DISABILI, LA TETTOIA SI FARA’ ANCHE SENZA I G LUX. E I SEGGIOLINI NON ERANO FINITI A LEVICO…

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    Anche se è stata procrastinata la riqualificazione della Centrale Est, entro fine settembre G Sport provvederà alla copertura per proteggere i diversamente abili dalle intemperie
    SAM_1610(gmajo) – La principale preoccupazione che ci era venuta, dopo aver documentato l’improvvisa e clamorosa scomparsa degli scheletri dei 18 G LUX nella Tribuna Centrale Est, era che potesse seguire un ulteriore disimpegno della concessionaria marketing-commerciale del Parma FC G  SPORT a proposito della promessa tettoia per proteggere i diversamente abili dalle intemperie, primo step di un cammino che si spera possa culminare con la totale riqualificazione dell’area disabili, che ci piacerebbe poter essere similare, come comfort, ai richiestissimi box riservati all’Upper Class. Pur senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, evitando così di intervenire sui delicati temi di stretta attualità, dagli uffici parmigiani di G Sport ci arriva la rassicurazione che entro fine settembre la tettoia ci sarà. Continua all’interno

    disabili g sportSe la promessa di G Sport già era lodevole quando era stata fatta, lo è ancor di più all’indomani dell’abbandono, sia pure temporaneo, della riqualificazione ad Est del Tardini, perché la mancata nascita dei 18 G LUX comporterà mancati introiti – prima di tutto al club ed in percentuale ridotta alla concessionaria – che già erano stati programmati, proprio perché c’era molta richiesta da parte della clientela (e forse pure qualcosa in più che non una semplice richiesta). Ed ovviamente potrebbero esserci antipatici contraccolpi pure per l’indotto, cioè quelle aziende del territorio impegnate nei vari clamorosolavori collegati alla ristrutturazione dell’area. Gli scheletri dei 18 G LUX sono stati rimossi, dopo che nei giorni precedenti avevano subito alcune modifiche, in particolare l’abbassamento dell’altezza di circa un metro, per evitare di interferire sul campo visivo di chi ha acquistato abbonamenti o comprerà biglietti per accomodarsi nelle file immediatamente superiori. Ma, come si dice quando si parla dell’assetto tattico di una squadra, comunque la giri se la coperta è corta tale rimane, perché abbassando l’altezza dei box è vero che gli altri spettatori tornano a vedere, come loro diritto, l’intero terreno di gioco, ma nel contempo chi investe qualche migliaio di euro per starci giacominidentro, è giusto che possa fruire di una adeguata abitabilità, non che abbia il soffitto della struttura radente alla testa. Evidentemente l’ingegnere che si era fatto carico del progetto non aveva tenuto nella giusta considerazione un parametro essenziale parlando di uno stadio di calcio, cioè la visibilità. Con i rimedi apportati la stessa era tornata normale, ma a costo di una notevole riduzione di comfort per gli occupanti. Insomma, il discorso della coperta di cui si accennava prima. Il progetto, dunque, verrà totalmente ripensato: come anticipavamo ieri l’idea è quella di guadagnare spazio rimuovendo i gradoni, affinché, abbassando la struttura, possa risultare garantito lo stesso volume interno del progetto SAM_1573iniziale, senza, però, ostacolare la visuale degli altri tifosi delle file superiori. Tagliare il cemento non è operazione di poco conto: è vero ci sarebbe tutto il tempo per farlo, dal momento che mancano 24 giorni all’esordio con il Cataniaed il progetto iniziale prevedeva la nascita delle scatole magiche durante la sosta natalizia dello scorso campionato – ma è altrettanto vero che si tratta di giorni particolari, poiché cadono nel pieno del periodo di ferie, ferragosto incluso. Si potrebbe obiettare che dopo il match con i SAM_1688siciliani i crociati torneranno all’Ennio solo il 18 settembre per il match con il Chievo, e quindi programmare i lavori tenendo presente le due scadenze, tuttavia, dopo i contrattempi e le conseguenti, inevitabili, polemiche, stavolta pare esserci la ferma volontà della società di muoversi con i piedi di piombo, per evitare ulteriori figuracce con i propri tifosi, alcuni dei quali costretti a sloggiare dal posto cui si sentivano affezionati, poiché occupato da anni. Il riferimento va soprattutto alla ormai estinta fila 12, precipitosamente tolta dalla vendita dopo che alcuni tifosi un po’ troppo curiosi SAM_1690erano entrati nel cantiere, e con grande sorpresa avevano visto che i seggiolini di quel lungo gradone erano stati tolti. Abbiamo personalmente sentito il racconto di alcuni temerari vecchietti del Parma Club La Bella Età, (però non quelli pubblicati nella foto a lato)  che trascorrono i propri pomeriggi sotto l’ombra della Curva Nord. A tenergli compagnia, ieri, c’era anche il Saltimbanco Enrico Boni, che pure ha ascoltato esterrefatto il loro racconto. La domanda che un po’ tutti ripetevano era: “Ma il Presidente Ghirardi è al corrente di quello che sta succedendo? Lo lo strano casosa?”, tema che qualche giorno prima aveva proposto in un commento postato su stadiotardini.com il nostro lettore Stefano, proprio colui che aveva dato la stura pubblica allo strano caso della Fila 12, avendoci raccontato personalmente la singolare vicenda del suo gruppo di amici a 2/5 dei quali erano stati rinnovati gli abbonamenti nel posto abitualmente occupato e a 3/5, presentatisi il giorno successivo, no, perché nel frattempo la fila era stata esclusa dalla vendita. La ragione era appunto legata ai G LUX, che per motivi di sicurezza (o forse per tentare di ovviare a posteriori al problema della visibilità delle file superiori?) avevano occupato una fila in più (appunto la 12) rispetto a quelle inizialmente previste dal progetto (quelle superiori), da tempo SAM_1695non più messe in vendita. Tra gli attempati supporter del Parma da noi incontrati ieri pomeriggio ce n’era uno che si abbonava ininterrottamente dal lontano 1953: assieme ad altri 4 suoi amici ha preso la decisione di non rinnovare la tessera – andranno al contrario ad ingrassare il fatturato di Sky – poiché con la querelle della fila 12 si sono “sguastati”. La società, a loro dire, avrebbe proposto in cambio dei posti meno centrali, più decentrati in Tribuna Est, e per questo non graditi, oppure in alternativa il settore H della Ovest. Loro hanno rilanciato chiedendo il G SAM_1694(che, essendo più centrale, comportava una differenza di prezzo maggiore). La transazione non è andata a buon fine poiché non sono stati accontentati. Particolare non trascurabile: la Società avrebbe concesso un settore dal valore comunque superiore, ma solo per quest’anno come una sorte di indennizzo per il disturbo, ma dalla successiva l’abbonato avrebbe dovuto corrispondere il corrispettivo per il nuovo posto occupato, non più, quello della Est. I terribili vecchietti hanno espropriato i seggiolini che erano stati smontati e se li sono portati nel loro rifugio vicino al pullman pitturato dei Boys sotto la Nord: “Eravamo affezionati e così ce li siamo portati via”, dicono orgogliosi mostrando il numero dei sedili gialli posti in verticale contro il muretto della Nord, seminascosti dalle panchine su cui sono seduti. A proposito di seggiolini, da giornalista trash quale sono diventato (naturale degrado dopo essere stato Gossip SAM_1415writer), ormai inizio a intendermene di discariche: per cui dopo aver visto e documentato quella a cielo aperto dietro il campo delle speranze crociate, non ho avuto difficoltà a rinvenire, dietro la Est, il momentaneo deposito dei seggiolini che in modo errato credevamo (noi, ma anche le fonti primarie Settore Crociato e Gazzetta di Parma) fossero stati ecologicamente riciclati a Levico. Vedendo lo stato di usura di quelli accatastati in attesa di essere smaltiti mi era già venuto da escludere che potessero essere parenti di quelli ammirati a Levico, diciamo SAM_1567così un po’ più in forma e coloriti. Aveva ragione quel nostro lettore che ci aveva scritto dicendoci che nel campo sportivo della cittadina termale i seggiolini gialloblù c’erano anche prima: poco fa ci ha telefonato Maurizio Meney, segretario dell’Us Levico, il quale, rispondendo ad una richiesta in merito che stadiotardini.com aveva inoltrato, ci ha garantito che i seggiolini gialloblù nell’impianto comunale di Via Lido, erano stati messi a cura della società sportiva che rappresenta fin da più di cinque anni fa. Insomma siamo rimasti vittima di un miraggio estivo o qualche bontempone si è divertito a fornirci una polpetta avvelenata, anche se di solito siamo rabdomanti nel trovare fonti non inquinate…
    SAM_1571Il sacrosanto diritto dei singoli di mantenere il posto precedentemente occupato, in questa storia dei G LUX, viene a cozzare con il più vasto interesse collettivo, perché è innegabile che la mancata riqualificazione ad Est è una opportunità persa per tutti: ogni tifoso, infatti, dovrebbe essere contento e godere delle maggiori entrate economiche del club specie se, giustamente, vantano ambizioni e voglia di successi. Se da un lato abbiamo assistito ad imperizie e negligenze assortite – che i tifosi che abbiamo ascoltato sarebbero stati propensi a perdonare se fosse stato loro SAM_1691chiesto scusa, o se fosse stato detto chiaramente cosa stava succedendo anziché far finta di niente – dall’altro abbiano notato come alle volte ci si sia ostinati nel difendere la propria singola posizione, senza pensare al bene comune. Certo con una maggiore trasparenza si sarebbe evitato di far esasperare gli animi, questo ben sapendo quanto possano essere noiosi (pur se a ragione) i singoli. I G LUX della discordia prima o poi torneranno: stavolta, però, il progetto sarà vagliato e rivagliato, anche perché la nuova idea, rispetto all’originale, comporterà SAM_1581variazioni di progetto che comporteranno diverse autorizzazioni. Scendere in profondità, infatti, prevede calcoli dinamici ed ispezioni strutturali differenti rispetto alla precedente soluzione che prevedeva solo l’appoggio del “prefabbricato”, cioè una sorta di soluzione provvisoria. Tirare via dei gradoni è assai diverso rispetto ad appoggiare sugli stessi una struttura autoportante che non modifica per nulla parametri come capienza e vie di fuga. L’installazione dei G LUX è quindi rimandata a tempo indeterminato, causa “lucro cessante e danno emergente”. Le rassicurazioni ricevute, SAM_1576invece, ci trasmettono un certo ottimismo per quanto concerne la tettoia per la protezione dei disabili; tuttavia la parte razionale che c’è in noi frena i facili entusiasmi, perché anche in questo caso potrebbe riproporsi il problema della visibilità, e ancora il tema della coperta corta dei G LUX. Se la tettoia fosse alta (più di due metri, come prevede la normativa vigente) potrebbe esserci il rischio di disturbare la visuale delle file immediatamente superiori la pedana, se fosse bassa (meno della metà), oltre a non rispettare le norme, non consentirebbe un adeguato comfort per chi spinge le carrozzine. Certo a berniniParma i diversamente abili, se non fosse per quel difettuccio della copertura, sarebbero coccolati e quasi viziati (rispetto ad altri stadi), dal momento che, come ricordava l’assessore Bernini nell’intervista esclusiva che ci ha concesso, qui hanno vie di fuga assicurate, vista campo, prese elettriche per alimentazione, trasporto a cura dell’Assistenza Pubblica, bagni dedicati con servizio di pulizia anche a gara in corso. Si tratta, ora, di mettere tutto a sistema: i G HANDICAP potrebbero essere la soluzione ideale, ma evitiamo la barbarie di sottoporli alle intemperie almeno con una copertura. Progettata in modo che accontenti tutti. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    8 Commenti

    1. Caro Maio,
      ho letto il suo commento alla mia lettera pubblicata sulla Gazzetta di Parma domenica scorsa e vorrei darle alcuni elementi perché all’episodio possa essere data un’altra chiave di lettura.
      1) Ho inviato la mia lettera in contemporanea sia alla Gazzetta (che comunque poteva anche non pubblicarla) sia al Parma Calcio (come anche la presente) perché, in tempi di far play e di continue espressioni di volontà di facilitare e rendere sicuro l’accesso allo stadio alle famiglie, contavo che, presentando un problema non noto di una famiglia, la Società sarebbe stata invogliata a propormi una soluzione di gradimento, senza dover ricorrere ad antipatici bracci di ferro. Purtroppo fino ad oggi questo non è avvenuto ed io resto ancora in fiduciosa attesa.
      2) Quando si é fuori Parma e la tua previsione di rientro in città è per la fine di agosto, se ti senti chiamare per comunicarti uno “sfratto”, la razionalità necessaria per ipotizzare comportamenti quali quelli da lei indicati cede il posto all’arrabbiatura e l’unica cosa che pensi è di trovare il modo per chiudere la falla prima che sia troppo tardi. Infatti si sa che chi tardi arriva male alloggia, Questo è proprio quello che è successo perché sia io che mio genero eravamo impossibilitati a presentarci subito per l’assegnazione dei nuovi posti.
      3) Se si è deciso di sopprimere la fila 12 dopo l’inizio della prelazione, come lei dice, “per sopraggiunti motivi di sicurezza” relativi ai box e se si è deciso di smontarli perché “procuravano mancata visibilità alle file superiori” devo dire, da anziano ingegnere in pensione, che il progetto era stato fatto veramente BENE!
      Cordiali saluti
      Luigi Bertolini

    2. All'anomimo delle 16.51 (che deve essere quasi un hakcer se è riuscito a superare il filtro, senza il vaglio della moderazione inserita) rispondo subito, perché sarò breve, mentre all'ing. Bertolini dedicerò un po' più di spazio, sicché mi prendo qualche ora di tempo.

      Io non credo che né il Parma FC, né tantomeno G sport abbiano inteso prendere per il c. *** qualcuno, pur trovandoci di fronte ad una evidente gestione non particolarmente accurata o accorta dei casi.

      Al furbacchione che alla velocità della luce continua a bollare con una stellina (cioé il minimo dei voti) ogni contributo postato – guarda un po', specie su certi temi un po' scomodi, diciamo così – ricordo l'antico aforisma che il gioco è bello quando è corto. Lo ringrazio perché noto che è sempre sintonizzato su queste frequenze (mi si perdoni la frase radiofonica), ma se ha da esprimere dubbi o riserve può anche esprimerli in una forma più compiuta negli appositi spazi, o se preferisce con una comunicazione ufficiale (stadiotardini@stadiotardini.com).

      Siamo sempre a disposizione con chi si comporta da persona adulta, meno graditi i giochini da bimbi scemi. Cordialmente Gmajo

    3. Caro Gabriele, io ti continuo a seguire, però per una volta ti critico. sarà perchè la mia ottica è solo nazionale, tant'è che spesso neanche leggo del Parma, escluso proprio il tuo sito, ma ultimamente noto un taglio molto, troppo particolare.
      ma grandi temi, grandi interviste, grandi opinioni tue e dei tuoi magari vecchi amici di trasferte, i grandi conoscitori di parma e del parma. mai ho letto un'intervista a pino colombi o clelio colabona, ma l'elenco è lungo. ricordi che anni fa in un giornale da stadio che curavo ospitavo tutti i colleghi?
      ma racconta i nostri colleghi, le redazioni, i personaggi. sì, ok, le foto, però, boh…
      diciamo che ora mi sorprendi di meno, rispetto a qualche mese fa, ciao.

    4. Sono debitore da alcuni giorni di una risposta a Vanni Zagnoli a proposito del commento precedente. Quel taglio particolare che hai notato – non è un caso che ci troviamo a parlarne sotto un "post" dedicato, tra l'altro, ai disabili del Tardini, con la speranza che possano vedere all'asciutto le prossime partite – credo che sia la sublimazione di quel concetto di "informazione di servizio" che intendo perseguire con questo blog. Pur vantando un crescente numero di lettori – che ringrazio e questa è davvero una grande soddisfazione – mi rendo conto che rimanga pur sempre una piccola nicchia: eppure le loro richieste dal basso, dalla base, trovano in noi un megafono che consente, grazie alla preziosa collaborazione degli altri media che ci sostengono riprendendoci, di ottenere qualche piccola, grande vittoria. In questo pentolone gli ingredienti sono tanti, forse non ben miscelati, ma ci sono argomenti leggeri e pesanti che alle volte possono piacere, altre meno e comunque mai sistematicamente a tutti (sarebbe un'utopia pensare di mettere d'accordo il 100% delle persone). Certo anche per i comici è difficile mantenersi sempre originali e divertenti, figurarsi per un giornalista logorroico che passa di palo in frasca componendo diversi articoli al giorno, tutti accomunati da una profonda onestà intellettuale e dalla voglia di offrire spunti di riflessione, magari da un diverso angolo di lettura rispetto al tradizionale. Informazione di servizio: vedi, quando vado al ristorante alle 21.59 mi dicono che i fornelli sono già spenti e non mi danno da mangiare, mi viene un travaso di bile, perché nel mio modo di pensare quello è un servizio che viene meno, dal momento che mi piacerebbe che la ristorazione fosse garantita "no stop", o comunque con una maggiore elasticità. Lo stesso lo chiedo a me stesso, sottoponendomi ad orari impossibili (senza avere nessuno che me lo faccia fare) o a rinunziare alle vacanze, al fine di essere al servizio della comunità che ha la ventura di ospitarmi. Quindi quel taglio particolare che hai notato (immagino la querelle della fila 12 dei distinti, la curva sud, il viaggio della speranza sul pianeta Lottomatica, le varie interviste per far sì che i disabili non vengano più colpiti dalle intemperie eccetera eccetera) rientrano appieno nella "mission" che mi sono dato. Ciò non toglie che ogni tanto – tra una informazione di servizio e l'altra – ci possa infilare il Gossip writer piuttosto che qualche fotogallery, ma la finalità è quella di dire qualcosa di utile, che serva, che lasci una traccia concreta. In tutto questo potrebbe rientrarci anche il tuo suggerimento, cioè quello di pennellare qualche ritratto ai colleghi storici che da "secoli" seguono il Parma: giustamente tu indichi Colabona e Colombi, ma a me piacerebbe partire con il decano in assoluto Romano Bonati, che magari i parvenu non sanno manco chi è. Lo stesso potrei fare con quei vecchietti terribili del club La Bella Età che trascorrono il loro tempo all'ombra della Curva Nord: vabbè pian pianino vediamo cosa poter offrire, sperando di poter riprendere a sorprenderti. Ma il taglio particolare che hai notato, nella mia testa, viene prima di tutto… Ciao grazie Gmajo

    5. Ed ora eccomi all'Ing. Bertolini, che pure avevo tenuto a lungo in stand-by, ma sono stati giorni impegnativi nei quali mi risultava difficile concentrarmi per rispondere bene ai lettori e con lui ci tenevo a ben figurare, dal momento che ero stato un po' sommario nella chiosa alla sua lettera di domenica scorsa. Il mio pensiero, in soldoni, era: anziché scrivere al giornale minacciando il non rinnovo degli abbonamenti dal prossimo anno, esiga prima, come suo diritto, che le diano una sistemazione soddisfacente. Ovviamente l'onere di accontentare il cliente è tutto del Parma FC, che nel caso specifico ha non poche responsabilità per la leggerezza con cui il proprio personale ha operato (e noi di stadiotardini.com abbiamo più volte elencato la manchevolezze, dalla assenza di glasnost nelle comunicazioni, specie per la Curva Sud – ed è più grave ancora perché si sapeva che non sarebbe più stata disponibile per i tifosi crociati – al pasticciaccio della fila 12, che invece è stata una "grana" scoppiata in corso per evidenti errori di progettazione dei G Lux, poi smontati), tuttavia anche chi è stato visibilmente danneggiato, a mio avviso, dovrebbe palesare un atteggiamento collaborativo e non trincerarsi solo dietro al principio "ho ragione", anche quando questa è sacrosanta, piuttosto che rifiutare "per capriccio" ogni proposta alternativa ricevuta. Probabilmente le due fattispecie sopra descritte non rappresentano il suo caso e io mi scuso con Lei per essermi servito della sua lettera per invitare i tifosi delusi ad essere più collaborativi. Per esperienza diretta di quando ero alle dipendenze club, infatti, so che ci sono in tanti, in casi analoghi, che non offrono la benché minima collaborazione per risolvere le problematiche, ed anzi le esasperano. Le criticità quando ci sono non vanno acuite, "bisogna essere concavi e convessi", come mi ripeteva il prof. Pincolini, quando ancora dovevo accrescere le mie capacità diplomatiche. Molti ex fila 12 hanno trovato una soddisfaciente sistemazione alternativa, altri no e hanno preferito non rinnovare. Io stesso, però, ho sentito e documentato, che uno di loro non ha accettato di passare in Trib Laterale (settore H), perchè avrebbe preferito andare nel settore limitrofo più centrale (G) e la società gli ha detto di no, perché la differenza di valore era troppo elevata. Conoscendo il personale della biglietteria so che fanno di tutto, con professionalità e cortesia, per cercare di accontentare il tifoso-cliente, purché questo non diventi come quello di una antica pubblicità degli anni 70, in cui uno stremato cameriere (se non ricordo male) si lasciava andare dicendo: "Scusi sa, ma lei è incontentabile", e questi rispondeva "sempre". Insomma, avevo approfittato delle sue parole – e me ne scuso – per invitare ad un maggior spirito collaborativo e non solo di chiusura. Grazie Cordiali Saluti Gmajo

    6. Mi hai convinto, Gabriele, nella tua risposta. Poi ciascuno ha le proprie inclinazioni, preferenze, per carità. Però sì, lo spirito dell'informazione di servizio è lodevole. buon proseguimento e scusa se mi sono permesso una critica pubblica, credo che la risposta illumini comunque sulle tue scelte. Buon proseguimento

    7. Ciao Vanni, felice di averti convinto con le mie argomentazioni. Oltre ad essere una questione di inclinazioni, come giustamente osservi tu, è anche di opportunità (il fatto di aver raccolto l'appello assai "urbano ed umano" del tifoso in carrozzina Giarelli, col quale ero in trasferta a Cogollo, affinché non prenda più pioggia nel settore disabili del Tardini) e di spazi (come aveva scritto un nostro lettore del tema disabili all'acqua era un po' che si sussurrava, ma mai era deflagrato così) non occupati dai media tradizionali. L'informazione di servizio, alla Lubrano, mi verrebbe da dire, è da loro generalmente abbastanza trascurata: sì, certo, ci sono le lettere alla Gazzetta, valvola di sfogo degli scontenti, ma da noi il "servizio" è più completo perché cerchiamo di offrire una risposta e andarci in fondo, per quel poco che ci possiamo fare. E' così, quindi che quando imbrocchiamo una strada difficilmente, poi, l'abbandoniamo, sicché capita che magari per una settimana intera non si parli di altro. Immagino derivasse anche di qui la tua accettabilissima critica pubblica: non devi scusarti per averla formulata, anzi. Le critiche, quando costruttive come in questo caso, sono assai utili anche per poter meglio esporre o chiarire un punto di vista. Pur appartenendo alla categoria dei permalosi, non lo sono così tanto da non accettare rilievi sul sito. Tu, tra l'altro, sei stato cortese e non hai trasceso come spesso, invece, fanno altri, ai quali, comunque, non nego una risposta, perché fa parte del gioco. Se non lo accettassi sbaglierei a tenere un diario on line… Gtazie ancora, ciao Gmajo

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