MAGLIA NERA NON PROTOCOLLATA IN LEGA, MA IL PARMA ALL’ERREA’ DICE DI NON AVERE ANCORA INVIATO L’ELENCO

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    Settore Crociato scopre che la casacca corvina, annunciata come seconda divisa dopo la bianca-crociata, non figura nella circolare inviata a tutti i club e agli arbitri…
    settore maglia nera(gmajo) – La nuova maglia nera con banda verticale gialloblù del Parma ancora una volta al centro dell’attenzione: dopo esserlo stata ancor prima che venisse presentata, proprio perché rappresentava la novità assoluta, e dopo il curioso caso della foto di squadra in dieci, senza Giovinco, nel calendario pubblicato dalla Gazzetta di Parma, ieri, sabato 6 agosto,il sito specializzato “Settore Crociato”, spulciando la circolare 13 della Lega Calcio, inviata il giorno precedente a tutti i club professionistici e agli arbitri (AIA e CAN), ha scoperto che non figura tra quelle protocollate su quel documento. Alle spalle della bianco-crociata, come seconda divisa, vi è quella gialla con striscioline blu, utilizzata nelle prime gare della tournèe inglese, e come terza quella in negativo, cioè blu con striscioline gialle, finora inutilizzata nel precampionato, ma non c’è traccia della corvina, nonostante l’apprezzamento dei tifosi (a Levico fu la più venduta). Ieri sera stadiotardini.com ha contattato il direttore marketing e commerciale dello sponsor tecnico Erreà Luca Carra che al momento della nostra chiamata non sapeva nulla, ma dopo un rapido giro di telefonate ci ha fatto sapere che il Parma non avrebbe ancora presentato le maglie alla Lega e che provvederanno la prossima settimana. Continua all’interno
    prima magliaEppure c’è qualcosa che strusa, dal momento che il documento di cui stiamo parlando è una circolare ufficiale della Lega, abituale strumento di lavoro per gli arbitri chiamati a far tassativamente rispettare quanto ivi previsto (con particolare attenzione per la confondibilità). Se la stessa è già stata inviata dalla Lega a tutti gli interessati significa che seconda magliaprecedentemente il club, al di là delle rassicurazioni offerte a Carra, in qualche modo aveva dato indicazioni allo stesso organismo circa la rosa delle proprie casacche: al di là della dimenticanza della nera (se non scelta voluta), infatti, tutte le mute, descritte a regola d’arte, sono le stesse presentate a Ravadese il 10 luglio scorso. E se la Lega ha già inviato la missiva a tutti, perché mai il Parma avrebbe terza divisadovuto attendere la prossima settimana per far sapere loro di che colori andrà vestito? Carra ci ha anche svelato che il quantitativo di casacche nere prenotate dal Parma è piuttosto alto, di gran lunga superiore a quello delle altre due mute di riserva (gialle e blu), concreto segnale della volontà di utilizzarla parecchio, sicché appare inspiegabile questo mistero per cui non appaiono nella circolare della Lega Serie A. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    5 Commenti

    1. ma poi, caro Gabriele, ho una convinzione precisa, assoluta, che vale per il Parma come per molte altre società del suo livello. I media nazionali, non solo quelli per cui collaboro io, comunque dovrebbero interessare al Parma e a chi ruota attorno al Parma. Invece non sempre ho trovato l'attenzione che meritavo, al Parma come in altre società. Non esiste solo Gazzetta dello Sport, di Parma – o della città in questione -, tv locali, tv nazionali, altri quotidiani sportivi. Un quotidiano nazionale o regionale, anche di fuori, ma autorevole, deve avere, l'attenzione che merita. Invece trovo, in molte società, ormai, il no a priori. "Niente esclusive per nessuno", mi rispondono in tante.
      Come se una testata nazionale o regionale valesse quanto un piccolo sito internet. E non mi riferisco certo al tuo. Buon lavoro. avvertimi quando rispondi alle critiche sulle tue scelte, ciao

    2. A quanto a marketing la società sembra confusa: prima mette i skybox e poi li smonta… presenta la maglia nera come seconda divisa e poi la esclude…
      Sulla maglia nera la società potrebbe anche averci ripensato quindi non capisco cosa possa fare Carra. La società ha il diritto di scegliere l'ordine delle divise e lo sponsor tecnico si deve adeguare.

    3. Gentile anonimo delle 19.01, mettiamo ordine: sulla questione degli sky box il marketing ha le idee chiare, c'è richiesta e vorrebbe metterne su il più possibile. Ma se poi sbagliano i calcoli i progettisti che colpa hanno i commerciali? Sull'argomento, però, ho appena finito di scrivere una lunga meditata articolessa, sicché è inutile che qui mi ripeta.
      Sulla questione della maglia nera lei ha ragione su un punto: se la società ci avesse ripensato lo sponsor tecnico non potrebbe eccepire. Anzi, magari avrebbe pure da guadagnarci, qualora venisse ordinato un numero di maglie gialle e blu superiore a quanto precedentemente programmato per far fronte alle nuove richieste. Però il problema sembra essere di diversa natura: cioé il Parma non ci avrebbe ripensato. A Carra, come raccontato nell'articolo, avrebbero riferito che devono ancora inviare in Lega la lettera con la descrizione delle maglie, circostanza, peraltro, piuttosto strana, dal momento che immagino che la Lega avesse posto come termine per la segnalazione una data antecedente rispetto a quella di spedizione della circolare già inoltrata a chi di dovere. Nell'improbabile caso, invece, che il Parma ci avesse ripensato avrebbe ragione lei con la sua impressione di società un po' confusa. Le maglie, infatti, sia pure in maniera bucolica e non in pompa magna, dopo una stagione di gestazione sono state presentate poco meno di un mese fa alla comunità crociata: tornare sui propri passi non avrebbe una grande logica. Soprattutto dopo aver riscontrato un buon volume di vendite ed in generale in gradimento dei tifosi. Grazie del suo contributo, anche se mi sarebbe piaciuta una sua firma, o per lo meno sigla. Cordialmente Gmajo

    4. A proposito della maglietta nera mi torna in mente la polemica che fece Di Luca quando correva in bicicletta per la Liquigas a proposito del colore della maglia che ai tempi in cui correva per quella società era nera con la scritta “Liquigas” verde. Ricordo che polemizzò con i suoi dirigenti perché la maglia nera trattiene maggiormente il calore circa il 15- 20 % in più rispetto a una maglia bianca, con conseguente dispendio di maggiore energie. Non è un caso che roulotte e camper siano tutti di colore bianco stante la sosta all’aria aperta e al sole cocente. Magari saranno anche belle ‘ste maglie nere, ma possibile che nessuno dei medici sportivi del Parma abbia tenuto presente sta cosa? Mah!!!

      ciao. enzo

    5. Salve Enzo, contributo davvero interessante il suo. Tra l'altro, proprio ieri, mentre discettavamo sulla iscrizione o meno della maglia nera in Lega, la medesima veniva utilizzata dai nostri a Birmingham nell'ultima gara della tournèe inglese. Il teorema De Luca mi ha fatto tornare in mente il bel calcio antico di una volta, che tutti noi un po' nostalgici, rimpiangiamo. In quei tempi con la casacca nera giuocavano i portieri (che non essendo calciatori "di movimento" potevano permettersi un maggiore dispendio di energie per la casacca corvina) e gli arbitri (i quali, notoriamente, sono meno mobili e scattanti rispetto ai calciatori, e dunque pure loro potevano permettersi senza problemi la "giacchetta nera". A quei tempi la scienza non era certo così evoluta da teorizzare in maniera così precisa il dispendio di energie causa il colore della maglia che un atleta porta indosso, ma evidentemente lo avevano intuito col buon senso. Insomma adesso possiamo aggiungere un'ulteriore plausibile motivazione (alle tante precedenti) per cui è giusto scegliere il più spesso possibile (non solo in casa, come da prescrizione della Circolare 13 della Lega Serie A, ma anche in trasferta) la muta bianco-crociata, dove il nero è ridotto alla sola croce e per il resto è candida come camper e roulotte…
      Lei, in conclusione, chiede: "Possibile che nessuno dei medici sportivi del Parma abbia tenuto presente 'sta cosa?", al che, considerando che le due finaliste dell'ultima Champions League, come divisa di riserva hanno appunto la maglia nera, mi chiedo come mai non ci abbiano pensato loro… Ma più che i medici del Parma l'analisi in questione potrebbe essere appannaggio dello stesso sponsor tecnico: l'Erreà, negli anni passati, aveva fornito ai crociati delle avveniristiche casacche realizzate con delle particelle particolari (non mi chieda cosa, sto andando a memoria), così come prima dell'anno della B, in sede di presentazione (sulla indimenticata terrazza dell'estate del Centro sportivo di Collecchio) dissero che con quelle maglie si sudava meno, al che quel guascone di C. Lucarelli se ne uscì con una battuta, del tipo allora io non la metto, se no poi i tifosi mi dicono che non mi impegno e non do tutto… Saluti Gmajo

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