GONI, GENEROSO DECOLLETE’ A E’ TV

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    La serata televisiva nei salotti delle locali con Tacconi che provoca Orlandini: “Ma lei fa il portiere?” e Boni che propone la Tessera del Tifoso per i giornalisti…
    francesca goni a etv (gmajo) – Quella di ieri è stata una serata particolarmente vivace sui teleschermi delle tv locali. Sarò un po’ porcello – sapete: com’è sente la primavera anche chi ne ha qualcuna sulle spalle – ma darò la precedenza a e’tv che ha “strappato” l’esuberante Francesca Goni a Teleducato. Il divorzio da Calcio & Calcio, dopo la seconda partecipazione a “Tempi Supplementari”, è ormai conclamato: ho ragione di credere, infatti, che difficilmente si accomoderà di nuovo negli studi di Via Cecrope Barili dopo il nuovo “tradimento” appannaggio della televisione del gruppo Spallanzani. Reginetta incontrastata a Teleducato (eccezion fatta per la valletta Alessandra Giavarini) rimarrà la sola Chiara Andreoli, la quale, ieri, ha ospitato l’eterna bandiera crociata Massimo Barbuti a “Piacere mi presento, Footballandia e dintorni”, la striscia che precedere il salotto di Angella, della quale era pure ospite. A è tv, invece, la Goni interagisce con l’omonima De Vincenzi: tra le due pare che ci sia un ottimo feeling, anche lontano dai riflettori. Certo il decolleté generosamente ostentato ieri sera dal nuovo acquisto ha perfino fatto passare in second’ordine quello altrettanto giunonico della conduttrice. La popolazione maschile ringrazia… (continua all’interno)

    DE VINCENZI GONI ETVLa scheda di inizio trasmissione, letta con la consueta voce da funerale dalla Devì, era più lugubre del solito (del resto lo richiedeva anche il contesto) sarà stato anche per il lungo accompagnamento musicale con una canzone di Tiziano Ferro, lasciata scorrere per lunghi minuti prima del pensierino recitato dall’autrice. Poi spazio al parterre forte di Roberto Bottarelli, Pino Colombi, la già citata formosa Goni e Ivo Dallabona del Parma Club Collecchio, che giusto stasera inaugura la sede del Parma Club Collecchio (ore 19, c/o Bar Tabaccheria Mirco Salati, Piazza Partigiani n.2: siete tutti invitati, ci faremo un salto anche DALLA BONAnoi). Precedentemente avevo seguito la parte iniziale di Bar Sport: tra gli ospiti di Milano e della Bertini c’erano, tra gli altri, Giorgio Orlandini e Stefano Tacconi. Irresistibile l’involontaria gag quando quest’ultimo ha chiesto all’ex potentissimo Direttore dell’Unione Industriali se per caso faceva il portiere. Orlandini lì per lì è parso un po’ imbarazzato, mi pare di aver capito che abbia risposto persino di sì… Poi Tacconi ha rincarato la dose, dicendo che bisogna portare rispetto per il lavoro altrui, come a dire: se lei fa il giornalista (ed Orlandini, a parte qualche TACCONI A BAR SPORTarticolo ospitato sulle colonne del giornale locale, non mi pare abbia esercitato esattamente questa professione) faccia il giornalista, io sono un ex portiere e quindi posso giudicare i portieri (nel caso Mirante, di cui Orlandini auspicava un avvicendamento con Pavarini assieme all’epurazione di Alessandro Lucarelli). A suo tempo Arrigo Sacchi affermò: “Non è necessario essere degli equini per parlare di ippica”. Detto questo io ritengo che tra i compiti dei giornalisti ci possa essere anche quello di criticare i portieri: nel caso specifico Mirante, in GIORGIO ORLANDINI BAR SPORToccasione del raddoppio della Lazio, non era certo stato irresistibile, così come l’assistenza di Lucarelli Jr non era stata impeccabile, ma, pur seguendo il metodo Orlandini per il giudizio dei portieri, cioè facendo la conta dei punti fatti guadagnare/perdere nell’arco di una stagione, mi pare che il bilancio personale di Mirante, quarta scelta azzurra, possa essere considerato all’attivo. Orlandini non è l’unico a “sponsorizzare” Pavarini, portando come referenza le sue prestazioni in Coppa Italia: io non sarò un dirigente sportivo di lungo corso (e neppure di breve), ma come si fa a paragonare PAVARINI A PALERMOle due competizioni? Un conto è giocare con la mente libera e serena in mezzo la settimana, un conto è doversi trasformare in salvatori della patria in campionato a poche giornate dalla fine in match decisivi. Il rischio è di rovinare psicologicamente entrambi i portieri, con nefaste conseguenze di rendimento per la squadra. Credo, tuttavia, che il nuovo staff tecnico si stia ponendo l’interrogativo. Luca Bucci, neo preparatore dei portieri, durante la sua conferenza stampa di presentazione, aveva parlato così: Mirante? Non stiamo parlando di un portiere in crisi, stiamo parlando di un portiere che ha ottime qualità e che sta facendo la sua parte. Sono convinto che da qui LUCA BUCCI PREP PORTIERIalla fine continuerà a farla, come la possono fare gli altri, perché io ho molto rispetto del lavoro fatto da Senatore, con il quale ho parlato spesso, quindi sono convinto che siano stati preparati fino adesso adeguatamente tutti i portieri. Sono convinto che Antonio farà la sua parte, come gli altri se saranno chiamati in causa”. L’ultima riga mi pare significativa. Ma non vorrei dilungarmi oltre a parlare di portieri, perché non vorrei a mia volta incorrere nei fulmini di Tacconi, il quale, pur chiedendo il rispetto per chi esercita il mestiere di portiere, MICHELE ANGELLA TELEDUCATOa propria volta fa il para-giornalista, (o assimilato) nel senso che, essendo come molti suoi colleghi ex calciatori assoldato a fare l’opinionista in Tv, di fatto ne “esercita abusivamente (?) la professione”. Purtroppo si parla spesso di corporazione dei giornalisti, ma di corporativo non è rimasto nulla oggigiorno, se il primo maniscalco (la definizione è del compianto Sergio Canuti, storico segretario del Parma) può permettersi, senza tessera (dell’Ordine, non del tifoso) di raccontare di calcio in tv o sulla carta stampata. E pazienza gli opinionisti, ma perfino i ENRICO BONI TELEDUCATOconduttori ! O tempora o mores… E qui posso sintonizzarmi su Teleducato dove Michele Angella, facendo riferimento alle frequenti esortazioni societarie sul sostegno che i cronisti locali dovrebbero dare alla squadra, ha chiesto ai suoi ospiti: ma il giornalista sportivo locale deve essere tifoso? Divergenti i punti di vista: per Andrea Schianchi, firma della Gazzetta dello Sport (ovviamente) no; per quel Saltimbanco di Boni invece sì. Anzi, questi è perfino arrivato a sostenere che al giornalista sportivo locale bisognerebbe dare la tessera del tifoso, non quella ministeriale, bensì quella SCHIANCHI A CALCIO & CALCIOche certifichi l’attaccamento alla squadra. Angella si è inorridito, dicendo che avrebbe fatto avere la registrazione all’Ordine dei Giornalisti (fosse vero!) e che avrebbe chiesto il suo esonero alla proprietà. Schianchi gli ha chiesto se per caso avesse fatto l’esame di stato a Roma (ovviamente no) e dunque non poteva parlare da giornalista. Errore, questo, essendo che Boni è pubblicista, e come tale appunto giornalista. Tra l’altro di lungo corso, come ha rivendicato replicandogli: “Non accetto lezioni da te, perché quando frequentavo le redazioni tu eri ancora un bambino”, o SCHIANCHI E ANDREOLI CALCIO & CALCIOqualcosa del genere. Che tristezza. L’Andreoli ha cercato di dare il proprio apporto: “Sono state fatte delle polemiche che hanno danneggiato l’ambiente”. Ma quali? Piuttosto ha ragione Schianchi quando parla di clamorosi errori di comunicazione commessi dalla Società (cioè l’alzare l’asticella delle aspettative sul bel gioco e sui punti finali in classifica. A proposito, dopo la sconfitta con la Lazio, matematicamente il Parma 2010-11 non potrà superare quello della stagione precedente, come aveva auspicato, mesi fa Leonardi, quello vero, non l’imitatore a Tv TACCONI E RINALDI A BAR SPORTParma). E poi, cara Chiara, ma non sei la sola che fa un po’ di confusione al riguardo: un conto è la comunicazione (che è di pertinenza della società), un conto è l’informazione (che è di pertinenza delle varie testate). Io ribalto il problema: per me è nocivo (anche per la Società) un rapporto eccessivamente confidenziale con gli operatori della carta stampata. Come direbbe Tacconi, ognuno faccia il proprio mestiere: ci fosse meno complicità e più rigore (e meno rigori) sarebbe meglio per tutti. Di giornalisti-tifosi si era parlato anche a Tv Parma, quando Tacconi aveva fatto confessare ai vari opinionisti di Bar sport le squadre per le quali tifavano prima che la serie A facesse scoccare l’amore per il Parma e qui, tra tanti juventini (Guido Schittone, Rossano Rinaldi, Stefano Frigeri), si è scoperto, grazie alla delazione di Gallerani, che quel cuore crociato di Piovani prima era nerazzurro! Chissà per chi farà il tifo sabato sera… Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    6 Commenti

    1. Andiamo con ordine.
      Le donne e il calcio. Per me le donne di calcio non capiranno mai niente, dicono cose senza senso, sono analfabete da questo punto di vista e dicono cose banali. Ma avete presente i discorsi della Goni? Ma scherziamo? Ma come si fa ascoltare una del genere? A me la Goni sta benissimo come soubrette e lettrice di sms, ma che si limiti a questo perchè appena parla di calcio, come tutte le donne, dice di quelle cose…… Mi fanno ridere particolarmente quando le donne vogliono fare le sofisticate con discorsi sulla tattica facendo le superesperte. Per me da tifoso e da telespettatore la Goni va bene da vedere, ma non da ascoltare. La Chiara Andreoli è più umile, lei parla da Libro Cuore, dice concetti semplici e saggi che una nonna direbbe al suo nipote. Per questo la preferisco alla Goni o alla De Vincenzi che pensano di saperne di calcio. Ma cosa pretende la Goni? Vede, Majo, io credo che per parlare di calcio bisogna averlo giocato, anche all'oratorio ma bisogna averlo giocato, anche a livello non agonistico. Queste ragazze qui non hanno mai toccato un pallone, dico un pallone.. no neanche quello. Ah, intanto che ci siamo il calcio femminile non è calcio, è un altro sport, proprio perchè il calcio da praticare e da parlare è una roba per uomini. Le donne se vogliono fare qualcosa possono leggere gli sms e annunciare gli spot. Ma basta però. Anche la comunicazione affidata alla Rencati mi lascia perplessità notevoli perchè non hanno un certo tipo di sensibilità per questo sport.
      BARSPORT. A me sembra la tv della Gestapo dove nessuno da le colpe a Ghirardi e Leonardi, i veri artifici di questa situazione. E poi, me lo consenta Majo, la libertà è un privilegio di pochi: magari certi giornalisti (interisti e simpatizzanti parma) possono essere simpatici ai tifosi per le fattezze fisiche o perchè hanno canzoni dedicate a loro, ma non sono giornalisti liberi se vanno a cena frequentementecon i vertici del Parma. Io BarSport lo seguo poco perchè è inascoltabile. Bellè… fate voi, ogni commento è superfluo. Poi il dentista.. ma chi è per stare lì? La Bertini.. bella ragazza, per me dovrebbe però limitarsi a leggere le mail senze prendere delle tangenti dove fa suoi discorsi personali sulla tattica. BarSport è un programma fatto male comunque, dove gli sport minori vengono sacrificati per pochi minuti alla fine del programma con domande banalissime, del tipo: "che risultato avete fatto ieri"? ma che domanda è questa? ma informati? Barsport denigra gli sport minori, a questo punto tagliate questa parte e parlate solo di calcio. Mi fanno ridere le domande della Bertini ai bambini nati nel 2002 quando gli chiede cose del Parma di Scala. Ma come possono sapere queste cose dato che non erano neanche nati??!
      Infine la conduzione di Milano: a me fa venire sonno, non so voi.
      Calcio&CAlcio: a parte Angella che è un po' noioso ma molto professionale, si riesce a guardare solo grazie a Schianchi e Nava, un bravo giornalista (un po' sacccente a dire il vero) e un ottimo opionista. Per far audience hanno preso uno dal circo e pur essendo impopolare fa parlare di sè. Trovo assurdo il collegamento con i tifosi che sembrano i collegamenti di Santoro con Ruotolo quando intervistava da Durazzo gli albanesi pronti per arrivre in Italia. Buttati in quello studio lì accanto (tra l'altro vestiti sempre come dei barboni con gente che non sa neanche parlare) sembrano presi in prestito. Gli sms vengono letti ma non commentati, le telefonate ascoltate ma nessuna risposta da parte degli opinionisti, e se uno parla più di 15 secondi Angella ricorda di essere brevi… ma per ascoltare chi??? Boni? Ma per piacere!
      Il programma della Andreoli non lo guardo: sapere che scuola ha fatto Angelo non mi interessa.
      Luigi (nome di fantasia)

    2. Caro Luigi, nome di fantasia, la libertà di espressione è bella, ma non bisogna abusarne. Se no si esagera. Io stesso, pur non essendo uno che tace, nel formulare giudizi cerco di essere moderato e non offensivo. Anche per rispetto della deontologia giornalistica che prevede, per l'appunto, un sacrosanto diritto di critica, ma esercitato con moderazione. Il brutto del web, o delle telefonate in diretta, è che si può diritto di tutto, andando anche oltre la misura. Certi apprezzamenti (al contrario) che lei ha formulato, infatti, potrebbero offendere chi ha menzionato. E' pur vero che si tratta di personaggi pubblici, e quindi, per questo, sono tenuti ad accettare il giudizio di chi li segue. Detto questo, però, cerco di purgare un po' il suo commento. Il suo giudizio "sommario" su donne e calcio mi pare un po' troppo maschilista: in particolare la Devincenzi, e credo pure la Goni (sono sicuro per la pallavolo) almeno all'oratorio hanno giocato. Io manco lì, ciò non toglie che certe osservazioni che faccio possano essere azzeccate. Conosco fior di donne che ne capiscono di pallone: insomma non devono fare solo la calza o i cappelletti come spesso ripete Boni. Mi pare un'esagerazione paragonare Tv Parma alla Gestapo: certo non è che hanno tutta la libertà che ha lei di sparare zero, che, comunque, si nasconde dietro uno pseudonimo. E' chiaro che se la linea è "governativa" non è che si possa dare contro il governatore: ma mi pare che qualche critica sia trapelata anche da quel canale. Certo se ci sono degli equilibri da rispettare diventa difficile andare oltre le righe. Sul fatto delle cene giornalisti-dirigenti posso, in generale, concordare: ma il noto giornalista che Lei cerca di far capire chi è non è certo il solo che si accompagna con i vertici societari. E poi lui, almeno, ha la giustificazione di una amicizia di lunga data con il "pres". Che poi lo chiami "Tom" in pubblico non è il massimo. Ma almeno ci risparmia la pantomima del lei. Il malcostume è pressoché generalizzato: diciamo che ti insegnano (e i capi redattori lo esigono) a farti amico di dirigenti e o giocatori per carpirne i segreti. Io sono contrario alle complicità e l'ho sempre scritto, non ultimo in questo servizio. I bambini ospiti della Bertini, anche se sono nati nel 2002, sanno, prima di essere invitati, l'annata su cui saranno interrogati. Le caratteristiche di Schianchi sono note da anni, e ben descritte da lei: a me piacerebbe fosse un po' meno condizionato da simpatie/antipatie per qualcuno. Anche perché sono in tanti, in questo mondo, che ci fanno credere che Gesù Cristo è morto dal freddo dei piedi… Concordo pienamente su Angella: è troppo schiavo dei tempi televisivi, e lo dimostrano i tagli alle telefonate del pubblico, o quando chiedere loro di essere brevi (peraltro sciupando così del tempo prezioso). Le telefonate mi pare le commentino, spesso anche gli SMS. saluti Gmajo.

    3. Ma la Goni e la De Vincenzi saranno brave giornaliste però per me, da tifoso e telespettatore, credo che le donne "balbettino" quando parlano di tattica. E' un giudizio mio non tanto su certe giornaliste locali ma proprio sulle donne e i giudizi meramente tattici perchè penso che per fare certe osservazioni bisogna averlo giocato, anche nel campo del prete dell'oratorio.
      Poi la Devincenzi è simpatica, sa condurre bene il programma su ètv meglio di Milano su tvparma e Angella su teleducato, sa mantenere sveglio il telespettaore, è energica: però a mio modo di vedere se la Goni, la Bertini o la Devincenzi parlano di tattica non condivido nulla di quello che dicono, anzi vorrei dire di peggio ma se lei mi dice che posso risultare offensivo me lo tengo per me. Della Devincenzi, che ho conosciuto, ho anche letto il libro che ha scritto, interessante, ma è proprio quando si mettono a parlare di 442, diagonali…che..
      vabbè, niente. Sono d'accordo con Boni da questo punto di vista.
      Majo non mi ha commentato il modo con cui gli sport minori vengono considerati a BarSport: è normale ridurli a domende del tipo "Che risultato avete fatto ieri?" Per me significa prendere in giro uno sport minore. Non si fa così secondo me.
      Ho parlato di Gestapo perchè da quando ero bambino (tanti anni fa, allora condotto da Balestrazzi) ho sempre visto Barsport come un programma ingessato, e quest'anno non si sono mai a chiare lettere fatti i nomi dei due veri responsabili di queste situazione. In senso figurato mi è venuto in mente un periodo in cui fare certi nomi e dire certe cose non si poteva.
      Cordialmente

      luigi

    4. Non mi pare di avere mai sentito la Monica chiedere che risultano abbiano fatto il giorno precedente ai rappresentanti delle squadre di sport minori ospiti in studio sulle quali credo si prepari a dovere. Per quello che la conosco è piuttosto meticolosa: non sarebbe da lei scivolare su questo tipo di buccia di banana. Per la tattica ci sono colleghi maschi che sparano castronerie peggio delle donne: suvvia siamo moderni. Se no va a finire che la Devincenzi ci bacchetta sul suo libro, già non eccessivamente tenero con noi maschietti… Tornando agli sport minori: io credo che Bar Sport possa offrire una buona visibilità, essendo il programma di maggiore audience: però relegati in fondo alla trasmissione c'è il rischio che i telespettatori cambino canale. Io, fossi in quelle società, punterei ad avere programmi ad hoc, magari con meno spettatori, però tutti interessati… Sul discorso Gestapo, che aggiungere? Si sa che Tv Parma sia storicamente un po' ingessata, ma qualche critica a Leonardi e Ghirardi è arrivata. Più al primo – che se ne è spesso lamentato – che al secondo. Quello che è strano è che quest'anno, fino a qualche settimana fa, quando evidentemente è intervenuto un "armistizio", Tv Parma era piuttosto invisa alla società (o al plenipotenziario della medesima) per i suoi contenuti. Nei miei articoli degli ultimi giorni ho comunque ribadito che i colpevoli della situazione sono non solo Marino e i giocatori, ma anche chi li ha assemblati e chi ha dato carta bianca. Saluti Gmajo

    5. Mi sento chiamata in causa, e mi difendo, convinta, Gabry, che me lo permetterai. Io non sono Maradona, e lo ammetto con candore. E non sono nemmeno il grande Arrigo Sacchi, anche se qualche squadra di bambini festanti e più innamorati del calcio di molti professionisti, la ho allenata.
      Ma non penso di non essere atta a parlare di tattica: la tattica è una sorta di matematica, una scienza quasi esatta, così come i moduli di gioco, per flessibili che siano. Se il giocatore X occupa la fascia sinistra, svaria a destra o si accentra, lo vedo tanto quanto un uomo. E se lo fa bene o male è palese. Il calcio per capirlo bisogna seguirlo, sempre, e analizzarlo, sminuzzare quello che si vede per farne analisi coerente e raccontarlo a chi ha la bontà di seguirmi. Parlare di calcio, o scriverne, è un grande privilegio, per questo cerco di farlo bene evitando di dire fesserie. Non sono brava col pallone tra i piedi, ma la differenza di direzione che prende la palla se la colpisci di punta o di collo la conosco…così come riconosco se un marcatore si perde l'uomo in mezzo all'area.
      Luigi, la ringrazio per i complimenti e per aver letto il libro, comunque. Ed anche per le critiche, cercherò di migliorarmi ancora.
      Ma giuro, capirne o meno, è questione di competenza, di preparazione, non solo di sesso. Anche se ammetto che è naturale che per chi nasce calciando palle sia più semplice capire determinati meccanismi di gioco.
      Ave…

    6. L'autodifesa precedente, che ospito con piacere, era, ovviamente, di Francesca Devincenzi, anche se la firma è rimasta… nella penna… (digitale). Ciao Gmajo

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