ANCHE LA SAMP CHIEDE AIUTO ALLA CITTA’

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    Video dei “gemelli” che, come noi, vogliono cercare di superare la crisi con il coinvolgimento dei supporter: “Si può essere tifosi nella vittoria e questo è bello, si può essere tifosi nella sconfitta e questo è straordinario”
    spot samp 2(gmaio) – Se tra Parma e Sampdoria è nato un gemellaggio che dura da oltre 20 anni è perché evidentemente esistono delle affinità. Se ne era accorto, al tempo dei tempi, anche Calisto Tanzi (magari perché glielo aveva suggerito Pedraneschi) che non aveva nascosto che la Società, allora di Mantovani, era il suo modello. Loro arrivarono anche allo Scudetto. Noi ci fermammo in Europa, pur avendo frequentato pure quella dei Grandi. Affinità ai vertici (anche Ghirardi si è spesso ispirato a Garrone, di cui ha sempre speso parole di elogio), dunque, ma affinità anche alla base con Boys e Tito Cucchiaroni a fare da volano al movimento positivo. Parma e Samp ancora una volta simili: i doriani, capita la lezione d’umiltà inferta dal Parma in occasione dell’ultimo scontro fratricida (Leonardi ha sottolineato, giustamente, come gli avversari avessero sbagliato l’approccio in settimana), hanno pensato di chiedere l’aiuto della città, dei tifosi. Esattamente come avviene al di qua della Cisa, dove, per la battaglia (sportiva) che potrebbe essere decisiva sono stati chiamati a raccolta 10.000 bambini. Loro, modernamente, hanno invece puntato tutto sulla comunicazione, girando un video negli spogliatoi, con attore principale il capitano Angelo Palombo e testo degli Ultras Tito. Perché “Si può essere tifosi nella vittoria, e questo è bello; ma si può essere tifosi nella sconfitta e questo è straordinario…” All’interno il link per vedere il video e la trascrizione del testo

    Quando un obiettivo è sentito, condiviso,
    per quanto difficile esso sia, si può raggiungere.
    Si può essere tifosi nella vittoria, e questo è bello.
    Si può essere tifosi nella sconfitta, e questo è straordinario.
    No, non temiamo la sconfitta che ci rende più forti,
    uniti e compatti,
    ma allo stesso modo vogliamo intensamente la vittoria.
    Chi si sente un sampdoriano, ora più che mai,
    non ha che un modo per partecipare all’impresa,
    seguire e incitare la Sampdoria
     
    Ultras Tito Cucchiaroni

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Signor Majo questo video è stato creato dai temibili e violenti Ultras…come la mettiamo?

    2. La mettiamo, come al solito, che quando gli Ultras fanno le cose per bene li elogiamo e reclamizziamo le loro iniziative. Cosa che abbiamo fatto più volte anche da questo portale (partita alla radio, protesta del panino, viaggio comunitario in treno, etc.). Quando, invece, si distinguono per la violenza (e per carità di patria non sto qui ad elencare i soliti bancali, Levico e compagnia bella) pronunciamo parole di condanna. Mi pare abbastanza semplice. E coerente. ho sempre fatto così. Perché al contrario di come la pensano gran parte degli interessati io non ce l'ho assolutamente con i Boys (magari il contrario). Perché io non ho bisogno di avere nemici/avversari. Io parlo, con libertà, di tutto e di più. E' chiaro che chi si sente toccato dalle mie invettive può anche offendersi, ma questo non significa che io muova accuse preconcette. Se le storie di Levico e il bancale non fossero avvenute, certo io non ne avrei parlato. E i Cari Ultras Tito, che stavolta si sono distinti per il video proposto, a propria volta non è che si siano comportati da chierichetti quando fecero (qualche settimana fa) un irruzione negli studi di Primocanale (Genova), colpendo un giornalista, reo di aver parlato di loro… E la prossima volta si firmi. Metta Otelma o Diogene, tanto va bene lo stesso. Saluti Gmajo

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