BARALDI, NUOVA DEPOSIZIONE A CALCIOPOLI

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    Ascoltato sulle operazioni Di Vaio-Brighi e sulle presunte minacce di Giraudo nell’anno dello spareggio con il Bologna
    baraldi luca(Fonte: tuttosport.com) – È iniziata l’udienza di Calcipoli nell’aula 216 del Tribunale di Napoli. Si tratta di un’udienza molto attesa perché i pm Narducci e Capuano avevano chiamato al termine del dibattimento precedente altri nove testimoni tra cui l’ex arbitro Nucini e il figlio di Facchetti, Gianfelice. Da segnalare come l’ex arbitro non abbia presentato alcuna giustificazione per la sua assenza. Entrambi però sembrano abbiano dato forfait e saranno ascoltati il prossimo 15 marzo. Anche il presidente del Palermo Maurizio Zamparini sembra non abbia accolto l’invito a comparire qui in tribunale. Puntuali invece il giornalista del Corriere della Sera Fabio Monti e i due ex dirigenti del Parma Lorenzo Minotti e Luca Baraldi e il maresciallo Zino.
    Continua all’interno con la deposizione di Baraldi
    LA CENALuca Baraldi durante l’audizione al Tribunale confessa: «Una cena con Pairetto e Bergamo a casa di Stefano Tanzi? Sì, la organizzò Arrigo Sacchi, credo fosse il 2001, e coi due designatori c’ero io e il direttore tecnico del Parma, Arrigo Sacchi (attualmente consulente della Federcalcio per i settori giovanili, ndr)».

    ECCO BARALDI –
    Viene introdotto il teste Luca Baraldi, ex dirigente del Parma che parla della vicenda Brighi-Di Vaio: «Nel 2002 ero al Parma e trattammo Di Vaio per molto tempo con l’Inter, altri club s’interessavano, poi ci fu la Supercoppa tra Parma e Juve e Marco fu protagonista. La Juve approcciò il dt Arrigo Sacchi e il 30 agosto si fece una trattativa lampo. Il procuratore era Alessandro Moggi, la Gea. Seppi telefonicamente, venni avvertito per telefono da Sacchi. La trattativa venne conclusa per circa 27 milioni e mezzo di euro, ma fu un’operazione articolata: Sacchi la impostò così, cessione definitiva del calciatore con modulo della Lega con una cifra di circa 17 milioni, ma siccome la valutazione era più alta. Il Parma e Sacchi voleva Brighi così si acquistò il 50 per cento di Brighi e impegno di riacquisto per circa 11 milioni. Questo accordo venne fatto con una scrittura privata, che mi pare firmò Moggi. È formalmente corretto, ma a livello sportivo non si poteva. Sacchi volle fare così per poter pagare in cinque anni e non in tre. Per agevolare la Juve, demmo l’ok».
    IL DIBATTITO – Il pm ha fatto acquisizione nella sede del Parma Calcio. Sulla cartellina Di Vaio non c’è firma.
    Avvocato Russo (difesa Juve): «La Juve fa opposizione: è un foglio anonimo».

    Casoria
    : «Un documento anonimo al teste, non sarà ammesso».

    Baraldi:
    «Io rientrai al Parma in tempo per riformalizzare l’operazione del 2002. Parlai con Giraudo che era il mio omologo. A quel punto la controparte per il Parma era il commissario Parmalat, Bondi. Ebbi l’incontro con Minotti a Torino il 21 giugno, incontrammo Giraudo, Moggi e Bettega. Voleva formalizzare, ma volevano in cambio opzioni su Gilardino, Marchionni e Bresciano. Io dissi no, che non potevo e Bondi mi disse di rispettare l’accordo del 2002. Non ci fu nessun accordo quella sera: ci demmo appuntamento per l’ultimo giorno delle comproprietà. Ci vedemmo il 23 a Milano e il mattino incontrammo io e Minotti solo Giraudo, che mi richiese in cambio del contratto un’opzione almeno su qualche giocatore del settore giovanile. Lui voleva giustificare l’operazione. Io tenni la linea e ci trascinammo tutta la giornata, senza quei soldi il Parma sarebbe fallito. Tutt’Italia sapeva: c’era il crack Parmalat dal dicembre 2003. Il Parma in quei giorni si salvò con un’operazione finanziaria e la legge Marzano. A poche ore dalla chiusura del termine venimmo chiamati da Giraudo e altri, era arrabbiato e ci disse. Io minacciai di portare in Lega la scrittura privata e lui maturò la convinzione di rispettare l’accordo: regolarizziamo tutto, ma poi non faremo più affari con voi, poi il senso è stato anche “avrete conseguenze di tipo sportivo”, io lessi con ipotesi di futura retrocessione. Io rimasi ferito: mi auguro non vinciate lo scudetto. Poi fu firmata l’operazione come previsto nel 2002».
    Baraldi: «Avrebbe manifestato questo desiderio di vederci retrocessi. Poi finì il campionato e ci salvammo allo spareggio col Bologna».

    Avvocato Russo (Juve):
    «Lei di questa minaccia ha informato gli organi federali?»
    Baraldi: «No, no, non lo feci perché allora la colsi come uno sfogo. Io ho avuto un rapporto di amicizia con Giraudo, il mio unico obiettivo ho subito lo sfogo. È stata un’affermazione, io la lessi così. Per questo non l’ho denunciato».
    Prioreschi:
    «Nella sua lunga esperienza quella è stata l’unica volta che ha visto una scrittura privata o è frequente?»

    Baraldi:
    «Scritture private ce ne sono, sulle compravendite la prima volta. Ne avevo vista un’altra fatta da Sacchi su Gilardino con il Verona… Di Vaio era rappresentato da Alessandro Moggi? Ma era Zavaglia l’agente».

    Gallinelli:
    «L’arbitro dello spareggio era De Santis, ripeto quel che dissi 15 mesi fa. Io non contestai l’aspetto tecnico, io contestai le ammonizioni: la partita venne arbitrata senza errori evidenti. Ritenni che il Parma venne svantaggiato a favore del Bologna».

    (Sintesi da http://www.tuttosport.com/ ; servizio di Alvaro Moretti)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.