NAVA E IL SUO TAGLIO DA CALCIO & CALCIO: “GIUSTO PENSARE PRIMA DI TUTTO A MANTENERE IN VITA LA REDAZIONE E POI A SPENDERE SOLDI PER GLI OSPITI”

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Signorile arrivederci del commentatore televisivo che, nell’intervista esclusiva a stadiotardini.com, spiega che senza le difficoltà economiche della tv il matrimonio sarebbe proseguito senza problemi

stefano nava calcio e calcio(gmajo) – Con il consueto aplomb Stefano Nava, telecronista Sky ed ex calciatore del Parma Calcio ha accettato di parlare con stadiotardini.com della interruzione del suo rapporto di collaborazione con Calcio & Calcio, il salotto televisivo del lunedì sera di Teleducato, che dopo cinque stagioni, alla ripresa, lunedì 29 agosto 2011, non lo vedrà più tra i protagonisti: “Il rapporto con lo staff era gradevolissimo vicendevolmente: loro mi apprezzavano e mi davano gratificazioni. Si sarebbe potuto andare avanti benissimo se non fossero insorte insormontabili difficoltà dal punto di vista economico. Io credo sia giusto e corretto pensare prima alle persone che sono in redazione che spendere soldi muovendo degli ospiti. Apprezzo la filosofia dell’editore: la redazione è in difficoltà? Salviamo la redazione. Il mio era una sorta di rimborso spese, quindi non si trattava di abbassare l’ingaggio o spalmarlo: si tratta di soldi veri che devono essere destinati per il mantenimento in vita della redazione: speriamo che le cose si sistemino e che in futuro possa riprendere la collaborazione”.
All’interno: l’arrivederci di Stefano Nava ai suoi compagni di viaggio e ai telespettatori parmigiani nell’intervista esclusiva concessa a Gabriele Majo per stadiotardini.com


Stefano Nava, Michele Angella, conduttore di Calcio & Calcio, nell’intervista esclusiva che ha rilasciato a stadiotardini.com, ha motivato la dolorosa interruzione del suo rapporto di collaborazione con Teleducato con il “fair play finanziario” applicato alle tv

“Sì, la spiegazione può essere quella. Il rapporto con lo staff di Calcio & Calcio era, in maniera reciproca, gradevolissimo: loro mi apprezzavano e mi davano gratificazioni. Si sarebbe potuto andare avanti benissimo se non fossero insorte insormontabili difficoltà dal punto di vista economico. Sono perfettamente al corrente delle difficoltà in cui versa il personale dell’emittente (è in essere un contratto di solidarietà per gli operatori tecnici, ma la spada di Damocle penzola anche sulla testa dei giornalisti, nda) per cui ritengo giusto, da parte dell’editore, pensare prima di tutto al mantenimento in vita della redazione e solo successivamente permettersi certe presenze nelle trasmissioni. Apprezzo questo tipo di decisione: io so che il mio lavoro a Teleducato è stato gradito e per questa positiva esperienza ringrazio sia l’editore, che il personale dell’emittente oltre che i colleghi e gli spettatori. Speriamo che le cose si sistemino e che in futuro possa riprendere la collaborazione”.

E’ stato contattato da altre televisioni che operano sul territorio? Accetterebbe eventuali proposte?

“No, non ho ancora avuto nessun tipo di contatto, del resto questa decisione è solo di qualche giorno fa, non c’è stato molto tempo a disposizione per muoversi per chi eventualmente volesse contattarmi, perché io certo non mi muoverò per primo. Io, in primis, mi metto a disposizione di Teleducato, nella speranza che la situazione possa evolvere in maniera positiva”.

Nel calcio, in caso di ingaggi fuori portata – vedesi Amauri – si ipotizza che gli emolumenti possano essere spalmati su più stagioni o ridotti. L’ipotesi è percorribile nel suo caso?

“Beh, la differenza è che io non ho un contratto da calciatore: quello di Teleducato era una sorta di rimborso spese per i miei spostamenti. Non so se ne valga la pensa da parte loro, se il discorso è stato fatto proprio per una situazione economica difficoltosa. Io credo sia giusto e corretto pensare prima alle persone che sono in redazione che spendere soldi muovendo degli ospiti. Ripeto: apprezzo la loro filosofia. La redazione è in difficoltà? Salviamo la redazione. Non credo si tratti spalmare o ridurre il mio rimborso. Si tratta di soldi veri che devono essere destinati per la vita della redazione”.

Se non ricordo male lei era colonna portante del programma da cinque anni: come è evoluto nel tempo?

Non so quanti anni siano passati con precisione, ma effettivamente ne sono passati parecchi. Ricordo l’annata della B, ma anche prima e dopo… Con il passare del tempo il programma è un po’ cambiato, mantenendo sempre quell’assoluta impronta di serietà nella scelta degli ospiti: siccome è una trasmissione che si rivolge ad un pubblico trasversale è giusto che ci si rivolga con serietà e competenza a chi ama i discorsi prettamente tecnici e tattici, ma nello stesso tempo avere un atteggiamento più scanzonato e divertente appannaggio di chi preferisce la televisione di alleggerimento. La redazione e l’editore hanno capito, nel corso degli anni, queste esigenze di pubblico ed hanno saputo mixare questo tipo di richiesta. Con sagacia, saggezza e criterio hanno dato vita ad un prodotto gradevole, riscotendo una buona riposta di pubblico”.

Lei vantava la più elevata anzianità di servizio nello staff di Calcio & Calcio, dal momento che l’attuale conduttore Michele Angella aveva preso le redini della trasmissione solo alcuni anni dopo, pur essendone stato precedentemente curatore per il comparto produzione…

“Sì prima c’era Ampollini, poi è arrivato Angella: insomma io rappresentavo un po’ lo zoccolo duro della trasmissione… Io sono molto legato a Parma, dove ho vissuto da calciatore e dove ho operato da giornalista. Nel corso di questi anni ho conosciuto molti tifosi che hanno partecipato alla trasmissione, persone che mi hanno dato molto dal punto di vista umano professionale; anche tutti gli ospiti che ho incrociato mi hanno lasciato, chi più, chi meno, ottimi ricordi. Da tutti loro ho cercato di cogliere qualcosa e posso dire che mi hanno fatto crescere, a partire da Andrea Schianchi, l’avvocato Paglia, piuttosto che Caronna. Tutti mi hanno insegnato qualcosa, osservandoli, per il modo di esporsi. Ho imparato molto anche dallo stesso Boni, pur nella sua originalità e varietà: è stato un ottimo compagno di avventura. Non ultimo Angella che ha dimostrato grande professionalità e che ha anche fatto molto nei miei confronti”.

Che aggiungere, ancora?

“Dico solo che spero possa trattarsi solo di una piccola interruzione. Ringrazio Teleducato per questi anni di esperienza e ringrazio anche il Parma, perché ho ricevuto attestati di stima dalla società su quanto da me esposto nel corso delle trasmissioni. Hanno sempre accettando le critiche e apprezzato i complimenti, lasciandomi libero di esprimere i miei punti di vista, come peraltro è giusto che sia. Nutro la speranza di poter incrociate Parma e i tifosi di Parma che non finirò mai di tenere nel mio cuore, perché è  vero che sono molto affezionato a loro”.

(Stefano Nova lascia Teleducato – 23.08.2011– Intervista esclusiva e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.