascoltato personalmente, che l’allenatore ebbe la cortesia di intervenire, la scorsa settimana durante Bar Sport di Tv Parma, una telefonata anche in questo caso infarcita solo di begli amarcord e un pizzico di nostalgia. Assolutamente senza polemiche. Tranquille. Nello stesso stile al quale il Don ci aveva abituati. Tutto normale, SAM_8031dunque. Solo il fatto che sia stato interpellato Francesco Guidolin (dato che nei contenuti non c’era alcun che di offensivo) deve aver dato talmente fastidio a Pietro Leonardi da farlo uscire con espressioni sicuramente meno misurate, le stesse che abbiamo riportato trascritte integralmente, nell’articolo dal titolo La Guidolineide di Leonardi, o nei due video che abbiamo proposti. Il plenipotenziario si era persino avventurato (cosa piuttosto pericolosa in questa piazza) a sdoganare la figura poco amata dell’allenatore Alberto Malesani, mettendo sulla bilancia le sue tre coppe vinte in 100 giorni con la promozione di Guidolin, evidentemente ritenuta di meno valore (anche seArchimmagine -61-DSC_5650 a Cittadella vennero sfoggiate delle T-shirt con su scritto Debito Saldato, ma lui ancora non c’era) o persino solo un atto dovuto (così come la pensa il V.Presidente dei Parma Club Bruno Bia). Sempre in tema di adolescenziali confronti si potrebbe aggiungere l’elencazione degli onorevoli piazzamenti dell’Udinese, o le promozioni dalle serie inferiori appannaggio del tecnico siciliano. Insomma: se mi è consentito osare una lesa maestà, tanto il re è nudo, chi è andato ad accendere la miccia su questa partita, amplificandone i temi è stato proprio Pietro Leonardi, che alla fine come hanno detto i cronisti al seguito della squadra sconfitta, o il neutrale inviato della Gazzetta dello Sport, ha festeggiato (assieme al suo entrourage) come se avesse vinto una gara di Coppa dei Campioni. Lo stesso Leonardi è recidivo: già la scorsa estate, quando Guidolin nessuno più ce l’aveva in mente, in occasione del raduno se ne venne fuori con il famoso (e a mio modesto avviso SAM_8047autolesionistico, in termini di comunicazione) diktat: guai a fare confronti con Marino. Insomma la piazza non è che sia divisa o che abbia voglia di farsi del male: ma con queste premesse non si può che farla discutere. Se alle parole innocenti e calibrate di Guidolin da Udine non fosse seguita la reazione non commisurata alla provocazione (il riferimento è sempre al fastidio mostrato e ai vocaboli scelti, espressi a margine della presentazione del prof. Delsignore, appena i cronisti hanno tirato a mano il nervo scoperto Guidolin), forse l’antitesi non si sarebbe così accentuata. A meno che l’Amministratore Delegato, cui sono comunemente riconosciute notevoli abilitàGuidolin riceve Gialloblu d'oro da Manfredini pure a livello mediatico, non volesse, lui per primo, ottenere il massimo dai suoi caricando a mille l’ambiente. Ma poi, però, non ci si mostri continuamente afflitti da sindrome di accerchiamento, come se Marino non fosse amato dalla piazza, o dai giornalisti che pongono  domande destabilizzanti o premeditate. I miti media della food valley (che qui potremmo mutare nella foot valley) sono infatti gli stessi che, clementi, nonostante la ricchezza di scelta di frasi con cui titolare lo sfogo di Leonardi di mercoledì scorso hanno optato per la stessa utilizzata dal sito ufficiale cioè è solo Parma-Udinese, o qualcosa del SAM_8066genere, cioè la più soft tra quelle pronunziate. Un’altra occasione persa è stata la mancata premiazione di Francesco Guidolin con una targa: un assist che, per il tramite del Centro di Coordinamento, cui l’avevamo suggerito giovedì scorso, avrebbe consentito di “tirar giù la saracinesca” col passato più serenamente di come, invece, è stato fatto. E in modo signorile. Lo stesso Messaggero Veneto (quotidiano di Udine) aveva preso d’esempio la tifoseria di Parma per quel bel gesto. Non so se le cose siano andate come un sedicente esponente del Coordinamento ha detto in Tv (via telefono a Teledeucato) e cioè che ci sianSAM_5860o state pressioni successive per far rinnegare una decisione presa democraticamente all’unanimità poche ore prima da un consiglio direttivo liberamente eletto ed espressione di circa 5.000 persone. Certo è che questo “giallo” ha dato la stura alla ridda di dietrologie sulla questione, dannose per l’immagine dell’organismo dei tifosi e della stessa Società. Magari obtorto collo o turandosi il naso, mettendo da parte l’orgoglio, se la cosa fosse andata in porto avrebbe potuto essere cavalcata per dimostrare il contrario di quello che sembra, e cioè che ci sono delle ruggini con il vecchio allenatore. Invece, come in guidolin esce di scenapolitica, si è preferito dare contro l’avversario, in una sorta di muro contro muro. Anche se da una parte sola, visto che, obiettivamente, non mi pare siano state pronunciate frasi fuori le righe da Guidolin, il quale, anzi ha pure avallato i desiderata, del vecchio club, cioè quello di assumersi pubblicamente le responsabilità del divorzio. Su quest’ultimo tema non ho cambiato idea rispetto a qualche mese fa: magari mi sbaglio, ma per me le cose, semplicemente, andarono così. Verso gennaio-febbraio (ma il clima non era idilliaco da mesi) Guidolin capisce di non fare più parte SAM_8069integrante del progetto (del resto Ghirardi ieri ha dichiarato: “Abbiamo scommesso molto, io e Leonardi, su un cambio di rotta in questa stagione. Cioè in una diversificazione del progetto, cercando di ottimizzare il gioco, cercando di far divertire di più il pubblico”). Chiede il prolungamento del contratto (ma non per una questione economica, bensì come segnale di fiducia) e non lo ottiene. Capita l’antifona, dopo aver lanciato avvisi ai naviganti (basta rileggersi le sue interviste e o conferenze stampa da febbraio in poi), inizia a guardarsi intorno. Verso Maggio (e non prima) trova la soluzione Udinese (ironia della sorte…) e si accorda. Mentre a Teleducato anche Archimmagine -79-DSC_5668stasera Boni , che a suo dire vanta ottimi rapporti con l’AD, ha ricordato di avere vaticinato l’avvento di Marino fin da febbraio scorso. Bene: è quindi Guidolin che è voluto andare via o è stato messo in condizione di farlo? Per me vale la seconda ipotesi. Se poi anche “fisicamente” è stato lui a chiedere la rescissione, dopo aver trovato l’opzione friulana, lo trovo normale, per palese mancanza di fiducia precedente da parte del datore di lavoro. Non c’entrano le difese, dovute, citate da Leonardi mercoledì scorso, dopo le gare con  Lazio e Cagliari: in gioco era la fiducia sul futuro, non quella sul presente. Ma tutto ci può stare, per carità: io, in tempi non sospetti, (cioè prima che si materializzasse l’evento) dagli schermi di e’ tv parlai di scelta autolesionistica. E, sarò cocciuto, o uno dei pochi che non ha capito, pur sforzandomi di farlo, ma rimango sulle mie posizioni. Guidolin per me non se ne voleva andare: lo ha fatto dopo aver capito l’aria che tirava. GiàArchimmagine - DSC_9533 che ci sono, un’ultima considerazione: Leonardi spesso ricorda la frase (per me innocente) pronunciata da Guidolin in sede di presentazione ad Udine, e cioè “Tornare qui, un sogno che si avverra”, casualmente apparsa sui titoli anche dei giornali parmigiani non presenti in quell’occasione al Friuli. Ma scusate, non la trovate normale? No, dico, perché se tra 5 anni o 10 Guidolin tornasse a Parma secondo voi non avrebbe diritto di ripeterla anche qui? O lo stesso Leonardi, qualora dopo un certo lasso di tempo tornasse a Parma dopo 10 anni altrove non la potrebbe dire a propria volta? E ci sarebbe di che scandalizzarsi? Quella che Leonardi oggi definisce la nostra gente, (cioè i tifosi del Parma) a fine progetto sarà solo la “Gente di Parma”, perché lui stesso sarà altrove a definire “nostra gente” quella per la quale lavorerà in futuro. Tutto normale, no? Di che stupirsi? Però non facciamoci affliggere da una immotivata sindrome di accerchiamento. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 Commenti

  1. Faccio i complimenti al signor Majo per l'articolo. Mi trova interamente d'accordo con lui. Aggiungo che sono abbonato al Parma da 20anni, l'ho seguito ovunque e più di una volta ho gioito e sofferto per la squadra. Ma dopo tanti anni, questa gestione così burina e clientelare della società mi sta facendo nascere un senso di distacco e amarezza che non avrei mai voluto provare. Se la gioia immensa di Leonardi è quella di dare due gol soffrendo all'Udinese per poi saltellare con Preiti in mezzo al campo a fine partita come se avessimo vinto la coppa del mondo…Beh,che tristezza. Peggio ancora, fare la voce grossa per impedire la consegna di un premio all'ex mister da parte dei TIFOSI. Senza parole.

  2. Ringrazio il signor Marco per i complimenti. Ne approfitto per precisare che mi ero messo a scrivere l'articolo appena prima che la trasmissione in onda su Teleducato si concludesse. E proprio in zona Cesarini mi è stato riferito che è intervenuto in diretta telefonica l'A.D. Leonardi, il quale ha smentito di essere all'origine della decisione del Coordinamento di rimangiarsi la targa a Guidolin, così come aveva affermato precedentemente un telespettatore. Bene, ne prendiamo atto con gioia. Immagino che tutti, compreso il signor Marco, si sentano più sollevati apprendendo ufficialmente che non c'è l'ombra della società (o perlomeno del suo plenipotenziario) dietro il curioso dietrofront del Consiglio direttivo del Coordinamento, che giovedì, all'unanimità aveva visto i 14 consiglieri presenti votare la decisione di consegnare una targa all'allenatore della promozione in A e dell'8° posto. L'AD avrebbe aggiunto (uso il condizionale perchè non l'ho sentito direttamente, ma mi hanno riferito) che i tifosi devono pensare a Marino perchè è lui l'allenatore del Parma: come ho già scritto notte tempo il primo che ha tirato a mano il vecchio mister era stato proprio lui quest'estate (quando tutti quanti pensavamo più al mare che a Guidolin) quando l'argomento era ormai chiuso da tempo. Il confronto tra i due tecnici probabilmente sarebbe stato inevitabile, considerando come si è consumato il divorzio, ma ad amplificare la contrapposizione e a rendere "antipatico" Marino ai nostalgici guidoliniani, c'è stata, a mio modesto avviso (è una opinione, quindi è opinabile) anche questa linea di condotta. Concludo aggiungendo una frase che avrei voluto mettere nel pezzo, ma che poi mi è scappata di mente: nonm esiste futuro senza memoria del passato. Targa o non targa. Grazie ancora. Cordiali Saluti Gmajo

  3. Salve dott. Majo, ho letto il Suo articolo come sempre ricco di spunti e vorrei dire la mia. Credo personalmente che il "disguido" tra Guidolin e il Parma sia dovuto a questioni meramente economiche e mi spiego: probabilmente sia Ghirardi che Leonardi hanno notato lo scorso anno che lo stipendio di Guidolin (circa 1 milione di euro) era uno dei più alti tra gli allenatori di serie A e, scegliendo un altro allenatore magari più economico come Marino, si sarebbero potuti ottenere risultati simili. Io personalmente ho sempre stimato Guidolin come allenatore e come uomo ma credo che Marino non sia da meno sia per l'uno che per l'altro aspetto. Ed è vero purtroppo che l'ambiente parmigiano ha sofferto (e probabilmente ne soffre ancora) la sua presenza. Non me ne voglia ma anche nel Suo pensiero traspare nettamente questa sofferenza. Forse i modi di Leonardi sono al solito molto accesi in ambito mediatico (sono d'accordo con lei sulla questione della strategia) ma non credo che si discostino tanto dalla realtà, non è una sindrome da accerchiamento ma un "annusare nell'aria" un certo fastidio da parte di una parte della tifoseria e della stampa per Marino e per lo stesso Leonardi. Concludo la mia analisi lanciando una provocazione: se Guidolin avesse tenuto così tanto al Parma avrebbe accettato anche qualche sacrificio economico oppure attendere un'altra stagione prima di rinnovare visto che un altro anno di contratto lo aveva o sbaglio? La ringrazio dell'attenzione e Le rinnovo la mia stima che, fin dagli anni in cui lavorava nel Parma, ho sempre avuto.

  4. ciao Gabriele volevo dire solo la mia in 3 punti perchè bisogna dire tutto non solo quello che fa più comodo

    1) Leonardi stesso nella trasmissione citata è intervenuto telefonicamente dicendo che non è assolutamente vero che è stato lui a far togliere il premio del centro coordinamento per guidolin, quindi se si vuole citare una trasmissione si citino tutti i punti e non solo quelli che si vuole per screditare le persone, anche perchè conta di più una parola detta da Leonardi di una di uno pseudo-tifoso del centro coordinamento che interviene telefonicamente e potrebbe anche essere un tifoso del milan che vuole creare zizzania per quanto ne sappiamo
    2)La miccia non è stata accesa da Leonardi, bensì dalla stampa locale che sta massacrando società e squadra da mesi con paragoni tecnici/tattici con Guidolin, e trovo ben che giuste le sue dichiarazioni visto che i fatti parlano chiaro: 1 promozione in serie A vale molto meno di una qualificazione in coppa uefa con l'arrivo nei rispettivi quarti l'anno dopo (cosa assai rara per le squadre italiane ultimamente in questa competizione)
    3) Leonardi ha festeggiato come sempre ed è facile anche provarlo, basta vedere le foto di lui che salta urlando per la vittoria che girano sul web (sia dal sito ufficiale che non), scattate in altre partite giocate precedentemente.se poi è un reato festeggiare la vittoria nn so…
    FORZA PARMA

  5. RISPOSTA A CLAUDIO (PEPPE, poi rispondo anche a Te, ma Claudio ha scritto prima)
    Gentile Claudio, grazie per il contributo e per la stima che mi ha espresso. La tesi "economica" (Marino più "risparmioso" di Guidolin) è spesso stata spesa da altri, per cui ho evitato di parlarne, anche perchè non credo che sia l'ingaggio più o meno alto dell'allenatore che va ad influire sulle finanze di un club che ha una proprietà generosa che non lesina i colpi di mercato anche per giocatori di fascia alta. Piuttosto mi ricordo bene come, a mio modesto avviso, una scelta "risparmiosa" sull'allenatore sia stata all'origine di una stagione poi rivelatasi disastrosa anche se non solo per colpa di detto tecnico, peraltro sollevato dall'incarico (qualcuno dice che se fosse rimasto in panchina lui ci saremmo salvati, ma nessuno potrà mai provarlo). La tesi di un Guidolin avido o attaccato al denaro, che in tanti fanno propria, non mi convince. Con questo non voglio dire di avere ragione io. Offro solo un diverso punto di vista, uno dei tanti spunti di riflessione per non accontentarsi dell'unica vulgata. E proprio perchè Guidolin non è un avido, ma semmai ricco di amor proprio, che ha deciso, fiutata l'aria, anzichè di star qui a dispetto dei santi, solo perchè aveva un contratto in mano, di andarsene altrove. Sarò un ingenuo, ma io presto fede alle sue parole pronunciate all'atto di addio: "Me ne sarei andato anche se non avessi trovato un'altra squadra", perché qui aveva capito che non rientrava più nei programmi. Del resto il suo gioco – che comunque ha fruttato la promozione ed un ottavo posto – poco piaceva ai suoi datori di lavoro e si direbbe anche alla piazza (o a parte di essa) che spesso storceva il naso di fronte allo spettacolo offerto (magari dimenticandosi l'alta qualità espressa a Firenze e a Roma contro la Lazio, per citare solo due tra le partite più belle degli ultimi anni dei crociati). Non voglio convincere né lei né gli altri lettori: è solo un differente punto di vista. E, per il rispetto del Parma che amo, ne parlo solo ora che la madre di tutte le partite si è giocata. Io trovo ingiustificato (ma anche questa è una opinabile opinione mia) il lamento continuo nei confronti della quieta stampa parmigiana. Non credo che, a +6 dalla zona retrocessione, ci siano molti nostalgici guidoliniani tra i tifosi: diverso il ragionamento quando si è ultimi in classifica. Ma ribadisco: il primo a tirare fuori il confronto tra i due allenatori è stato proprio l'AD con il famoso editto di quest'estate, quando Guidolin era già finito da mesi nel dimenticatoio. Grazie ancora per il suo contributo. La saluto cordialmente.

  6. Ciao Peppe, ti rispondo punto per punto:
    1) seguendo il tuo ragionamento dovrei pubblicare la "sbobinata" dell'intera trasmissione, perchè facendo delle scelte sui contenuti, come ho fatto io, sicuramente si accontenta o si scontenta qualcuno, proprio perché si tratta di una parte e non del tutto. Devo tuttavia precisare che, come avevo già scritto nel commento di stamani in risposta a Marco "mi ero messo a scrivere l'articolo appena prima che la trasmissione in onda su Teleducato si concludesse. E proprio in zona Cesarini mi è stato riferito che è intervenuto in diretta telefonica l'A.D. Leonardi, il quale ha smentito di essere all'origine della decisione del Coordinamento di rimangiarsi la targa a Guidolin, così come aveva affermato precedentemente un telespettatore". Quindi come vedi avevo già provveduto a citare anche la campana di Leonardi.
    2) Non sono d'accordo. La miccia, a mio avviso – ma il mondo è bello perché è vario – l'ha accesa Leonardi, sia quest'estate, ritirando a mano un argomento chiuso che nessuno della stampa aveva rivangato appena prima del raduno, così come – ed è sempre una mia opinabile opinione – ha amplificato nella sua risposta "spettacolare" l'aria fritta di Guidolin, nella più classica delle routine giornalistiche, l'intervista dell'ex.
    2 Bis – La bonaria stampa locale di cui tanto ci si lamenta ha taciuto, o per lo meno non amplificato, i tanti argomenti che avrebbero potuto creare un certo scalpore, tra quelli pronunciati dall'AD durante la presentazione di Delsignore, non ultimo il revisionismo di Malesani e delle sue tre coppe in 100 giorni (qui a Parma da tutti snobbate, perché quell'anno, nelle aspettative di tutti i tifosi, avremmo dovuto vincere lo scudetto… Io non ho mai condiviso né le critiche, né l'ostracismo per detto tecnico, specie per le ridicole motivazioni che l'accompagnavano, cioè il fatto che dormisse a Verona e non a Parma, ma per piacere…) Però star lì a mettere sulla bilancia i trofei dell'uno piuttosto che la promozione dell'altro io l'ho trovato fuori luogo. E certo non ha contribuito a buttare acqua sul fuoco, semmai benzina.
    3) In effetti ho visto Leonardi esaltarsi anche in altre occasioni. Personalmente, dal vivo, non sono riuscito a scorgerlo più di tanto, stavolta, in quanto non ero piazzato bene. Dalla mia posizione ho visto Preiti, che di solito non avevo mai notato in campo e il Bianco, piuttosto "esagitato", ma non era certo la prima volta che lo vedevo abbracciare ogni tesserato gli passasse vicino al fischio finale di una gara sentita. Nel mio articolo ho citato come hanno interpretato le reazioni i cronisti di Udine e quello neutrale della Gazzetta dello Sport. Non ho espresso giudizi personali. E festeggiare una vittoria non è certo un reato. A proposito: non mi pare che sia stato amplificato da qualcuno della stampa locale il fatto che Guidolin, al pareggio, non abbia esultato. Eppure, se lo avesse fatto, non sarebbe stato un reato, o no?
    Grazie per il contributo. Ciao Gmajo

  7. ciao Gabriele leggendo ho trovato questo post poco imparziale,come altri quattro tifosi alla quale ho passato la notizia che hanno avuto il mio stesso pensiero. per questo il mio giudizio è stato "scarso". ma leggo sempre i tui post (personalmente interessanti)con commenti positivi e negativi. ma bisogna stare attenti perchè alcune critiche gratuite a mio parere servono solo a crear scompiglio tra i tifosi. L imporante che nel collettivo si fa del bene. Parma081

  8. Ciao Parma081, grazie per il tuo contributo ed anche per il voto "scarso" che hai espresso motivando le ragioni del giudizio. Mi spiace che il mio post ti appaia poco imparziale, dunque molto parziale. E' vero che in questo caso non ho raccontato fatti, ma ho espresso delle opinioni e quindi a seconda "del partito" si possano avere più o meno consensi. Però sono opinioni suffragate da fatti e ragionamenti, espressi col solo scopo di offrire un differente punto di vista, si sa mai sia quello giusto… Le critiche che esprimo difficilmente sono gratuite: qualora ecceda sono il primo a chiedere scusa (vedesi quelle pubblicamente fatte a Manfredini per aver un po' troppo calcato la mano), ma nell'articolo in questione non mi pare proprio di averlo fatto, men che meno con lo spirito di creare scompiglio tra i tifosi (a che pro, poi?). Spesso mi è stata affibbiata una etichetta – che apprezzo e condivido – quella di grillo parlante: come ogni grillo parlante che si rispetti capita che possa dare fastidio con le mie esternazioni. Le stesse, però, potrebbero offrire interessanti spunti di riflessione, se non scacciate come mosche fastidiose, o lette solo con "dietrologia" o con la sindrome da accerchiamento. Basterebbe un pizzico di serenità in più… Grazie per il contributo. Gabriele Majo

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