LA LIBERTA’ DI STAMPA “AD PERSONAM” DEI BOYS

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    Per stadiotardini.com niente foto dalla “trasferta in casa” al Bar Gianni
    Majo2(gmajo) – Ieri ad Elisa Contini, fotoreporter in servizio per parma.repubblica.it, ma che spesso presta la propria graditissima amichevole opera anche per questo portale, è stato chiesto chi fossero i destinatari delle immagini che stava scattando dalla “trasferta in casa” organizzata dai Boys. “Non saranno anche per stadiotardini.com, vero?” – gli ha chiesto uno di loro. No, grazie: appena mi è stata comunicata telefonicamente questa circostanza, per non mettere in difficoltà la fotografa, ho preferito rinunciare alla fornitura di scatti che avevamo concordato al fine di documentare in una fotogallery quella che rimane una lodevole iniziativa del gruppo Ultrà. (Continua all’interno)


    “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” è una famosa massima evangelica che qualcuno sostiene fosse stata pronunziata ben cinque secoli prima da Confucio, ma ancora oggi, nell’epoca da basso impero che stiamo vivendo, di calzante attualità. Quegli stessi Boys che si lamentano per la violazione dell’art. 21 della Costituzione quando viene loro impedito di far entrare allo stadio uno striscione da esporre se non precedentemente autorizzato (a parte che ultimamente al Tardini di lenzuolate ne hanno proposte parecchie, tra cui l’ultima, nella quale si sono arrogati il diritto di rappresentare, oltre a se stessi l’intera municipalità, del resto come successo 12 mesi prima, sia pure in circostanze capovolte), sono i primi a limitare la libertà altrui quando (spesso con metodi poco urbani) intimano di non documentare con foto le loro iniziative o le loro gesta. Nel caso in esame il veto era ad personam per questo portale e dunque per il sottoscritto che ne è il curatore, dal momento che per parma.repubblica.it Elisa Contini ha potuto svolgere regolarmente il proprio servizio, sia pure con la limitazione di non poter riprendere il volto dei protagonisti (Curiosa abitudine pure questa: come se non vi conoscessimo tutti, come se non sapessimo tutti chi siete e la faccia che avete. Male non fare paura non avere recita un altro adagio: ebbene se non hai nulla da nascondere, specie in occasione di un evento positivo come questo, perché non ti fai immortalare tranquillamente anche il volto? Cos’hai da nascondere? Non sei orgoglioso delle fattezze che ti ha dato Mamma Natura? O hai paura che siamo agenti segreti o informatori della Digos, inviati apposta per schedarti?)
    Cosa vi ha fatto mai di male, cari Boys, il tenutario di stadiotardini.com? Quali sono i suoi capi di accusa? Forse l’aver condannato la violenza sempre e comunque? L’aver sollecitato – senza mai ottenerla – una vostra chiara presa di distanza dagli autori della vile aggressione di Levico ad un tifoso della Spal, episodio di cronaca nera che ha infangato prima di tutto il vostro buon nome e poi quello dell’intera municipalità che vorreste rappresentare? O l’aver pubblicato – in differita, certo, prima non ero l’owner di un mezzo di comunicazione, se no lo avrei fatto anche prima – le foto, sia pure poco significative, del ritorno dalla trasferta in treno da Bologna di un anno fa? O l’aver raccontato – sempre con equidistanza da cronista senza pregiudizi – la protesta dell’ombrello, o le tensioni pre-partita di Parma-Sampdoria? O l’aver cercato di sviscerare – senza parteggiare per una parte o per l’altra – i complessi temi collegati alla Tessera del Tifoso, CASMS, divieti geografici di trasferta o altro, cercando di evitare di cadere negli abituali luoghi comuni? O perché qualche volta do qualche anticipazione su vostre iniziative in cantiere? Voi mi accusate di gettarvi addosso del fango solo perché non mi schiero con la pletora di chi, a prescindere, vi ritiene i più bravi e i più corretti del mondo, solo perché siete di Parma, e dunque siete sempre sistematicamente provocati dagli altri? Fosse così ci sarebbe non poca coda di paglia, converrete… O no?
    E con i paraocchi del pregiudizio (tipo la circostanza di essere “amico” o “simpatizzante di “Settore Crociato”, che spesso mi viene rinfacciata di persona o tra i commenti sul blog) si va poco lontano. Con i paraocchi non si vede – e di conseguenza non si può ammettere – che ci sia da parte mia il pieno sostegno per quelle che sono le vostre lodevoli iniziative. Tipo quella di ieri, con protagonista la radio, mio vecchio amore, che appunto mi sarebbe piaciuto documentare soprattutto per questo motivo. Sappiate che, pur nel pieno della delusione per l’impedimento a farlo, è stato proprio il sottoscritto a riferire al radiocronista di Radio Rai Giuseppe Bisantis della vostra scelta di protestare civilmente contro la mancata possibilità di andare a San Siro, accendendo i diffusori della radio al Bar Gianni. E se Bisantis vi ha salutato, sottolineando le vostre ragioni ed il fatto che il calcio è troppo dipendente dalle pay tv è perché quello che a vostro dire “getta fango su di voi” gli aveva appena riferito che probabilmente eravate all’ascolto (a meno che non foste sintonizzati su Radio Bruno). Un altro mio vecchio amore è il treno: vi scrissi per manifestarvi la mia disponibilità a seguire e divulgare il momento di aggregazione comunitaria nel viaggio della memoria (su rotaia) con i vecchi Ultrà a Brescia. La vostra risposta? Nessuna, perché tanto non mi considerate un giornalista: che fortuna che non c’era nessuno di voi nella commissione del relativo esame di Stato, perché se no non lo avrei di certo passato… Ma giornalista chi è per voi? Solo che vi dà sempre ragione? Chi vi elargisce lodi sperticate?
    Tranquilli: da parte mia nessun fango “preventivo”. Come per tutti (il Parma, i colleghi giornalisti, i politici, la Polizia, Maroni, il Sindaco, semplici cittadini o istituzioni e in generale tutti i miei “clienti”, cioè quelli di cui parlo nei miei scritti) continuerò anche a voi a riservare lodi o critiche, con misura e senza pregiudizi, a seconda che io intenda positivo o negativo il fatto da commentare. Poi mi potrò anche sbagliare nelle valutazioni e nei giudizi, ma sono formulati sempre con il massimo dell’onestà, della buona fede, dell’apertura mentale, in puro spirito di costruttivo dialogo e confronto. Quello che mi piacerebbe aveste pure voi. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Caro anonimo delle 12.10. So perfettamente di essere prolisso: ma non si faccia fare dei riassunti. I riassunti sono sempre sommari. Abbia pazienza e legga tutto. Forse solo così potrà farsi una sua idea su quanto ho scritto. Grazie a Dio su internet non esiste l'imperativo pressante dei tempi televisivi. Io se ho da dire una cosa la spiego. Nel rispetto di chi legge e di chi sto parlando. La sintesi uno è costretta a farla nel titolo e nel sottotitolo. Che anche in questo caso spiega già tutto. Il fatto. Ma credo siano importanti anche le considerazioni all'interno. Buona lettura. Cordialmente. Gmajo

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