BIABIANY: "PENSO CHE PARMA NON SIA UN PUNTO DI ARRIVO, MA CHE MI SERVA ANCORA PER LA MIA CRESCITA E PER CONFERMARMI"

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    Alleluja: a Bar Sport è tornato ospite un calciatore…
    JONATHAN BIABIANY A BAR SPORT(gmajo) – E dai e dai ce l’hanno cavata. A Bar Sport, dopo tanta insistenza è tornato ospite un tesserato del Parma. E che giocatore, Jonathan Biabiany, il migliore in campo della storica gara contro l’Udinese, che ha visto i crociati valicare quota 1.000 punti conquistati nella classifica perpetua della Serie A. Nelle puntate precedenti, a random – vuoi i conduttori, vuoi dal camper di Radio Parma (cui sono delegate sempre le mansioni più scomode) vuoi gli stessi ospiti in studio – ne avevano reclamato a gran voce la presenza. Del resto in quello che felicemente è stato ribattezzato (non mi ricordo più da chi) il Porta a Porta (in chiave crociata, of course), non poteva mancare la vetrina istituzionale per un giocatore. Bene così. Evidentemente l’ottimale posizione di classifica ha contribuito alla distensione, o al club hanno capito l’importanza di questo tipo di “comunicazione”. Del resto il  finto Leonardi (quello vero era a Teleducato alle prese con le telefonate dei telespettatori) ha sancito: “La diplomazia è la forza di questa squadra”. Ma il rischio di perdere subito l’opportunità appena riconquistata è stato corso all’inizio del programma, quando, imprudentemente, Milano ha chiesto a quelli del Camper di porre la prima domanda. Però il macellaio Luca Ferrari, che sarà anche un cavallaio, ma è un dritto, facendo gioco di squadra (un po’ come Pellè…) ha evitato di andare in gol con un quesito impertinente, preferendo fare il banale (pur rischiando poi l’incidente diplomatico quando ha sancito: a domanda scontata segue risposta scontata) . Giusto così, si sa mai si perdesse l’onore appena riconquistato di impreziosire lo studio con un pedatore crociato
    Continua all’interno con la trascrizione degli interventi di Biabiany a Bar Sport

    Luca Ferrari (camper di Radio Parma) – Dopo la partita di ieri come ti senti? Uguale a prima o un campione?
    “Sono comunque sempre uguale. Non penso che sia un gol a far diventare una persona un campione: quindi continuo ad andare avanti così e spero di fare anche molto meglio”.
    Giuseppe Milano (conduttore Bar Sport) – Quest’anno c’è stata una crescita delle tue prestazioni, non solo dal punto di vista offensivo, ma anche, come riconosciuto spesso da Colomba, nella fase difensiva, che ti sta vedendo protagonista più che mai. E’ questa la lezione che ti ha insegnato l’allenatore?
    “Come ho già detto più volte davanti ai microfoni con Colomba sono migliorato molto proprio su questo punto, cioè a fare la fase difensiva e poi quella fase offensiva. Quindi ho imparato a fare tutte e due e quindi sono migliorato dal punto di vista tattico”.
    Giuseppe Milano (conduttore Bar Sport) – Fisicamente, poi, sei davvero al top…
    “Fisicamente sono in forma, mi sento bene, quindi penso che potrò solo far bene”.
    Gian Franco Bellè (opinionista Bar Sport) – Senti, è una domanda un po’ imbarazzante, poi se vuoi rispondere rispondi, se no ne dibattiamo poi noi. Floccari è infortunato, Crespo non viene utilizzato, Pellè, per molti, è un problema, non dico per voi in campo, ma per molti tifosi non è sicuramente un idolo o un giocatore cui battono le mani. Tu ti sentiresti di fare la prima punta solitaria con Giovinco alle spalle. Se non sbaglio tu anni fa avevi segnato col Parma due gol in trasferta a Genova giocando proprio da prima punta…
    “E’ un ruolo che so fare, però quest’anno mi trovo molto bene sulla fascia destra e penso che per il modo in cui stiamo giocando ci serva una prima punta vera di riferimento. Poi penso che Pellè stia facendo bene: è vero che non sta trovando il gol, però alla squadra sta dando una grossa mano”.
    Gabriele Majo (direttore http://www.stadiotardini.com/) – Soprattutto tu e Giovinco beneficiate del suo lavoro: è un giocatore magari poco amato dai tifosi e dagli addetti ai lavori, ma molto di più da tecnico e compagni…
    “Per noi, come ripeto, è fondamentale, perché ci sta dando una grossa mano: per me e Giovinco avere un punto di riferimento che ci possa lanciare è molto di aiuto”.
    Gabriele Majo (direttore http://www.stadiotardini.com/) – Ieri, con un pizzico di orgoglio, Guidolin in sala stampa ha detto “Biabiany prestazioni del genere le aveva fatte anche con me”. Questo perché prima gli era stato fatto notare che a questo livello non ti si era mai visto. Tu che sei il protagonista che ne pensi?
    “Ma, io penso di essere cresciuto anche con Guidolin con cui ho fatto l’esordio in serie A (fu proprio contro l’Udinese, 2-2, il 23 agosto 2009, nda) con la maglietta del Parma. Mi ha dato subito fiducia, pur essendo un ragazzo che arrivava dalla serie B. Quindi mi ha dato una grande mano. Poi è vero che ho avuto anche altri allenatori che mi hanno aiutato a crescere”.
    Gabriele Majo (direttore http://www.stadiotardini.com/) – Ma in quell’anno ricordi di avere giocato partite come quella di ieri, o no?
    “Così perfetta non penso”.
    Antonio Cervi (opinionista Bar Sport) – Tu hai detto di avere trovato forse la sistemazione migliore da quando giochi al calcio e Colomba ti ha messo in condizione di far bene come stai facendo dall’inizio del campionato. Io, però, l’altra settimana ho fatto una piccola osservazione e volevo chiederti direttamente cosa ne pensi. Tu retrocedi parecchie volte a difendere e quando ti tocca ripartire lo fai da dietro: io mi sono permesso di osservare che queste corse da 50-60 metri ti hanno privato di quella lucidità che potresti avere o per tirare in porta o per far bene l’ultimo passaggio. Secondo me un Biabiany spostato un po’ più in avanti realizzerebbe qualche gol in più. Questa è la mia impressione, ma mi farebbe piacere sentirti dire la tua opinione al riguardo…
    “Quando torno a difendere è chiaro che dopo faccio un po’ fatica ad arrivare davanti alla porta, quindi cerco di alternare un po’ le due fasi, difendere ogni tanto ed attaccare quando è possibile. Però facendo così vedo che riesco a fare tutta la partita dando sempre il mio contributo. Quindi penso che non sia assolutamente un problema il tornare a difendere: magari arrivo un po’ più stanco davanti alla porta, ma penso di far bene le due fasi”.
    Antonio Cervi (opinionista Bar Sport) – Ieri ho visto che Armero era molto più predisposto ad attaccare che difendere e io ho subito pensato che se Biabiany sfrutterà questa sua posizione farà una grande partita… Ti ha lasciato veramente il modo di fare 15-20 metri senza trovare l’ultimo difensore che ti potesse contrastare…
    “Diciamo che era una situazione che avevamo studiato un po’ in allenamento: se riuscivo a lasciare Armero a Zaccardo potevo avere più campo per andare ad attaccare. Vedendo che lui stava sempre molto alto, io stringevo di più al centro e quando prendevamo palla mi allargavo per ripartire”.
    Vanni Zagnoli (free lance) – Le tue doti di sprinter ? Io mi ricordo un bellissimo servizio per l’Ansa, fatto un anno e mezzo fa proprio da Giuseppe Milano, in cui si parlava del tuo tempo (10’’30) sui 100 metri, roba da Olimpiadi…
    “Una volta io avevo provato con il mio prof a Modena, dopo il lavoro, per scherzo, e mi aveva detto che avevo fatto 10’’ e qualcosa, ma non mi ricordo con precisione…”
    Vanni Zagnoli (free lance) – Le tue origini? Quando arrivasti a Modena si diceva che eri un ragazzo della periferia parigina, quindi con umili origini. Vuoi raccontarle?
    “Diciamo che sono dei quartieri di Parigi un po’di periferia, là dove non ci sono ragazzi propriamente di origine francese, ma di altri paesi. Non saprei come definirlo qui in Italia, ma non è un quartiere bello come non è un quartiere brutto”.
    Monica Bertini (conduttrice Bar Sport) – Avvicinandoci al presente, cosa è cambiato tra la tua prima esperienza a Parma e questa, con l’intermezzo all’Inter, per cui segnasti nella Coppa Intercontinentale e alla Sampdoria?
    “Penso di essere maturato, avendo imparato dai calciatori con cui ho giocato sia all’Inter che alla Sampdoria e ho potuto anche sfruttare gli insegnamenti degli allenatori che ho avuto. Sono cresciuto, quindi, a livello calcistico e sono maturato come persona”.
    Monica Bertini (conduttrice Bar Sport) – E quando hai captato che potevi tornare a Parma cosa hai pensato?
    “Mi ricordo che mi aveva chiamato il mio agente, che ero in vacanza, dicendomi che c’era qualche proposta, tra cui quella del Parma, e io gli ho detto, andiamo al Parma, torniamo subito al Parma”.
    Stefano Frigeri (opinionista Bar Sport) – Ultimamente la tua zona di attività non è più solo la fascia, ma tendi, molto più spesso, in quest’ultimo periodo, a stringere al centro e quindi a offrire anche soluzioni diverse in fase offensiva. Volevo chiedere a te, che sei passato dal Parma all’Inter e poi alla Samp e poi sei tornato da noi, che cosa ti è mancato per sbocciare definitivamente o per convincere l’allenatore e la dirigenza interista che potevi essere un uomo da grande squadra? Dove pensi di poter aver sbagliato o cosa non pensi di aver dato?
    “Ieri mi è stata posta la stessa domanda dai giornalisti francesi e io ho risposto loro che penso di avere avuto un po’ di timidezza a fare quello che sapevo fare. Ero un po’ timido al cospetto di tutti questi campioni e non facevo quello che sapevo fare. Questo è l’unico rimpianto che ho avuto. Per il resto ho fatto quello che potevo fare”.
    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti Jonathan, il Parma sta giocando bene, ma si affida spesso alle imprese dei singoli, come è accaduto per te ieri. C’è un dato che, secondo me, va trattato soprattutto nei bei momenti, cioè è meglio in un momento buono come questo, andare a cercare eventualmente il pelo nell’uovo, chiamiamolo così, piuttosto che aspettare che le cose vadano male. Secondo me c’è un dato da analizzare: io non so se tu ti consideri un attaccante, ma noi ti consideriamo un centrocampista, per come sei disposto in campo, e allora se andiamo a vedere degli attaccanti del Parma ha segnato solo Giovinco. Né Floccari, né Pellè, Crespo non ha mai giocato, e Valdes, quando ha giocato attaccante a Milano. Qual è il problema, se è un problema, nello stile di gioco che ha il Parma, per mandare in gol le punte? Oppure dipendete da Giovinco o da Biabiany?
    “Per noi Giovinco è fondamentale: sappiamo che sta facendo bene e riesce a trovare il gol facilmente. Le altre punte, magari, sono un po’ sfortunate perché non trovano il gol: è vero che alle volte ci manca l’ultimo passaggio quando arriviamo in zona gol, o ci manca l’ultimo tiro decisivo, però penso che con il tempo arriverà anche il loro gol”.
    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti, facciamo finta che sia natale, visto che io ho anche il fisico, facciamo finta che io sia babbo natale, cosa vuoi chiedere per migliorare davvero? Tu, adesso, stai applicando molto la parte dell’intelligenza calcistica, questo equilibrio fra fase offensiva e fase difensiva, ma dal punto di vista tecnico, dove ti senti di dire che devi fare ancora un passo in più?
    “Penso che debba migliorare più sotto porta, arrivare a fare più gol possibile”.
    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Vorrebbe dire da prima punta…
    “No, sempre rimanendo sull’esterno”.
    Michele Gallerani (Sky) – C’è una situazione che mi ha incuriosito ieri: che cosa hai detto a Giovinco, quando in contropiede tu sei andato più veloce della palla, e lui te l’ha data dietro, anziché dartela davanti?
    “Non ho detto niente. Mi sono messo a ridere, poi sul momento ho detto, dovevi calciare, perché ero già andato quando mi ha dato la palla… Quando sono arrivato ho visto che aspettava un po’, poi ho visto che stava andando ed ero sicuro che tirasse, invece mi ha messo la palla indietro e io ero già andato… ”
    Antonio Cervi (opinionista Bar Sport) – Ieri è stato completo: gol di testa, rigore ottenuto e un assist che Giovinco nove volte su dieci l’avrebbe buttata dentro, ma purtroppo ieri…
    “Ma gliel’ha anche toccata il difensore…”
    Giuseppe Milano (conduttore Bar Sport) – Con Galloppa le cose stanno migliorando domenica dopo domenica…
    “Sì, sta migliorando di partita in partita: lui tornava da un infortunio e trovare la condizione dopo un infortunio così lungo non è sempre facile”.
    Gian Franco Bellè (opinionista Bar Sport) – Sabato giocherete a Novara su un campo sintetico: proverete a fare dei test su qualcosa di sintetico, o andare così al buio?
    “Ancora non so dove faremo allenamento, per ora non l’abbiamo fatto sul sintetico, ma proveremo”.
    Gian Franco Bellè (opinionista Bar Sport) – Tu lo hai detto prima, quando il tuo procuratore ti ha offerto alcune soluzioni tu hai scelto Parma. Qual è la differenza per un atleta, per un giocatore di livello di serie A tra vivere o giocare in una società metropolitana o in una società provinciale? Tu sei stato a Milano e a Genova, due capoluoghi di regione…
    “Quando ero all’Inter c’erano un po’ più competizioni e un po’ più di tensione su certe partite, perché giocare in Champions League o a un Mondiale per Club le tensioni sono un po’ più alte, però, quando giochi in serie A, è sempre uguale da qualsiasi parte giochi, non penso che ci sia un grande cambiamento”.
    Stefano Frigeri (opinionista Bar Sport) – Lui intendeva se la qualità di vita della città poteva offire qualcosa di diverso. E’ chiaro che San Siro non è il Tardini, però la tranquillità che c’è a Parma di poter usicre per strada senza che nessuno ti fermi…
    “Sì, a livello di città si sta più tranquilli a Parma. Magari a Milano c’è un po’ più di gente addosso…”
    Gabriele Majo (direttore http://www.stadiotardini.com/) – Ma pensi che Parma sia un punto di arrivo per te?
    “No, non penso, perché comunque ho già dimostrato quello che sapevo fare sia a Parma che in altre squadre. Penso che Parma mi serva ancora per la mia crescita e per confermarmi”.
    Monica Bertini dalla postazione computer legge alcuni SMS: “Qual è il giocatore del Parma che scherza di più nello spogliatoio? Ti chiedono anche di convincere Giovinco a restare a Parma e di dire qualcosa in dialetto parmigiano…”
    “ Il compagno più giocherellone è Santacroce. Se riuscirò a convincere Giovinco a restare al Parma? Speriamo di sì… In dialetto parmigiano: Co fet?”
    Domande dei bambini presenti in studio:
    In quale squadra vorresti giocare?
    “Attualmente sempre nel Parma. Spero di riuscire ad avere una convocazione della Nazionale: per me sarebbeil massimo”.
    Andrai veloce anche quando sarai un po’ più vecchio di adesso?
    “Se mi curo bene e sto attento a quello che faccio penso di sì”.
    Chi è il giocatore più forte con il quale hai giocato nel Parma?
    “Giovinco”
    Come ti sei sentito dopo il gol di ieri? Che emozione hai provato?
    “Mi sono sentito liberato, perché aspettavo di sbloccarmi da un po’. Come ho detto prima ero molto felice per aver segnato al Tardini”.
    Da piccolo sognavi di giocare a calcio?
    “Sinceramente non pensavo di giocare a calcio, anche perché ho iniziato tardi e diciamo che ho iniziato perché avevo tutti i miei amici che giocavano a calcio e rimanevo nel quartiere un po’ da solo e quindi ho iniziato a giocare a calcio…”
    Enrico Cavalca (dal Camper di Radio Parma) – Cosa hai detto ieri per distrarre così tanto il difensore? Guarda c’è un aeroplano?
    “Non gli ho detto niente (sorride, nda)… Probabilmente si sono preoccupati di Zaccardo e di Pellè che sono molto più bravi a saltare sui calci d’angolo”.
    Giuseppe Milano (conduttore Bar Sport) – Prima abbiamo parlato del sintetico, ma a proposito del Novara, oggi, in conferenza stampa, Galloppa ha detto: quella è La partita. Quella di sabato è la partita davvero fondamentale…
    “Le partite sono tutte importanti, però diciamo che questo è uno scontro diretto, per cui se riusciamo a vincere e a distaccare la concorrenza è ancora meglio”.
    Giuseppe Milano (conduttore Bar Sport) – Ieri Colomba ha detto non guardiamo il traguardo, facciamo il cammino partita dopo partita, rispondendo alla domanda se il Parma deve continuare a guardare la salvezza o se può cominciare a guardare più in alto. Tu cosa dici?
    “Intanto cerchiamo sempre di arrivare al più presto alla salvezza. Poi, una volta raggiunto quella, si può guardare avanti”.
    Vanni Zagnoli (free lance) – Speranze di Nazionale? Mancano sei mesi agli Europei… Tu sei stato spesso chiamato dall’Under 21, ma io penso a Frey che in Nazionale ha solo debutatto. Pensi sia presto? Gli Europei arrivano troppo presto?
    “Arrivare agli Europei penso sia molto difficile, però arrivare ad avere almeno qualche convocazione per farmi vedere, penso di poterci riuscire, di poterci arrivare con la maglietta del Parma”.
    Vanni Zagnoli (free lance) – Ieri l’inviato della Gazzetta dello Sport Francesco Velluzzi ti ha chiesto se da parigino hai speranze o sogni di giocare nel Paris Saint Germain, che è una delle squadre più ricche del mondo…
    “Ho già parlato di questo domenica. Io mi trovo bene nel campionato italiano e non mi vedo tornare nel campionato francese ora”.
    (Da Bar Sport – Tv Parma – puntata di lunedì 21.11.2011, ospite Jonathan Biabiany. Trascrizione a cura di Gabriele Majo per http://www.stadiotardini.com/)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.