UN GIORNO INCONTRAI HERNAN… E MI DISSE: “RITORNERO’”

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    Michele Gallerani, giornalista Sky e biografo di Crespo, conduttore con Giuseppe Milano della serata Panathlon dedicata all’Highlander, ha scritto per stadiotardini.com sentimenti e pensieri
    GALLERANI CRESPO SERATA PANATHLON(Michele Gallerani) – Quel giorno capii che quel giocatore, che nei precedenti 4 anni aveva permesso a tanti tifosi del Parma di realizzare i propri sogni sportivi, oltre a esser diventato un Uomo di spessore incommensurabile, con la maglia del Parma addosso era diventato uno di noi: un parmigiano! Quel giorno era giovedì 25 maggio 2000, due giorni dopo aver perso lo spareggio per il quarto posto, contro l’Inter a Verona. Hernan aveva firmato un contratto miliardario con la Lazio, la sua avventura a Parma era terminata, almeno per quel momento. Perché quel “ritornerò” non fu una frase detta a caso, per tranquillizzare i tifosi delusi, o edulcorare l’amaro di un addio, ma era una promessa… E una promessa, per un Uomo Vero (con la U e la V maiuscole), non può essere disattesa. Quando Hernan tornò, il 30 gennaio 2010, impegni lavorativi non mi diedero la possibilità di abbracciarlo, insieme a tutti i parmigiani che quel giorno convogliarono al Tardini, ma credo di poter dire che quello fu comunque uno dei giorni più belli della mia vita.
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    MILANO GALLERANI CRESPO E CORNINI SERATA PANATHLONSpiegare per quale motivo il mio rapporto con Hernan, nel corso degli anni, sia diventato così intimo e solido, una amicizia vera, è difficile, anzi: quasi impossibile. Di certo, nonostante lavori in questo mondo da ormai 23 anni, ho conosciuto tantissime persone con le quali ho condiviso gioie e delusioni, professionali e sportive, ma il rapporto che ho con Hernan va al di là di tutto. Oltre le distanze che negli anni ci hanno separato, oltre i colori delle maglie che entrambi abbiamo indossato. Forse è per questo motivo che qualcuno mi definisce il “biografo ufficiale di Crespo”. In realtà, GALLERANI CRESPO CORNINI LEONARDI SERATA PANATHLONnonostante ne conosca perfettamente la vita professionale, abbia memorizzato quasi tutti i numeri della sua carriera e abbia anche avuto la possibilità di ascoltare dalla sua voce racconti di situazioni, momenti e aneddoti irripetibili, quello che mi piacerebbe raccontare alla gente, che non sa chi sia Hernan, sono la smisurata umanità e intelligenza. Hernan è un Uomo che a volte non ha bisogno nemmeno di parlare per far capire agli altri ciò che pensa, per individuare o risolvere un problema, per trascinare uno spogliatoio o dimostrare a chi, come lui vent’anni fa, sta cominciando a HERNAN CRESPOcamminare sulla strada del successo, quale sia quella strada. In poche parole Hernan è la persona che nel giorno in cui i suoi compagni di squadra (l’Inter, ndm) festeggiano lo scudetto, si chiude in una stanza del Tardini insieme al suo amico Roberto (Pelacci, ndm) per piangere la retrocessione del Parma; Hernan è l’uomo che quando il suo amico giornalista è triste per una delusione personale si ferma ad ascoltare, come fosse uno psicologo; Hernan è quel professionista che, sempre per citare quel giorno della famosa promessa, disse: “ho due maglie tatuate su cuore e pelle, River e Parma e quelli saranno gli unici colori che non tradirò mai”; Hernan è quel ragazzo per il quale Carlo Ancelotti, quando entrambi erano agli esordi, si mise contro i tifosi, che non vedevano in quell’attaccante argentino un futuro da grande goleador, quel giocatore per cui Parma si divise a metà, addirittura all’interno delle stesse famiglie: Hernan è l’Uomo per cui ogni domenica, al ritorno dallo stadio, io e mio padre Enrico, ci scatenavamo in liti furibonde. Sono contento di aver avuto ragione: grazie Hernan!Michele Gallerani (giornalista Sky)

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    MITICO HERNAN
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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Ciao Gabriele, ho appena letto le convocazioni di Colomba per la partita di domani ed ho visto che Hernan non è stato nemmeno convocato. D'accordo, il mister deve fare ogni scelta che sia utile per la squadra ma credo che Hernan meriterebbe più rispetto. Non voglio esagerare, ma non convocandolo credo si faccia un torto non solo al professionista (esemplare ed impareggiabile) ma anche alla Parma sportiva che è legata a Crespo più che ad ogni altro calciatore che abbia vestito questa maglia. Hernan è uno di noi e non vederlo nemmeno in panchina mi mette una gran tristezza… Davide

    2. Caro Michele, confesso di invidiare molto, in senso buono, ovviamente, la tua amicizia con Hernan. A me è capitato di intervistarlo alcune volte nel suo primo Parma, una al Genoa nel parecchio dello stadio Giglio, alcune volte in mixed zone al Tardini, ma quasi sempre portato via. Basta sentirlo parlare per capire che persona è, che persona è sempre stata, anche da più giovane. Molti complimenti per la frequentazione, a presto.

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