LEONARDI: “PARADOSSALE COSA E’ACCADUTO AL PARMA QUEST’ANNO”

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    “Sono d’accordo con chi dice che quando ci salveremo non ci sarà da gioire, ma non va dimenticato quanto questa stagione sia stata complicata e se arriveremo a 40 punti avremo scampato un grosso pericolo”
    leonardi_pres_sacilese(gm) – L’Amministratore Delegato del Parma FC Pietro Leonardi, ieri al Centro Sportivo di Collecchio, presentandola, ha spiegato le finalità dell’iniziativa Al Tardini vale doppio che prevede convenienti sconti per chi acquista il biglietto in coppia per i prossimi due turni casalinghi con Bari ed Inter. Incontrando i giornalisti, però, il Plenipotenziario ha parlato anche delle svariate difficoltà di questa disgraziata stagione: “Mi riferisco a tutta una serie di situazioni che, nonostante non vogliamo crearci alibi o ulteriori antipatie, sono evidenti, sono davanti gli occhi di tutti. Quello che è successo al Parma quest’anno è paradossale, secondo me. E’ paradossale veramente, ma non è riferito solo ai dieci rigori contro, o alle tante espulsioni che ci hanno fatto rimanere in dieci; ma è riferito anche alle tante autoreti, alle tante coincidenze di infortuni che si vanno ad accavallare o a sommare alle squalifiche. Questa è veramente una stagione molto complicata: arrivare a 40 punti è una cosa importante. Non dobbiamo gioire, io non ho niente da gioire, perché so chiaramente che le aspettative della nostra gente erano di altra natura, così come quelle della nostra proprietà, del sottoscritto e di tutta la squadra. Non dobbiamo gioire, però dobbiamo essere consapevoli che se arriviamo a 40 punti abbiamo scampato un pericolo grosso”. All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di Leonardi

    Pietro Leonardi, per le prossime due gare il Parma lancia l’iniziativa “Al Tardini vale doppio”
    “Penso che questa iniziativa abbia la sua valenza, la sua importanza. Già quando si dice ‘Al Tardini vale doppio’ significa che c’è una doppia valenza: la prima, chiaramente, è quella di riempire lo stadio, contro il Bari. Già questa è una iniziativa che va ad aggiungersi a quella presentata nei giorni scorsi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, per tutte le scuole, per tutti i ragazzi; questo, invece, è un ulteriore incentivo per i nostri vecchi abbonati, per tutti i nostri tifosi, per sensibilizzarli alla partita contro il Bari, dando l’incentivo di poter vedere a prezzi ridottissimi la successiva gara contro l’Inter”.
    Prima l’invito ai 10.000 bambini, ora queste facilitazioni: il Parma sta chiamando a raccolta tutta comunità?
    “Dobbiamo far vedere che siam vivi e dobbiamo farlo con le iniziative e con i fatti. Ci auguriamo che attraverso queste due iniziative importanti,c chiaramente non trascurando lo zoccolo duro dei nostri abbonati, il Tardini contro il Bari sia quella giusta cornice che potrà permettere di arrivare, come tutti ci auguriamo, anche se con tutte le difficoltà del caso, ad una vittoria che sarebbe fondamentale per il nostro percorso in questo fine-stagione”.
    Come trova protagonisti ed ambiente durante questa settimana di sosta? C’è entusiasmo? Il Presidente Ghirardi ha accennato alla eccessiva euforia…
    “Il Presidente ha fatto benissimo a fare questo appello: più che un rimprovero o una constatazione, secondo me quello che ha fatto è proprio un appello. Per quanto mi riguarda dico sempre quello che penso e la mia sincera opinione è quella che il presidente ha fatto bene, perché è il punto di riferimento di tutti; per quanto mi riguarda io vedo poco, vedevo poco prima, figuriamoci ora. Io mi sono isolato da un bel po’ di tempo, da tutta una serie di situazioni che non penso siano positive andarle a valutare, sia per quello che riguarda la critica, sia per quello che riguarda le varie opinioni: io sono estremamente concentrato e farò di tutto con forza, come si è fatto da un po’ di tempo, di isolare anche la squadra da questo, nel considerare ogni partita una finale, e per noi questa partita qui diventa importante come la era con la Sampdoria e come sarà anche quella dopo con la Lazio e via via tutte le altre, perché non è che finisce il campionato col Bari…”
    Certo un eventuale successo sul Bari, toccando ferro, potrebbe essere una seria ipoteca di salvezza…
    “Sicuramente una vittoria aiuta: significherebbe arrivare ai conti che si fanno sempre, quelli per avere quasi una certezza di salvezza, che sono i 40 punti, a cinque punti dall’obbiettivo, e significherebbe vedere il resto con un po’ più di serenità, ma questo campionato è molto complicato: non guardate soltanto il Parma, guardate quelle squadre che ci sono dall’inizio, o che sono state coinvolte dopo, in una seconda fase: inanellare 5-6-7 risultati negativi è all’ordine del giorno e non è un caso soltanto di chi sta lottando per non retrocedere, perché ci sono state delle squadre, anche, che erano partite con delle ambizioni importanti, che però si sono trovate non a lottare per la salvezza, ma a ridimensionare di molto la corsa, verso degli obiettivi europei, o magari di altro genere, e questo significa farci stare sul chi vive, visto anche che gli episodi, nonostante la vittoria, non è che finiscono, eh… Perciò ci sono troppi episodi, quest’anno, che mi fanno riflettere. E da questo punto di vista parlo di fortuna e sfortuna che si insegue: perciò io sarò tranquillo quando il Parma avrà superato quel traguardo, che come ho sempre detto, e poi sento di riflesso, ma senza poi tanto preoccuparmi o arrabbiarmi, la salvezza non è un obiettivo che deve farci gioire. Sono d’accordo, sono d’accordo. Però bisogna rimanere con i piedi per terra e dire che il Parma, tutti gli anni, da qui in avanti, vista la distribuzione dei diritti televisivi, e forse dovrò essere noioso su questo, deve raggiungere prima l’obiettivo della salvezza e poi magari arriverà il resto. Di certo c’è una consapevolezza da parte mia: io l’ho detto anche dopo il Lecce, ci metteremo tutte le forze per salvarci e io sono convinto e fiducioso che il Parma debba e arriverà alla salvezza, ma se il Parma supera lo scoglio di tutta una serie di situazioni che si sono verificate quest’anno, difficilmente retrocederà negli anni che verranno”.
    Il Presidente potrebbe aver letto dichiarazioni troppo trionfalistiche dei giocatori dopo la vittoria sulla Samp, come se la salvezza fosse cosa già fatta? O perché Crespo ed Amauri, ad esempio, hanno già parlato di futuro?
    “Guarda, hai nominato giocatori che sono talmente concentrati su quello che è l’obbiettivo, comunque mi sembra che tutti, per ovvi motivi, ma ognuno con le sue competenze, perché ognuno ha la sua storia, è vero che Crespo ha detto questo tipo di cosa (contatti da altri club, nda), ma ha anche aggiunto che prima di tutto viene il Parma, Amauri è un giocatore in prestito, per cui mi è sembrato corretto, cosa volete che dica davanti a delle telecamere. Perciò cosa dovrei puntualizzare? A me non interessa che Amauri dica giustamente che è un calciatore della Juventus, a me interessa quello che sta facendo Amauri per il Parma. E siccome io ritengo che stia facendo tantissimo, sono orgoglioso di quello che lui sta facendo. Non penso – ma poi chiedeteglielo al Presidente – che lui si riferisse a questo: secondo me lui si riferiva in generale alla totalità, a quelli che prima di partire per Genova ci davano tutti quanti non dico per spacciati, ma in grande pericolo e ora sembra che abbiamo scampato il pericolo. Siccome il presidente quest’anno ci ha abituato – e secondo me gliene va dato atto e l’ho detto in tempi non sospetti – di ragionare con la testa ed è lucido, perciò vuole far rimanere l’ambiente nel massimo della concentrazione. Ma quando parlo di ambiente, parlo della totalità, perché penso che sottovalutare la partita col Bari, sarebbe l’errore più grosso che può fare il Parma, soprattutto, ribadisco, per gli episodi, che si sono succeduti in tutta la stagione”.
    Si riferisce anche alle squalifiche?
    “Mi riferisco a tutta una serie di situazioni che, nonostante non vogliamo crearci alibi o ulteriori antipatie, sono evidenti, sono davanti gli occhi di tutti. Quello che è successo al Parma quest’anno è paradossale, secondo me. E’ paradossale veramente, ma non è riferito solo ai dieci rigori contro, o alle tante espulsioni che ci hanno fatto rimanere in dieci; ma è riferito anche alle tante autoreti, alle tante coincidenze di infortuni che si vanno ad accavallare o a sommare alle squalifiche. Questa è veramente una stagione molto complicata: arrivare a 40 punti è una cosa importante. Non dobbiamo gioire, io non ho niente da gioire, perché so chiaramente che le aspettative della nostra gente erano di altra natura, così come quelle della nostra proprietà, del sottoscritto e di tutta la squadra. Non dobbiamo gioire, però dobbiamo essere consapevoli che se arriviamo a 40 punti abbiamo scampato un pericolo grosso”.
    Affrontare il Bari in emergenza responsabilizzerà di più chi scenderà in campo?
    “Questo tipo di iniziative che noi stiamo facendo, con le parole del presidente, indipendentemente dagli undici che scenderanno in campo, è il Parma tutto. E’ la città di Parma, è il Parma società che deve battere il Bari: non conta chi scende in campo. Perché è talmente importante questo tipo di partita che tutti devono capire che questa è la partita della stagione: ci dispiace che valga per quello che sta valendo, ma noi dobbiamo tutti quanti insieme battere il Bari, aiutandoci per poter respirare. Io ho fatto una battuta, dopo la Sampdoria: si comincia ad intravvedere l’arrivo, però, per quanto mi riguarda, ho solo tolto il boccaglio, bisogna continuare a nuotare, magari si respira con la bocca propria, ma non vedo altre positività. Non per sminuire la vittoria: io ho letto tutto, sono stato molto attento pure nelle dichiarazioni, ed è stato pure qualcosa che secondo me ci ha creato degli stimoli, perché mentre noi abbiamo fatto dichiarazioni per tutta la settimana che per noi era una partita decisiva, che dovevamo essere umili, che dovevamo avere tutte le altre cose, dall’altra parte arrivavano messaggi che era un bene affrontare il Parma, perché era una squadra in difficoltà, e perché dovevano approfittarne della squadra in difficoltà e io penso che questo sia stato il presupposto perché noi già – e lo dico da dopo Cesena – siamo entrati nella parte di quella che è la nostra dimensione. Dobbiamo continuare nella stessa maniera, perché se adesso noi, rigiriamo la frittata e diciamo che è un bene che affrontiamo il Bari, perché il Bari è già con un piede in serie B e tutto il resto,si fa lo stesso errore che secondo me hanno fatto a Genova la scorsa settimana. Con questo non voglio nascondermi: è sempre meglio affrontare la Sampdoria di domenica scorsa, con le loro difficoltà, e il Bari domenica prossima. Se no può sembrare paradossale, come se arrivassimo a dire che sarebbe meglio affrontare l’Inter che non il Bari… Però sappiamo di tutto quello che ci è capitato: noi dobbiamo essere coscienti di tutto quello che ci è capitato: non deve essere un alibi, ma partendo da questo presupposto, non possiamo sbagliare l’atteggiamento. Il presidente è stato molto chiaro, pungente e tempestivo, perché ha risvegliato tutto l’ambiente, secondo me, almeno chi vuol capire: le partite non si vincono la domenica, si vincono durante la settimana; probabilmente questa settimana ci ha dato anche la possibilità di recuperare i vari acciacchi, ma da lunedì, quando si radunerà di nuovo la squadra, non si deve più sbagliare, dobbiamo essere, come si dice in gergo, ‘sul pezzo’ ”.
    Registrazione a Collecchio di Jonathan Belletti del 25.03.2011; trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Perché non dobbiamo gioire se raggiungiamo la salvezza? Io personalmente se raggiungiamo i 40 punti
      gioirò eccome!

      Febbredacalcio

    2. Ciao Febbredacalcio, nel titolo e sottotitolo era difficile sintetizzare per intero il pensiero espresso da Leonardi, il quale, prendendo spunto da un comunicato piuttosto critico sulla stagione, pubblicato la scorsa settimana da http://www.boysparma1977.it e oggetto di dibattito a teleducato, sostanzialmente affermava che a fine stagione non ci sarà da festeggiare. Allargando il concetto, immagino non per il tragurado raggiunto – al quale ambiamo tutti, indistintamente – quanto il modo. Cioè, per capirci, i Boys non vorrebbero pullman scoperti per andare in trionfo in Piazza. Se arriva la salvezza si raggiunge davvero il minimo sindacale per questa stagione. E questo lo sa bene Leonardi, il quale questa squadra (e chi la guida) ha scelto e costruito. Ecco perché dice che non ci sarà da festeggiare, ma da stare "schissi". Perchè sarà arrivato solo il minimo. Ma l'AD, conscio delle molteplici difficoltà incontrate, aggiunge pure che bisognerà avere la consapevolezza, quando sarà raggiunta la salvezza, che si è evitato un grosso pericolo. Mi pare quindi che, questa volta, l'intervento del "Plenipotenziario" sia ben ponderato e condivisibile. Ciao e grazie. Gmajo

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