LA MOSSA DELLA DISPERAZIONE

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    Riflessioni di Gabriele Majo sull’esonero di Marino
    Majo2(gmajo) – Lo hanno fatto per quei 6.000 bambini imbandierati con le “Mini-crociate”, per insegnare loro la cultura della sconfitta. E pazienza se sono tornati a casa con le lacrime agli occhi, perché vincere piace a tutti. Anche ai più piccoli. Ma imparare a perdere è una esperienza importante, anche per i più grandi (lezione spesso dimenticata, e le riprove non sono mancate neppure ieri) … Ovviamente, questa, è una battuta, per strappare un sorriso amaro, il giorno dopo l’ignobile sconfitta con il Bari, nella giornata in cui tutta la Comunità si era stretta attorno alla squadra per prenderla per mano ed accompagnarla a quello che ragionevolmente poteva – doveva – essere una facile impresa. Per tutti. Ma non per il Parma. Non per questo Parma maledetto, che, come ha ricordato la nostra lettrice febbredacalcio” somiglia sempre di più al suo fratellastro di tre anni fa, il primo a macchiare con l’onta della retrocessione la Maglia Crociata, dopo una ventina d’anni ininterrotta di serie A. Continua all’interno

    IMG_4820In realtà nella massima serie, con la Crociata, il Parma ha giocato solo dal 2004-05 in poi, con la restaurazione dell’amato simbolo, dopo un ventennio abbondante di ingiustificato ostracismo. Ieri, grazie all’Amministrazione Comunale, al Parma FC, ai Lions, all’Associazione I Nostri Borghi e a stadiotardini.com, c’è stato un solo ed unico trionfo: proprio quello del massiccio ritorno della Crociata sugli spalti, per un sublime cocktail che ha unito grandi e piccini con il vessillo orgogliosamente fatto garrire al SAM_8762vento. Una giornata di tifo sano e pulito, proprio come piace a me, e come mi piacerebbe fosse sempre e non solo una piacevole eccezione. Quell’urlo “Parma, Parma” quasi di disperazione, nei momenti più delicati della partita, scandito dai tifosi in erba di giornata, era da sgrisor, come mi ha confessato Fabrizio Pallini, il filantropo della Bandiera, davvero commosso per lo stupendo ed unico colpo d’occhio offerto dal Tardini bianco-crociato, unito alla solita maniacale considerazione: “Stiamo cercando di riscrivere la storia”. Anche un frigido come 16me non poteva che convenire. Ed in effetti la pelle d’oca, pur non frequentando il Campidoglio, ha contagiato pure me. Peccato, invece, che la Carica dei 5.000 non abbia altrettanto coinvolto i “nostri eroi”, definizione che oggi proprio non calza a pennello per il tenore della prestazione sostenuta. Sostenuta? Forse dovrei scegliere un altro lessema, ma tant’è…  Al cospetto di un Bari venuto a giuocare la sua onestà (non di più) partita, il Parma è crollato per i limiti congeniti più volte palesati nella presente stagione, spesso cercati di coprire con trasparenti separè che però, al di là della cortina fumogena, lasciavano trasparire chiaramente quanto il re fosse nudo, con in mostra tutte le sue vergogne. (Vocabolo azzeccato stavolta).
    leonardi annuncia esonero marino in sala stampa al tardiniParaventi, ai quali, l’amministratore delegato Pietro Leonardi ha fatto ricorso anche ieri, nel giorno, immagino, più infelice della sua ventennale carriera di dirigente sportivo, quello in cui è toccato proprio a lui (solo a lui) comunicare urbi et orbi la decisione di esonerare l’allenatore Pasquale Marino. Il tecnico siciliano era stato difeso in ogni modo possibile (e pure impossibile) dal Plenipotenziario, il quale lo aveva scelto – con l’avallo del presidente Ghirardi, che aveva espresso il placet finale – nell’emergenza marinocausata dall’improvviso (improvviso?) abbandono (abbandono?) di “ipocriti che poi non ci sono più”. Questa “tarantella”, personalmente, ieri sera, avrei evitato di suonarla, assieme ad alcune altre, ma è questione di punti di vista. Non sempre convergenti. Del resto se la causa del flop di questa stagione è l’inevitabile confronto con il passato mi viene da riflettere, e tanto, sulla qualità e sulla personalità di chi sostiene questo teorema. I confronti, nel calcio, tra guidolinpresente e passato si fanno sempre: vedesi, visto che i grandi club dovrebbero farci da modello, quanto accaduto nella presente stagione all’Inter con Benitez erede di Mourinho. Ma non mi pare di aver sentito il sosia di Di Taranto appellarsi al fatto che la gente fosse affezionata (giustamente) al suo predecessore, per i risultati ottenuti. Comunque, ribadisco quanto già scritto in precedenti editoriali, la politica di comunicazione (e non solo) tesa a far dimenticare il vecchio per il nuovo, alzando l’asticella delle aspettative, si è rivelato un SAM_9680clamoroso boomerang. A meno che non si pensi che quei complottari dei guidoliniani abbiano, ad arte, iniziato loro a sedimentare in giro la convinzione che il loro Vate fosse un retrogrado distruttivo e non un “propositivo” come il suo successore. Tante volte si fa la morale agli avversari, magari anche a ragione, così com’era stato dopo la gara con la Samp, per le esternazioni che fanno, ma poi bisognerebbe stare attenti a non scivolare su spiacevoli bucce di banane (con effetto non immediato, ma successivo) tipo la perentoria affermazione del 10 agosto scorso: majo soccorre marino“Quest’anno non ci basta vincere. Vogliamo vincere giocando al calcio”. Io, già la scorsa estate, chiosai: “A me basta vincere”. Al Parma sarebbe bastato vincere a prescindere (grazie, LL, cioè senza tanti fronzoli) solo da un certo punto della stagione in poi: diciamo dalla gara interna con il Cesena, quando, dopo il 2-2 interno, la Società diede prova di forza confermando l’allenatore del quale la piazza chiedeva sonoramente la testa. In quei giorni fui l’unico (almeno mi pare di ricordare così) non so quanto “valido” giornalista a schierarsi apertamente con la impopolare scelta della Società. Non perché mi fossi trasformato in un SAM_3424convinto “Mariniano”, o per prestargli soccorso, come evidenziò il sito di Sportal (e tutti gli altri ad esso collegati) abbinando alle mie considerazioni la foto di quando interpretai per il film “Baciato dalla fortuna”, quale “figurazione”  il ruolo di un medico del nostro ospedale, con tanto di camice indosso, quanto perché cacciare il tecnico sarebbe stato tardivo. Le occasioni, avevo ricordato, non erano mancate prima, tanto per citarne un paio dopo la sconfitta con il Lecce o quella con il Milan. A quel punto si trattava di tenere la barra dritta ed insistere. Anche stavolta, però, pur rimarcando la palese contraddizione, non posso che convenire con la decisione presa, ufficialmente all’unisono, da Ghirardi e Leonardi di sollevare il mister dall’incarico. Era inevitabile. Anche se, mi perdonerà Leonardi se parafraso la sua definizione circa il calciomercato invernale o di riparazione, si tratta proprio di una mossa da disperati. Perché se era tardi uno/due mesi fa, figurarsi adesso.
    SAM_8822Di solito Ghirardi ha mano felice una volta su due nella scelta degli allenatori: sbagliato Marino, stavolta dovrebbe pescarlo giusto. Si fidi, dunque, di sé stesso e delle sue intuizioni, se ne ha. Chi è più vicino a Tom e al Plenipotenziario lascia trasparire che i due siano orientati su due soluzioni differenti: il Pres vorrebbe affidarsi a Gianni De Biasi, già erede, con non molta fortuna, proprio di Marino all’Udinese (al terzo anno del tecnico, il peggiore, perché nei due precedenti aveva fatto decisamente bene…) nella passata stagione. Mentre il dirigente preferirebbe, di gran lunga, Copyright www.fdl71.itportare a Parma Franco Colomba (secondo alcune fonti oggi si sarebbero incontrati a Modena), che ha al suo attivo una salvezza col Bologna. Lo scorso anno ebbi modo di vedere una decina di gare dei felsinei al Dall’Ara e non mi entusiasmò, ma non vuol dire. Però a quel punto si poteva tenere Marino… Ma al di là di questo, ci sono anche ragioni contrattuali che non possono passare in sottordine: intanto il fatto che Colomba sia tuttora legato al club rossoblù (per due stagioni, almeno così asserivano ieri i bene informati cronisti Tosi e Beneforti, entrambi abituali frequentatori di Casteldebole), e che quindi ben difficilmente accetterà di slegarsi solo per sette giornate. Si leonardi esonero 3potrebbero anche studiare opzioni, ma anche le stesse potrebbero avere controindicazioni economiche in caso di mancata conferma. I nomi più fascinosi, di questi tempi, si guardano bene dall’avvicinarsi alla patata bollente. Magari sarò smentito nel giro di pochi minuti, ma non credo che sarà facile sciogliere le riserve prima della ripresa degli allenamenti, perché ora come ora, come ha riconosciuto lo stesso Leonardi ieri, è “difficile”. Diciamo che possono essere i candidati a tenere in scacco il club e non viceversa.
    don luigiIo credo che ad oggi si debba puntare su un classico traghettatore (e su un buon cappellano): la scelta per il nuovo corso non può essere fatta sull’onda delle emozioni, a caldo, e senza neppure sapere la categoria in cui si disputerà il prossimo campionato. C’è chi asserisce che Scala accetterebbe il ruolo: io non credo che “Nevione” desideri rischiare di rovinare l’ottima immagine che ha a Parma, prendendo in mano la squadra in condizione quasi disperate (vedendo il calendario e i tre miseri punti dalla penultima). E poi sarebbe una scelta troppo amarcord come quella di Carmignani, che immagino Ghirardi non farebbe neppure sotto tortura. Ma oggi le condizioni ambientali per un nuovo miracolo del Gede sarebbero differenti da allora, che respirava quotidianamente l’aria di Collecchio. Piuttosto si potrebbe pensare ad una soluzione interna responsabilizzando uno o più tecnici del settore giovanile, tipo De Patre o Pizzi o Giandebiaggi, patentini permettendo. Scelte roy-hodgsonpiù esotiche mi paiono improbabili: solo per curiosità segnalo di avere ricevuto alcune telefonate da giornalisti inglesi che asserivano di essere stati contattati da colleghi italiani per sapere se era percorribile la pista Roy Hodgson, già tecnico dell’Inter ed oggi al West Bromwich. In effetti potrebbe somigliare all’operazione Cuper: e quindi pur essendo una soluzione in stile ghirardiana, la immagino, almeno per motivi scaramantici, impercorribile.
    ranieri ghirardiPer il Parma del futuro (in serie A) vedrei bene Claudio Ranieri, oggi non scritturabile avendo nella presente stagione allenato la Roma. Egli potrebbe supplire, in caso di addio, anche a parte degli attuali compiti di Pietro Leonardi, qualora il dirigente decidesse, concretamente, di assumersi le sue responsabilità, rinunziando di sua sponte al proseguimento del contratto pluriennale in corso con il Parma, prendendo atto dell’andamento fallimentare della presente stagione. Il gesto, nel caso, gli leonardi esonero 2farebbe onore, così come avrebbe fatto onore a Marino precedere la decisione di ieri dei suoi superiori rassegnando di sua sponte le dimissioni. Tocchiamo ferro: ma una retrocessione potrebbe comportare danni economici ancor più incalcolabili della precedente, di cui non si era conclusa ancora totalmente la ripianificazione, malgrado l’ottimo lavoro del risanatore Leonardi, capace di portare plusvalenze per più di 30 milioni di euro. Il dirigente, ieri, ha ribadito di essersi sempre assunto le sue responsabilità SAM_8821(“fin dalla gara di Napoli all’andata”) e che “poi, dopo, le responsabilità, è facile, da dopo Maggio ce le prendiamo tutti quanti…”. Ma prima di pensare al futuro il Parma deve, a tutti i costi, mantenere la categoria, operando con lucidità e raziocinio: doti, per esempio, cui hanno rinunziato alcuni protagonisti al termine della partita di ieri, in special modo Morrone, pizzicato dalla telecamere di Sky in palese disaccordo con l’ex Marco Rossi. Teleducato, nel Tg delle 12.30 di oggi, ha paventato l’apertura di un fascicolo da parte dell’ufficio inchieste, procedura abituale se al poco 17edificante episodio hanno assistito gli 007 della Procura Federale, ma molto can can lo hanno fatto anche gli organi di stampa. Rossi, che non aveva interrotto felicemente il suo rapporto con il club ducale, parrebbe essere stato accusato dall’ex compagno (c’era anche lui nella famosa stagione culminata col declassamento tra i Cadetti) di averci messo troppa foga. Come dice Leonardi il Bari ha fatto il suo dovere (forse a San Siro avevano davvero dato qualcosa in più, anche per il blasone degli avversari), lui ha pure aggiunto un sibillino: “e ora speriamo che lo facciano ancora nelle prossime partite” . Il problema è che, al cospetto dell’ultima in classifica, i nostri hanno dato l’ennesima prova della propria pochezza. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    1 commento

    1. GM,analisi lucidissima , da incidere nella pietra all'ingresso del Tardini.
      Se si potesse tornare con un rewind alla vigilia dello scorso Natale, e la Dirigenza avesse agito di pancia….se, se..se.
      ( Di questi giocatori , non in forma e con destinazioni gia' decise per il prossimo anno , non mi fido ,sembrano fintamente motivati….)
      Distinti saluti , Enzo Dallai

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