E ORA IL PARMA NON E’ PIU’ NEPPURE GRANDE CON LE GRANDI…

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    La netta e meritata sconfitta di San Siro (4-0) è la cartina di tornasole della deludente prestazione. Scontento anche Marino che vorrebbe più grinta e determinazione dai suoi.
    01MILANO – Non si può certo dire che il Parma non abbia dato spettacolo alla Scala del Calcio: concedere nove reti in due partite agli avversari è indubbiamente un gaudium magnum per la stragrande maggioranza degli spettatori, ovverosia i padroni di casa, ma una delusione immensa per una sparuta minoranza, i propri tifosi. Se con l’Inter, malgrado il pesante passivo finale 5-2, i Crociati (nell’occasione con il pigiama grigio) erano rimasti a lungo in partita, offrendo scampoli di bel gioco (propositivo) e concludendo una decina di volte in porta, ieri con il Milan (4-0) non è accaduto altrettanto, perché la squadra è scesa in campo – da subito – assai svagata e remissiva. Che sia andata in svantaggio dopo appena sei minuti non è affatto casuale. Così come non è fortuito che si sia trattato sostanzialmente sempre di azioni in fotocopia, con penetrazioni centrali dei rossoneri. (Continua all’interno)

    47milparppfLo stesso allenatore, in sala stampa, pur avendo negato a Carlo Chiesa che non aveva avuto timore di chiederglielo, che la squadra giochi contro di lui (“giocare contro l’allenatore è come giocare contro sé stessi. Il gruppo è sano”), ha ammesso che non giochi come vorrebbe lui. In particolare il tecnico ha detto che devono smettere di specchiarsi in sé stessi con fraseggi leziosi (anche se non era il caso specifico della partita con il Milan), mettendoci quella sostanza, leggasi grinta e determinazione, per dare corpo e sostanza alla qualità che la squadra ha davanti con la coppia Amauri-Crespo, sostenuta da Giovinco. In pratica ci vorrebbero maggiori verticalizzazioni. Nella sua radiocronaca su Radio Rai Giuseppe Bisantis non ha esitato a definire “presuntuoso” l’atteggiamento tattico del Parma, appunto con il tandem sudamericano di centravanti, ispirabile, più che ispirato, dalla Formica Atomica. Analogo giudizio, of the record, da parte di un collega che segue abitualmente i rossoneri. “Presentarsi SAM_4860così a San Siro significa fare andare a nozze il Milan. Qualcun altro (mi sa ancora il “solito”Chiesa), durante la conferenza, glielo ha chiesto, al mister se, dopo la prova con la capoclasse ritiene che possa essere congeniale alla squadra la trazione con la doppia punta e il fantasista dietro. Il coach non ha dubbi al riguardo, tenendo presente non solo la gara con i rossoneri, ma anche quella precedente con la Fiorentina, oltre che gli allenamenti settimanali. E poi diciamolo: gli abbiamo rotto gli Zebedei col fatto che dovesse giocare con 36milparppfGiovinco dietro le punte e, una volta che ci ha accontenta (forse non nella occasione migliore) gli tiriamo le pietre perché lo ha fatto? Il patatrac era avvenuto già dopo poco più di un quarto d’ora di gioco: diventava difficile rimediare continuando a giocare come se si fosse sullo 0-0, in maniera così abulica, poco efficace, senza idee. I cambi, poi, sono stati tardivi, dal momento che sono stati perfezionati dopo il 4-0: cosa mai avrebbe potuto inventarsi il Bojinov di questa stagione, certo meno efficace del fratello buono in servizio un 43milparppfcampionato fa, per rimettere in carreggiata una gara sì compromessa? Angelo si è dimostrato uno dei più pericolosi (anche se il leader dei tiri in porta è stato Dzemaili), ma senza l’abituale partner Crespo che conosce alla perfezione i suoi suggerimenti si rinunziava a gran parte del potenziale. Non avendo come il Milan degli impegni di Champions League in settimana (Seedorf e Ibrahimovic , ma anche Gattuso, perfino assist man – ! – per Cassano, alla prima rete in rossonero, e figurarsi se non era proprio il Parma a tenerlo a battesimo…) l’esclusione simultanea di Crespo e Giovinco risultava un risparmio poco comprensibile. Oltre ad un ritorno al “ripudiato” credo del 4 3 3 con un solo centravanti (il superstite Amauri) e due ali (Bojinov ed Angelo). Seedorf era da un po’ che non si esprimeva a questi livelli, ma lo abbiamo rivitalizzato (specialità della casa) e grazie a questa prova ha sancito la pace coi propri tifosi coi quali 16milparppfc’era stato qualche qui pro quo; Robinho, il suo sostituto, di gol ne ha fatti perfino due, lui che certo non è un cecchino dei più implacabili. Ibra ha lasciato il segno con tre efficaci suggerimenti: pur non avendo personalmente timbrato il cartellino, si potrebbe dire un petting soddisfacente… Alla vigilia avevamo tirato a mano come portafortuna l’arbitro De Marco, lo stesso fischietto dell’Olimpico di Torino, laddove il 6 gennaio scorso (sembra una vita fa…) il Parma corsaro regolò la Juve-suicida di Melo (e dell’infortunato Quagliarella). “Di lì sono iniziati i nostri guai”, ha affermato Marino, ed ha ragione perché dopo aver raggiunto il SAM_4984climax il Parma è caduto precipitevolissimevolmente, senza avere la continuità di prima, anzi, inanellando una serie di prestazioni altalenati, ma il più delle volte deludenti, vedi quest’ultima. Insomma il Parma stavolta non è riuscito ad essere grande con le grandi. Marino ha detto che la qualità va supportata dalla sostanza. “E’ mancata cattiveria. Dobbiamo dare tutti qualcosa in più. Bisogna darsi una mossa.” Magari ad iniziare con la gara con il Cesena, perché ormai inizia ad essere tardi… (Gabriele Majo)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    1 commento

    1. Buon allenamento ieri nell'amichevole del Parma sul campo di San Siro.
      Certo il passivo è stato un po' pesante,ma è stato comunque un buon test per capire che squadra mettere in campo quando inizierà,a breve,il campionato.
      Si è capito per esempio che questo modulo ultraoffesivo e spregiudicato non sempre potrà essere utilizzato, e forse non sarà il caso di schierarlo con squadre dal maggiore tasso tecnico e soprattutto più collaudate della nostra, avendo iniziato la preparazione già dal settembre scorso.
      Ci sarà bisogno comunque,anche nelle partite casalinghe, di una buona cerniera a centrocampo per poterlo sostenere.
      Buono comunque l'inserimento dei nuovi arrivati Bojinov e Angelo sul 4 a 0.Una mossa saggia per integrarli, piano piano, negli schemi offensivi senza gravarli di eccessive responsabilità.
      Senza dimenticare che in vista dei prossimi impegni infrasettimanali era giusto fare rifiatare Crespo e Giovinco,gli unici due giocatori in grado,da soli,di risolvere una partita.
      Una manciata di minuti finali nella Scala del calcio anche per Galloppa,giusta ricompensa per un giocatore che, a detta di chi l'ha già visto giocare,potrà aggiungere qualità al centrocampo del Parma.
      Certo,la squadra in generale,al di la degli schemi di gioco che devono ancora essere rodati,è apparsa un po' troppo molle e con le idee un po' confuse.
      Ma del resto è difficile trovare gli stimoli giusti in una amichevole.
      Col tempo, e non dubito che la società gli concederà tutto il tempo necessario,vedrete che il sig.Marino vi farà divertire…a patto che tifiate per una qualsiasi delle altre squadre di serie A.
      Febbredacalcio

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