CALZONI, EX AMMINISTRATORE DELEGATO DELLE FIERE DI PARMA, ORA PLENIPOTENZIARIO DEL BRESCIA, CI SPIEGA PERCHE’ HA SCELTO RODIO

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Video intervista esclusiva di stadiotardini.com al manager sul quale Corioni punta per la rinascita del Brescia

(gmajo) – Ieri un nostro lettore firmatosi “Tifoso Essenziale” si è burlato di noi per la scelta di seguire con le nostre rinomate fotogallery amatoriali l’investitura di Roberto Rodio, quale capo ufficio stampa del Brescia (“Un po’ come l’estro di Giuseppe Rossi”; “Lei si Direttore che sa capire le nostre necessità e i nostri gusti”). Forse il Tifoso Essenziale aveva dimenticato, o magari non era a conoscenza, di un ulteriore dettaglio direi “essenziale” da aggiungersi alla legittima soddisfazione del Maestro che vede coronare il sogno del Discepolo, e cioè che chi ha officiato il rito è persona che vanta importanti trascorsi nella nostra città e ancora ben radicate amicizie, cioè Ugo Calzoni – il super-manager nelle cui mani il presidente Corioni ha messo il Brescia per gettarne le solide basi per la rinascita – che cinque anni fa (Anno Domini 2006) era al vertice di Fiere di Parma quale amministratore delegato, prima di terminare in maniera piuttosto burrascosa, con annessi strascichi legali, quell’esperienza per via del tiro al piccione cui era stato sottoposto. Continua all’interno

Nonostante quella a Parma sia stata poco più di una toccata e fuga, Calzoni ha saputo costruirsi qui dei solidi legami, soprattutto tra gli industriali: non a caso nella video intervista esclusiva che ha concesso a stadiotardini.com , di cui sotto trovate la trascrizione integrale, egli ha spiegato, a proposito dell’ingaggio di Roberto Rodio che è stata una casualità, attraverso amici che ho ancora a Parma, soprattutto nell’Unione Industriali e così via”. Dell’attuale plenipotenziario delle Rondinelle – definizione che calza a pennello, benché nell’organigramma figuri “solo” come Responsabile delle Relazioni Esterne ed Istituzionali (ruolo che nel Parma FC è rivestito da Mirco Levati) – mi ha parlato benissimo Roberto Venturini, titolare della Video Type, l’agenzia multimedia che cura il progetto socio sanitario Sotto le Stelle… in Piazzale della Pace, di cui sono il Coordinatore della Comunicazione: egli mi ha spiegato che aveva lavorato benissimo con lui alle Fiere di Parma e che ha lasciato un gran vuoto; tuttavia la sincera relazione personale è proseguita, tant’è che spesso si sentono, non solo nelle occasioni comandate. In soldoni Calzoni venne sfiduciato da Ad delle Fiere, dopo che in un’annata senza Cibus le cifre in bilancio non erano dalla sua, ma non si trattava certo di un’eccezione, bensì una costante, essendo il salone dell’alimentazione il vero e proprio punto di forza anche per i conti. Del resto, nella intervista esclusiva che ci ha rilasciato, mentre augurava al bresciano Ghirardi “di poter continuare col successo che ha avuto in questi anni”, ha aggiunto la seguente considerazione dal sapore direi autobiografico: “anche se poi i parmigiani considerano quelli che vengono da fuori un po’ degli usurpatori”.

Oggi Ugo Calzoni ha 66 anni, e un eccellente curriculum alle spalle anche con responsabilità riconosciute a livello internazionale: prima di arrivare alla Fiere di Parma era stato per poco più di quatto anni (dal 2002 al 2006) direttore generale dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) ed aveva ricevuto un plauso dal governo per aver “svolto un ottimo lavoro e guidato l’Istituto con efficacia”, come dichiarato dal ministro Emma Bonino. Egli passa per essere un “decisionista” come lo aveva dipinto tempo fa l’Agenzia di Stampa “Il Velino” desumendolo dai precedenti prestigiosi incarichi ricoperti: tra il 1994 e il 1995, infatti, Calzoni era stato Commissario straordinario dell’ICE. In precedenza era stato dirigente del gruppo Lucchini (in questo contesto, come ci ha spiegato ieri off the record aveva stretto amicizia con i Ghirardi, soprattutto con la madre di Tommaso, Gabriella Pasotti, che reputa un’ottima imprenditrice e l’attuale membro del CdA di Eventi Sportivi, la controllante del Parma FC, “non è un caso che lo sia”, Giovanni Schinelli, manager alla Leonessa, oltre che il Commissario Straordinario del Parma AC Enrico Bondi) e uno dei principali collaboratori della presidenza di Confindustria, oltre che direttore generale di Federlombarda. Tra il 1989 e il 1994 è stato membro del Comitato consultivo della Cee e dal 1988 al 1993 ha rappresentato l’Italia nel Comitato consultivo della Comunità Europea. Nel 1994 ha lavorato in Spagna con il gruppo Roda per poi assumere nel 2002 l’incarico di direttore esecutivo della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi di Linate e di Malpensa.

Questa esperienza me lo ha fatto accomunare ancor di più a Guido Angiolini, il quale dopo essere stato a lungo stretto collaboratore di Bondi, nonché presidente del Parma Fc, è divenuto presidente degli Aeroporti di Roma. Avevo pensato ad Angiolini –il quale, pur non essendo un uomo di calcio, al timone della società di calcio della nostra città seppe fare benissimo – ascoltando Calzoni durante la conferenza stampa di ieri, con i suoi continui riferimenti alle esperienze in altri settori industriali, spiegando anche così la scelta di affidarsi ad un addetto stampa di fuori piazza, proprio perché in altri ambienti mai era stato preso un “comunicatore” locale, e lo stesso può dunque avvenire nel calcio. Non solo: come Angiolini divenne famoso per la famosa frase, invero amplificata a iosa dai giornalisti: “Ho scelto Beretta perché è l’allenatore che costa meno” , riferendosi a Mario, naturalmente, così sostanzialmente con la stessa argomentazione Calzoni ha chiarito l’ingaggio di Rodio: “Non avevamo la forza di prendere un capo ufficio stampa già pronto e già formato, perché il contratto dei giornalisti sappiamo che ha dei minimi e delle esigenze; non potevamo, perché non abbiamo gli strumenti, per farlo guadagnare in un altro modo, se non facendo delle gabole che non ci piacciono, e quindi ho dovuto andare su quella che si chiamano seconde o terze file, ma con la voglia di crescere. Difatti il contratto col ragazzo è strettamente legato al superamento dell’esame da giornalista e ad una serie di risultati che nascono dalla responsabilità con cui deve seguire una concorrenzialità giornalistica molto forte. Qui c’è una competitività tra le testate giornalistiche molto forte, molto importante”. Ascoltandolo bene mentre si rivolgeva a Rodio durante la presentazione di ieri, ho notato, con estrema soddisfazione, che l’importante manager cercava di inculcare nella mente del giovanotto gli stessi concetti che gli avevo trasmesso io nel triennio 2006-2009 e che mi ero permesso di ricordargli nel pezzo pubblicato l’altro giorno sul blog, in cui davo notizia del suo passaggio (da svincolato) al Brescia: “un ottimo ufficio stampa deve smussare gli angoli e non acuirli, avere equilibristiche doti di diplomazia e non eccedere in a-professionali personalismi, cioè non farsi condizionare da simpatie o antipatie nei rapporti con la stampa. Il grande media come l’ultimo dei free lance deve godere delle medesime opportunità e se anche è vero che è la società a pagarti, tu la ripagherai nel migliore dei modi se nei confronti dei giornalisti ti porrai come un interlocutore leale e serio, che non mette loro il bastone tra le ruote, pur nel rispetto di regolamenti penalizzanti e talora balzani. Come dissi a Paolo Grossi quando mi intervistò per la Gazza dopo essere stato ingaggiato dal Parma nell’estate 2004, questo ruolo significa essere un trait d’union tra società e stampa, fazioni spesso opposte come se fossero in guerra: la mia utopia era quella di cercare di farle andare d’accordo spiegando instancabilmente all’una e all’altra le opposte esigenze o motivazioni”. Un altro concetto che accomuna il modo di pensare di questo importante uomo d’azienda al mio – e la cosa mi gratifica davvero – riguarda il calciomercato. Quando gli ho chiesto se gli intrecci parmigiano-bresciani potevano avere sublimazione con l’arrivo in maglia crociata dell’Airone Caracciolo, egli mi ha risposto: “Io non so se prenderanno Caracciolo e così via, perché è una cosa che mi appassiona fino a un certo punto, perché vedo che il mercato è gossip”. Come gli uomini non di calcio dell’Amministrazione Straordinaria del Parma AC seppero fare benissimo durante il proprio interregno – in cui mantennero sempre la categoria, pur con una gestione direi “essenziale” se non proprio lacrime e sangue – penso che il presidente Corioni abbia avuto una ottima idea nell’affidarsi, per la rinascita del glorioso club che prosegue le celebrazioni del Centenario (1911), ad una professionalità esterna al mondo del pallone, cui peraltro riferiscono elementi con navigata esperienza in questo mondo come il ds Andrea Iaconi e Gigi Maifredi. Gabriele Majo

TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA INTERVISTA ESCLUSIVA DI UGO CALZONI, PLENIPOTENZIARIO DEL BRESCIA, RILASCIATA A GABRIELE MAJO PER WWW.STADIOTARDINI.COM VENERDI 26.08.2011

Ugo Calzoni, come motiva la scelta di prendere un addetto stampa non espressione delle professionalità di Brescia?

“A differenza della città di Parma, Brescia ha una ricchezza di giornalismo sportivo, parlo degli ultimi giovani che sono bravi e diligenti, molto importante: ma la nostra è una città di provincia, dove un’esperienza positiva o salta fuori dalla città, come hanno fatto gli economici – direttore del Sole 24 Ore, del Giornale, Espresso, vice direttore del Corriere, ne potrei aggiungere ancora – qui è difficile perché parte una sottile, non palpabile situazione quasi di isolamento e di veto. Questo signore, ad esempio, (Cristiano Tognoli di Teletutto, nda) deve avere il coraggio di mollare la città, e di andare in un grande giornale e in una grande televisione fuori. Purtroppo deve uscire. A Parma è diverso, a Parma l’invidia non esiste, perché è una città principesca e io auguro al presidente nostro concittadino del Parma di poter continuare col successo che ha avuto in questi anni, anche se poi i parmigiani considerano quelli che vengono da fuori un po’ degli usurpatori”.

Roberto Rodio va un po’ in controtendenza, perché è un parmigiano acquisito esportato a Brescia…

“Come tanti parmigiani che hanno studiato o lavorano a Parma, Roberto Rodio non è di Parma. Lui è un figlio del Sud emerso, però debbo dire che è stata una casualità, attraverso amici che ho ancora a Parma, soprattutto nell’Unione Industriali e così via, non avevamo la forza di prendere un capo ufficio stampa già pronto e già formato, perché il contratto dei giornalisti sappiamo che ha dei minimi e delle esigenze; non potevamo, perché non abbiamo gli strumenti, per farlo guadagnare in un altro modo, se non facendo delle gabole che non ci piacciono, e quindi ho dovuto andare su quella che si chiamano seconde o terze file, ma con la voglia di crescere. Difatti il contratto col ragazzo è strettamente legato al superamento dell’esame da giornalista e ad una serie di risultati che nascono dalla responsabilità con cui deve seguire una concorrenzialità giornalistica molto forte. Qui c’è una competitività tra le testate giornalistiche molto forte, molto importante”.

Rubo l’ultima domanda al collega Tognoli: non è che tutti questi intrecci tra Parma e Brescia possano portare anche a novità di mercato, tipo Caracciolo?

“Io non so se prenderanno Caracciolo e così via, perché è una cosa che mi appassiona fino a un certo punto, perché vedo che il mercato è gossip; poi mi appassiona per via del risultato, questo sì. Però sostengo che noi abbiamo una provincia di 1.300.000 abitanti, con quattro o cinque poli dove il calcio si gioca, al di là della passione e del tempo libero, come una scommessa professionale: è chiaro che dobbiamo guardare fuori, ma dovremo forse ripensare un momento di territorialità che potrebbe forse far nascere qualcosa di più importante che non la Valcamonica, la Bassa, la Valtenesi e così via…”

(Ugo Calzoni, responsabile relazioni esterne ed istituzionali del Brescia – 26.08.201 – Video intervista e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 Commenti

  1. Che pezzo da 90 sto Calzoni! Mi piace questo modo di ragionare più ad ampio respiro e meno strettamente calcistico, sempre più perverso e lontano da logiche di buon senso. Buona palestra per Rodio e davvero bella opportunità di crescita. Luigi

  2. Mi fa particolarmente piacere la valutazione che Luigi ha tratto del super manager Calzoni leggendo quanto ho proposto nel mio articolo. Il parallelo che ho tracciato con Angiolini era proprio teso ad indicare una sorta di medicina per il calcio malato, cioè l'inserimento di qualificate professionalità che sappiano aiutare le società di calcio a risollevarsi dopo i tanti troppi errori commessi. L'allora braccio destro di Bondi arrivò perfino ad "umanizzarsi" direi perfino "innamorarsi" della squadra di pallone dopo aver frequentato gli uffici di Piazzale Risorgimento uscendone arricchito, ma tanto ha arricchito lui le persone – dal punto di vista umano e professionale – che erano venute a contatto con lui. In tanti indicavano a suo tempo lo stesso Bondi come persona ad hoc per "commissariare" la Lega Calcio, e forse non sarebbe stata proprio una cattiva idea. La commistione di idee, come il dialogo, arricchisce. E l'Amministrazione Straordinaria del Parma, senza mezzi, riuscì a reggere – facendo squadra con le superstiti risorse umane del gruppo, capaci di superare un vero e proprio percorso di guerra – l'urto della serie A, senza mai perdere la categoria. E sì che allora qualcuno storceva il naso dicendo: "Ma questi non sono uomini di calcio". Forse è stata proprio la nostra fortuna. Saluti Gmajo

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