LECCE ATTENTO, AMAURI SI E’ GIA MESSO A DISPOSIZIONE

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    Il neo-acquisto, presentato oggi al Tardini, si è già dichiarato pronto a fare la sua parte fin da domani. La trascrizione integrale della conferenza stampa. Guarda la fotogallery di Elisa Contini
    _MG_0159“Scusate il ritardo” è una frase classica che emerge in ogni presentazione quando in una squadra arriva un giocatore inseguito da tempo. Ma il caso di Amauri è diverso, perché lui già dieci anni fa era un calciatore del Parma, ma solo dopo due lustri, finalmente, riesce ad indossare la maglia Crociata, che, stando a quanto rivela Settore Crociato, “oggi ha osservato con uno sguardo di meraviglia, rispetto e curiosità, avvicinando l’amministratore delegato del nostro ‘club’, Pietro Leonardi, pronunciando sottovoce, ma con considerazione: “Ah, é questa, eccola qui, la famosa casacca del Parma con la croce. Bella, davvero bella”. E ha già fretta di indossarla: infatti si è già messo a disposizione dell’allenatore Pasquale Marino: “Sto bene, non so se giocherò partendo dall’inizio o a gara in corso. Deciderà l’allenatore.”
    Continua all’interno con la trascrizione integrale delle risposte di Amauri alle domande dei giornalisti durante la presentazione odierna al tardini, e con la fotogallery a cura di Elisa Contini

    Alessandra Giardini (Corriere dello Sport – Stadio) – Perché ha scelto Parma, pur avendo tutte queste richieste? Si legge che ha detto di no ad un sacco di squadre, facendo il difficile, e invece col Parma si è accordato in poco tempo…
    “Diciamo che hanno un po’ esagerato, perché non è che ci fossero così tante squadre come è venuto fuori. Per il Parma c’è stata una chiamata importante da parte del Presidente: mi è bastata quella. Mi ha convinto subito. Niente… Sono felicissimo. Ero già stato un giocatore del Parma, ma ci sono voluti 10 anni per riuscire a vestirne la maglia. Finalmente ! Speriamo che sia un girone di ritorno bellissimo.”
    Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Innanzitutto benvenuto da parte di tutto l’ambiente di Parma. Parma e i suoi tifosi si aspettano molto da te, ed immagino che pure tu ti aspetti molto da parte del Parma, visto che vieni da un anno difficile, durante le quali le cose immagino non siano andate come speravi a Torino. Cosa ti aspetti tu da questa squadra, da questo pubblico, e cosa senti di poter promettere alla squadra e al pubblico…
    “Ha detto, giustamente, che si aspettano molto da me, ma giustamente anch’io mi aspetto molto da me, perché sono critico con me stesso. So che non ho fatto quello che magari eravate abituati a vedere qualche anno fa, un po’ per colpa mia, però posso dire, in questa stagione, anche per colpa degli infortuni, perché ritengo di aver iniziato alla grande, tant’è che ho fatto 4 presenze nella Europa League e ho fatto 3 gol. Purtroppo mi sono infortunato tre volte consecutivamente: adesso, col rientro a Gennaio, speravo sicuramente di iniziare bene, ma mi sono rotto il naso… Spero, come infortuni, di avere già dato abbastanza… Voglio giocare, voglio mettermi in mostra, voglio dimostrare, prima di tutto a me stesso, quanto valgo, e so quello che valgo, perciò già da domani, se sarò in campo, se il mister mi metterà in campo, già da domani voglio cominciare a far bene, a giocare bene, con allegria, cosa che ho sempre fatto. Questa è la mia voglia principale. E divertire i tifosi del Parma, che è la cosa fondamentale, e dare una mano alla squadra.”
    Enrico Boni (Radio Bruno e Teleducato)Amauri, forse lei non sa che è l’acquisto più importante del Parma dell’era Ghirardi-Leonardi, ma soprattutto che i tifosi non credono, ancora, che lei sia qui, che indosserà la maglia del Parma, perché quando durante la nostra trasmissione televisiva Calcio & Calcio, che imparerà a conoscere, io un anno fa dissi che Amauri sarebbe stato il colpo più importante del Parma, l’epiteto più gentile che mi venne rivolto fu che ero pazzo, perché Amauri non poteva venire a Parma. Lei però ha considerato che Parma, invece, è la piazza giusta per il rilancio, una chance importantissima: la spaventa un po’ questa responsabilità di dimostrare intanto a sé stesso, di riuscire a ritornare l’Amauri, il grande campione che è sempre stato, e di ripagare la Società che ha avuto fiducia in lei e i tifosi che si aspettano veramente tanto?
    “Sicuramente: il primo obiettivo che ho in mente è quello, come ho detto prima, è la responsabilità. Ma nella mia carriera ho sempre avuto delle sfide. In ogni squadra dove sono andato c’erano delle sfide: perciò questa è un’altra; sono carico, sono felice, sono contento di essere qua: ho fatto la scelta con convinzione, penso che sia questa la cosa fondamentale e più importante. Perciò voglio tornare ad essere quello di prima, e voglio tornare ad esserlo con la maglia del Parma, la maglia che ho scelto.”
    Michele Gallerani (Sky Sport) – Hai detto che aspetti molto da te stesso. Da questa squadra cosa ti aspetti?
    “Io ho visto una squadra che per come ha giocato non ha raccolto i punti che meritava. L’ho vista giocare da vicino, infatti ho anche perso: io trovo giustamente che con il passare del tempo, allenandomi con la squadra, giustamente si vedono i movimenti giusti. Già stamattina qualcosa sono riuscito a vedere come si muovono, cosa vuole il mister lì davanti: secondo me se rientro nelle condizioni giuste, con il modulo in cui gioca il mister sicuramente potrei dare una grossa mano. Ed è quello che voglio.”
    Michele Gallerani (Sky Sport) – E’ un po’ più semplice avendo già giocato e conoscendo Giovinco, Palladino e Candreva?
    “Ho ritrovato tanti amici. Poi un’altra cosa: poi giocare con Hernan, un campione, un bomber come lui, sicuramente è un grande onore per me.”
    Matteo Leonardi (Sport Mediaset) – Intanto in bocca al lupo. Io volevo sapere cosa ti ha fatto cambiare idea sul fatto di lasciare Torino. Sembrava non te ne volessi andare, perché naturalmente la Juventus per te, come per tutti, era un po’ un punto di arrivo: se c’entra, nella tua decisione, anche la contestazione che si è sentita domenica sera durante la partita della Juventus con l’Udinese…
    “No, no. La contestazione c’è sempre stata, anche l’anno scorso era stato così. Ci sta, però ora vediamo se il colpevole sono io. Però, più che altro, da oggi in poi voglio pensare solo al Parma: se saranno contestati o no, se faranno bene o non faranno bene, io penso a me, che è la cosa più importante in questo momento. Poi le altre cose ci penseremo più avanti. Sono sempre un giocatore della Juve, poi delle altre cose si discuterà più avanti. Però di qua fino a Giugno io parlo solo del Parma e seguirò solo il Parma.”
    Matteo Leonardi (Sport Mediaset) – Però mi dici cosa ti ha detto Del Neri prima di andare via, un allenatore che conosci molto bene perché ti aveva già allenato prima? Cosa ti ha detto prima della partenza?
    “Ho parlato con lui, lui mi ha detto che io so come la pensa. Io gli ho detto: guarda la situazione è diventata così, così, così, come abbiamo visto un po’ tutti, e quello che succederà succederà. Infatti, dopo che ho parlato con lui, è venuta la chiamata del Presidente, e quello che ho detto all’inizio. E’ bastato poco, non tanto.”
    Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Scusami, innanzitutto Amàuri o Amaurì?
    “Ancora… Sono sette anni che sento questa domanda… Va sempre bene.”
    Pietro Leonardi: “Nemmeno lui lo sa…” (risate)
    Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – In Brasile come ti chiamano?
    “Amaurì. Ora ho il passaporto, sono italiano, perciò Amàuri va bene…”
    Pietro Leonardi: “Chiamatelo come volete…”
    “L’importante è buttarla dentro… Chiamatemi Amaurì, è uguale…”
    Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Un aspetto tattico: già Leonardi, ieri sera, ha anticipato quello che potrebbe essere un cambio importante nel gioco del Parma, avendo la possibilità, finalmente, di schierare due punte potenti come te e Crespo contemporaneamente, ci potrebbe essere la possibilità di giocare con un giocatore molto fantasioso come Giovinco alle vostre spalle; l’alternativa, ovviamente, è quella di rimanere con lo stesso schema, con te o Crespo come prime punte. Come cambierebbero le cose, dal tuo punto di vista?
    “A parte alla Juve, dove abbiamo sempre giocato col 4 4 2, tranne l’anno scorso che era cambiato un po’ il modulo, a Palermo giocavo da solo davanti. Problemi non ne ho. Conosco i movimenti, perché, giustamente, ci sono delle cose da perfezionare. Giocare da solo lì davanti non penso che sia un problema; però sicuramente giocare con un campione come Hernan potrebbe essere bello e metterebbe più in difficoltà la difesa avversaria. Perciò sarà il mister a vedere durante la settimana cosa potrà scegliere, cosa potrà fare, con grande serenità.”
    Giuseppe Milano (Tv Parma) – Benvenuto. La cosa più importante l’hai detta, e cioè che in questi sei mesi penserai al Parma, che è la cosa che più interessa a tutti. E’ indubbio, però, che questi mesi possano diventare molto importanti per te anche in chiave Nazionale: Cesare Prandelli guarda molto spesso a questa piazza, che conosce molto bene, sa come si lavora qui. E’ anche questo un pensiero che hai fatto pensando a questa piazza?
    “Un po’ tutti fanno un pensiero alla Nazionale: quando sono stato chiamato sono stato molto felice e molto contento. All’epoca io avevo detto che una volta non mi sarebbe bastata: perciò sicuramente tornerò lì se farò bene, se dimostrerò quello che ho fatto durante la mia carriera.”
    Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Sei già entrato in chiave Lecce durante l’allenamento di stamattina?
    “Sì. Già da ieri, a dire la verità, dopo che abbiamo fatto tutto… Partita importante, abbiamo detto, anche perché domenica scorsa non è andata bene, però con molta tranquillità domani abbiamo un’altra prova, poi domenica prossima ne abbiamo ancora un’altra: abbiamo due partite in casa, perciò cerchiamo di far bene, e di giocare come ho visto che sappiamo fare. Io spero di dare una grossa mano.”
    Alessandra Giardini (Corriere dello Sport – Stadio) – Senti, Crespo, da quello che si è capito, è anche un po’ il leader di questa squadra nello spogliatoio e ovviamente è anche un tifoso del Parma e questo è un qualcosa in più sempre. Come ti ha accolto, al di là delle cose normali?
    “Alla grande…”
    Alessandra Giardini (Corriere dello Sport – Stadio) – Lui è un argentino, tu sei brasiliano…
    “L’ho sempre detto: Brasile ed Argentina, no? La rivalità è solo in campo, poi fuori siamo amici. Dentro il campo ci meniamo come degli assassini, però fuori dal campo no. Infatti lui mi ha chiamato e la prima cosa che mi ha detto è come sei messo, guarda che da qui alla fine dobbiamo spaccare tutti, e già di lì si capisce com’è Hernan. Infatti mi ha fatto una gran bella impressione anche oggi: mi ha ricevuto molto bene e spero di fare assieme a lui una bella stagione.”
    Enrico Boni (Radio Bruno e Teleducato) – Se lei rispetterà le attese e le tante speranze che ci sono sul suo conto, quante possibilità ci sono che a fine stagione il fidanzamento diventi un matrimonio?
    “Beh: guarda io spero, come si aspettano tutti, io sono il primo che aspetta da me stesso. E voglio, sono convinto, di fare bene. E dopo… “
    Pietro Leonardi: “E dopo vedremo…”
    “E dopo vedremo… Le cose si vedranno alla fine.”
    Pietro Leonardi: “Adesso è già importante goderselo, no? Perciò dopo vedremo.”
    Francesco Magnani (Polis Quotidiano e Parmaok.it) – Ti chiedo se ti sei dato un obiettivo a livello individuale: quanti gol puoi promettere ai tifosi?
    “Mi è capitato anche in questa stagione: pensa un po’ le cose. Ogni volta che ho dato i numeri, non so voglio fare 10, 15, 20, alla fine non li ho mai fatti. Perciò magari la volta che non dico niente è quello che invece li faccio. Perciò non dico niente. Però posso sicuramente garantire ai tifosi, alla Società, ai miei compagni, che io ho voglia di dare il massimo e tornare ai miei livelli. Perciò farò di tutto per tornare lì. Poi una volta tornato lì, i gol li ho sempre fatti, perciò ne voglio fare tanti. Ma il numero non te lo do, se no si rischia…”
    Matteo Leonardi (Sport Mediaset) – Un numero un po’ impietoso te lo do io, perché oltre ai tre gol di cui hai parlato ad inizio stagione nei preliminari di Europa League, nel 2010 hai fatto un solo gol, il 14 febbraio, che è quasi un anno…
    “Appunto: lì avevo promesso. Lo vedi? Non si può promettere… “
    Matteo Leonardi (Sport Mediaset) – Però il modulo di Marino potrebbe aiutarti, a prescindere se giocherai con Crespo o con due attaccanti laterali. E’ una squadra che gioca molto all’attacco: da questo punto di vista hai qualche speranza in più?
    “Sì, io vorrei tornare quello lì: poi nel 2010, se parliamo dell’anno solare, di gol ne ho fatti 4 allora; se vogliamo parlare dell’anno normale ne ho fatti 7. Perciò non è più 1. Col modulo spero di trovarmi bene. Sicuramente ho visto che ci sono molti palloni in area e questo per me è importante, ma non solo quello, perché è importante anche mettersi in mostra, perché anche in passato, magari quando la palla non arrivava, andavo io a cercarla. Perciò se non arriva devo andare io a cercarla, cercando di tornare a fare quello che facevo normalmente, che per un motivo o l’altro, per colpa mia o per colpa degli infortuni, in questi mesi non sono più riuscito a farlo. Però mi sto ritrovando, e sono sicuro che qui mi ritroverò tornando l’Amauri che conoscete tutti.”
    Michele Gallerani (Sky Sport) – A proposito di passato: lo hai detto tu, dieci anni fa eri un giocatore del Parma, come hai vissuto il fatto di non essere mai riuscito – vabbè domani sì – a vestire questa maglia, nonostante fossi di proprietà di questa Società, e nonostante i dirigenti di allora avessero capito che Amauri potesse essere un investimento?
    “Sì, dieci anni fa sono stato acquistato, ma poi sono sempre andato via. Sono stato a Piacenza, sono andato a Messina, poi sono andato al Chievo in comproprietà, poi l’ultimo anno, quando dovevano decidere se andavo al Parma o rimanevo al Chievo, non so cosa sia successo, ma rimasi al Chievo. Non sono mai passato di qua, anche se avevo avuto una occasione nel 2001 in una tournèe, ma per un infortunio non sono andato e dopo dieci anni sono qua…”
    Michele Gallerani (Sky Sport) – Ma tu nella tua testa come l’hai vissuta questa cosa?
    “L’ho vissuta come una cosa strana. Era strano che fossi un giocatore del Parma senza mai arrivare a giocarci per motivi vari. Quando ero al Chievo qui era arrivato Adriano, che aveva fatto veramente bene, poi Gilardino: davanti a me c’erano degli altri giocatori che qui stavano facendo bene e forse, in quel periodo, non stavo facendo tanto bene io, tant’è che quell’anno quando mi hanno dato al Chievo sono esploso, facendo tanti gol, e poi a Palermo e da lì sono partito. Alle volte la vita è così.”
    Pino Colombi (Radio 24) – Ti chiedo: tu fisicamente stai bene? Saresti già in grado di giocare domani sera e tenere i 90’ ?
    “Credo di sì… Mi sono allenato stamattina e ho fatto tutto, non ho sentito niente e questa è già una buona cosa. Sono a disposizione: se sarà dal primo minuto o entrando a gara in corso lo vedremo.”
    Enrico Boni (Radio Bruno e Teleducato) – Il cassiere del Parma si frega le mani perché è già annunciato un consistente aumento del pubblico femminile al Tardini…
    “Più tifosi ci sono e meglio è per noi, però niente… Speriamo che mia moglie non stia vedendo questa intervista. Dopo mi chiamerà sicuramente, ci saranno già 30’ messaggi, è sicuro…” (risate)
    Registrazione di Jonathan Belletti, trascrizione di Gabriele Majo, foto di Elisa Contini per http://www.stadiotardini.com/

    PRESENTAZIONE DI AMAURI LA FOTOGALLERY DI ELISA CONTINI
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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.