L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CESENA 2-O / LA MISTERIOSA ASSENZA DI LEONARDI: STRATEGIA, CABALA, POLEMICA?

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    AGGIORNAMENTO: ALLE 13 CONFERENZA STAMPA DI LEONARDI AL TARDINI

    Archimmagine -007(gmajo) – Prima che ci arrivasse Chi l’ha visto?, che va in onda solo al mercoledì sera su Rai Tre, c’è arrivato il buon Sandrone Piovani, il quale è riuscito a rintracciare l’introvabile Pietro Leonardi di ieri. Di ieri pomeriggio, quando, per la prima volta, inibizioni a parte, non si è accomodato nella panchina aggiuntiva a lato di quella principale, lato Curva Nord, suo abituale punto di osservazione dei match del Parma. Tempo fa l’AD aveva raccontato che aveva scelto quel posto (privo di copertura) per essere nelle stesse condizioni di chi, pochi metri più in là sulla sinistra, dopo la rete di protezione, si sottopone alle intemperie per tifare Parma. Ieri non pioveva, ma il massimo dirigente – che al mattino ai campi Stuard aveva seguito dal vivo parte delle partite dei calciatori in erba di Astra e Romagnoli oltre a Parma-Cesena (1-0) dei Giovanissimi Regionali, concedendoci pure il privilegio di avere una sua video-dichiarazione in esclusiva – ha deciso di seguire la delicata sfida con i bianconeri fino a quel momento affidati a Giampaolo, dal salotto di casa sua. Almeno così si evince dal pezzo di Piovani, il quale certifica di una “domenica in famiglia: prima il pranzo, poi la tv. Anche lì a tifare Parma. A memoria, per la prima volta lontano dalla squadra”. Continua all’interno

    leonardi si è perso show crespo 15 12 2010A memoria non è la prima volta che il Parma riesce a vincere anche senza Leonardi: mercoledì 14 dicembre 2010, infatti, come documentò stadiotardini.com, al gol di Santana in Parma-Fiorentina di Coppa Italia l’AD, si era alzato, pare “piuttosto scuro in volto, dalla panchina aggiuntiva guadagnando rapidamente lo stazone perdendosi per lo meno l’inizio dello show di Crespo. Forse almeno il secondo gol dell’impareggiabile argentino lo avrà visto in presa diretta, se avrà fatto in tempo a ripercorrere a ritroso lo stesso tragitto con pari velocità dell’andata”. Quella gara, come noto, venne risolta dall’Highlander con una doppietta in piena zona Cesarini (2-1). Ma non credo proprio che ieri Leonardi, memore di quel precedente, avesse deciso di disertare il Tardini per motivi scaramantici, così come ha tentato di argomentare in conferenza colomba 31 10 2011 gdpstampa l’allenatore Franco Colomba, rispondendo all’apposito quesito in merito di stadiotardini.com: “Mah: probabilmente per motivi di cabala, visto che abbiamo perso ultimamente avrà cambiato posizione. Non l’ho visto neanche io, ma ritengo che sia questa la motivazione”. La domanda dov’è Leonardi? Aveva iniziato a porla prima della gara anche il giornalista Sky Michele Gallerani, segnalando per primo il caso, con tutte le dovute cautele, ai telespettatori della satellitare. L’evolversi del match – la sconfitta meritata dei romagnoli, con conseguente esonero da copione per il tecnico Marco Giampaolo, ormai suo malgrado uno specialista della materia, e per ben due volte piuttosto ravvicinate sempre per mano di squadre allenate dal suo collega Colomba – avrebbe poi tolto l’attenzione nazionale da questa tematica, che a noi leonardi pezzo piovaniparmigiani, invece continua ad interessare, perché certo non è cosa normale che il massimo dirigente, perfettamente sano e non punito, decida di sua sponte di non assistere dal vivo ad una gara della sua squadra.L’articolo di “Piovanone” sulla Gazzetta reca il seguente titolo: “L’assenza di Leonardi scatena illazioni e polemiche”. Io avrei troncato prima, fermandomi alle illazioni, senza tirare a mano le polemiche, perché ieri, per lo meno dal mio osservatorio, non ne ho registrate. L’unico programma Tv in diretta (Pronto chi Parma?) ha visto Carlo Chiesa, già alle volte da noi ribattezzato pompiere (non a caso lo abbiamo anche ritratto con l’estintore vicino), indossare i panni dell’artificiere per scardinare la mina. E un certo imbarazzo nel trattare la questione ce l’aveva pure la sua abituale spalla Luca Ampollini. Insomma, fino a ieri, polemiche zero. Né è polemico il pezzo di Piovani di stamani, il quale si limita a riportare, senza eccedere nei sensazionalismi, le varie ipotesi formulate ieri dagli addetti ai lavori in tribuna stampa, in mancanza di spiegazioni ufficiali dello stesso protagonista della non comune sortita (Sandro ammette senza reticenze che Leonardi “al telefono probabilmente da casa, ha risposto senza spiegare i veri motivi della sua assenza”. Allora: scartata l’ipotesi scaramanzia, passiamo, pure per escluderla, alla ipotesi “strategia” che un autorevole collega mi ha indicato come assai probabile, non essendoci, a suo dire, alcun caso o niente di clamoroso che bolle in pentola. Egli mi aveva anche detto che, essendo Leonardi un uomo di mercato, magari aveva deciso di seguire da vicino dal vivo a qualche gara a 100-200 km dal Tardini, riconoscendo pure lui, però, l’alta improbabilità dell’ipotesi formulata. Strategia, dunque. Strategia, a fin di bene, per cercare di motivare ancora di più immagino i giocatori nella sfida salvezza con i romagnoli. Fosse stato quello il motivo, però, probabilmente ci sarebbe stata una diversa gestione comunicazionale della cosa, dal momento che in casa Parma FC tutti sono rimasti spiazzati non sapendo spiegare all’esterno il motivo della clamorosa assenza. E sarebbe interessante anche sapere cosa ne pensi il proprietario Ghirardi (chissà se almeno lui era stato informato in anticipo dal suo primo collaboratore, il quale, stando a quanto scritto da Piovani, non solo non era al Tardini, ma neppure ha pranzato con il team prima della gara. L’unico compito istituzionale espletato, come già riferito prima, la presenza ai campi Stuard dove ha incrociato pure il Dg cesenate Luca Mancini. La foto sulla Gazza è quella scattata con l’iPhone di Levati). Qualche velatura strategica da parte di Leonardi magari ci sarà anche stata, ma, in assenza di prova contraria, almeno personalmente propenderei sulla componente polemica, o per lo meno del segnale, dell’avviso ai naviganti che lo stesso ha (o meglio avrebbe, visto che navighiamo nel mare magnum delle ipotesi non confermate) inteso inviare. A chi? Sembrerebbe prima di tutto ai calciatori, per via della faccenda del gran rifiuto al ritiro (tale dobbiamo intenderlo, dal momento che Piovani ci svela il dettaglio di multe che sarebbero state loro irrogate dal club per la mancata clausura del venerdì sera), ma anche, verrebbe da pensare, nei confronti del presidente, il quale – stando sempre ai si dice, si mormora etc. – avrebbe infine concesso ai giocatori quella fiducia che chiedevano (significative le parole di ieri del vice capitano Lucarelli, dopo il match, che di fatto ha confermato di questo tumultuoso dibattito interno circa il ritiro ritirato). E magari pure nei confronti dell’allenatore, il quale non si sa bene che posizione avesse a proposito del ritiro, dal momento che sabato, dopo nostra esplicita domanda al riguardo, trasformandosi da Colomba in Falco, aveva chiuso le porte dello spogliatoio ad ogni illazione. Se già a noi era parsa una notizia meritevole di nota la perdita (sia pure parziale) del tradizionale aplomb da parte del mister, che dire appunto della rumorosa assenza di Leonardi, che potrebbe esserla anche presa per essere stato nei fatti contraddetto (anche dalla proprietà) sulla gestione della questione ritiro. Il Leonardi mancante – così come l’esonero di Giampaolo – ha un po’ tolto l’attenzione dalle cose di campo, laddove, per la prima volta in stagione, sono ersi a protagonisti i difensori, soprattutto i due centrali, capaci non solo di mantenere inviolata la propria rete, ma anche, insieme – Paletta & Lucarelli – di violare quella altrui, arricchendo la cooperativa, anzi la compagnia di mutuo soccorso allestita da Colomba. Egli, in conferenza stampa, ha rimarcato l’aspetto positivo che per la prima volta in stagione la casella gol subiti è rimasta intonsa (“ci eravamo andati vicino solo con il Genoa, anche se avevamo poi preso quel gol nel finale”), ma gran parte del suo parlare era a suggerire calma e gesso, equilibrio e tranquillità, niente psicodrammi. Insomma, un intervento da Psycolomba che io ho particolarmente apprezzato. Ieri il mister ha anche cercato di chiudere la telenovela Crespo, mandandolo in campo a risultato è stato ieri inserito (a risultato virtualmente acquisito) dal tecnico, ma con grande onestà dobbiamo riconoscere che la sua prova – con tutte le attenuanti del caso – si avvicinava più a quelle della sua prima mezza stagione crociata (poi conclusasi col portierino del Livorno che, impietositosi dopo tutti i tentativi non andati a buon fine, all’ultimo minuto dell’ultima giornata, si è scansato per consentirgli di esplodere di gioia) che non a quella passata. Io continuo a ritenere che Colomba abbia sbagliato nel non utilizzarlo quando Hernan era evidentemente al top dopo la doppietta al Grosseto. Per me avrebbe dovuto essere titolare a Torino, contro la Juve, dove la sua personalità sarebbe assai servita. Non mi trovo d’accordo, poi, con chi lo ritiene un ex, solo per via dell’anagrafe. E’ vero, ieri ha lasciato alquanto a desiderare, ma Hernan da sempre esemplare per come ha saputo curare mente e fisico negli anni, secondo me ha ancora qualcosa da esprimere. Certo serve quella fiducia che così poco gli è stata concessa fino ad ora. Soprattutto quando era al top, e in quel mentre (a mio giudizio) era di tutti gli attaccanti quello che avrebbe potuto offrire alla causa un quid in più. Apprezzo il proposito di Colomba di cercare di tirare fuori il meglio da ogni componente della rosa nell’arco della stagione, ma per me, quando era il momento di ricavare il meglio da Hernan, ha fatto scelte diverse. Poi Hernan è sceso giù – non so se come il petrolio o giù di lì – e quanto se ne ricava è quanto visto ieri. Sul come sia arrivato il risultato con il Cesena è bene non interrogarsi troppo, anche perché il malato era assai grave, pur non ritenendo come tanti colleghi hanno fatto che i giocatori bianconeri abbiano giocato contro Giampaolo. Per me non esiste al mondo che capitino di queste cose, almeno razionalmente. Mi ha fatto piacere che Galloppa sia tornato in campo e lo abbia fatto con una prestazione (sottolineata dai convinti applausi del pubblico) che a mio giudizio merita più del 6 concesso da Grossi, il quale, con un pizzico di generosità, forse, riconosce la stessa votazione a Giovinco, motivandola così: “Ha le polveri bagnate, e sbaglia cose che in tempi normali gli riuscirebbero. Però è sempre una spina per gli avversari”. Parlando di lui Colomba, che si è congratulato con sé stesso per il turn over che ha dato (almeno infine) buoni frutti, ha fatto capire che è esentato dalla rotazione, essendo difficile da sostituire. In effetti lo ha schierato anche con la febbre alta: posto che Giovinco è un indubbio valore aggiunto per la squadra, per le qualità uniche che ha, io credo che sia doveroso studiare alternative per consentire alla squadra di farcela anche senza di lui, perché l’inverno è lungo. Da Grillo Parlante lo sto predicando da tempo, anche perché sono convinto che il culatello sarà di nuovo affettato in primavera. A proposito di pagelle: il 5 che compare nella grafica della Gazzetta di Parma a fianco della casella dell’arbitro Guida è un refuso. Il vero voto, come mi ha confermato l’autore Paolo Grossi è 6,5 (come compare peraltro nel tabellino). Del resto sarebbe stato bizzarro punirlo con una insufficienza se si considera che “sbaglia pochissimo, anche perché estrae subito qualche cartellino che smorza i bollenti spiriti”. Prossima fermata è all’Olimpico di Roma, sponda Lazio, con la speranza che i Crociati riescano a sentire almeno da lontano quell’aria frizzantina del san Paolo. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.