PER AGROPPI IL PARMA VISTO A TORINO “ERA UNA SQUADRA DI PELLEGRINI”

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La linguaccia, intervenuta a Radio Manà Manà, ridimensiona la Juve dicendo che ha giocato contro nessuno

tmw agroppi(da TMW, Alessio Alaimo) – "Basta parlare di progetto…". Aldo Agroppi, intervenuto a Radio Manà Manà si dice infastidito dall’abuso della parola ‘progetto’ e spiega: "Il progetto è quotidiano, perché se non ottieni i risultati salta tutto. Come è saltato alla Fiorentina il progetto dei Della Valle, che si sono presentati dicendo ‘veniamo qui per vincere’ e hanno fallito. Nel calcio non c’è tempo per parlare di progetto. Se Conte mi convince? Ora è un fenomeno perché ha battuto una banda di pellegrini come il Parma. I ducali sono andati a vedere lo stadio nuovo… e hanno partecipato alla festa. Sento dire che Conte è molto esigente, ma perché gli altri allenatori pretendono poco? La Juve ha giocato contro nessuno. Aspettiamo, perché di celebrazioni anticipate ne ho viste. Conte è lì a fare il lavoro quotidiano che fanno tutti: parla con i calciatori e porta le sue idee. Chi decide, alla fine – conclude Agroppi – sono i giocatori bravi".

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

19 Commenti

  1. Agroppi ha ragione!
    Mai sceso in campo il Parma a torino.
    Speriamo che il vero valore della squadra sia un altro o ci tocca un altro anno di sofferenze…

  2. Alcune considerazioni:
    -Agroppi(ma chi è costui, cos'ha fatto nel mondo del calcio???) dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare del Parma.
    -Analisi troppo semplicista e superficiale
    -La società dovrebbe in qualche modo controbattere, perchè sinceramente di farmi prendere in giro(come tifoso) da un pincopallino qualunque non è che ne abbia tanta voglia
    -Esiste il concetto di "giornata storta". Quello che mi consola è appunto il fatto che nessun giocatore del Parma in campo si sia salvato.Si può solo migliorare.
    -Infine sig.Majo, se fossi stato in lei, avrei evitato di far pubblicità ad un simile personaggio.
    Saluti

  3. Roger sappiamo tutti ormai quanto Majo non colga al balzo ogni occasione per parlar male del Parma oppure quanto goda per metterlo in cattiva luce e non prendersi sempre questa responsabilità quotidiana dare amplificazione e spazio a chi ne parla male come Agroppi in questo caso. Anzichè remare a favore Majo pagaia contro oppure diciamo così su dieci pagaiate quotidiane solo una o due sono a favore se va bene tanto per confondere le acque ma l'han capita tutti subito questa strategia che definirei majala dal suo autore.

    New Artemide

  4. Con i suoi commenti di ieri e di oggi New Artemide si qualifica da solo, per il palese tentativo di infangare l'immagine e la figura dello scrivente. Del resto dietro una tastiera, protetti – si fa per dire – da un nick name di fantasia, si è tutti leoni. Detto questo specifico a lui e a Roger, che ha sollevato il problema, oltre a tutti i lettori interessati, che dare conto di notizie non significa per forza che io ne sposi i contenuti, né quando queste parlano bene del Parma, né, come in questo caso, quando ne parlano male. Penso sia giusto che i tifosi del Parma conoscano quanto circola a proposito della squadra che amano, ribadisco nel bene e nel male. Lo stesso Roger, a meno che non frequenti TMW da cui la news è tratta, se non l'avessimo riportata probabilmente non sarebbe venuto a conoscenza di quanto asserito dal noto opinionista ex calciatore. Credo che sia più di majali fare delle censure o richiederle, lanciando accuse calunniose in maniera patetica come il sedicente New Artemide, al quale dico che io, da giornalista, non devo remare né a favore né contro. La barca deve muoversi con o senza il mio aiuto: il mio dovere è osservare e riferire con coscienza nel pieno ossequio della deontologia professionale. Saluti Gmajo, il majale

  5. Certi ragionamenti da regime bielorusso come quelli del sig. New Artemide fanno venire i brividi. Ma scusate del Parma bisogna parlarne sempre bene anche quando ne prende 4 e fa prestazioni ignobili?
    Quella di Agroppi é stata una provocazione che penso possa anche essere utile a spronare la squadra e certe voci mediatiche per le quali la critica equivale a una bestemmia. Avanti così Majo. Tre anni fa a forza di dire che andava sempre tutto bene il Parma finì in serie B.

  6. Scusi se intervengo di nuovo sig.Majo, ma forse il concetto che ho espresso non volevo che fosse mal interpretato. La "colpa" non è sua, bensì di chi ha proferito quelle parole irrispettose. Ribadisco che agroppi prima di parlare del Parma dovrebbe sciacquarsi la bocca. Detto questo, voglio vedere se il nostro "leone" agroppi avrebbe il coraggio di fare dichiarazioni simili sul Napoli,Roma o compagnia bella…
    La risposta l'ho già, però vorrei sapere la sua..
    Saluti.

  7. Agroppi santo subito!!!
    HA RAGIONE DA VENDERE!!
    e non si capisce come ci sia pure qualcuno che non si rende conto della figura di emme fatta dal Parma domenica: gioco inesistente, squadra assolutamente incosistente!!
    Ma per favore!!

  8. Mah, caro Roger. Agroppi ha una lingua talmente tagliente che dubito si faccia problemi a parlare male di Napoli, Roma e compagnia bella. Del resto, se leggiamo con obiettività la notizia (che evidentemente io ho girato in ottica parmigiana, essendo che la mia utenza sono tifosi del Parma e non della Juve) Agroppi parlando male del Parma intendeva parlare male della Juve, asserendo, appunto che ha battuto dei pellegrini, o nessuno, appunto per sminuire la portata del successo dei bianconeri. Da ex granata credo appunto che volesse parlare male dei bianconeri, non del Parma, che gli è servito solo ribadisco, per sminuire i meriti della Juve. Cordialmente gmajo

  9. Ricordo a chi fruisce dello spazio commenti che è gradita la firma. L'intervento dell'anonimo delle 16.50 e quello di Alle dimostrano, però, che non è il solo Agroppi ad esprimere in modo colorito il proprio punto di vista sulla prestazione del Parma a Torino. E penso che entrambi siano tifosi del Parma, frequentando questo sito. Cordialmente gmajo

  10. Il commento di Agroppi fa il paio con quanto detto al Tg2 nel consueto servizio sul campionato del lunedì a pranzo (mi scuso ma non ricordo il nome del collega che ha fatto il servizio): "Il Parma è rimasto al Teatro Regio a vedere la Sonnambula". Battuta sicuramente più fine e accettabile ma la sostanza non cambia: a Torino, Parma non pervenuto.

  11. Saluti a tutti i lettori.
    Gabriele, non è piacevole leggere certi commenti (per altro anonimi dal momento che, a mio avviso, i nick name o soltanto i nomi di battesimo delle persone celano la vera identità di queste) né per te che li ricevi direttamente, né per gli altri frequentatori di questo blog; tu hai svolto correttamente la tua mansione di giornalista. Ma siccome c'è un po' di appannamento e di imbarazzo riguardo la professione del giornalista, diamo a tutti coloro che leggono una definizione 'dizionariata' del suddetto: il giornalista è colui che si occupa di scoprire, analizzare, descrivere, scegliere notizie, in maniera oggettiva, e redigerle (sotto forma di articolo, reportage etc) per mezzo di un medium, un mezzo di comunicazione: ovvero internet – come in questo caso -, la televisione, i giornali. Mi sembra che il buon Gabriele (che con dedizione si prodiga per servire a noi tifosi del Parma, appassionati di novità, un servizio soddisfacente, piacevole e innovativo) non abbia scritto nulla di negativo e di poco rispettoso nei confronti del Parma Calcio. Semplicemente, ha svolto il suo dovere di giornalista, e gli spetta a chiare lettere in quanto iscritto all'Ordine dei giornalisti.
    Non si tratta di remare (o pagaiare) contro, ma di svolgere il proprio mestiere nel modo più corretto possibile. E su questo non ci sono dubbi.
    Purtroppo quando invece le mansioni vengono meno (e in questo momento di crisi lavorativa italiana è comprensibile), le persone cercano di crearsi dei diversivi, come, ad esempio, l'utilizzo di maldicenze – a proposito, una volta, nelle corti provenzali era presente la figura del malparliere, mestiere antico!-.
    Certe dichiarazioni lasciano il tempo che trovano.
    I veri tuoi appassionati lettori, Gabriele, sono quelli che ti criticano, ma con educazione, ma anche e soprattutto quelli che ti seguono quotidianamente e si intrattengono nelle tue anticipazioni sul Parma FC e/o quelli che incontri per strada quando vai in bicicletta! 🙂
    P.S. sull'argomento basilare del 'pezzo': sono dello stesso parere di Majo; Agroppi, cuore granata, voleva semplicemente ridurre e minimizzare i valori e le potenzialità della Juventus. Anche se avrebbe potuto utilizzare termini più garbati e meno enfatizzati nei confronti dei crociati, che comunque in campo non ci sono andati per davvero, dal momento che non hanno marcato presenza in area juventina. Le critiche ci stanno tutte, non vedo come si potrebbe difendere e occultare una prestazione tanto negativa.
    Cadendo, s'impara.
    Con stima, saluti, Lorenzo Fava.

  12. Ringrazio Matteo Billi, al quale formulo il mio più sincero in bocca al lupo per la nuova avventura professionale, per l'aver completato il panorama informativa sulla questione Agroppi post Juve-Parma e Lorenzo Fava che ha ricordato con la definizione teorica quello che significa essere giornalisti (cosa che personalmente tento di fare, come mi ha riconosciuto Lorenzo). Un abbraccio Gmajo

  13. Gentile Arcobaleno, dal prossimo 23 settembre Matteo Billi si trasferirà a Piacenza perché iniziare a lavorare nella redazione del quotidiano locale La Cronaca con un contratto a t d di cinque mesi. L'auspicio è che dopo questa prima esperienza possa consolidare la posizione. Cordialmente Gmajo

  14. Lorenzo Fava sei prolisso come il tuo vate Majo.
    Ma porca miseria usate dei periodi più brevi, ci si abbiocca a metà strada a leggere i vostri commenti!!!

    Il Leo

  15. Ringrazio Il Leo, per la critica. La accetto volentieri, ho ancora molto da imparare e se sbaglio è bene che qualcuno me lo segnali. Sempre nei limiti dell'educazione, come in questa circostanza.
    Spero però che questa annotazione non sia dovuta alla parentesi dedicata al giornalismo, perché era proprio lì che volevo arrivare, Leo.
    Se invece riguarda il mio modus scribendi, cercherò di migliorare. Dimezzerò la lunghezza dei periodi e taglierò un po' di siepi di subordinate. Mi auguro, però, che riguardo i contenuti tu sia d'accordo.
    Ciao a tutti, Lorenzo Fava.

  16. Gentile "Il Leo", io non sono il vate né di Lorenzo Fava (il quale ha già il suo daffare avendo come idolo il Saltimbamco Boni) né di nessun altro. Ho già spiegato in alcune occasioni – e non ho difficoltà alcuna nel ripetermi – che la facondia verbale nelle mie esposizioni è volontaria e calcolata. Rifuggendo le stringate sintesi – di cui a mio avviso si abusa in questi tempi moderni – in questo spazio, non avendo imposizioni di tempi televisivi o rigaggi da rispettare, posso esprimere dei concetti o delle idee fornendo una spiegazione esaustiva degli stessi. Mi rendo perfettamente conto che sia un comportamento desueto, soprattutto sul web, ma questo prodotto è riservato a tutti coloro che amano sapere e che non si accontentano di un titolo o di poche righe per avere la presunzione di sapere già tutto. Mi capita spesso di offrire dei punti di vista "impopolari" o inusuali: è bene che chi mi legge conosca per filo e per segno tutti gli elementi che mi portano a fare una determinata affermazione. C'è il rischio dell'abbiocco? Pazienza: non sento il bisogno di aggiungere superficialità a superficialità. Qui si cerca di approfondire e motivare. Alle volte, proprio per questo motivo, alleggerisco inserendo qualche aneddoto simpatico, ma ciò non toglie che io desideri rendere l'esposizione la più completa possibile. Dunque a Lorenzo dico che fa bene a formulare – se non si perde dietro ai pericolosi meandri della lingua italiana – periodi anche complessi e ricchi di subordinate. Ci si perde? Pazienza. Se l'articolo è di interesse si può anche tornare indietro per capire: a me capita di leggere anche 4-5 volte lo stesso periodo, anche nei romanzi, per capirlo e ficcarmelo meglio in testa. E poi così chi, per mestiere, deve tenermi d'occhio per poi riferire (sovente in maniera distorta) ai propri superiori le corbellerie che propino, almeno fa un po' di fatica e si guadagna lo stipendio… Cordialmente Gmajo

  17. Furbo Gabriele!
    A prescindere dal fatto che non mi pare che i tuoi scritti siano di difficile interpretazione, è importante sottolineare quello che tu hai detto: in sintesi, se un periodo è lungo, contorto e difficile – soprattutto nei romanzi! Praticamente tutti quelli che mi assegna la mia professoressa di Italiano (Salve!) – si ritorna indietro e si riparte. Non c'è una regola che impedisce di soffermarsi su una determinata frase: fino a quando essa, però, non è stata ben compresa l'iter della lettura (del determinato romanzo o del determinato articolo) diventerà molto tortuosa. Perciò, ripartire non è una penalizzazione!
    PS: Gabriele, se lo scopo dei tuoi articoli è quello che hai espresso nelle ultime righe della risposta precedente, sei geniale!
    Saluti, Lorenzo Fava.

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