CONSIGLI CULTURAL-CALCISTICI / SABATO A FIDENZA L’UTOPIA CALCISTICA DELL’ATHLETIC BILBAO

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    Alle 18 alla libreria La vecchia talpa la presentazione con l’autore del libro di Simone Bertelegni dedicato alla squadra che tessera solo calciatori baschi. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del calcio vero
    bilbao evento(gmajo) – Non sempre le incursioni fuori dal seminato pagano: noi di stadiotaradini.com lo abbiamo provato direttamente a inizio 2011 anno andando a seguire una gara del Bologna (contro la Lazio, il Parma aveva giocato in anticipo la sera prima col Catania) ed effettuando della medesima un reportage testuale e fotografico che risultò ostico a parte del nostro integralista zoccolo duro che per qualche tempo ci voltò le spalle facendo abbassare l’indice di gradimento del blog, il cui numero di lettori per qualche tempo si abbassò. Qualcosa del genere è capitato anche all’ammiraglia del Superblog pramzàn, alias Pramzanblog, che, come racconta il suo direttore Achille Mezzadri nel suo editorialino, ha perso un lettore, tale Popsylon, per aver seguito in tempo reale la cruenta fine di Gheddafi con le sue breaking news ed i collegamenti con le principali tv satellitari di tutto il mondo, che nulla c’azzeccavano con la parmigianità di cui il suo sito è un ricco e curato contenitore. Mezzadri, giornalista di razza e vecchio stampo, attivo fin dal ’66 ha spiegato che ogni cronista vorrebbe essere sul posto quanto accade un evento di portata mondiale – di cui si parla in Piazza Garibaldi o in Piazzale Santafiora, come in un qualsiasi altro foro del mondo – e per questo ha supplito alla sua assenza fornendo, comunque, un servizio ai suoi lettori. Bene, nonostante queste controindicazioni (nel perseverare riconosco di essere diabolico) in attesa di Milan-Parma di stasera, di cui già ieri abbiamo fornito i contenuti di presentazione (il video amatoriale della conferenza dell’allenatore e la news circa la sua decisione di non convocare A. Lucarelli), mi permetto di divagare annunciando un evento che magari col Parma e col suo stadio non c’entra una cippa, ma che rimane imperdibile – come scrivono giustamente gli organizzatori – per gli amanti del calcio vero.
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    Mi riferisco alla presentazione del volume “L’utopia calcistica dell’Athletic Bilbao”, alla presenza dell’autore Simone Bertelegni, che avrà luogo alle ore 18 di sabato 29 ottobre 2011 nel caveau della libreria La vecchia talpa di Via Gramsci 39 a Fidenza. Ci saranno anche Igor Santos Salazar (laureato in Storia a indirizzo antico e medievale alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Deusto, Bilbao, e curatore di un progetto – per l’Università di Oxford, sotto la direzione del celebre medievalista Chris Wickham, che ha vergato importanti saggi sull’Italia medievale – di una storia comparata tra i Paesi Baschi e l’Emilia nella transizione tra Antichità e Medioevo) che terrà l’introduzione e Remo Gandolfi (grande appassionato di calcio, prima da giocatore “fino alla 1a categoria – dice lui – mica certo ero un fenomeno !” e poi da allenatore, conseguendo il patentino e allenando diverse squadre di categoria del territorio e soprattutto formazioni di settori giovanili nonché precursore, su un sondaggio de l’Unità del 19.12.2003, di una riforma della Coppa Italia) che interagiranno con l’autore che è un vero e proprio specialista dell’argomento, avendo ottenuto un grande successo – con l’esaurimento delle copie disponibili – con la sua precedente fatica letteraria dal titolo: L’ultimo baluardo. Il calcio schietto dell’Athletic Bilbao”. Non ho ancora avuto modo di sfogliare – ma mi riprometto di farlo dopo la presentazione di sabato sera, di cui annunzio che proporremo la video ripresa amatoriale integrale – la sua nuova opera, edita da Bradipolibri (212 pagine, prezzo di copertina 16 euro), tuttavia, come aveva scritto la scorsa estate il Corriere della Sera, dandone notizia dell’uscita in un articolo di Carlo Vulpio, è sufficiente l’epigrafe a un capitolo del volume per capire bene l’idea di una esperienza unica – appunto quella dell’Athletic – ai tempi del calcio: “Dio creò solo una squadra perfetta. Le altre le riempì di stranieri”. Il club basco è infatti noto (immagino sia questa l’utopia cui fa riferimento l’autore) per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano di origini basche o che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi. “Nonostante questa possa sembrare una scelta razzista – specifica Wikipedia in realtà è una forma di esaltazione di tutto ciò che è basco. D’altro canto, per mantenere la sua internazionalità, l’Athletic ha conservato la h nel suo nome per sottolineare la sua origine britannica (tranne nel periodo franchista in cui fu obbligato a sostituire la parola Athletic con Atlético per nazionalizzare il nome) e tessera spesso allenatori non baschi. A inizio 2010 un sondaggio compiuto tra i tifosi dell’Athletic da parte della dirigenza circa la possibilità di tesserare giocatori stranieri (cambiando le regole di tesseramento), ha portato ad un 94% di risposte negative, confermando l’attaccamento dei tifosi alla nota tradizione del club”. Navigando su internet ho trovato questa presentazione che ripropongo: “Questo libro è una storia d’amore. Un amore puro ma niente affatto platonico per una squadra di calcio che suscita passioni viscerali e sanguigne e che si dona con altrettanta, generosa carnalità ai suoi fan. L’Athtletic Club di Bilbao non seduce sculettando calcio come il Barcellona e nemmeno ricorrendo a costosissimi lifting annuali come il Real Madrid. Il suo è un fascino scarno, fatto di fango, sudore, acido lattico, traversoni alla cieca, occhiaie e mischie furibonde. Godetevi questa storia d’amore ricambiato, o se preferite il libro di storia, di geografia, di sociologia, di scienze umane e calcistiche che alla suddetta si sovrappone”.

    E ora concedetemi (anche se ultimamente siamo cresciuti diventando testata giornalistica, stadiotardini.com rimane ancora il mio diario crociato) un tuffo nel passato, agli inizi della mia avventura all’interno del club quale capo ufficio stampa. Era il 21 ottobre 2004 quando il Parma tornò a San Mames (la prima volta fu dieci anni prima, sempre per la Coppa Uefa, il 22 dicembre 1994, 1-0, gol al 49’ di Ciganda): di quella sconfitta (2-0) non mi rimasero in mente i gol di Gurpegi (6’ pt) e Del Horno (4’ st) o le scelte tecniche di Baldini, quanto, molto più prosaicamente il viaggio aereo d’andata – teribbile !!! (in vetta alla apposita hit parade, anche se pure quello di ritorno da una successiva trasferta a Liegi con curiosissima virata lo tallona) – durante il quale il giornalista Rai  Saverio Montingelli (che senza bestemmiare pare un po’ la riproposizione ridotta di Gesù Cristo) si segnò ripetutamente ed il sottoscritto, non certo un cuor di leone quando è in volo, si trovò a far coraggio alla propria assistente di allora Francesca Salvi, cui tenni stretta la mano, durante i ripetuti vuoti d’aria in fase di atterraggio, quando il nostro charter fuscello era in balia del vento impetuoso. Il pilota, che avremmo poi incontrato in borghese con il proprio entourage (mica male le hostess…) in una osteriaccia basca, appena preso terra ricordo che afferrò il microfono di bordo per dire: “Scusate, ma meglio di così non potevo fare”. Non fu molto più confortante neppure il successivo volo di linea del collega della Gazzetta dello Sport Fabio Bianchi, che vidi particolarmente pallido quando ci raggiunse a Bilbao, nonostante la stazza del suo aeromobile fosse superiore al nostro. Ai Boys, (che definirono quella partita “un’agonia”, “crediamo proprio di aver toccato il fondo”), piacque molto, invece, lo spirito basco: “Una squadra da ammirare quella dell’Atletico Bilbao – scrissero nel loro resoconto – tutti giocatori locali che, insieme ai tifosi hanno deciso, per il bene della squadra che stava fallendo (attenzione, era quello il primo anno del Parma in Amministrazione Straordinaria, per cui al tema eravamo tutti molto sensibili, nda), gli uni di ridursi lo stipendio, gli altri di aumentarsi il biglietto dello stadio o l’abbonamento. Un autofinanziamento che gli ha consentito di continuare ad avere alcun sponsor sulla maglia”. Ecco, un’altra utopia dell’Athletic, di cui parlò proprio Simone Bertelegni sul Corriere della Sera il 26 luglio 2008, quando arrivò la notizia che per la prima volta, in 110 anni di vita la maglia avrebbe visto interrompere le strisce verticali biancorosse dal logo dello sponsor Petronor, in cambio di due milioni di euro. Ma torniamo ai Boys e al racconto di quella trasferta: “Ad un quarto d’ora dal fischio d’inizio lo stadio era ancora semideserto, ma in poco tempo s’è riempito, quasi fino al tutto esaurito. Di fianco alla Curva avversaria era presente una banda musicale che accompagnava i cori della propria tifoseria. Rare volte abbiamo avuto l’occasione di farci sentire: i boati dei tifosi del Bilbao arrivavano da ogni settore e si prolungavano per ogni tiro in porta, bel passaggio o azione entusiasmante. Davvero stupefacente. I battimani erano realizzati da tutto il pubblico, così assordanti che spesso coprivano la nostra voce. Una voce che non è mancata, almeno per il primo tempo, nonostante un Parma a dir poco irriconoscibile, ma che nella seconda frazione di gioco s’è un po’ spenta… Per quasi tutta la partita i tifosi seduti a fianco ci hanno passato le birre attraverso quelle ringhiere che dovevano separarci e a fine partita siamo stati applauditi da tutto lo stadio, con tantissime persone che volevano scambiare le proprie sciarpe con le nostre. Fuori dallo stadio ci attendeva un clima di festa, miriadi di persone imballate nei bar lì intorno, felici della vittoria, ma, ancora prima, di aver visto giocare la loro squadra, orgogliosi ed entusiasti di indossare quelle maglie. Insomma, l’Athletic Bilbao magari non c’azzeccherà una cippa col Parma e col Tardini, però sono convinto che quello di sabato sera sia davvero un appuntamento imperdibile per gli amanti del calcio vero. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Un grazie di cuore a Gabriele per essere stato con noi in una serata per me personalmente indimenticabile. Poter parlare del mio adorato Athletic a fianco di due autentici "guru" come Simone Bertelegni e Igor Santos Salazar e davanti a un pubblico attento e curioso è stata davvero una esperienza splendida. E un grazie ancora più grande a Gabriele per averci ritenuti degni dell'attenzione sua e del suo popolare e curatissimo Blog. A presto. Un abbraccio. Remo

    2. Sono io che ringrazio Remo Gandolfi per le sue parole, oltre a Luca Frazzi titolare della Libreria La Vecchia Talpa di Fidenza per avere ospitato stadiotardini.com, concedendoci di filmare la bella serata di calcio di ieri sera. Perché i Guru Simone Bertelegni e Igos Santos Salazar, parlando dell'Athletic, in realtà hanno illustrato un modello di calcio positivo. Purtroppo per problemi tecnici di you tube non sono ancora riuscito a caricare tutti i vari spezzoni del video amatoriale che ho realizzato che mi sarebbe piaciuto pubblicare stamani di buon mattino. Conto di riuscirci prima di Parma-Cesena. Speriamo bene, perché ultimamente il server di youtube ci ha giocato qualche scherzetto (vedesi la conferenza stampa di Zaccardo di pochi giorni fa, e i vari intoppi avuti stanotte coi vari tentativi di inserimento dei video). Un abbraccio Gmajo

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