NON C’E’ POSTO PER CRESPO NELLA COMPAGNIA DI MUTUO SOCCORSO DI COLOMBA

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    Riflessioni sulla esclusione per scelta tecnica dell’Highlander per l’odierna gara contro l’Atalanta
    HERNAN CRESPO(gmajo) – Stiamo vivendo ore più di Crespo parlato che di Crespo giocato. L’altra sera, alla cena conviviale Panathlon, l’Highlander ha annunziato che al 90% la presente sarà la sua ultima stagione crociata da calciatore prima di andare a “giochicchiare” all’estero; ieri, l’allenatore Franco Colomba non lo ha inserito nell’elenco dei 21 candidati ad indossare una maglia nella odierna gara con l’Atalanta. Come si sa i giocatori che possono andare a referto sono appena 18, mentre la rosa del Parma è composta di 29 calciatori, va da sé che ogni turno il mister debba scontentare qualcuno. Talora anche qualcuno di eccellente: stavolta è toccato ad Hernan Crespo. E la cosa ha suscitato un certo scandalo tra i tifosi (basta leggere alcuni dei commenti postati su stadiotardini.com, per rendersene conto, ma anche altrove nel mare magnum della rete), dal momento che ogni supporter crociato che si rispetti, idolatrando l’Highlander, lo vorrebbe vedere se non sempre in campo, almeno in panchina. Invece no: Colomba, commettendo, secondo loro, un reato di lesa maestà, non ha ritenuto Hernan neppure meritevole di far parte della prima scrematura (3 dei 21 convocati, ovviamente, finiranno in tribuna) dei condottieri da opporre oggi agli orobici.
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    Archimmagine -007Premesso che, pur essendo solitamente un bastian contrario, nella siffatta situazione la mia opinione non si discosta di molto da quella dell’unanimità, nel presente articolo cercherò di far emergere, in attesa di spiegazioni ufficiali, eventuali ragioni che possano essere alla base della contestata decisione dell’allenatore, conscio che il più delle volte torti e ragioni non stanno da una parte sola.
    Intanto dovrebbe trattarsi di scelte tecnica e non dettata da altre ragioni di forza maggiore, dal momento che non risulta essere tra gli indisponibili, e in più proprio giovedì scorso, poche ore prima dell’annunzio choc, era sceso in campo in amichevole contro il Pro Piacenza (6-1)segnando pure un gol. Però è anche vero che Crespo è reduce dall’infortunio occorsogli nella gara contro la Roma, anche se l’interessato, anche dinnanzi ai Panathleti, ha affermato che il flessore è a posto. Ma un conto è essere clinicamente guariti, un altro essere al top della forma. Probabilmente Colomba reputa che Crespo, da lui considerato fin dalla scorsa estate sulla via del tramonto (almeno così è parso di capire da scelte e parole), non possa avere in questo momento quella “gamba” necessaria a fronteggiare un qualsiasi avversario della serie A italiana (virtù fondamentale in una squadra come il Parma). Del resto lo stesso Crespo, l’altra sera motivando lo straziante annunzio, aveva confessato di avere ancora voglia di giocare, ma che si rende conto che non può più farlo per ragioni anagrafiche (allenamenti inclusi) con lo stesso ritmo che richiedono campionati di primo livello. Personalmente ho trovato queste parole assai contraddittorie rispetto ai proclami estivi in cui si dichiarava pronto ad essere titolare per l’intero campionato, spiegando che come non trova difficoltà ad allenarsi quotidianamente per alcune ore al giorno, non troverebbe difficoltà a giocare 90’ la domenica. Magari mi sbaglierò: ma che fiducia può avere in lui un allenatore – peraltro già scettico di suo – ascoltando queste parole da ex giocatore? Secondo me Crespo, nel tentativo di giustificare la sua volontà di andare all’estero (tentazione peraltro già avuta lo scorso anno, poi fugata trovando un accordo romantico con Ghirardi per restare ancora, nonostante le iniziali perplessità del club sul rinnovo) dinnanzi ad una platea di tifosi ha fatto un autogol, perché chi è deputato a scegliere i giocatori per una partita ha il dovere di chiamare chi reputa nelle condizioni migliori. E tra le componenti ci sono sia quella fisica che psicologica. E Psycolomba, dopo quelle parole, può ragionevolmente reputare Crespo già mentalmente più vicino ad una squadra degli emirati che non al suo Parma. Certo l’allenatore può avercene messo del suo nella “demolizione” del monumento Crespo, avendo ampiamente dimostrato, fin dall’inizio, di non credere in lui. O per lo meno di non credere in lui come elemento primario, fondamentale della sua compagnia di Mutuo Soccorso, ma al massimo un comprimario e non un prim’attore, come il buon Hernan è sempre stato abituato ad essere. Soprattutto a Parma dove è amato e venerato. Certo anche Crespo, al di là dei buoni propositi (in estate spergiurava che era a disposizione senza accampare pretese, che non avrebbe fatto problemi anche se stava fuori, che si sarebbe comportato da uomo spogliatoio, etc.), nei fatti ha dimostrato di non saper accettare di essere uno degli operai, sentendosi (magari giustamente) migliore degli altri. Di qui le esternazioni che hanno fatto la gioia di noi giornalisti su Parma A e Parma B che poco potrebbero essere state apprezzate dal teorico del calcio comunista.
    Crespo un esempio da seguire dai compagni, si è sempre detto, ma se Hernan ai loro occhi appare pensare più al proprio interesse individuale che a quello di gruppo, che valore aggiunto può essere? Il rischio è che possa diventare un elemento di disturbo per la community. Una community che nei fatti ha dimostrato di poterci saltar fuori – e bene – anche senza di lui. Chi più del sottoscritto conosce bene i segreti dello spogliatoio, prova a motivare l’odierna esclusione di Crespo come una sorta di conseguenza diretta delle sue insofferenze dentro e fuori lo spogliatoio. Certe sue esternazioni non avrebbero fatto piacere non solo al tecnico, ma anche agli stessi compagni. Qualcuno dei quali non avrebbe gradito, ad esempio, la sua recente defezione, ad esempio, alla presentazione del club proprio a lui dedicato. Alla inaugurazione dello scorso 5 ottobre del nuovo Parma Club Valdanito al Red Bar di Via Sette Fratelli Cervi, accompagnati dal team manager Alessandro Melli, erano presenti i suoi compagni Massimo Gobbi, Gabriel Paletta. Francesco Valiani, ma curiosamente non lui. L’altra sera Crespo ha ribadito come gli piacerebbe, romanticamente, raggiungere quei 100 gol in maglia crociata che sta inseguendo, prima di andare a giochicchiare altrove: ma con gli attuali chiari di luna, in maniera molto pragmatica mi chiedo: ha senso proseguire oltre questa agonia? Anziché attendere giugno per smetterla con la seria A in salsa parmigiana, si approfitti della finestra di mercato invernale. A meno che non ci siano i margini per rimettere insieme quelli che ragionevolmente adesso appaiono dei cocci: insomma, servirebbe qualche passo indietro da una parte e dall’altra, anche se i fatti, al momento, stanno dando ragione alle scelte impopolari dell’allenatore.
    E a questo punto, quale suo educatore e moralizzatore, mi permetto di tirare le orecchie a Lorenzo Fava (presidente del Fan Club su Facebook di Enrico Boni) il quale ieri ha postato tra i commenti: “A questo punto, sinceramente, mi auguro che le cose inizino ad andare un po’ male in campionato per veder un altro trainer che faccia giocare il nostro “9” (e che metta formazioni più spregiudicate)! Io sono con Hernan!” Intanto, mio piccolo Lorenzo, sei in contraddizione con il tuo profeta, il quale non è mai stato un estimatore di Crespo, ma queste sono quisquilie (tra l’altro prima, Lorenzo, ci avevi pure propinato una grossa castroneria, quando hai affermato: “Lo scorso campionato il così tanto vituperato mister Marino riuscì a valorizzare gli istinti e le qualità del “Valdanito”: gli schemi di gioco del siculo allenatore gli permisero di segnare 8/9 gol in campionato e 2 – decisivi! – in Coppa Italia!”, in quanto è più ragionevole pensare che sia stato Crespo a valorizzare i presunti schemi di Marino e non viceversa. Tra l’altro tra il Picciotto e Crespo non scorreva sangue migliore che tra lo stesso Hernan e Psycolomba. Non solo: due reti decisive in Coppa Italia il Valdanito le ha segnate pure sotto la gestione dell’attuale tecnico, e io sono convinto che avrebbe anche potuto bissare in campionato se solo l’allenatore gli avesse dato prima fiducia, nel momento in cui appariva al top. Non prendere dei dritti come il tuo “vate” se no perdi credibilità come lui. Tu sei giovane ed intelligente, ti puoi fare, ma non seguire i cattivi esempi, se no ti perdi…), il fatto gli è che non si può mai tifare contro la propria squadra. E’ un sacrilegio. E lo stesso dicasi per i tanti che hanno pensato, se non scritto, la stessa cosa. L’amore per il Parma viene anche prima dell’amore per Crespo, del resto come per Crespo l’amore per se stesso mi pare venga prima dell’amore per il Parma.
    Per completezza aggiungerò, tra le ipotesi – anche se non so quanto probabile, ma è giusto inserirla – quella che Colomba abbia inteso iniziare ad applicare il turn over proprio con lui, magari per dargli spazio, da protagonista, mercoledì sera a Milano (dove lo scorso anno, contro i nerazzurri, però, Crespo fu autore di una prova superlativa). Del resto se lo reputa da Parma B, o da Parma notturno, una chance potrebbe essergli concessa sotto le Luci di San Siro. Leggevo (mi pare su gazzettadiparma.it) di qualcuno che si è scandalizzato nel vedere nella lista dei 21 Musacci ed altri calciatori “minori” e non Crespo. Beh: potremmo anche in questo caso trovare una interpretazione buonista, per cui l’allenatore potrebbe avere risparmiato il ritiro all’antico Guerriero, anche per evitargli l’onta di escluderlo (come accadrà con ogni probabilità a Musacci) dopo la seconda scrematura, dal momento che, come ricordavo anche all’inizio, dei 21 convocati di ieri 3 finiranno in tribuna. Sul fatto poi che in questo momento Colomba reputi più funzionale avere tra i rincalzi Pellè o Valdes, piuttosto che Crespo ci possiamo fare ben poco. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Per me è giusto che non venga schierato titolare perchè Giovinco è unico in questo Parma e Floccari del San Paolo ha dimostrato di essere in buone condizioni. Ci si chiede cosa abbia più di Crespo il non giovane Pellè. Almeno in panchina Crespo lo metterei fermo restando che le sue condizioni fisiche siano accettabili.

      cayman

    2. La (tua) mansione di educatore e moralizzatore nei mie confronti, mi fa molto piacere. Mi aspettavo la critica (un po' me la sono cercata, senz'altro), ma a un giocatore come Crespo – che il mio stesso "Profeta" non elogia più di tanto – , che ha fatto la storia del Parma e che, se la memoria non mi inganna, è il miglior cannoniere di tutti i tempi della storia gialloblù, dovrebbe essere portata maggiore considerazione da parte dello staff tecnico. Poi ogni giornalista o ogni tifoso si fa la propria idea su un calciatore (o un allenatore, vedesi Marino), ma il trainer deve valutare diversamente.
      Un saluto e forza Parma per oggi. Mi dirigo allo stadio, visto il mio infortunio al gomito. Sperando che nessuno rovino il minuto di silenzio – e sono sicuro che non accadrà – nei confronti di un vero campione che questa mattina, per un tragico e fatale incidente, ci ha lasciato. Ciao Marco!
      Saluti a te, Gabriele, e a tutti i lettori, Lorenzo Fava

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