I BOYS NON AFFONDANO LA BARCA CHE AFFONDA

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    Gioco di parole degli Ultrà pramzan che dal proprio megafono virtuale fanno considerazioni e riflessioni a ruota libera dopo la batosta col Milan
    boys home page(gmajo) – Chi sta peggio tra Parma e Cesena? Probabilmente i romagnoli, perché almeno i Crociati, dalla loro, hanno il sostegno incondizionato dei Boys, che dal proprio megafono internet spronano tutte le componenti che ruotano attorno alla squadra (media inclusi) a non affondare la barca che affonda. Poi i conti si faranno alla fine. Insomma la stessa linea che ieri dalle colonne della Gazzetta di Parma dettava Sandro Piovani, il quale a propria volta, fiutata l’aria in società e dintorni, ci informava che la resa dei conti avverrà solo a salvezza ottenuta (speriamo). “Domenica – scrivono gli Ultrà pramzan arriva il Cesena, squadra sotto di noi in classifica, una vera e propria sfida salvezza, una gara da non steccare come quella contro il Lecce. L’esperienza ci insegna che le contestazioni servono per dare una scossa, ma non bisogna mai affondare la squadra, soprattutto se già sta affondando di suo! Per questo continueremo fino alla salvezza a sostenere incondizionatamente il Parma nei 90 minuti, come abbiam sempre fatto.” Le immagini giunte da Cesena e pubblicate da Settore Crociato ci testimoniano che gli ospiti hanno subìto, dopo la sconfitta interna (0-3) con l’Udinese di Guidolin, una pesante contestazione: là la pazienza pare essere terminata. Qui ce n’è’ ancora. L’importante è non approfittarne…
    All’interno le riflessioni dei Boys dopo Milan-Parma


    NON AFFONDARE LA BARCA CHE AFFONDA
    Riflessioni e considerazioni a ruota libera dei Boys, dopo la batosta subita dal Parma contro il Milan, partita ascoltata alla radio causa un assurdo divieto di trasferta.  
    da http://www.boysparma1977.it/
    Non era certo con il Milan la partita da vincere, non è contro le grandi squadre che bisogna conquistare preziosi punti salvezza: vero, com’è vero, però, che c’è modo e modo di perdere.
    Se si esce sconfitti come a Palermo in Coppa Italia, si esce dal campo a testa alta e il tifoso non può che applaudire chi è sceso in campo, se si viene umiliati come a S.Siro più che la rabbia è la vergogna che fa da protagonista. Ma i giocatori si vergognano a essere presi a pallonate o la cosa riguarda solo noi che li tifiamo? Speriamo che un minimo di orgoglio ce l’abbiano anche loro.
    E così il nostro sabato pomeriggio, davanti ad una radio che proprio non ne voleva sapere di prendere una frequenza decente, oltre alla rabbia per non poter essere presenti sugli spalti a S.Siro, si è riempito di delusione.
    Una brutta battuta d’arresto la disfatta di Milano, una batosta che proprio non ci voleva in questo momento. Dopo la contestazione di Parma-Lecce, infatti, la gara interna con la Fiorentina, anche se non si è conclusa con una vittoria, ci aveva fatto ben sperare, avevamo visto un atteggiamento deciso come piace a noi, ed anche il tifo ne aveva giovato; invece dopo sabato l’umore dei tifosi è sprofondato di nuovo, allontanando ancora di più le parti.
    Noi non siamo ciechi, non siamo allenatori o dirigenti, il mondo del calcio (fortunatamente) lo viviamo dagli spalti, ma comunque ci accorgiamo se qualcosa non funziona, a volte possiamo non capirne esattamente le causa, ma quando c’è qualcosa che non ci piace non ce lo teniamo certo per noi. I problemi ci sono, dall’inizio dell’anno, e di sicuro non si dissolveranno nel nulla!
    Spesso noi Boys ci troviamo anche nel mezzo, fra noi che vogliam portare avanti anche il tifo, che ci teniamo ad avere una bella curva anche quando le cose van male, e i tifosi sempre molto critici, ma non a prescindere, ma solo per il bene del Parma. Noi prendiamo le nostre decisioni, in riunione, dopo esserci confrontati fra di noi, decisioni impopolari le abbiam prese e rivendichiamo tutte le nostre scelte, ma è innegabile che la “piazza” va ascoltata, che l’umore della tifoseria va interpretato.
    Ci piacerebbe poi non essere, non gli unici, ma fra i pochi a cercare di smuovere le acque nel concreto, a incitare o fischiare, a esultare o contestare: Parma è sempre troppo passiva, ma questa è un’altra storia.
    Ora ci stiamo dilungando nella nostra analisi, quando fondamentalmente potremmo sintetizzare il tutto ponendoci una domanda: adésa co’ féma?
    Purtroppo dobbiamo ancora salvarci. Perché diciamo “purtroppo”? Perché, come abbiam scritto sopra, i problemi nel Parma ci sono, e grossi, e ci piacerebbe arrivarci in fondo da subito, ci piacerebbe affrontarli già adesso e pensare subito alla prossima stagione. Ci piacerebbe un confronto fra tutte le componenti, trovare un equilibrio e ripartire.
    Ma appunto: dobbiamo ancora salvarci, e ad oggi la priorità è solo questa, e chi vuole bene al Parma se lo deve ficcare in testa. Per salvarsi ci vogliono i punti, per fare punti bisogna vincere, per vincere bisogna fare un gol in più degli avversari. A dirlo sembra tutto molto semplice.
    Domenica arriva il Cesena, squadra sotto di noi in classifica, una vera e propria sfida salvezza, una gara da non steccare come quella contro il Lecce. L’esperienza ci insegna che le contestazioni servono per dare una scossa, ma non bisogna mai affondare la squadra, soprattutto se già sta affondando di suo! Per questo continueremo fino alla salvezza a sostenere incondizionatamente il Parma nei 90 minuti, come abbiam sempre fatto.
    Avessimo la bacchetta magica riempiremmo la Nord domenica, di persone, di tifo incazzato, di colore e di passione, di orgoglio di essere tifosi del Parma. Ma la bacchetta non l’abbiamo e per raggiungere quel risultato tutti devono fare il proprio, dai singoli tifosi, ai media locali, alla stessa Società. Che piaccia o no siamo tutti sulla stessa barca detta Parma, e dobbiam remare tutti dalla stessa parte, senza dimenticarci problemi o errori commessi ma solamente aspettando il giusto momento per affrontarli.
    Anche perché gli unici che questa barca non la lasceranno mai siamo noi tifosi, e dobbiamo fare di tutto per tenerla a galla.
    Una volta raggiunta terra poi si vedrà.
    (da www.boysparma1977.it)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.