LA LETTERA APERTA DI BALESTRAZZI A MARINO

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    Il coordinatore di gazzettadiparma.it, con onestà ed equilibrio, riflette sulla incompatibilità ambientale dell’allenatore – Guarda la fotogallery amatoriale di Parma-Lecce
    balestrazzi gazzettadiparma it(gmajo) – E’ con piacere che invitiamo i nostri lettori, che ancora non l’avessero fatto, a leggere la lettera aperta di Gabriele Balestrazzi, il coordinatore di gazzettadiparma.it, indirizzata all’allenatore Pasquale Marino, il quale ieri sera aveva affermato che con Parma non era scatatta la scintilla, specificando che la contestazione di ieri sera era frutto del clima a lui ostile artificiosamente creato dai media. La tesi, risibile, (se non ci fosse da piangere) è confutata con classe e buon senso, onestà ed equilibrio dall’ex direttore di Tv Parma. Uno che, pur essendo tifoso, non ha mai rinunciato alla propria professionalità. Egli gli dice: “La classifica non ha pregiudizi: ci conquisti con i risultati e con il gioco”. Concordiamo pienamente con lui, anche perché ai giornalisti non si può chiedere di abdicare al proprio diritto/dovere di critica, specie se lo si espleta in maniera mite e costruttiva come a Parma.
    All’interno la lettera aperta di Gabriele Balestrazzi di gazzettadiparma.it a Marino e (scusandoci per il leggero ritardo, ma avevamo dato precedenza ai video) la fotogallery amatoriale di Parma-Lecce

    CARO MARINO, LA CLASSIFICA NON HA PREGIUDIZU: CI CONQUISTI CON I RISULTATI E CON ILGIOCO
    di Gabriele Balestrazzi, coordinatore di gazzettadiparma.it
    “Verso di me ci sono dei pregiudizi, non è mai scatta la scintilla fra me e il Parma”.
    Sono dichiarazioni di Pasquale Marino, che potete leggere per intero nell’articolo di Sandro Piovani sulla Gazzetta di Parma in edicola. E in un certo senso, sono ancor più preoccupanti della pur grave sconfitta con il Lecce che ha impelagato il Parma in piena lotta-salvezza.
    Allora, visto che ormai c’è da temere che la squadra debba soffrire fino in fondo per restare in serie A (traguardo, diciamolo subito, decisamente alla sua portata), vediamo almeno di non aggiungere ai problemi del campo altre polemiche che non servirebbero a nessuno. E così, pur non conoscendo personalmente Marino, da vecchio cronista sportivo e non, mi permetto di offrirgli un rapido “bignami” di storia calcistica parmigiana, per spiegargli che una delle categorie che qui ha trovato terreno fertile è proprio quella degli allenatori di calcio.
    A Parma, infatti, abbiamo accolto il semi-sconosciuto (almeno per i non addetti ai lavori) Arrigo Sacchi, cui Ceresini e Sogliano afiidarono un giovane Parma di serie C che divenne per lui addirittura il trampolino per quello che doveva essere il Milan stellare.
    Qui si è fortificato e consolidato, complice il clamoroso e imprevisto deflagrare del crac Parmalat, quel Prandelli che oggi siede sulla panchina azzurra.
    Qui ha trovato consacrazione, fino a conquistare trofei europei accompagnati da un bellissimo calcio, quel Nevio Scala che a Reggio Calabria aveva solo sfiorato la serie A. E qui, dall’altra Reggio, abbiamo riaccolto, e poi aspettato con pazienza e coccolato, Carletto Ancelotti, già apprezzato come calciatore e a Parma capace di una maturazione così rapida da arrivare a portare Parma per la prima volta in Champions League, e a sfiorare lo scudetto.
    Qui, soprattutto, perfino quando le cose non andavano bene si è guardato al bicchiere mezzo pieno. Così, ad esempio, dell’allenatore meno in sintonia con la città (Alberto Malesani) ricordiamo anche con piacere le tre coppe in 100 giorni. E oggi a Bologna vediamo che il tecnico ha anche indubbie qualità.
    Ma addirittura, l’allenatore che fece peggio sul campo (Zdenek Zeman, esonerato dopo 7 giornate da disperazione) è forse ricordato come il tecnico che ci fece vedere il calcio migliore, seppure solo d’estate e seppure in una amichevole, che però ci diede la gioia di superare il blasonatissimo Real Madrid con un gioco mai più rivisto al Tardini.
    Qui, insomma, a chi siede in panchina non chiediamo altro che serietà (e qualcuno gliene “rmprovera” fin troppa, ma dopo il “don” siamo vaccinati anche a questo) e naturalmente risultati, possibilmente accompagnati da un gioco che valga il prezzo del biglietto. Il problema di oggi,insomma,  non siamo noi tifosi o commentatori “ipercritici”: è la classifica, e lei sa che quella non ha “pregiudizi”.
    Certo, è vero (e l’archivio del nostro sito lo dimostra) che il suo arrivo è stato accompagnato, non per sua colpa, da qualche perplessità legata al rimpianto di tanti per la separazione da Guidolin. Ma è anche vero che nel calcio frenetico di oggi siamo tutti abituati a voltare pagina in fretta, senza attaccarci troppo ai nomi ma solo alla maglia. E in fondo, è anche vero che il suo arrivo, complice l’assonanza con la campagna pubblicitaria del prosciutto, era stato salutato come una ventata (il Marino, appunto) di potenziale buon calcio. Perfino Guidolin le aveva…dato una mano, con la sua pessima partenza.
    Allora, se posso permettermi, non pensi a queste cose che rischiano di figurare come alibi. Si concentri su giocatori, tattica e grinta: faccia vedere anche a Parma le doti che negli anni scorsi le sono state riconosciute (facendo magari tesoro degli errori compiuti, come tutti) e vedrà che le cose cambieranno di pari passo con la classifica. Non le dico che dagli  spalti pioveranno rose come alla Forza del destino (anche per non riproporre la trita analogia Tardini-Teatro Regio), ma vedrà che anche per lei fischi e contestazioni si trasformeranno in applausi. Senza pregiudizi. Gabriele Balestrazzi (da http://www.gazzettadiparma.it/)
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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.