BOYS, L’AMMISSIONE DI COLPA: “IL LANCIO DI OGGETTI C’E’ STATO”

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    Ma lo definiscono “timido e risicato”, nonostante un funzionario della Polizia sia stato ricoverato dopo essere stato centrato alla testa da un pezzo di bancale

    Majo2(gmajo) – In un logorroico (come o peggio dei miei…) quanto vittimistico intervento sul proprio sito internet, i Boys Parma 1977 offrono la loro ricostruzione dei fatti circa il turbolento post-partita con il Napoli. In calce a questo scritto copia-incolleremo (per par condicio) la loro intera articolessa: per chiosare, invece, andrò direttamente su quelli che a me paiono i punti salienti. Innanzitutto la chiara ammissione di colpa sul lancio di oggetti, che vergognosamente hanno il coraggio di definire “timido e risicato”, nonostante un funzionario della Polizia sia stato costretto a ricorrere alla cure del Pronto Soccorso dopo essere stato centrato alla testa da un pezzo di bancale. Sarebbero basti pochi millimetri più in là per colpire direttamente la tempia, e sarebbe stata una tragedia con vittima un servitore dello stato, che porta a casa uno stipendio paragonabile a quello di un operaio, uno di quelli che certe becere curve, non ultima la nostra, o meglio solo alcuni loro rappresentanti, deridono abitualmente con cori e sfottò. Cori e sfottò che sarebbero all’origine della spropositata reazione degli Ultras del Parma, dopo la “provocazione” dei napoletani, colpevolmente fatti passare (a loro dire) davanti alla Petitot. Continua all’interno

    Scrivono, infatti, i Boys: “Mentre stavamo uscendo dalla Nord sono stati fatti uscire contemporaneamente tutti i tifosi azzurri senza tessera presenti nella Sud che di solito viene riservata ai parmigiani, inscenando un corteo proprio tra il Petitot e la nostra cara Curva Nord (cosa unica in Italia, e ci viene da pensare anche nel mondo). Per capirci, è come far passare un corteo di Forza Nuova durante una manifestazione dei Centri Sociali o viceversa, un errore inaudito nella gestione dell’ordine pubblico da parte di gente pagata e stipendiata solo per fare quello. Ai primi sfottò degli ospiti, esultanti per il 3-1 maturato sul campo, la tensione è salita, la gente di Parma si è sentita colpita, lì a casa propria, ma alla fine non è successo assolutamente nulla, salvo quando i dirigenti della polizia, fiutando di aver fatto l’ennesima cazzata (e volendo porre rimedio) hanno pensato bene di scatenare i loro scagnozzi con casco e manganello contro la gente di Parma, quando il corteo dei napoletani era del tutto passato davanti alla Nord. Il timido e risicato lancio di oggetti c’è stato si, ma per placare l’avanzata ingiustificata e spropositata da parte delle forze dell’ordine, tanto è vero che alcuni ragazzi del gruppo si sono messi in mezzo per placare gli animi, riportando la calma tra i tifosi presenti. Al contrario di alcuni dirigenti della Polizia di Stato, impegnati più ad aizzare i propri colleghi piuttosto che a riportare l’ordine e la calma in quel momento”.

    La tragedia, insomma, perché di questo si è trattato, si è sfiorata solo per una mera violazione di un territorio “segnato”? Solo perché quattro pizzaioli napoletani con famiglia, esultanti per il risultato arriso alla loro squadra, sono transitati nella via più breve (data anche la esiguità degli spazi) per raggiungere la propria automobile? Mica stavano passando di lì gli Ultras di Scampia (tanto per citare un gruppo tosto) che certo i nostri si sarebbero ben guardati dall’attaccare, dal momento che abituali obiettivi delle loro azioni sono pullman di anziani o sparuti, isolati ed innocui tifosi avversari… Che la Questura possa – anzi, debba – ottimizzare il proprio servizio di ordine pubblico, evitando anche il minimo rischio smettendo di considerare innocui i nostri Ultrà – è sacrosanto, ed ora che è stato colpito uno di loro, forse lo faranno, ma la ricostruzione offerta dai Boys Parma è, a mio modesto avviso, faziosa e poco attendibile, visto che di lì non è passato un corteo organizzato. Ragioniamo: i circa 500 tifosi arrivati da Napoli con una decina di pullman, sono stati prelevati – e poi riportati – ai posteggi scambiatori (esattamente come avviene ai nostri quando vanno in trasferta), dopo essere stati filtrati e scortati verso il Tardini, senza passare dal Petitot. La maggior parte di chi aveva acquistato il biglietto (in Sud, certo, ma anche in Petitot) erano napoletani residenti nella nostra città o nella nostra provincia: costoro dovrebbero essere liberi di poter tranquillamente transitare (in una città che passa per essere civile ed ospitale, con Ultrà a sua immagine e somiglianza) nelle strade prossime allo Stadio per raggiungere il proprio automezzo, senza temere agguati. La presenza maggiore rispetto al solito di poliziotti era, evidentemente, per cercare di prevenire possibili collisioni. Quando al Tardini vengono a giocare le Quattro Genoveffe, l’impianto è per oltre metà occupato da tifosi (non organizzati) e stanziali in città di queste squadre: a noi in trasferta non capita perché non abbiamo altrettanti numeri da vantare. E’ chiaro che il deflusso di costoro non è analogo a quello dei tifosi organizzati. Comunque sia, la difesa del territorio o della “gente di Parma”, egregi Boys, andrebbe fatta con azioni civili. Agire come avete fatto domenica sera macchia l’immagine della nostra città, oltre che la vostra. E con il vostro comunicato avete firmato la paternità, come gruppo, di quanto accaduto, assumendovene ogni tipo di responsabilità. E dire che io ero così illuso da pensare che volevate prendere le distanze dagli autori del misfatto, così come sono sempre in attesa di una netta e precisa vostra condanna di quanto accaduto la scorsa estate a Levico. O anche per questo arriverà una rivendicazione?

    Tralascio di commentare la propaganda ideologica di cui è infarcito il testo, che tanto ricicla i soliti concetti con in più risibili tesi complottistiche (ma quale trappolone?) per passare, mi si scuserà, a fare qualche distinguo sulla parte a me riservata. Beh: non c’è nome e cognome, ma l’identikit è piuttosto chiara. Copio-incollo: “Così si crea il mito degli ultras cattivi, fomentato anche da gente che si spaccia per giornalista della nostra città, ma che in realtà è un prezzolato di qualche associazione politico-culturale con evidenti interessi personali nel legarsi al Parma ed alla Questura, che può inventarsi storie su di noi pur non essendo presente ai fatti sopracitati. Se vuol realmente fare il suo mestiere (sempre che ne abbia uno…) che vada chiedere a tutti quei parmigiani presenti domenica sera come sono andati i fatti, come è stato gestito l’ordine pubblico e la polveriera che era diventato il tratto davanti il Petitot grazie all’inadeguatezza del servizio d’ordine. Sempre per pensare in buona fede…”. Il mito degli ultras cattivi si crea e si fomenta con le vergognose azioni già più volte ricordate (il post Parma-Bologna in stazione di un anno fa, il primo episodio di Levico, frutto dell’intolleranza razziale, il secondo episodio di Levico, con malmenato – eufemismo – un tifoso della Spal, dopo un’amichevole!, e buon ultimo Parma-Napoli dell’altra sera, con il lancio di oggetti contundenti verso la Polizia). Io, al contrario, parlerei di mito di ultras buoni, dal momento che non mancano, sui media nostrani, lodi sperticate per riffe che sono solo in parte benefiche (spero, almeno, per trasparenza,possa essere reso noto quanto incassano, quanto dei proventi sarà devoluto per la ricerca per la Fibrosi Cistica e quanto, invece, per la propria pregevole attività, percentuali che in passato non sono state rese note) o interi comunicati mai chiosati, come se si trattasse del Verbo divino o delle verità rivelata. Io, poi, non è che mi spaccio per “giornalista della nostra città”: lo sono, essendo nato e residente a Parma, ed avendo conseguito l’abilitazione professionale dopo aver sostenuto il previsto esame di stato; non sono “prezzolato” da alcuna “associazione politico-culturale”, alla quale dono la mia professionalità, senza movimento di denaro alcuno, sottoscrivendone in pieno le finalità, e per senso di amicizia con il presidente Fabrizio Pallini, con il quale ho condiviso lunghi anni di militanza radiofonica (Radio Emilia ed Onda Emilia). Emittenti dalle quali ho (abbiamo, considerando lo stesso Pallini) raccontato le gesta del Parma nelle serie inferiori dai più sperduti campi italiani ed insulari, difendendo la Maglia Crociata fin da quando era stato perpetrato il sacrilegio di metterla nel dimenticatoio per pure esigenze commerciali. Ed è sempre stato il sottoscritto, il Majo, il primo giornalista in assoluto a realizzare nel ’95, quando non godevano certo di buona stampa, un ampio reportage di due pagine sul quotidiano “La Tribuna di Parma” dando voce direttamente ai Boys, suscitando scandalo tra gli altri benpensanti cronisti locali. Questo, perché, pur non condividendone la mentalità, ero spinto dalla voglia di conoscenza, di confronto, di dialogo, la stessa che mi pare manchi agli odierni interlocutori, che non perdono occasione per intimidire chi con onestà cerca di svolgere il proprio lavoro (anche se un lavoro – come signorilmente hanno voluto rimarcare codesti Galantuomini – nel vero senso della parola non ce l’ho, visto che al momento non ho alcun rapporto di dipendenza o di collaborazione in essere, e questo blog, inclusi i contenuti scomodi, lo mando avanti per vocazione). Che poi io possa avere “evidenti interessi personali nel legarmi al Parma ed alla Questura” è evidente solo per i farneticanti estensori di detto assunto, sempre pronti a mistificare la realtà scrivendo falsità e menzogne solo al fine di meglio disseminare il seme dell’odio contro chi viene ritenuto un nemico. Dal Parma Calcio, come noto, sono uscito ormai quasi due anni fa, in maniera non certo indolore e con antipatiche pendenze tuttora in corso: certo, mi piacerebbe di nuovo lavorare per la squadra della mia città, ma non credo che il modo migliore per riuscirci – se appena appena conosco i miei ex datori di lavoro – sia quello di esercitare, come sto facendo, il  ruolo di Grillo Parlante, senza nascondere le mie pubbliche critiche (propositive) sul loro operato, che fioccano su questo portale. Il riferimento al legame con la Questura, poi, non capisco proprio su che appiglio si fondi. La mia analisi dei fatti dopo Parma-Sampdoria non fu certo tenera nei confronti del questore Gallo, che da altre parti era stato dipinto come un Salvatore. E poi se io sono un prezzolato di Pallini come potrei contemporaneamente esserlo pure dell’ex Questore, il quale, come noto, la scorsa estate aveva fatto un esposto alla Procura della Repubblica verso Pallini, per procurato allarme? E poi io mi sarei inventato storie su di voi? No, dico: qui chi ha una fantasia perversa siete solo e soltanto Voi. Io mi attengo ai fatti e ci ragiono su. Nel caso di Parma-Napoli la “fantasiosa” descrizione non è mia, è della Gazzetta di Parma, come ampiamente specificato per onestà nei confronti loro e dei lettori. Io, ritenendo l’argomento di interesse, l’ho solo ricopiata sul blog, esprimendo il mio commento al riguardo. Certo, però, è molto più comodo prendersela con il sottoscritto (che guida una navicella di 1.000 lettori, quando va bene), piuttosto che con la potente corazzata confindustriale (che ne fa alcune decine di migliaia in più), che va tenuta buona. E’ un po’ come cercare lo scontro con rappresentanti sparsi della tifoseria avversaria piuttosto che misurarsi con gruppi organizzati più forti. Gabriele Majo

    DA BOYSPARMA1977.IT
    COMUNICATO BOYS 16/03/2011: Parma Napoli

    Comunicati Boys – 2010 / 2011

    Mercoledì 16 Marzo 2011 01:11

    Ci risiamo. Ancora una volta l’organizzazione della Questura di Parma nel garantire il servizio d’ordine per la partita con il Napoli ha fatto acqua, ed ora, a frittata fatta, si sta cercando di far ricadere, come sempre, la colpa sugli ultras.

    E sia chiaro che se parliamo di inadeguatezza del servizio d’ordine siamo in completa buona fede, perché a pensar male, come dice il proverbio “quasi sempre ci si azzecca”, la tensione di domenica sera parrebbe proprio l’ennesimo “trappolone” per sbarazzarsi una volta per tutte del movimento ultras a Parma. Per sbarazzarsi ancora una volta di chi non piega la testa al sistema e protesta contro quella porcata che è la tessera del tifoso.

    Se guardiamo ai fatti accaduti durante tutto l’anno, la tesi del “trappolone” appare come la più probabile, a noi e non solo, viste le voci che girano all’interno dell’ambiente stadio.  Ci viene in mente, per cominciare, la figuraccia rimediata dalle forze dell’ordine in occasione della partita contro la Sampdoria, in cui oltre ad essere vietata la trasferta ai gemellati doriani, ci fu una giornata di altissima tensione culminata con una carica gratuita delle forze dell’ordine all’ingresso della Nord, in cui a farne le spese non furono gli Ultras delle due squadre ma normalissimi tifosi del Parma con indosso i colori delle due squadre.

    Nonostante in questi ultimi mesi siano cambiati sia il questore che il responsabile della digos “sezione tifo”, gente pagata soltanto per occuparsi tutta la settimana del tifo organizzato e poco altro qui a Parma, la gestione della situazione è rimasta identica, come se dietro ci fosse lo stesso disegno.

    Capita sempre più spesso di trovare una macchina della polizia nei pressi della sede, anche ad orari più incredibili; capita di essere seguiti a Parma in un corteo di una cinquantina di persone quando siamo andati al Bar Gianni a sentire la partita con il Milan alla radio perché la trasferta era vietata. Capita anche di ricevere “visite” durante il nostro banchetto per la riffa benefica in centro: sabato mattina, come già accaduto più volte eravamo in via Mazzini a vendere i biglietti con regolare permesso rilasciato dal Comune di Parma e sempre loro sono arrivati chiedendo una non meglio precisata autorizzazione della Questura, che per inciso serve solo se viene organizzata una manifestazione. Quando hanno capito di aver detto un’altra colossale minchiata se ne sono andati, salvo poi tornare più volte ad osservarci durante l’arco della giornata; ma la gente che in quel momento era presente al nostro banchetto cosa avrebbe potuto pensare?

    Tornando a domenica sera, partita contro il Napoli terzo in classifica, trasferta vietata ai residenti in Campania senza tessera, ma aperta a tutti gli altri tifosi “azzurri”. Il loro numero era risaputo da tempo, tanto che nei giorni precedenti la gara, sulla Gazzetta di Parma, il numero previsto (citando proprio fonti della Questura) era di almeno 7000 partenopei.

    In qualsiasi altra città d’Italia, e noi che ogni domenica siamo presenti con i nostri colori possiamo testimoniarlo, cercano sempre di convogliare tutti i tifosi ospiti in una zona lontana dallo stadio per poi scortarli tutti assieme, direttamente nel settore a loro dedicato. In trasferta, e lo sa bene tutta quella gente che viene con noi in giro per l’Italia, funziona proprio così: siamo letteralmente prelevati al casello autostradale, ci viene perquisito tutto il pullman e siamo scortati fin dentro lo stadio, anche quest’anno che andiamo nei settori per non tesserati. A fine gara veniamo tenuti anche oltre un’ora dentro lo stadio e fatti uscire dal settore ospiti (dove magicamente, a fine gara, possiamo entrare), quando per le strade non c’è più un’anima.

    E questo succede OVUNQUE tranne che a Parma; a questo punto noi continuiamo a chiederci come mai solo da noi c’è questa gestione dell’ordine pubblico, come mai non si fa nulla per tenere divise le tifoserie presenti. Pensiamo che a questa domanda la questura di Parma non abbia mai risposto. Pensiamo invece che la questura di Parma voglia andare sempre controcorrente, senza organizzare o consigliare punti di raccolta di tifosi ospiti. Contro il Napoli ha ben pensato di circondare noi (che per inciso SIAMO A CASA NOSTRA) con un cordone di agenti, lasciando che girassero indisturbati per la nostra città tutti i napoletani. Bene, nel pre-partita non è successo niente, complice anche la pioggia e il buon senso di tutti.

    Dentro lo stadio, verso il finale di gara, con moltissime persone di biancazzurro vestite in piedi a cantare “chi non salta è un parmigiano” e le solite offese da stadio in molti settori, la tensione è salita a mille, complice il risultato e l’andamento della partita (decisioni arbitrali comprese). Per fortuna però non ci risulta che ci siano stati problemi per i tifosi delle due compagini.

    A fine gara ecco la chicca: mentre stavamo uscendo dalla Nord sono stati fatti uscire contemporaneamente tutti i tifosi azzurri senza tessera presenti nella Sud che di solito viene riservata ai parmigiani, inscenando un corteo proprio tra il Petitot e la nostra cara Curva Nord (cosa unica in Italia, e ci viene da pensare anche nel mondo).

    Per capirci, è come far passare un corteo di Forza Nuova durante una manifestazione dei Centri Sociali o viceversa, un errore inaudito nella gestione dell’ordine pubblico da parte di gente pagata e stipendiata solo per fare quello.

    Ai primi sfottò degli ospiti, esultanti per il 3-1 maturato sul campo, la tensione è salita, la gente di Parma si è sentita colpita, lì a casa propria, ma alla fine non è successo assolutamente nulla, salvo quando i dirigenti della polizia, fiutando di aver fatto l’ennesima cazzata (e volendo porre rimedio) hanno pensato bene di scatenare i loro scagnozzi con casco e manganello contro la gente di Parma, quando il corteo dei napoletani era del tutto passato davanti alla Nord. Il timido e risicato lancio di oggetti c’è stato si, ma per placare l’avanzata ingiustificata e spropositata da parte delle forze dell’ordine, tanto è vero che alcuni ragazzi del gruppo si sono messi in mezzo per placare gli animi, riportando la calma tra i tifosi presenti. Al contrario di alcuni dirigenti della Polizia di Stato, impegnati più ad aizzare i propri colleghi piuttosto che a riportare l’ordine e la calma in quel momento.

    Come già successo tante altre volte. Come nella famosa partita di tre anni fa con l’Inter, quando un’orda di tremila interisti invase Parma e gli unici a buscarsi manganellate e diffide fummo noi, che pure in quell’occasione eravamo in casa e di responsabilità legate agli incidenti ne avevamo ben poche… Ne scaturirono polemiche pesantissime sulla gestione dell’ordine pubblico, ma alla fine le persone che organizzarono il servizio d’ordine quella domenica sono rimaste tutte al loro posto, anzi alcune hanno pure fatto carriera, come succede spesso in Italia quando si parla di Polizia. Così si crea il mito degli ultras cattivi, fomentato anche da gente che si spaccia per giornalista della nostra città, ma che in realtà è un prezzolato di qualche associazione politico-culturale con evidenti interessi personali nel legarsi al Parma ed alla Questura, che può inventarsi storie su di noi pur non essendo presente ai fatti sopracitati.

    Se vuol realmente fare il suo mestiere (sempre che ne abbia uno…) che vada chiedere a tutti quei parmigiani presenti domenica sera come sono andati i fatti, come è stato gestito l’ordine pubblico e la polveriera che era diventato il tratto davanti il Petitot grazie all’inadeguatezza del servizio d’ordine. Sempre per pensare in buona fede…

    BOYS PARMA 1977

     

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    26 Commenti

    1. Ribadisco il concetto espresso giorni orsono….la sua "battaglia" verso i Boys Parma 1977 e' sotto gli occhi di tutti. E' innegabile il suo astio verso di loro e non puo' certo stupirsi se poi questo "sentimento" venga ricambiato.Tra l'altro proprio Lei,nei giorni scorsi,per giustificare il suo amico Pallini ne aveva raccontato le gesta eroiche anni orsono mentre faceva scorribande nella curva comasca a caccia di "trofei"….due pesi e due misure direi. E' innegabile come la questione ordine pubblico a parma sia una spada di damocle che pende sempre e solo verso gli ultras parmigiani.Perche' in NESSUN'ALTRA CITTA' D'ITALIA e' permesso alla tifoseria ospite di passare tranquillamente sotto alla curva dei sostenitori di casa. Ora i casi son due….O sbagliano tutte le questure della penisola oppure sbaglia solo quella della ns citta'.Non penso sia molto difficile capire dove sia l'errore….Di sicuro a Parma,dove i numeri sono molto striminziti rispetto ad altre citta',fare sparire il movimento che continua imperterrito ad opporsi alla tessera e al ministro Maroni e' operazione piu' semplice rispetto ad altre realta'…E' sufficiente "organizzare" l'ordine pubblico come si e' fatto l'altra sera.Si approfitta della sconfitta,della tensione,degli animi esasperati e degli sfotto' tra le tifoserie et voila'…il gioco e' fatto.Come in occasione di Parma-Sampdoria,con le tifoserie intente a protestare pacificamente fuori dallo stadio con un contingente di forze dell'ordine in assetto antisommossa che viglilava…..Si,ma vigilava su cosa,aggiungo io? Caschi e manganelli in pugno per controllare…due tifoserie gemellate da vent'anni che fino a due minuti prima erano al bar insieme a bere? Majo suvvia…invece di chiedere spiegazioni e lamentarsi di accuse nei suoi confronti secondo me dovrebbe rendersi conto che Lei e' sempre in prima linea quando si tratta di dover accusare I Boys. Come puo' pretendere il Loro rispetto quando Lei e' il primo a non darlo.

    2. Alberto, porti un attimo di pazienza perché la risposta per Lei sarà un attimo più articolata. Mi scusi, quindi, se do la precedenza al furbone anonimo e superficiale delle ore 14.41, il quale (come si nota il seme dell'odio e del fango è ben difficile da estirpare specie se ci si ostina a rimanere cocciutamente sulle proprie posizioni preconcette) sarcasticamente chiede se il mio pallini cerca voti da questi bruti. Come ho mille volte chiarito il mio pallini è un tifoso crociato che ha speso decine di migliaia di euro perché ha la "mania" della maglia crociata. E non perchè cerca voti. Nè dai bruti nè dai beli. Ma fin che volete bere da fonti inquinate fate pure. Saluti Gm

    3. Caro Majo tanto onore a lei per questa battaglia giustissima contro la violenza.
      Lei é l'unica persona, soprattutto tra chi fa informazione, qui a Parma, che racconta chi sono veramente i Boys, gli ultras della nostra curva, e cosa realmente fanno.
      Lo fa in modo onesto, riconoscendo il loro bel tifo, le loro buone azioni, quelle poche volte che le compiono, ma anche condannando la loro mentalità che li fa essere violenti al limite della delinquenza, anzi proprio delinquenti. Cosa costava, l'altra sera, a questi ragazzi non raccogliere oggetti e non lanciarli, facendo rischiare la vita ad altre persone? Cosa costava loro, ammesso che avessero ragione, protestare contro l'organizzazione dell'ordine pubblico a parole, senza lanciare pezzi di bancali?
      Un unico appunto, anche se ho notato ha fatto una giusta specifica: la nostra curva non è becera come altre, chi da noi canta contro le forze dell'ordine sono solo quel manipolo di cento-centocinquanta Boys, quella che, per loro stessa definizione, come scrivono in una loro bandiera, è una 'Minoranza rumorosa'. Il resto della curva detesta quei cori contro carabinieri e poliziotti e, soprattutto, detesta la violenza.
      BASTA, non se può più!!!
      BASTA, non se può più di un Parma Calcio che li giustifica e anzi li coccola!!!
      BASTA, non se può più di un presidente del Centro Coordinamento Parma Club che va a Teleducato a dire che nella nostra tifoseria non esistono componenti malsane e che con loro fa comunella costringendo, come capitato a Brescia e a Verona, chi si iscrive sui pullman a vedere la partita a gomito con questi energumeni!!!
      BASTA, non se ne può più di certi, questo sì, pseudo giornalisti che prestano il fianco alle teorie del complotto contro gli ultras!!!
      Qua la mano, Majo, per la serietà e il coraggio.

      Camomilla

    4. E ora, gentile Alberto, sono tutto suo. Lei dice che la mia battaglia verso i Boys è sotto gli occhi di tutti: se così fosse non avrei fatto da cassa di risonanza (anche in ambito nazionale) alle loro iniziative da me ritenute meritevoli. Cito in ordine sparso: la protesta del panino, l'ascolto della partita alla radio, come già ebbi modo di scrivere fui io a segnalare ai colleghi di RadioRai che avevano questi ascoltatori "speciali". E lo feci, volentieri, nonostante fossi piuttosto scocciato per il veto formulato alla fotografa di Repubblica di girare le foto stadiotardini.com . Al contrario, se, come l'altra sera, si tacciano di azioni non edificanti, mi pregio di stigmatizzare assecondando il mio diritto/dovere non solo di giornalista, ma di libero cittadino con una coscienza. Mi creda: non è piacevole ogni volta essere affrontati a muso duro da chi vorrebbe tacessi sulle malefatte, ma sarebbe più da vigliacchi se cedessi a queste intimidazioni. Dunque: io non ce l'ho con i Boys (semmai è il contrario) e li rispetto. Ma se uno di loro (datosi che se ne sono assunti la paternità) ha la geniale idea di abbattere un funzionario di polizia con un pezzo di legno, io non taccio. E mi stupisco che ci sia gente che si stupisce del fatto che io reputo più normale e di buon senso: prendere le distanze. Al di là dello "spirito di corpo" interno, non c'è nessuno, dico nessuno, che si rende conto di questa pericolosa deriva? Se per lei, per voi, per loro, è normale colpire un poliziotto e prendersela con chi lo scrive? Non so… fate voi. Le scorribande medioevali di Pallini sono da derubricare ad episodi da Secchia rapita: mi pare un'offesa alla sua intelligenza metterlo sul piatto della bilancia come vili ed incivili aggressioni tipo quella perpretata a Levico. Quindi non aggiungo altro. Lei asserisce che la Polizia, l'altra sera, abbia organizzato ad arte lo scontro con i Napoletani? Mi pare una tesi complottistica priva di buon senso: la polizia non sta giocando a far guerra agli Ultras. Anzi, nel caso specifico di Parma, a me è sempre parso che abbiano usato estreme cautele. Qui la famigerata tessera – che, ribadisco, per me è uno strumento inutile e nocivo – non c'entra un accidente di nulla. Un folto gruppo di partenopei (allo stadio direi che più di metà fossero dei loro) però residenti a Parma, se ne stavano tornando a casa, o alla macchina. Nonm era un corteo organizzato dai questurini prima. Certo se poi ci si cerca del freddo per il letto aspettandoli è un altro discorso. Su Parma-Sampdoria mi sono già espresso: sbagliò anche la polizia, ma gli ultras crociati e doriani fecero in modo che le cose andassero così, sia per la famosa operazione approvigionamento biglietti in Via del Conservatorio, sia per l'arrivo in formazione compatta ai cancelli apposta per provocare la reazione. Questa sì a scopo propagandistico contro tessera del tifoso (cioè la volontà di trasformare una serata di festa in serata di tensione). Infine lei dice che manco di rispetto: ma dove? Come vedo io motivo sempre le mie affermazioni, che magari possono essere sbagliate, ma pronunciate in buona fede. I suoi assistiti, invece, continuano a scrivere falsità. Saluti Gmajo

    5. Leggo il comunicato Boys e penso che ci sia stato un lancio di oggetti timido e sparuto da parte dei presenti, appena caricati ingiustificatamente e violentemente dalla polizia, per frenarli. Leggo e capisco che i boys non erano soli. Lei signor Majo, parole sue non era presente. Perchè non pensare ad esempio che la carica della Polizia, fosse stata solo pochi "millimetri" più iniustificata, potesse portare all'ospedale qualche innocuo passante che in quel momento stava uscendo dalla Nord all'ospedale? Perchè non pensare che possa essere anche un non-boys ad aver scagliato quello che una velina della polizia dice essere un pesante pezzo di bancale intriso di pioggia (sigh!)? Solo i boys si arrabbiano quando vedono soprusi? Nel caso ben vengano i boys e la gente ancora in grado di indignarsi in questo povero Paese di Polizia.
      Concordo infine in pieno con il signor Benassi. Il suo rancore nei confronti dei Boys è abbastanza patetico, ma non entro nel merito, avrete le vostre buone ragioni. A me i boys stanno simpatici, ne conosco alcuni, cerco di partecipare alle loro iniziative, siano esse una festa di finanziamento o la riffa di beneficenza, che criticare come fa lei trovo utilitaristicamente meschino. Spero i suoi 1000 lettori siano davvero 1000 perchè altrimenti credo stia proprio perdendo il suo tempo.

      Un cordiale saluto

      Alessandro Giacobbi

    6. Intanto ringrazio, di vero cuore, Camomilla perché troppe volte mi sento solo ad inseguire questa mia utopia di una curva calorosa, colorata, sul serio amante del Parma, senza l'indesiderato frutto della deriva violenta, che sta sempre più prendendo piede. Leggere il supporto di qualcuno non può che farmi piacere, in quanto, la maggior parte dei commenti che ricevo sono o attacchi alla mia persona o difesa delle malefatte altrui. Il Signor Alessandro, ad esempio, fa riferimento a "veline" di polizia. Io parlerei più concretamente di referti del Pronto Soccorso. La velina mi pare piuttosto il comunicato degli Ultrà che tendo a sminuire la portata dei fatti. Stia pur sicuro che se mi capita di documentare soprusi della polizia non mi tiro certo indietro. Il metro è uguale per tutti. Saluti Gmajo

    7. Il Signor Alessandro, a proposito di referti del Pronto Soccorso, potrebbe rispondere che 5 giorni di prognosi non si danno neanche per un bernoccolo o per un ginocchio sbucciato…Sempre delicati questi poliziotti…

    8. Volevo solo dire che è meglio un Majo che dice quello che pensa per portare avanti certe battaglie sue personali (magari non condivisibili) come il tifo non violento piuttosto che certi giornalisti "venduti" ai tifosi (magari con qualche striscione dedicato allo stadio), venduti alla società e che fanno una carriera più facile ma restano e resteranno solo dei "copia incolla" o "amici di quello o dell'altro" che dei giornalisti seri. Io non credo che Majo ce l'abbia con i Boys: lui da quello che ho capito ce l'ha contro un determinato tifo e in questo caso è inaccettabile che uno tiri un pezzo di legno ad un poliziotto. Poi è chiaro che le forze del (dis)ordine stanno facendo di tutto per provocare e creare dei tafferugli anche perchè o non sanno fare il proprio mestiere o vogliono uccidere il gruppo ultras di Parma con queste provocazioni. In quel famoso Parma Inter ho sentito delle F.d.O. che intonavano "serie B, serie B". C'è anche questa altra faccia della realtà che pochi dicono. Non è possibile fare sfilare i tifosi del Napoli dopo poco tempo dalla fine della partita vicino all'entrata della curva nord. Non è possibile che noi dobbiamo sentirici ospiti a casa nostra, non è possibile essere provocati dai napoletani. (Maledetto Garibaldi!)

      Enrico75

    9. …la domanda vera che mi faccio e alla quale non pretendo una risposta del direttore Majo è:
      Ma se siamo in uno stato di Polizia perchè non viene lasciato alla Polizia il compito di evitare che ci possano esser pericoli per la gente normale?
      Qual'è quella istituzone o quale numeroso gruppo di cittadini o tifosi ha dato la delega agli ultras di presidiare la LORO curva?
      Per quale motivo se sono un normale cittadino e vado a vedere una partita di calcio devo obbligatoriamente evitare di passare in zone del campo off limits?
      E ancora perchè devono esserci zone dello stadio off limits?
      Chi ha delegato questi 40/50 personaggi a rappresentare le istanze di 15.000 abbonati o dell'intera comunità?
      Temo che la sua obiettività e assoluta equidistanza nel raccontare i fatti e le vicende del Parma calcio e dintorni non verrà premiata ma mi congratulo ugualmente per il coraggio e l'impegno.

      Incredulo

    10. Sig. Majo, ma lei viene in curva a tifare Parma? Perchè da quello che scrive sembra che lei arrivi addirittura da un'altra città. Proprio come per Parma-Napoli, vedo che anche per Parma-Samdoria ha una visione fantascientifica della realtà dei fatti… Lei sostiene che i tifosi, ospiti e di casa, siano arrivati in massa davanti ai cancelli, provocando così una reazione della polizia… ma nel corteo che c'è stato dal bar Gianni allo stadio i doriani si sono fermati ben prima di piazzale Risorgimento, nei pressi di un altro bar, proprio per evitare problemi di ordine pubblico. E io, RAGAZZA, ho proseguito per l'ingrsso della Nord, prendendomi un ceffone da un gentile poliziotto nei fatti che tutti ben conosciamo. Di accenti genovesi le assicuro che non ne ho sentiti agli ingressi in curva. Nessuna provocazione. Solo sciarpe doriane indossate da parmigiani, per solidarietà. E lei, conoscendo o ignorando deliberatamente questi fatti, mi viene a dire che non parte già con dei pregiudizi?! Si metta in testa che una pesona, anche se indossa una divisa, non vuol dire che rappresenti la giustizia. Prima della divisa viene l'uomo. Che per convenzione sa diventare meschino per i propri interessi sociali.
      Proprio come fa lei

    11. Confermo come ha scritto Camomilla che a Verona a tutti i partecipanti alla trasferta del coordinamento sono stati venduti i biglietti del settore senza tessera del tifoso a loro INSAPUTA! I Boys si sono vantati delle presenze nel settore no tessera, millantando una solidarietà o adesione perchè anche i "coordinati" si sono resi conto della inutilità della tessera. NON E' COSI'!!! la decisione è stata presa dal presidente del coordinamento nascondendo la cosa a chi si iscriveva alla trasferta! VERGOGNA !!!

      Filtrofiorebonomelli

    12. Grazie per il contributo alla discussione anche agli ultimi utenti che hanno postato il proprio commento, in particolare a chi, magari pur tra qualche distinguo, mi ha elargito la propria solidarietà. Nella mia non nascosta utopia (curva ripulita dai violenti: se non ci si riesce a Parma, dove?) le domande come quelle poste da Incredulo non avrebbero ragione di essere, perché si tornerebbe davvero ad uno stadio per le famiglie, come spesso auspicato (almeno a parole, nei fatti non ho mai registrato una decisa presa di distanza nei confronti degli autori di episodi poco edificanti, bensì coccole generalizzate) dal presidente Ghirardi. Mi piacerebbe si tifasse con calore e con colore e basta: non che questo fosse pretesto per appostamenti, ripicche, urla offensive e tutto il resto del campionario. Ma, appunto, è una utopia, e così esistono delle "no fly zone" nelle quali un normale cittadino non può passare se diversamente colorato. Già: manca l'educazione al "diverso". Certi episodi di non tolleranza rasentano il razzismo. Dopo di che ammetto che ci voglia la pazienza di Giobbe ad accettare, in casa propria, atteggiamenti non consoni degli avversari o, peggio ancora, delle forze di polizia. Ma la risposta deve essere "legale": se uno è in grado di documentare, come asserisce Enrico75, che una FdO ha cantato "Serie B, Serie B", con opportuni testimoni faccia un esposto ai suoi superiori, lo racconti alla stampa, se trova qualcuno nei paraggi. Io, nonostante l'invito a starmene al largo (e poi una volta che non ci sono e ho l'onestà di ammetterlo, me lo rinfacciano) assieme alla mia macchinetta fotografica, ci sono spesso. Però le accuse devono essere provate, come sa bene chi mastica di tribunali. E si deve cercare di ragionare, capire, approfondire. Senza bere la dietrologia unilaterale che scorre da certe fontane. E, qualche volta, ammettendo di averla fatta fuori dal vaso… Due parole per il Signor Alessandro: io lascerei perdere la prognosi del PS. Il suo commento già la qualifica… Cordialmente Gm

    13. Alla Gentile Ragazza delle 17.19 riferisco che in occasione di Parma-Sampdoria ero personalmente presente ai fatti: ho seguito il corteo da Ple Risorgimento fino alla gabbia, dove mi sono fermato ad osservare. Non ho potuto udire, in quegli attimi concitati, l'accento delle persone: certo che l'arrivo in formazione compatta. di un gruppo piuttosto consisente, c'è stato. Non è fantascientifico, né me lo sono sognato di notte. E, a mio avviso, ma è solo un'opinione, non è stato casuale l'arrivo "solo" a pochi minuti dall'inizio, apposta per creare tensioni. Per Parma-Napoli non c'ero, ma mi fido del racconto dei cronisti (di cronaca, non sportivi) della Gazzetta di Parma che hanno narrato in una maniera esaustiva i fatti, che hanno trovato conferma anche da altre persone che avevo sentito. Ciò mi è abbondantemente bastato per poter esprimere un giudizio, perché mi fa schifo che miei concittadini colpiscano un poliziotto dopo un lancio di oggetti. Il dissenso si esprime a parole, non con la violenza. Abbia la compiacenza di risparmiarmi la definizione "meschino" che non mi calza assolutamente a pennello. E altrettanto sui miei presunti interessi sociali. Un fiore. Gmajo

    14. Personalmente penso che il Sig. Maio sia in buona fede , almeno all'inizio . Non penso in una sua crociata contro i Boys per partito preso . Il sig. Maio secondo me ha notato che il suo sito lo leggevano in 4 gatti , basta vedere quanti commenti vengono fatti agli articoli …… D'incanto si e' accorto che sparlando dei Boys …inventando storie , fantasticando , facendo vedere le bottiglie vuote di birra che gli unni dei Boys lasciavano in giro , insomma il suo sito , aumentava nei contatti e nei commenti . Perbacco ! Eureka ! ecco trovato il modo , addirittura i Boys ora mi citano in un loro comunicato e fioccano i commenti ai suoi articoli . Come del resto da pollo sto facendo io , gia' perche' visitare il sito di staditardini sarebbe l'ultimo dei miei pensieri al mercoledi sera , certo pero' quando un amico al tel mi dice …ma hai visto che str…ate che scrive Maio sul suo sito ? be' d'incanto mi viene la curiosita' sia di leggere che di commentare . Il sig. Maio ha trovato un modo per farsi pubblicita' , e' stato bravo e scaltro , e merita i miei sinceri e ripeto sinceri complimenti. Certo il metodo non e' proprio dei piu' ortodossi …tipo le bandiere sponsorizzate fatte con Pallini ma si sa siamo in Italia e i furbi di strada ne fanno parecchia …. a volte , a volte no . auguri .

    15. Non capisco se il suo "I suoi assistiti" con il quale chiude la sua risposta sia un riferimento alla mia presunta "arringa difensiva". Bene,non sono l'avvocato dei Boys ma solo una persona che scrive quella che ritiene essere la realta' dei fatti,proprio come fa Lei.Non mi sembra inoltre di avere scritto,come Lei afferma,che la Polizia abbia cercato appositamente di creare disordini.Ho solo scritto,e qua la sfido a sostenere il contrario,che la gestione dell'ordine pubblico durante le partite allo stadio Tardini viene gestita in modo tragicomico.Fare sfilare la tifoseria ospite sotto alla curva dei sostenitori di casa e',quantomeno,una decisione "bizzarra".Su Parma-Sampdoria,essendo testimone oculare della scena,posso garantire che gli ultras doriani si sono fermati all'altezza della pizzeria petitot,proprio per evitare qualsiasi tipo di tensione davanti ai cancelli.Volendo pero' potrebbe raccontare di come il responsabile della sicurezza del Parma Calcio abbia assistito impassibile alla scena di poliziotti che regalavano manganellate gratuite ai tifosi che cercavano solamente di entrare allo stadio,visto che la partita stava iniziando e i controlli degli stewart sembravano quelli predisposti per un Roma-Lazio anziche' quelli per una partita priva di alcun rischio…Le diro' di piu',se quella sera non e' successo nulla di grave il merito e' da distribuire equamente tra i boys e gli ultras tito cucchiaroni che hanno invitato piu' volte tutti i presenti a non cadere nelle provocazioni…di chi? La lascio indovinare..

    16. Caro Diogene, se mi interessassero contatti e commenti, sarei meschino come asserisce la dolce fanciulla che l'ha preceduta. Da questo pulpito, a chi desidera ascoltarlo, propongo il mio punto di vista su svariati argomenti inerenti il Parma Calcio e dintorni. Se io ho trattato l'argomento poliziotto colpito da un pezzo di bancale è perché mi fa schifo che un mio concittadino, per di più "protetto" dagli amati colori sociali, si è macchiato di questo tipo di reato. Come già ho detto avrei più convenienza a non rischiare di mio tralasciando la trattazione di certi argomenti, ma non mi sentirei a posto né con la mia coscienza di uomo e di giornalista. Di strada, tanta o poca che ne abbia percorsa, ho la certezza di non avere mai utilizzato scorciatoie o aver fatto il furbo con metodi poco ortodossi. Delle bandiere sponsorizzate da Pallini mi sono stufato di parlarne, avendo già fornito mille volte le ragioni. Se lo vuol capire bene, se no si tenga pure le sue convinzioni. Assieme ai sarcastici complimenti e ai suoi auguri. Cordialmente

    17. Caro "Avvocato" Benassi, confermo: ha capito bene a cosa alludevo. Non condivido la sua idea sulla gestione "tragicomica" dell'ordine pubblico. Ma, siccome non sono l'avvocato della Questura, mi limiterò a ribadire quanto già scritto oggi, a proposito di Parma-Napoli, e cioé che NON E' STATO ORGANIZZATO UN CORDONE DI NAPOLETANI DAI POLIZIOTTI, FATTI PASSARE IN PETITOT, COME ASSERITO DAI SUOI ASSISITITI; BENSI' SI E' TRATTATO DEL NORNMALE DEFLUSSO DI RESIDENTI A PARMA, MA TIFOSI DEL NAPOLI. E SICCOME ERANO NUMERICAMENTE IN TANTI (PIU' DEI NOSTRI) E' CHIARO CHE APPARIVANO IN TANTI. Tanto meno solo l'avvocato di Perrone, il quale non ha certo potere di influenza sul capo dell'ordine pubblico, al quale non avevo lesinato critiche in occasione di Parma-Samp. Ma dubito fortemente che l'intenzione degli Ultrà fosse quella di evitare provocazioni di chissà chi, come lei dice, se no non si sarebbero inventati l'escamotage della sciarpa unica, l'arrivo all'uiltimo secondo ai cancelli e soprattutto l'acquisto in massa di biglietti non autorizzati a vantaggio dei cugini e amenità varie sui quali sarebbe meglio stendere un pietoso velo… Cordialmente Gmajo

    18. sig. Maio i miei complimenti erano sinceri , e lo ripeto lei ha trovato il modo di dare contatti al suo sito , come negarlo , anch'io sono di nuovo qua . Erano sinceri anche gli auguri , ma sa quelli si dice che non si fanno mai perche' portano scalogna , ma noi parmigiani non ci crediamo a queste balle, vero? . In ogni modo , si parla di violenza ? parliamone . Il lancio di un oggetto , e' violenza ? si la e' senza ombra di dubbio . Ma e le manganellate gratuite ? quelle non sono violenza ? Parliamone sig. Maio …… anzi ne parli Lei sempre pronto a criticare ogni forma di violenza . Ma forse solo a senso unico e in modo non veritiero e fazioso.

    19. La versione dei Boys non poteva non tentare di giustificare (con scarsi risultati) l'accaduto di domenica sera…. ma veniamo ai fatti: 1- se 3 quarti di stadio sono occupati da tifosi partenopei, cosa avrebbero dovuto fare le forze dell'ordine? sequestrare un intero stadio di persone? e con quale scusa? ricordo che la Sud, come le tribune, sono ufficialmente settori "non-ospiti", quindi all'interno vi erano tifosi parmigiani e napoletani (soprattutto in tribuna), quindi se la vogliamo mettere in termini di organizzazione sarebbe stato più logico e di buonsenso far defluire tutti i partenopei e poi alla fine quelli della Nord. 2- non è da paragonare il fatto che quando si va in trasferta si è scortati con questo evento, in quanto stiamo parlando di persone DEL POSTO, quindi di parma e provincia, non di tifosi che venivano da fuori regione! 3- se i Boys decidessero di collaborare maggiormente con le forze dell'ordine, probabilmente i toni si abbasserebbero (e forse meno pressioni su quello che organizzano)… perchè non iniziare spingendo il colpevole del lancio contro il poliziotto a farsi avanti e costituirsi? quello sì che sarebbe un gran segnale… 4- per le offese, ricordo che un simpatico "chi non salta parmigiano è" è un attimo differente dal suggerire con cori di lavarsi con acqua e sapone… che fanno i Boys, razzolano male e poi predicano bene con questi pseudo-comunicati?!?

    20. La sciarpa "unica",come ben lei sa,e' una usanza ben radicata durante gli incontri tra tifoserie gemellate. Io stesso,la sera di Parma-Samp,indossavo un cappellino del Doria al solo scopo di festeggiare un gemellaggio ventennale e non di sicuro per creare tensione di alcun tipo. E visto che si parla di ordine pubblico,mi dica se durante la sua trasferta romana al seguito del Parma Calcio,visto che e' stata effettuata insieme ai tifosi del ccpc,vi sia stato concesso di passeggiare tranquillamente intorno allo stadio….Anche a Verona mi risulta che la zona ospiti sia ben delineata e invalicabile…..Quindi come spiegare la totale liberta' che invece le tifoserie ospiti trovano al Tardini? Chi e' che decide e organizza quando e come far affluire e defluire i tifosi ospiti? Il governo ha introdotto una serie di misure restrittive senza senso(tornelli,tessera del tifoso,divieto di utilizzo di tamburi,striscioni,fumogeni)che hanno avuto come unico risultato di rendere gli stadi sempre piu' vuoti e scialbi.Perche' anziche' accanirsi sugli ultras del Parma non incominciamo ad approfondire anche questi temi? Lei sostiene di non avere "imposizioni" come invece accade con il maggior quotidiano della ns citta'…Allora perche' non cominciamo a fare anche quella che in gergo si chiama controinformazione? E di cose,anche nella piccola galassia chiamata Parma Calcio,ne avremmo da dire….Partendo dal caro biglietti(nessuno ne ha parlato,25 euro per una nord e 35 euro per una sud Le sembrano prezzi popolari?)per esempio….Perche' non parlare dei tanti benefici che la tessera del tifoso doveva portare(corsie preferenziali,sconti e tanto altro ancora)e che nessun abbonato ha ancora avuto la fortuna di sperimentare.Perche' non parlare delle autentiche peripezie che bisogna fare,nel 2011 in piena epoca telematica,per poter acquistare un biglietto necessario per seguire il Parma in trasferta…Se nessuno se ne e' accorto,lo scopo di lor signori e' di fare stare a casa la gente dallo stadio,il tutto a beneficio delle Pay tv che ogni anno allargano il fronte dei propri abbonati. Ebbene,parliamo anche di tutto cio' se proprio vogliamo fare informazione e non una caccia alle streghe.

    21. Proverò a rispondere in ordine sparso agli ultimi interventi. Molti suggeriscono ulteriori argomenti di trattazione, ma così si rischia di sminuirne la portata, al solo tentativo di distogliere l'attenzione dall'attuale focus. Vedremo di approfondire in seguito caro-biglietti etc. Ora stiamo analizzando un episodio, a mio avviso grave, per il buon nome della nostra città e degli stessi Boys. Alberto Benassi, nell'ultimo post, ricorda dell'abitudine radicata tra gemellati di scambiarsi i colori. Ne sono al corrente e, a dimostrazione della mia buona fede e manca di prevenzione nei confronti dei Boys, avevo lodato su questo stesso blog l'iniziative. Tuttavia, assistendo direttamente, al turbolento pre-partita, ho avuto la chiara e netta sensazione, che ho esternato, che si fosse strumentalizzato il gemellaggio, riducendo la lodevole iniziativa dello scambio delle sciarpe ad uno strumento per intorpidire le acque, al solo scopo, è sempre una mia convinzione, di fare casino per dimostrare come una festa annunciata – per colpa di maroni, del sistema, del calcio moderno, dei veti di trasferta, e soprattutto della solita famigerata tessera – si sia trasformata in una serata di tensioni. Non a caso, commentando quei fatti, da equidistante rispetto alle forze in campo, denunciai che a mio avviso era in atto una guerra (senza esclusione di colpi) tra stato ed ultrà. Uno di questi giorni, proprio prendendo spunto dall'esperienza diretta a Roma a seguito del CCPC racconterò delle assurdità che ho verificato in quella occasione, tipo la lunga inutile attesa all'autogrill che arrivesse il pulman dei Boys (no tesserati) che dovevano viaggiare assieme al Coordinamento (tesserati). E allora a che serve dividerli? Visto che gli strateghi di stato inseguono, per loro ammissione, l'antico "divide et impera". Ma qui andrei fuori tema. Però, gentile alberto, ripeto: i tifosi della Sud e della Petitot del Napoli, residenti in città, erano liberi di uscire come noi e attraversare tranquillamente le vie della città che li ospita, essendo "cani sciolti" e non "organizzati". Ma che il sistema faccia acqua non è in discussione. Ma non è una buona ragione per prendere un pezzo di bancale e scagliarlo addosso a un povero Cristo. Con calma e diplomazia si possono vagliare le situazioni cercando di ovviare ai problemi, per quanto possibile. E comunque i "nostri" rispetto ad altri, hanno goduto di maggiori vantaggi, visto che sistematicamente filtrano bombe carte, fumogeni ed altri ammenicoli di cui sarebbe legalmente vietato l'ingresso. Segno che la Questura (colpevolmente) ha chiuso gli occhi, che immagino ora riapra visto che è stato colpito uno dei loro… Sulle manganellate "gratuite" diogene ha ragione, è violenza. Sul concetto di "gratuite" si può a lungo disquisire, però… Se si cerca del freddo per il letto creando tensioni poi può essere che qualche ripercussione la si paghi. O no? Tessera e cazzate varie (inclusi gli inutili tornelli e astrusità assortite) non sarebbero state inventate se si fosse andati allo stadio solo per vedere la partita e non giocare a fare la guerra. Infine: caro benassi, la pay tv non c'entra niente con la tessera: questa affermazione mi pare solo ideologica e non fondata sui fatti. Se le smettesse di andare allo stadio, perchè stufo di tutto quando abbiamo detto finora, farebbe l'abbonamento alla pay tv? Ne dubito. Quindi mi pare che il problema non sia lì. Cordialmente Gmajo

    22. Giusto per la cronaca visto che benassi chiede di Verona, io c'ero insieme ad un amico e ho potuto girare intorno allo stadio uscendo dal settore ospiti e dirigendomi sotto la tribuna per poi passare sotto la loro curva vestito con felpa del parma sciarpa e bandiera ben visibili senza che nessuno del servizio d'ordine o tifoso ospite mi dicesse alcunche! Questo tour dello stadio, non era per provocare i tifosi locali o cercare il nemico avversario, ma per recarmi alla macchina parcheggiata appositamente fuori dal parcheggio ospiti per non rimanere bloccato dalla coda dei torpedoni e auto al seguito provenienti da parma. p.s. Se uno non cerca rogne è più probabile che non le trovi!!!

    23. Prego sempre di firmare – almeno con un nick name – il proprio contributo. Grazie gmajo

    24. Non date sempre la colpa ad altri

      Caro direttore, mi permetta, per favore, di fare due chiacchiere con i Boys del Parma e con buona parte dei tifosi della Nord (frequentata anche da un mio nipote).

      Sono un tifosissimo del Napoli dai tempi di «Bugatti – Coma­schi – Greco 2°…», nato a Na­poli nel 1942 e residente a Par­ma dal 1947.

      Cari ragazzi, concordo con voi, che, nonostante gli sfottò di fi­ne partita e alcune leggerezze fatte dal servizio d'ordine ester­no, non vi siano stati scontri fra le due tifoserie; cosa, pe­raltro che mi ha fatto molto piacere. Ora, però, vorrei chia­rire una cosa: quando sono uscito dalla Sud per andare in Viale Mentana a prendere la macchina, la vostra curva era già tutta vuota! Nonostante ciò, ho notato, passando dal viale del Petitot, alcuni pseudo tifosi del Parma davanti all'edicola situata contro la Nord, inveire contro i sostenitori del Napoli.

      Evidentemente cercavano il contatto che per fortuna non è avvenuto. Ho saputo poi dello scontro tra quel gruppetto e la polizia, dalla Gazzetta di lunedì. Per concludere, vorrei consiglia­re ai vari coordinamenti del Par­ma e ai Boys di eliminare dalle proprie file quel furbetto che ha tirato un pezzo di legno ad un agente di polizia, mandandolo all'ospedale. Di gente come que­sta, i tifosi del Parma non han­no certamente bisogno. Porgo sinceramente un cordiale saluto ed un augurio di permanenza in serie A a tutti i tifosi del Parma.

      Franco Barbato

      Gainago di Torrile, 18 marzo

    25. Quoto alla grande Franco Barbato!
      un tocco di obiettività che spero i Boys comprendano…

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