FRANCESCO RIPOSA IN UN ANGOLO DEL CIELO

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    L’improvvisa scomparsa del giornalista Saponara, 37 anni

    francescosaponara(gmajo) – Non ero un amico di Francesco Saponara. Nel senso più stretto della parola. Non avevamo mai lavorato insieme, gomito a gomito, nella stessa redazione, anzi più facilmente ci eravamo trovati dalla parte opposta della barricata, visto che nel mio percorso professionale mi è capitato di occuparmi anche di uffici stampa e lui, come giornalista, era ricco di ironia. Pungente, talora sarcastico, direi. Tutte doti che difficilmente vengono apprezzate quando sono utilizzate per descrivere uno dei “tuoi” e tu indossi una maglia cercando di onorarla e di dare tutto te stesso… Non avevamo mai giocato insieme nella stessa squadra di calcetto (ma neppure da avversari), come gli addolorati colleghi che stamani mi hanno chiamato per darmi la ferale notizia. Francesco Saponara è morto. Un infarto nella notte. Anzi no un aneurisma. O forse no. Ma chissenefrega. Il problema è che è morto un “quasi amico” di soli 37 anni. Diventato padre appena due-tre settimane fa. Che ingiustizia. (Continua all’interno)

    Francesco_'08Non vorrei mettermi nei panni del sacerdote che dovrà pronunziare l’omelia il giorno del funerale (pare sarà martedì), perché è vero che la fede aiuta (e se non ricordo male Francesco era molto osservante), ma trovare le parole per sollevare una famiglia distrutta da un dolore così – tra l’altro improvviso ed imprevedibile – non deve proprio essere facile. A me la “notizia” l’ha comunicata stamani Antonio Boellis, che con Saponara aveva seguito – e vissuto – non so quante partite del Parma. Non solo in casa, dove probabilmente domani sarà ricordato con un mazzo di fiori sul “banchetto” occupato abitualmente (e tra l’altro stamani è stato ricordato in sala stampa a Collecchio dai colleghi, grazie anche alla sensibilità dell’ufficio stampa del club, prima dell’inizio della conferenza di Marino), ma anche in trasferta. Una partita su tutte: lo spareggio di Bologna. Ma i suoi resoconti delle gare, più spesso delle interviste ai protagonisti, erano una costante sul quotidiano Informazione di Parma, di cui era redattore. In realtà lui non apparteneva alla redazione sportiva, bensì alla cronaca, dal momento che la politica era il suo pane, ed era davvero bravo a scovare i retroscena ed i dietro le quinte, con anticipazioni spesso tramutatesi in realtà. E sempre con quella ironia di cui accennavo prima. Interrotta la conversazione con Antonio ho subito provato a contattare Matteo Billi: nel mio immaginario, ma non solo, i due erano come fratelli. Cresciuti insieme ad è’tv, quando forse manco così ancora si chiamava, e ad ingentilire la redazione c’era pure Donatella Dall’Argine (in arte Farnese). Qualche anno dopo il “travaso” all’Informazione, stesso editore. Al telefono Matteo era affranto, non nascondeva il groppo in gola. E come tutti noi si chiedeva perché. Perché uno deve morire a 37 anni, subito dopo essere diventato padre. Stava uscendo, Matteo, per raggiungere casa Saponara, chiamato dalla sorella del giornalista, Gabriella, pure collaboratrice del quotidiano e per cercare di dare un conforto, un aiuto alla moglie e alla piccola Beatrice, che papà l’ha potuto godere solo per una manciata di giorni.
    28.01Non ero amico di Francesco, nel senso stretto della parola, eppure lui, con me, specie ultimamente, si era comportato da vero amico. Il titolo “Francesco riposa in un angolo del cielo” l’ho scelto appositamente per ricordare il suo blog, appunto “Angoli del Cielo”, sul quale aveva ospitato, di sua sponte, un post a proposito della mia “direzione” di questo portale. Così come proprio pochi giorni fa, (poco dopo le 23 di martedì 15), mi aveva inviato via email, il file pdf di una tovaglietta di Parmasera, sul quale era ospitata una notizia con un elogio di stadiotardini.com e del sottoscritto. Era stata l’occasione per parlare insieme – ogni tanto lo facevamo – del difficile momento dell’editoria, specie nella nostra città. Avevo tenuto in freezer quella tovaglietta (l’informazione sotto il palato”) perché avrei voluto farne una di quelle solite notizie un po’ autoreferenziali che di solito tengo per il week end. E proprio nel week end, sia pure in un’altra veste, la pubblico, a corredo di questo estremo saluto, con un immenso grazie.

    Sul suo blog “Cesco” si era descritto così: “Un ragazzo degli anni ’80 con un diploma da geometra, una laurea in filosofia e un lavoro da giornalista. Il resto è scritto qui…” E lì sul suo blog così aveva salutato il 2011, quel 2011 da lui vissuto fino a questa notte: “Di parole ne sono state spese tante. I buoni propositi pure. Gli oroscopi, e c’è ancora chi ci crede, sono circolati come fiumi in piena. Al di là delle frasi fatte, di quelle di circostanza e buone intenzioni a tutti i miei lettori, semplicemente auguro 12 mesi di serenità. Ne abbiamo bisogno, e tanto, in questa vita frenetica. In fondo l’anno che sta arrivando, tra un anno passerà… e speriamo ci sia da mangiare anche per chi, negli angoli più sperduti del mondo, il panettone che abbiamo buttato se lo sogna.” On line si trova ancora una intervista doppia che gli dedicò Lungoparma, in coppia con un altro giornalista, Gabriele Franzini. Era la 13^ puntata, del 5 novembre 2006. A corredo della foto sorridente si legge: “Sogna di fare un DSC06417giornale nuovo e coraggioso, controcorrente e che abbia un solo padrone, il lettore.” L’aspetto più positivo del tuo lavoro? “La conoscenza: puoi spaziare”. L’aspetto più negativo? “La velocità. Manca l’approfondimento ed è il limite del giornalismo di oggi.” Ecco, vorremmo che queste parole fossero una sorta di eredità per noi che rimaniamo, un testamento spirituale da seguire, dettate da chi aveva capito di fare il giornalista frequentando l’Università, quando “conobbi il professor Chierici (oggi giornalista de “L’Unità) e rimasi folgorato dai suoi racconti di vita e di lavoro.”

    Ciao Francesco. Ora davvero sei salito lassù, e hai visto il cielo e la terra. Chissà se è come quella volta in Piazza Duomo a Parma, il 22 ottobre 2009…

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.