CONTROTENDENZA / RODIO, PRAMZAN ACQUISITO, CAPO UFFICIO STAMPA DEL BRESCIA

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L’ex dipendente del Parma FC, cui la società di Ghirardi non aveva rinnovato il contratto, si è accasato proprio nel club espressione della provincia del Pres…

rodio giovinco(gmajo) – E’ iniziata la colonizzazione parmigiana di Brescia, dopo l’ingaggio da parte delle Rondinelle di Roberto Rodio, pramzan acquisito, quale nuovo capo ufficio stampa del club. Una curiosità in controtendenza rispetto alla imperante “colonizzazione bresciana” del Parma, di cui si era a lungo disquisito negli anni scorsi, una volta che Tommaso Ghirardi aveva acquistato dal Commissario Straordinario Bondi il club (e il Centro Sportivo di Collecchio), assieme al conterraneo Angelo Medeghini, piazzando, dopo i primi sei mesi di rodaggio, alcuni suoi stretti collaboratori in alcune posizioni o ruoli in società, magari in sostituzione di storici collaboratori parmigiani o di acclarata fede crociata. I casi più dibattuti, come si ricorderà, riguardarono l’ex direttore sportivo Andrea Berta, il responsabile del CS di Collecchio Danfio Bianco Bianchessi, che rilevò in maniera non indolore Franco Chiastra, sempre distintosi per essere un fedele aziendalista, anteponendo gli interessi del Parma ai propri; gli addii di Massimo Faroldi dalla segreteria del settore giovanile e soprattutto dell’eroe Gedeone Carmignani, che aveva firmato due miracolose salvezze. Poi l’arrivo, in epoca successiva, di Maria Luisa Rancati – la quale pur essendo nativa del cremonese, ha principalmente sviluppato la propria carriera giornalistica nella Leonessa d’Italia – che aveva raccolto le redini dell’ufficio stampa da Alberto Monguidi, quando questi tornò in Comune per “fine prestito”. Secondo quanto scrisse parma.repubblica.it, sia pure in forma dubitativa, furono probabilmente delle divergenze tra la Rancati e Rodio a sancire il divorzio di quest’ultimo dal club dopo cinque anni, anche se la motivazione più spesa riguarda il contenimento delle spese, anche se è evidente che gli emolumenti di un giornalista praticante (tale era l’inquadramento professionale del nuovo acquisto del Brescia) non sono i medesimi di un calciatore o di un dirigente...
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parma repubblica rodioLa notizia del passaggio dello svincolato Rodio alle Rondinelle appare oggi sui due quotidiani bresciani: il Giornale di Brescia gli dedica una breve: SOCIETA’ – Roberto Rodio sarà il nuovo addetto stampa. – Ecco l’ultimo tassello che mancava per completare l’organigramma del Brescia. Ancora non è ufficiale, ma il sodalizio di via Bazoli, sembra aver scelto Roberto Rodio, come nuovo addetto stampa. 27 anni, ex arbitro, cresciuto professionalmente nel Parma (il contratto è scaduto a fine giugno e non è stato rinnovato). Rodio prenderà il posto di Stefano Gelona, il quale dovrebbe in ogni caso rimanere nell’organigramma, con altre mansioni”. Ma dell’arrivo di Rodio si trova traccia anche all’interno del pastone di mercato di Brescia Oggi: “In attesa di rinforzi sul mercato nuovi arrivi dietro la scrivania in via Bazoli: fa il suo ingresso all’interno dell’ufficio stampa, Roberto Rodio, l’anno scorso nello staff della comunicazione del Parma”. Secondo quanto accertato da stadiotardini.com il ruolo di Rodio dovrebbe essere superiore a quello di mero ufficio stampa, cioè non sarebbe solo una sorta di esecutore di ordini, quanto divenire la vera propria mente comunicativa del Brescia con i galloni di “responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione”, ruolo che in cuor suo (immagino) avrebbe un giorno voluto rivestire nella società nella quale era cresciuto professionalmente, appunto il Parma.

Fui io, infatti, il suo primo maestro, quando, non so come, mi convinse a prenderlo in squadra come stagista. Mi portò tutti i documenti e – ottenuto il benestare da chi allora nel club si occupava del personale – iniziai a “formarlo” nella dura scuola lacrime e sangue, dove le parole d’ordine erano sacrificio e spina dorsale diritta. L’orologio non esisteva e con esse le pause pranzo o lo staccare ad un orario normale. Si doveva essere sempre al massimo, con rigore, cosa che non gli riusciva difficile essendo un arbitro. Di riffa o di raffa quel giovane un po’ di strada l’ha fatta. Certo, tanta gavetta, come è naturale che sia all’inizio – tranne che per i parvenu miracolati – ma poi qualche soddisfazione che arriva, tipo questa nomina, quando magari credi che hai Saturno Contro. Fine 2010 ed inizio 2011 non rientrano certo nei migliori ricordi di questo giovane, che giovanissimo ha perso prima la madre e poi il lavoro, ma la vita, che non è sempre grama, gli ha offerto subito questa occasione di pronto riscatto. L’occasione di far vedere al Parma, che non aveva più un posto per lui, per dimostrare che quel giovane che si è fatto le ossa al Tardini non era poi così male. Già una volta, in un articolo su stadiotardini.com, quello del 12 giugno scorso nel quale anticipai che non gli sarebbe stato rinnovato il contratto in scadenza, raccontai l’evoluzione di Roberto Rodio, giornalista praticante, in precedenza già collaboratore, e prima ancora stagista e volontario, per alcuni anni della stessa struttura (in totale cinque), nonché suo unico rettore, nell’estate del 2009, prima dell’ingaggio di Monguidi, e dopo l’interruzione del mio rapporto di lavoro con il Parma.Un giovane cresciuto nel vivaio, verrebbe da dire e ricordo ancora quando Corrado Di Taranto, il direttore organizzativo del Parma FC, mi parlava dell’importanza di far crescere all’interno della società questi giovani di belle speranze, che potessero poi avere una consacrazione nel mondo del pallone come era successo a lui, partito da ragazzo di bottega al Chievo, per poi diventare un dirigente del Parma (prima dell’arrivo di Leonardi il sosia di Benitez svolgeva funzioni da Direttore Generale)”. Questa opportunità negata dal Pama, Rodio che per investire nella sua esperienza nel Parma FC aveva rinunziato alla brillante carriera di arbitro FIGC – ora la trova a Brescia. Sarà presentato ufficialmente venerdì mattina 26 agosto 2011, alle 11, assieme al vernissage del nuovo sito che lo stesso Roberto curerà.

A Roberto Rodio, cui spesso ricordavo che aveva mutuato solo i miei difetti ma non i miei pregi (ovviamente anche questo era solo uno sprone formativo), ricordo che un ottimo ufficio stampa deve smussare gli angoli e non acuirli, avere equilibristiche doti di diplomazia e non eccedere in a-professionali personalismi, cioè non farsi condizionare da simpatie o antipatie nei rapporti con la stampa. Il grande media come l’ultimo dei free lance deve godere delle medesime opportunità e se anche è vero che è la società a pagarti, tu la ripagherai nel migliore dei modi se nei confronti dei giornalisti ti porrai come un interlocutore leale e serio, che non mette loro il bastone tra le ruote, pur nel rispetto di regolamenti penalizzanti e talora balzani. Come dissi a Paolo Grossi quando mi intervistò per la Gazza dopo essere stato ingaggiato dal Parma nell’estate 2004, questo ruolo significa essere un trait d’union tra società e stampa, fazioni spesso opposte come se fossero in guerra: la mia utopia era quella di cercare di farle andare d’accordo spiegando instancabilmente all’una e all’altra le opposte esigenze o motivazioni. Nonostante le note traversie rimango di quell’idea. Vai Roberto, fatti valere. E ricorda sempre:  spina dorsale diritta. Suerte. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

23 Commenti

  1. Majo dixit: "…fui io, infatti, il suo primo maestro…"
    della serie: continua la saga autocelebrativa, ormai decisamente nauseabonda
    peccato che, invece, non inizi mai quella del "troppo che storpia"!

  2. Intanto lei inizi la saga della firma. Che io sia stato il primo maestro di Rodio non è una autocelebrazione, ma un dato di fatto. No, dico: nel calcio c'è chi si prende dopo anni i meriti dei successi di una squadra dopo che l'ha lasciata da due anni e io non posso ricordare sul mio diario che quel ragazzo l'ho cresciuto io? E anche se qualche volta gli ho dato dell'Iscariota non posso essere felice di annunziare di questa importante gratificazione? Caro mio, dei meriti ne avevo tanti, scusi l'immodestia, anche quando agivo nell'ombra, suggerendo idee ed iniziative 8anche andando ben al di là del ruolo per il quale ero pagato), e facevo sì che sotto i riflettori ci andassero altri a beneficiarne. Oggi, che non sono più pagato per quello, se anche mi tolgo qualche magra soddisfazione ricordando qualcosa di positivo che posso aver fatto negli anni scorsi non vedo come possa dare fastidio a qualcuno, tipo a lei. Sempre ammesso che aver cresciuto Rodio possa essere un merito. Magari è un demerito. Certo a Brescia Roberto c'è arrivato con le sue gambe e non con le mie. Non mi prendo certo questo merito. Ma che l'ABC glielo abbia insegnato io non me lo toglie nessuno, Neppure lei. Se a Brescia Rodio ci è arrivato è esclusivamente per merito suo, dal momento che non mi risulta che qualcuno si sia mosso per piazzarlo. Dunque, bravo ancor di più. Saluti Gmajo

  3. Ho letto l'articolo e i commenti e sinceramente mi ha fatto piacere mettere a fuoco le qualità umane e morali di un addetto stampa. Ho riflettuto e mi sono chiesto "come sarà la nostra Rancati?". A noi semplici tifosi non è dato di saperlo o forse è prematuro…Una sola considerazione: speriamo che la società si sia attrezzata di adeguati mediatori fra sè e il mondo esterno,vale a dire stampa ma, aggiungo io, anche tifosi.. Diciamoci la verità: cosa sarebbe una squadra di calcio se non ci fosse chi parla di lei, nel bene o nel male, e chi la osanna, dando senso a quel se vogliamo banale "tirare due calci al pallone"? Sta iniziando una stagione. Meglio pensare di partire con il piede giusto. Se il Parma calcio aprirà le braccia raccoglierà tanto.Tutto il popolo che gravita attorno al mondo del pallone è pronto ma aspetta segnali di apertura e considerazione da parte della Società.Come merita. Luigi (tifoso sì ma disncantato)

  4. Sottoscrivo ogni parola di Luis e proprio per questo motivo mai scelta del Parma fù più azzeccata del radiare Rodio, che non brillava per simpatia anzi era proprio antipatico in qualsiasi situazione atteggiandosi a chissà chi con quella evidente puzza sotto il naso. La scuola che ha avuto caro Majo non mente perchè anche lei, anche se più disponibile, non è una stella cometa di simpatia e si arrovella in posizioni estremistiche che non portano serenità anche quando era al Parma. Monguidi era bravo ma sembrava tutto lui. Epico il suo intervento a Bologna due anni fa per il caso dei biglietti. Questa Maria Luisa Rancati che non si conosce perchè mantiene il profilo basso, sta nel suo, non vuole essere protagonista, da fuori senza conoscerla sembra adatta.

    Tifoso essenziale

  5. bellissima notizia, caro gabriele. invece sono d'accordo con i tuoi aneddoti, il blog si presta all'autobiografia, magari anche celebrazione. però sarebbe meglio gabrielemajo.it, forse, ciao

  6. Ehhhhhh sì, Zagnoli l'ha detta giusta. Majo cambi nome al suo blog, non ha senso stadio tardini con quello che ci propina e come lo propina, che ormai sono solo sue introspezioni legittime per carità ma solo introspezioni personali interessanti o no che vende al pubblico intessato o no. Ma a Rodio ha insegnato anche a scrivere delle inesattezze come quella dell'aumento dei biglietti dell'altro giorno?

    Tifoso essenziale

  7. Vediamo un po' se in sintesi riesco a dire qualcosa a tutti. Intanto all'anonimo che dava del brocco a rodio dico che vedremo nel nuovo ippodromo se e' un ronzino o un purosangue. O eventualmente una equa via di mezzo. Certo per giudicare doti professionali e umane serve conoscere a fondo le persone. Come ha scritto l'essenziale roberto talora esagerava negli atteggiamenti da arbitro e, ricordandogli l'abc del buon addetto stampa stamani ho cercato di dirgli di essere concavo e convesso. Impresa che anche a me non riusciva sempre, anche se non mi riconosco pienamente nella descrizione offerta da tal lettore. Trincerarsi in posizioni estremistiche? Scusi ma non mi ha conosciuto bene anche se ammetto che posso non risultare simpatico. Del resto qualche errore me lo riconosco. Perche' no. Credo che anche monguidi abbia pagato oltremodo il famoso episodio di bologna. Rispose in maniera non consona, ma non stava certo svolgendo in quel mentre il suo compito istituzionale. Non spettava a luoi avere relazioni col pubblico, cosi come non spettava a me. Noi dovevamo trattare con la stampa non con i tifosi. Se lo facevamo era per spirito di dedizione. Poi che l'umanissimo mongiidi fosse tutto lui, mi scusi, ma non mi pare una descrizione azzeccata e non mi pare la sola non precisamente esatta. Ma forse e' solo il mio punto di vista che non e' detto sia oro colato. Ma ci somiglia… Intanto ringrazio luigi che ha dato il la' al dibattito con un contributo intelligente vedo apprezzato non solo da me. L'unica chiosa e' che le doti umane sono innate, quelle professionali e' bene abbiano buoni fondamentali su cui allenarsi bene. Con umilta'. Grazie anche a vanni zagnoli, ma qualche nota autobiografica preferisco inserirla qui senza creare dispersioni. Saluti a tutti gmajo

  8. Non avevo ancora letto la nuova provocazione del solito essenziale. Gli rispondo ora: a rodio ho insegnato che quando si sbaglia a testa alta si chiede scusa. Esattamente come ho fatto io l'altro giorno cospargendomi il capo di cenere anche troppo perche' il raffronto con la prima giornata del campionato precedente conduceva esattamente alle argomentazioni che avevo formulato nel mio articolo. Poi quando ho verificato che quei prezzi c'erano stati solo alla prima giornata anziche' far finta di niente e cancellare come fa senza ritegno chi e' più' ufficiale di me correggendo l'errore come se niente fosse, mi sono assunto le mie responsabilita' scrivendo una rettifica senza che nessuno me l'avesse chiesto. Questo perche' ho rispetto della mia professione, del lettore e pure della societa'. Ho sbagliato, l'ho ammesso e ho chiesto scusa. Poi che nell'errore mi avesse trascinato l'inusuale usanza di cambiare i prezzi alla terza giornata e' un altro discorso. E sinceramente, saro' pure ottuso, ma la spiegazione del perche' data ieri da leonardi non l'ho proprio capita come logica, ma e' un altro discorso. Infine il crescente numero di lettori e pagine viste conferma che alle gente gliene frega delle mie legittime introspezioni che propongo qui quale legittimo depositario di questo dominio. Saluti gmajo

  9. In bocca al lupo a Roberto Rodio che con enormi sacrifici, costante lavoro e professionalità ha raggiunto un meritato traguardo. Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero ma parecchia gente, prima di sputare gratuito veleno, dovrebbe prima documentarsi e meditare. Saluti

  10. E' motivo di grandissimo orgoglio per Robero Rodio essere arrivato dov'è ora, da solo e con le proprie forze, credendoci sempre, non come qualcun altro, figlio di mezzi parlamentari o amici di chi paga. Vai Rodio, continua così. Alla faccia di chi non ti ha voluto più. Che puzza di strino……………

  11. Chi parla male di Rodio, probabilmente non lo ha conosciuto affatto. In bocca al lupo a lui, che ha finalmente trovato un posto dove possa essere valorizzato.

  12. Alla fine Direttore chi rimane con il cerino in mano è ancora e sempre lei, perchè a differenza di Rodio e di tanti altri non si è saputo vendere (uso il verbo utilizzato da lei nel post sul tarò, senza offesa,pramzàn acquisito Rodio)perchè troppo integerrimo e dritto di dorsale in questo mondo di ladri, giornalista integro, tutto d'un pezzo. Rodio appenda dopo la sua radiazione ha trovato lavoro. Lei dopo quasi tre anni non ancora. Lei che è il sommo maestro di Rodio. Lei che gli ha insegnato i trucchi del mestiere non si è ancora accasato in un'altra squadra professionistica. I motivi sono due. O lei ha rifiutato uno stuolo di offerte anche prestigiose pur di ritornare al suo amato Parma da tifoso fedele oppure. Oppure Un motivo ci sarà e oggi lei secondo me Direttore ce lo ha ancora fatto capire tra le righe. Non si sa vendere come la maggior parte di questo mondo e le han bruciato la terra tutt'attorno.

    Gabriele Majo forever

  13. Gentile anonimo delle 21.34, intanto grazie per il riconoscimento che non mi vendo (sacrosanto) però – a parte che avrei preferito trovare una firma a corredo del suo intervento – questo non sta a significare che si sia venduto Roberto Rodio. Se questo si è capito tra le righe mi preme precisare che non è così. Se ha trovato modo di accasarsi – a quanto mi consta senza ricevere raccomandazione alcuna – è perché si sono create le condizioni affinché accadesse. A Brescia, infatti, c'è stato una sorta di repulisti generale dello staff dirigenziale: servendo un nuovo addetto stampa si sarebbero rivolti in Lega chiedendo consigli e loro avrebbero segnalato lo svincolato Rodio. Diciamo che domanda ed offerta si sono incrociate. Io non sono stato altrettanto fortunato lo scorso anno, quando ebbi rapporti con tre squadre di club e due colloqui, ma ahimè, nessuno è andato a buon fine. L'estate precedente, quando si consumò il divorzio, non ero nelle condizioni di trovare una nuova sistemazione, un po' anche perchè ormai i giochi erano fatti. Questa primavera e questa estate, invece, non mi sono mosso, anche perché avendo investito parecchio su questo blog come strumento di libera informazione preferivo proseguire in questa esperienza, sperando possa divenire presto un mezzo di sostentamento se qualche sponsor deciderà di darci una mano, ovviamente in cambio pubblicità, perché la linea editoriale è questa, il prodotto è questo e al di là delle migliorie grafiche che il web master via via ci proporrà i contenuti sono sostanzialmente questi. Ma il futuro, come diceva Angiolini, è nelle ginocchia di Giove, sicché vedremo che sarà di noi. Cordialmente Gmajo

  14. Però Direttore convenga come sia curioso che in Lega indichino il pulzello Rodio e non il suo esperto e quotato Vate Gabriele Majo. Forse perchè sanno che lei ormai ha intrapreso la carriera del blogger libero senza bavaglio e non vuol più saperne di mischiarsi con il loro sporco mondo di cui è divenuto un nemico?

    Gabriele Majo forever

  15. Deduco che Gabriele Majo forever sia dunque la firma e non un motto, come avevo inteso dopo la lettura del precedente commento. Bene, per firmarsi Gabriele majo forever, è bene adattarsi al Gabriele Majo pensiero, nel quale non trova spazio la definizione nemici. Nel senso che io non ne ho: ma forse Gabriele Majo forever ha inteso giussto, giacché scrive che io sono divenuto un nemico. Loro. E su questo c'è ben poco da fare, in quanto non posso convertire tutti al mio buonismo. Che poi il mondo del calcio sia sporco è un po' un luogo comune: nel senso che sporcizia ce n'è un po' come dappertutto in quest'epoca decadente da basso impero. In effetti spesso mi ero sentito fuori luogo, in quanto difficilmente si riusciva a parlare lo stesso lunguaggio, date le diverse estrazioni ma tant'è. Ma veniamo al concreto: la Lega ha indicato (o meglio, avrebbe) Rodio e non me. Ebbene non credo che questo dualismo sia attuale: Roberto era fresco di interruzione di rapporto, io, invece sono fuori dal giro da due stagioni complete. In piùil pulzello Roberto è un giornalista praticante che ha 20 anni meno del suo vate che, quale giornalista professionista, sarebbe costato leggermente di più (pur non essendo mai stato esoso). Io, pur avendo intrapreso la carriera di blogger senza bavaglio, siccome si tratta anche di campare, qualora fosse saltata fuori una opportunità interessante l'avrei anche valutata. Certo non ero andato a cercarla come avevo fatto l'anno prima. Anzi, quando si presentò l'occasione di subentrare nella gestione del blogger pensai subito che poteva essere una sorta di opportunità non solo per veicolare il mio pensiero, ma anche per esercitare la libera impresa in questo momento di estrema difficoltà del mercato del lavoro. Comunque dagli amici della Lega non mi aspettavo alcun tipo di aiuto, dal momento che due anni fa, pur riconoscendo la validità dei miei requisiti, non mi inserirono nei ranghi dei loro "delegati" non volendo andare a turbare qualcuno Cordialmente Gmajo

  16. caro Gabriele, l'ultimo dei freelance non merita la stessa attenzione del primo. c'è una graduatoria, logica, che spesso io contesto. di cui abbiamo discusso mille volte. no, caro Gabriele, il lavoro di addetto stampa prevede un'attenta valutazione e, in generale, un'agevolazione logica del lavoro. invece troppo spesso noto il no a priori per molti, a fronte di un inseguimento alle testate di maggiore prestigio, in particolare ai personaggi. e non parlo tanto del parma.
    mi riferisco al tuo passaggio su rodio, ciao

  17. Caro Vanni, le pari opportunità vanno garantite a tutti nel pieno rispetto del diritto di cronaca (e di critica). Poi, va da sè, l'addetto stampa agirà per meglio garantire a chi lo paga (il club)la migliore cassa di risonanza possibile, appunto vagliando attentamente come veicolare un determinato messaggio. Ma il minimo indispensabile deve essere garantito a tutti. Naturalmente, conoscendo i propri interlocutori, detta situazione risulta essere facilitata: quando si agisce fuori piazza il tutto può risultare assai complicato. E comunque quelli enunciati erano principi di massima: è logico che vanno adatti alla situazuione e al contesto. Certo con l'addetto stampa debbono cooperare anche gli stessi giornalisti, i quali non debbono pretendere di vedere sempre accontentata ogni richiesta di intervista piuttosto che altre esigenze. Si tratta di sapere intelligentemente miscelare le situazioni, ricordandosi che si è sempre tra l'uscio e l'ascia. Ma quando lavori con coscienza e puoi andare a testa alta con spina dorsale diritta hai già fatto giornata. Saluti Gmajo

  18. Majom scusi la domanda magari ingenua:
    come mai il Brescia ha scelto il giovane ed inesperto allievo, dal momento che il Maestro era a spasso?
    Sarà "colpa", forse, dei tanti amici che lei, negli anni e, ancor di più da quando usa questo blog come una mitragliatrice (di piccolo calibro, si intende) contro molti, ha nell'ambiente?
    Habemus Papam

  19. sicuro che nessuno si sia mosso??
    attenzione…forse ci sono persone che come Lei amano lavorare nell'ombra e non mettersi sotto i riflettori

  20. Gentile Habemus Papam, un lettore, firmatosi "gabriele majo forever" già nella serata di ieri alle 21.34 e con commenti successivi mi aveva posto sostanzialmente il suo medesimo interrogativo. Le copio, per comodità, la risposta che, ovviamente, non è cambiata nottetempo: "Roberto era fresco di interruzione di rapporto, io, invece sono fuori dal giro da due stagioni complete. In più il pulzello Roberto è un giornalista praticante che ha 20 anni meno del suo vate che, quale giornalista professionista, sarebbe costato leggermente di più (pur non essendo mai stato esoso)". Questo a proposito del mancato interessamento del Brescia per il sottoscritto. Circa l'utilizzo del blog come una mitragliatrice, sia pure di piccolo calibro, le dirò: io non faccio un uso personale del mezzo (lo avessi fatto avrei spiattellato una certa faccenda che mi riguarda, ma che ho sinora evitato di rendere pubblica sperando nel ravvedimento di chi l'ha perpretata, al fine di evitarne il pubblico ludibrio), ma esercito liberamente, senza condizionamento alcuno, il mio diritto dovere di critica. So che la cosa non è usuale, ma mi son fat acsi. Non avrebbe avuto senso aggiungersi alla pletora dei media che ruotano attorno al Parma se non avessi avuto qualcosa di diverso da aggiumgere. E' un qualcosa di complementare agli strumenti tradizionali, che trasversalmente beneficiano delle info che transitano da noi. Non fosse così non saremmo citati per le nostre iniziative o per le notizie che pubblichiamo dagli altri media. Uso questo blog come una mitraglietta nel senso che sparo a raffica notizie, non nel senso che sparo a raffica su nemici che non ho (in senso attivo. In senso passivo non mi mancano, oh yes). Certo se mi vengono con una certa frequenza servite sul piatto, senza manco andarle a cercare col lanternino, delle corbellerie da chiosare, cosa ci posso fare? Certo non mi tiro indietro. Ma se anziché delle corbellerie ci sono cose ben fatte non ho il minimo problema a rimarcarlo. E questo vale per tutti, dal Parma Fc ai Boys, alla questura, a Maroni, ai colleghi giornalisti (o assimilati) e compagnia bella. Senza pregiudizi e con spina dorsale diritta. Non so se questo mio agire – per me molto naturale e corretto – possa avermi precluso delle strade: può anche darsi, nel caso non penso si tratti solo di una mia sconfitta. Saluti Gmajo

  21. risposta ai messaggi anomimi delle 10.54 e 10.55 / Rodio sarebbe stato un CavalPaciò se fosse andato a lavorare, come inizialmente sembrava potesse accadere, per l'ufficio stampa del Chievo, dal momento che tale struttura fa capo a Marco Pacione, attuale team manager dei "mussi volanti" ed ex famoso attaccante.
    Rodio, come chiunque, può anche aver commesso errori, ma era giovane e ha ancora davanti tanto tempo per rifarsi. Se farà meno lo sceriffo o l'arbitro e più l'uomo di buon senso, il diplomatico, potrà cavarsi soddisfazioni.
    Per quanto ne possa sapere io di raccomandazioni evidenti non ne ha avute: "nel senso di prendi questo te lo mando io." Poi è chiaro che, avendo da qualche tempo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione con la G Sport (che è bresciana) ovviamente l'AD Giacomini immagino avrà speso qualche parola per lui, dal momento che il Brescia, dopo il Parma, è il club più di spessore nel portafoglio di G Sport. Parole convincenti che possano aver fatto fugare eventuali altri dubbi che è naturale che possano essere sorti in altre componenti della struttura della quale Roberto è entrato a far parte. Saluti gmajo

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