E ORA IL GHIRO RIMPIANGE LA SCORSA STAGIONE

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    Intervista a 360° gradi a Mediaset Sport. Iniziata parlando ancora di arbitri…
    ghirardi carpenedolo 1(gm) – Martedì, a Collecchio, il presidente Tommaso Ghirardi aveva glissato l’invito dei cronisti locali a pronunziare qualche parola al microfono: “Ho parlato anche troppo”, salvo poi affidare qualche avviso ai naviganti off the record all’amico Sandro Piovani. Il giorno successivo, però, a Carpenedolo, ha rilasciato una ampia intervista esclusiva all’inviato di Mediaset Sport Alessandro Iori, in piccola parte trasmessa oggi a Studio Sport, cominciata parlando ancora di arbitri, sebbene il suo biografo, ieri avesse così interpretato il suo pensiero: “è probabile che, oltre ad un comprensibile e ovvio in­vito a tirar fuori gli attributi (cal­cisticamente parlando), Ghirar­di abbia chiesto al gruppo Parma (tutto) di abbandonare alibi e piagnistei per arrivare il prima possibile alla salvezza. Poi ci sarà tempo per rivedere il progetto.” A proposito di progetto: i Boys, sul loro sito internet, proprio oggi hanno scritto: Se questo è il progetto che è stato venduto ai tifosi del Parma all’inizio della stagione, lo possiamo già dire ora, non vediamo l’ora che finisca, che si azzeri tutto e si riparta facendo tesoro degli errori, cosa che proprio non riesce, ed ascoltando la voce che viene dai tifosi tutti. Ad oggi la parola progetto non si accosta al Parma, la parola fallimento si. Speriamo non la parola retrocessione… Se sarà salvezza non vogliamo né feste né chiacchiere, se sarà Serie B qualcuno dovrà saldare il conto, già salato. Mancano due mesi alla fine di questa agonia, comunque vada non vediamo l’ora che finisca.” Continua all’interno

    ghirardi carpenedolo 2A proposito di progetti abortiti, nella succitata intervista a Iori, il Pres ha affermato: Abbiamo la consapevolezza di dover fare più punti possibile in qualsiasi modo. Perciò dobbiamo abbandonare il bel gioco, la tattica, tutto. Bisogna avere il cuore e la determinazione per lottare, lottare e lottare ancora su tutte le palle, per togliersi da questa situazione che può diventare molto pesante”. Una stagione che al padrone del vapore ha fatto andare… il fumo negli occhi: “Io ho grande entusiasmo e voglia di fare calcio e divertirmi – ha sempre detto Ghirardi a Mediaset SportQuest’anno non mi sto divertendo. Ma io non ho mai mollato nei momenti difficili. Tuttavia ho bisogno dell’affetto della gente, dei miei tifosi. Questo mi serve. Gestire una squadra di calcio è molto difficile, ci sono molte insidie e se non hai neanche dalla tua parte la tua gente è difficile. Questo fino ad oggi non mi è stato mai negato ghirardi carpenedolo 4dal popolo gialloblù. Fino a quando ci sarà questo affetto, io lotterò. Però è molto difficile. L’auspicio è che i nostri tifosi ci seguano e ci stiano vicini. Che si raggiunga la salvezza il prima possibile. Sono convinto che la raggiungeremo ma la voglio come detto il prima possibile. Sicuramente nel mio futuro non c’è una stagione come quella di quest’anno. Ma piuttosto come quella dell’anno scorso, dove abbiamo lottato, raggiunto i 40 punti velocemente e poi ci siamo tolti delle soddisfazioni facendo grandi risultati. Il Parma può ambire a questo perché ha la struttura e la forza per ambire a posizioni importanti. Ma prima deve assolutamente raggiungere la quota salvezza, altrimenti può incappare in stagioni disgraziate come questa”. Insomma un po’ di “nostalgia canaglia” per gli ultimi fasti che in estate, con un pizzico di ubris di troppo si pensava sarebbero stati surclassati. Il 10 agosto, infatti, il Pres sentenziò: “Quest’anno non ci basta vincere. Vogliamo vincere giocando al calcio”. Adesso, invece, ci si accontenterebbe di vincere…
    ghirardi carpenedolo 3A scanso di ogni scaramanzia, come la scorsa settimana contro il Napoli, anche stavolta con la Sampdoria l’imperativo posto dal Ghiro sono tassativamente i tre punti: “Mi dispiace per la partita con la Sampdoria. Ho grande stima per la famiglia Garrone con cui ho un rapporto di amicizia. Però sarà un match molto importante e bisogna assolutamente vincerlo”. Saranno anche amici Garrone e Ghirardi, ciò non toglie che la strategia di comunicazione attuata dal Parma sia simile, anche se un po’ più soft nei toni (a parte il burrascoso dopopartita di domenica sera), a quella attuata dal presidente del Napoli prima del match del Tardini. A turno, infatti, i nostri vertici societari, si sono avvicendati in interviste nelle quali non ghirardi carpenedolo 5hanno certo evitato di rimarcare come sia in rosso il conto dare/avere con la classe arbitrale. Manovre che Cavasin, il sostituto di Di Carlo al timone della nave blucerchiata, aveva liquidato così: Posso dire che la Sam­pdoria, come stile, non si ad­dentra mai in critiche nei con­fronti delle direzioni arbitrali. Quando si parla dell’arbitro si creano degli alibi e ciò è sino­nimo di una squadra in diffi­coltà, che cerca sviare il pen­siero su altre questioni. Per quel che mi riguarda evito di creare scappatoie che alla fine non pagano. Non sono preoccupato, in Italia è un po’ un gio­chino: in questo ambiente c’è il pensiero che se uno si lamenta qualcosa gli ritorna indietro. Io non l’ho mai fatto nemmeno in passato, anche mordendomi la lingua”. Pur non essendo uno ghirardi carpenedolo 6dei massimi estimatori di Cavasin come allenatore, condivido in pieno il suo assunto, considerando che l’antica scuola del lamento può forse portare vantaggi alle Genoveffe, ma non certo alle Cenerentole. E tra Parma e Sampdoria chi è più Cenerentola? Al popolino piace tanto quando vengono sbattuti i pugni sul tavolo: personalmente, invece, nutro perplessità sulla funzionalità della cosa. Anzi, per me è proprio controproducente e c’è il rischio di pagarlo. E spero di essere smentito, perché di questi tempi non possiamo certo permetterci situazioni di questo tipo. Comunque, sulla questione arbitrale, ecco il Ghirardi-pensiero, affidato al microfono di Mediaset Sport:I cartellini rossi sono stati tanti e noi abbiamo sempre multato i nostri giocatori perché è evidente che hanno commesso ghirardi carpenedolo 7qualcosa che ha indotto gli arbitri a fare queste scelte. Quello che non mi va giù è il numero elevato di rigori. Nove rigori non so quanti punti possano valere. Non voglio nemmeno immaginarlo e dare alibi alla squadra. E’ che anche qui bisogna avere chiarezza su cos’è un calcio di rigore, quando bisogna darlo e quando invece non bisogna darlo. E non si capisce perché magari in una partita subisci un rigore e nella partita successiva avresti la possibilità di usufruire di una situazione identica a tuo vantaggio e invece il rigore a tuo favore non viene assegnato. Questo è il ghirardi carpenedolo 8problema. Non c’è chiarezza. La mia rabbia non è contro il sistema arbitrale che stimo molto perché al vertice ci sono persone serie e corrette e questo mi da serenità. La cosa che mi fa arrabbiare è la visibilità che viene data ad un episodio che capita al Parma e la visibilità che viene data a un episodio che riguarda un’altra squadra. Sono molto realista: non avremo mai la visibilità che hanno altre 4-5 squadre. Però noi impieghiamo denaro come le altre, forse di più, perché più il club è piccolo e più è grande l’azione dei soci. Il Parma ha dei tifosi che devono essere rispettati. Abbiamo 11.000 abbonati e una media di 18.000 persone allo stadio. E’ il 30% degli abitanti di Parma e provincia. Dobbiamo tutelarli e ghirardi carpenedolo 9dobbiamo rispettarli. Qualche volta ci sembra allora anche giusto dire la nostra. E’ giusto che i media ci considerino una comparsa a confronto di grandi squadre italiane. C’è chi dice siano tre ma secondo me oggi sono quattro o cinque. Noi stiamo dando esempi di modernità al calcio. Abbiamo un centro sportivo importante, che altri club purtroppo per loro non hanno. Non siamo mai incorsi in sanzioni. Io non sono mai stato deferito o squalificato. Non abbiamo mai avuto problemi economici – anche se facciamo fatica a far tornare i conti a fine anno e gli azionisti mettono risorse tutti gli anni ”.
    Prima di queste parole, sollecitato dal benevolo cronista che gli aveva chiesto se il Parma si riteneva perseguitato dopo l’ennesimo torto, ovverosia il gol in fuorigioco di Hamsik, ghirardi carpenedolo 10Ghirardi aveva risposto così: “Perseguitati direi di no. C’è l’amarezza di una gara importante segnata da un episodio pesantissimo. Non è solamente un gol. Noi ci stiamo giocando una stagione. Questo non vuol dire trovare alibi. Dobbiamo essere consci dei nostri difetti e degli errori che abbiamo commesso durante questo campionato. Però un errore così decisivo in una partita così importante ti dà amarezza. La partita è finita 3-1 ma questo non vuol dire nulla. Chi sa di calcio sa come cambiano gli aspetti psicologici in un momento così particolare della gara. Noi avevamo fatto un bel primo tempo, all’altezza ghirardi carpenedolo 11del Napoli. Prendere un gol in quel modo, in netto fuorigioco a sei minuti dall’inizio del secondo tempo, ti taglia le gambe. Questo ha condizionato la partita, così come ha condizionato Milan-Napoli, il “famoso” calcio di rigore contestato dai partenopei. L’unico mio rammarico – magari giustificato dalla forza mediatica in campo – è che si sia dia molto risalto a questa situazione nella settimana precedente e non si sia dia risalto poi ad una situazione uguale che riguarda il Parma e che per noi è importante come una partita per lo scudetto”. Queste parole di Ghirardi ricalcano quelle pronunciate a caldo dallo Tsunami Leonardi: sono, però, a mio modesto avviso, una chiara ammissione di debolezza del gruppo, il quale anziché reagire vigorosamente ghirardi carpenedolo 12all’ingiustizia subita o si demoralizza, o peggio ancora si lascia andare ad isterismi. E trovo pericoloso che un uomo forte come il Plenipotenziario accetti questo atteggiamento dei suoi calciatori, offrendo loro l’alibi per giustificare una caduta che si fonda proprio su questi limiti strutturali.
    A proposito di Plenipotenziario: Ghirardi, nell’intervista odierna, pur ribadendo la sua stima professionale in lui, ha avocato a sé il ruolo decisionale primario. Anche nel caso della conferma di Marino: “Non voglio sminuire nessuno e tantomeno Leonardi a cui sono molto legato e più volte ho detto che è stato ghirardi carpenedolo 13l’acquisto più importante che ho fatto nella mia carriera. Ma qui le decisioni importanti le prendo io. Mi assumo la mia responsabilità su quelle che sono le linee da dare alla società. Io credo di non aver mai beneficiato del cambio di allenatore. Parto dalla terza categoria e ho 15 anni di calcio alle spalle. Ne ho esonerati tanti di allenatori. Non ho mai – se non forse in un caso – avuto dei benefici. Non è questa la soluzione del problema. Ma soprattutto devo dire che Marino ha la stima della squadra e questo credo che sia fondamentale. Quando non ho riscontrato questo dato, ho sempre cambiato. Ma non è il ghirardi carpenedolo 14caso di Marino. C’è stato un confronto importante settimane fa anche perché la contestazione ci aveva fatto riflettere. Ma oggi abbiamo preso questa scelta e la portiamo avanti”.
    Nel confronto tra stagioni disgraziate – spesso viene spontaneo l’accostamento tra l’attuale e quella maledetta della retrocessione – Ghirardi sostiene che ci siano differenze: “Assolutamente non ci sono analogie. Tre anni fa purtroppo mi sono reso conto presto che sarei retrocesso. Perché la squadra non aveva più mordente. La scelta del cambio di allenatore fu sbagliata perché Cuper portò ghirardi carpenedolo 15timori e paura. E perciò capii che era venuta l’ora di fare un bagno di umiltà e tornare da dove eravamo venuti, cioè la serie B anche se erano 15 anni che Parma non ci andava. Oggi vedo la squadra viva. Non ci sono analogie. Una squadra che retrocede non fa un primo tempo con il Napoli giocando alla pari e andando in vantaggio. Non recupera due gol alla Roma. Non fa un punto prezioso sul campo del Chievo. E non recupera nemmeno la partita con il Cesena, seppure sia stata piena di episodi negativi per noi e fortunati per il Cesena. La squadra c’è, la squadra è viva. Abbiamo giocatori di personalità che forse non ghirardi carpenedolo 16avevamo all’epoca. Uno su tutti è Crespo. E’ un giocatore che ci darà sicuramente di più, nonostante abbia avuto una flessione nell’ultimo periodo. E poi abbiamo gli acquisti di gennaio che sono di primissimo ordine. Da Amauri che assolutamente quando è sceso in campo ha fatto la differenza a Palladino che è in condizione di forma eccezionale. Senza dimenticare Modesto, che sta facendo bene sulla sinistra. Credo che la squadra possa raggiungere l’obiettivo. Sono convinto che con la determinazione e con la grinta sarà possibile raggiungere la salvezza prima dell’ultima giornata”.
    Dall’elogio dei calciatori a quello di ambiente e ghirardi carpenedolo 17tifoseria: “l pubblico di Parma è maturo. Ha capito che prima c’era un calcio gonfiato, improponibile per una piccola realtà. Però è ambizioso. E questo mi da stimoli e voglia di investire. Il pubblico del Parma è sano è legato alla maglia e alle tradizioni. E il Parmacalcio è una tradizione della città che soprattutto nei momenti difficili è attaccata alla squadra. Lo ha dimostrato con i numeri e la presenza allo stadio. E’ chiaro, i tifosi sono un po’ delusi da questa stagione e io lo sono per primo. In questi momenti il pubblico deve stare vicino alla squadra per dargli quella carica che gli ha sempre dato”. Gabriele Majo (da intervista di Alessandro Iori per Mediaset Sport, trascrizione virgolettati a cura di fcparma.com)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    1 commento

    1. Caro Presidente,mi permetta di contraddirla.
      Non è vero che non ha mai avuto vantaggi dai cambi di allenatori,vorrei ricordarle il cambio Pioli-Ranieri e Cagni-Guidolin.
      Personalmente credo inoltre,anche se di questo non avremo mai la controprova,che nell'anno della retrocessione l'errore maggiore sia quello di non esonerare molto prima Di Carlo.

      Spero tanto che quest'anno alla fine abbia avuto ragione lei.

      febbredacalcio

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