CASO MORRONE/ROMEO, SULLA “GAZZA” DURO BOTTA-RISPOSTA IORI-PIOVANI

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Il componente del Comitato Nazionale dell’A.I.A. appartenente alla sezione di Parma, ha vergato una incandescente Lettera al Direttore attaccando il popolare giornalista, che ha replicato in modo altrettanto piccato. L’opinione di Gabriele Majo

piovani a bar sport 07 11 2011(gmajo) – Conosco da tanti anni Sandro Piovani, ma non mi è mai parso un amante della cucina piccante. E anche quando scrive sul giornale difficilmente intinge il suo pennino nell’inchiostro al peperoncino. E pure in televisione, laddove è aiutato da un adeguato phisique du role, raccoglie un alto indice di gradimento, grazie al suo stile moderato e rassicurante. Sì, è vero: ogni tanto è un po’ mangia arbitri (del resto cosa non mangia quell’onnivoro di Piovani, cui i tifosi, allo Spareggio, con la S maiuscola, di Bologna, gli dedicarono uno striscione, con su scritto Piovani mangiali tutti?), però da qualche tempo è rimasto fedele al suo proposito, pronunziato tempo fa a Bar Sport, di non parlarne più (o meglio di non criticarli), al fine di contribuire al processo di rinascita di quel movimento certo non uscito indenne dalla brutta pagina di Calciopoli, di cui pure pochi giorni fa sono uscite delle sentenze penali (e non federali), come sa bene l’arbitro De Santis, quello del famigerato Lecce-Parma. Ciò non toglie che Sandrone debba esercitare il suo mestiere di cronista, e lo ha fatto anche domenica scorsa nell’articolo apparso sulla Gazzetta di Parma in cui ha ricordato il controverso caso Morrone-Romeo.

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Una delle prime regole che ci insegnano nelle scuole teoriche di giornalismo, o anche, praticamente, nelle redazioni, riguarda i precedenti: per esempio, quando accade un episodio di violenza negli stadi, tanto per rimanere in argomenti di nostra pertinenza, troverete spesso sulle pagine dei giornali, in appoggio al pezzo portante che ne parla, un’elencazione di tutti quelli che hanno preceduto l’ultimo; lo stesso dicasi per televisione, laddove passa un analogo servizio con immagini di repertorio. Se, dunque, Sandrone ha tirato a mano la questione Morrone-Romeo non l’ha fatto per armare i suoi amici Boys, o i tifosi in generale del Tardini, affinché questi coprissero con una sonora bordata di fischi il malcapitato fischietto di Verona – situazione che peraltro non mi risulta che domenica scorsa sia avvenuta – quanto per espletare il suo basilare compito di operatore dell’informazione. Del resto io stesso, peraltro piuttosto sensibile all’argomento fin dal suo deflagrare un anno fa – al contrario di altri che fecero passare sotto traccia la denuncia del capitano nella intervista doppia di Monica Bertini del 4 ottobre 2010 – ma che notoriamente non mi nutro con le carni degli arbitri, alla vigilia di Parma-Udinese ho ritirato fuori la triste storia, essendo la prima volta che Morrone e Romeo si ritrovavano di fronte dopo quel Fiorentina-Parma del 26 settembre 2010, allorché l’arbitro “avrebbe” apostrofato il giocatore crociato con l’espressione: “Sei un capitano di merda”, che anziché sortire la giusta punizione per il maleducato che l’ “avrebbe” pronunziata, è costata una multa a chi l’ “avrebbe” subìta e, per responsabilità oggettiva (pensa te), anche il suo club di appartenenza. Questa serie di “avrebbe”, come spiegavo nell’articolo di venerdì scorso, è dovuta al fatto che essendoci stata una sentenza della Disciplinare che ha condannato Morrone e il Parma, ci impone di usare un prudenziale condizionale in luogo del più indicato modo indicativo. Il doveroso articolo di Sandro Piovani, però, ha fatto imbrusiare Erio Iori – componente del Comitato Nazionale dell’A.I.A., appartenente alla sezione parmigiana dell’Associazione Italiana arbitri, di cui era stato tempo addietro il Presidente, nonché arbitro della CAN negli anni ’90 – il quale ha pesantemente attaccato, in una Lettera al Direttore, pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma, (in calce la riportiamo integralmente) il redattore sportivo del quotidiano, arrivando persino ad accusarlo di non essere rigoroso o in malafede o servile. Servile, peraltro, nei confronti di chi? Della Società? Sì, certo, spesso anche a noi pare che Piovani sia piuttosto governativo e non all’opposizione, ma nel caso specifico la posizione del club non era certo filo-Morrone, dal momento che il Capitano è stato fatto sacrificare sull’altare della ragion di stato, ergo la certezza di una pena lieve, la multa – dopo una non veritiera ammissione di colpa – in luogo del rischio di una penalizzazione, o di una squalifica o di una sanzione pecuniaria dall’importo maggiore. Ricordiamo, infatti, che a quei tempi il Parma (e mi riferisco sia al periodo in cui Morrone ha rivelato dell’offesa che avrebbe ricevuto, sia quando dopo alcuni mesi è scattato l’incredibile deferimento) non navigava in acque tranquille per cui squalifiche o penalizzazioni sarebbero state oltremodo perniciose. Chi ha rivoltato la frittata, dunque, non è certo stato Piovani, così come lo accusa Iori (“Articolo falso e tendenzioso nell’invertire colpevole e danneggiato”), anche perché chi da questa vicenda è uscito penalizzato è certamente quel Signore di Morrone, il quale, domenica, non ha esitato a stringere calorosamente la mano (“Non sarà facile, ma lo farò”, mi aveva detto Stefano sabato mattina alla Villetta, quando, nell’esprimergli nuovamente la mia solidarietà, lo avevo invitato a tenere un comportamento cavalleresco) a chi invece l’ha passata liscia, alias il signor Romeo. Iori, nella sua missiva-invettiva, fa riferimento all’ammissione di colpa derivante dal patteggiamento avvenuto, ma Piovani, giustamente, gli replica informandolo dei motivi di quella scelta (societaria): “Perché il capitano e il Parma hanno patteggiato allora? Non per ammettere una colpa bensì per un altrettanto nobile motivo: risparmiare 20.000 euro di multa, come scrive giustamente anche Lei”. Nobile motivo, scrive Piovani, spero con un quid di ironia, perché a fronte di quella cifra, certo significativa, è stato sacrificato l’onore del Capitano, fatto passare per bugiardo e calunniatore. Con questa brutta storia, a mio parere, hanno fatto una pessima figura in tanti: no, non Morrone, quanto il Parma Calcio, che non ha protetto adeguatamente il suo Capitano e ha rinunciato ad una nobile (quella sì) battaglia, tesa a favorire un calcio migliore, in cui una giacchetta nera non si possa permettere di denigrare un calciatore; l’arbitro Romeo, che, con una ammissione di colpa, avrebbe magari subito sì una punizione, ma avrebbe contribuito concretamente con un gesto coraggioso a quel processo di risanamento interno cui non può certo astenersi la classe arbitrale; l’AIA, che tramite un proprio autorevole membro anziché fare una sana autocritica di casta, si chiude a riccio in una assurda e anacronistica difesa della stessa; il calcio italiano in ogni sua componente, che non esita a punire un calciatore innocente, anziché osare dare un segnale di cambiamento. E che Morrone sia innocente può apparire chiaro agli occhi disinteressati di chiunque visioni la puntata incriminata dell’intervista doppia di Monica Bertini andata in onda il 4 ottobre 2010. Fino alla domanda della giornalista Capitan Morrone appariva solare e sorridente, ma dopo che la stessa gli ha chiesto (e lui non sapeva prima che stesse per chiederglielo) quale fosse l’offesa più grande ricevuta in carriera, spontaneamente, senza nulla di pre-costruito, egregio Iori, spettabile AIA, e signori della Corte, ha risposto raccontando di quel Capitano di Merda pronunciato da Romeo. Non lo ha detto a caldo, nelle interviste di fine gara marciando sull’accaduto, non c’era dolo alcuno, insomma, solo l’amarezza per l’accaduto. La linea di difesa (di difesa si fa per dire) scelta dal club, che aveva fatto dapprima passare il più possibile sotto traccia la notizia (in effetti riportata da ben pochi organi di stampa e io trovo che sia stato ben più servile non averla pubblicata allora) al fine che magari non arrivasse alle orecchie degli organi giudicanti, e la scelta di una mendace ammissione di colpa, al fine di limitare i danni, non mi piacque allora – e lo scrissi chiaramente – né mi piace di più oggi; non mi è piaciuto l’autogol del calcio italiano, incapace di rigenerarsi con una decisione in controtendenza rispetto al passato, né ho apprezzato oggi la lettera di Iori, con annessa lezioncina di etica a Piovani, accusato, perfino, di aver causato i fischi del Tardini ai danni del povero Romeo. Peraltro io questa salva non l’ho sentita, vorrà dire che mi sottoporrò ad opportuna visita specialistica all’udito… Gabriele Majo

LA LETTERA DI IORI ALLA GAZZETTA DI PARMA

Morrone e l’arbitro Romeo

Signor direttore,

sono un arbitro di calcio e le scrivo in merito all’articolo apparso a pag.48 sulla Gazzetta di domenica 20 a firma s.p., Sandro Piovani. Fatti: a seguito frase riportata da Morrone a Bar Sport, la procura Figc ha provveduto a visionare tutti i filmati disponibili della gara Fiorentina-Parma durante la quale l’arbitro Romeo avrebbe offeso il capitano Morrone. Tutto alla presenza dei legali di Morrone e Parma Calcio e con l’ausilio di un perito in grado di leggere il labiale. Trovato nulla, la procura ha certificato che l’offesa non e’ mai stata proferita e deferito Morrone e Parma Calcio proponendo sanzione pecuniaria di 35.000 euro per ogni soggetto. I deferiti alla Commissione Disciplinare Figc hanno patteggiato, ripeto patteggiato – quindi riconosciuto la colpa, e, contestualmente, ottenuta la riduzione a 15.530 euro ciascuno. Vedasi CU n°55 della Commissione Disciplinare Figc, s.s. 2010/11. Sito Figc a disposizione di tutti per verifica di quanto sopracitato. Questa notizia, Sandro Piovani non l’ha mai riferita, ma la certificazione dell’accaduto c’è stata. Eccome! Articolo falso e tendenzioso nell’invertire colpevole e danneggiato. I casi sono due: o il professionista non ha la caratteristica di rigoroso (tutti possono sbagliare) o è in malafede (profumo di servilismo acuto). In ogni caso, l’articolo ha certamente del ridicolo quando dice "siamo sempre in Italia" e causato parecchi dei fischi gratuiti e non meritati all’arbitro di Parma/Udinese. Quando l’arbitro li merita nessun problema, quando sono causati da un professionista dell’informazione c’è un problema di cultura e di correttezza. Non dell’arbitro.

Complimenti Piovani.

Erio Iori

Parma, 22 novembre

LA RISPOSTA DI SANDRO PIOVANI

Caro Iori,

io la vedo così. Non è che la Procura Federale abbia certificato che l’offesa sia mai stata proferita ma piuttosto non è riuscita a dimostrare (toh) che ci sia effettivamente stata. E, come ho già scritto domenica, "rigirò la frittata condannando Morrone e il club". Perché il capitano e il Parma hanno patteggiato allora? Non per ammettere una colpa bensì per un altrettanto nobile motivo: risparmiare 20.000 euro di multa, come scrive giustamente anche Lei.

Dunque rigetto l’accusa delle falsità dell’articolo ma forse un po’ tendenzioso lo è: in effetti io sto con Morrone e non con la Procura Federale. Per quale motivo, mi son chiesto, dopo due mesi, il capitano del Parma avrebbe mai fatto una dichiarazione di quel tipo? Mi sovviene solo una risposta: perché accadde davvero. Ultima considerazione: il livore della sua missiva mi conferma che nulla è cambiato, nonostante "arbitropoli" (mi riferisco alle condanne per associazione a delinquere emesse recentemente dal Tribunale Penale di Napoli, in primo grado). Guai a cercare di criticare la "casta arbitri".

Non so se sono rigoroso, in malafede o servile: il giudizio ai lettori. Di certo sono un sognatore: punto sui giovani fischietti che stanno iniziando questa nobile e difficile professione.

Sperando che abbiano maestri adeguati e sinceri.

Sandro Piovani

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 Commenti

  1. Io sto con Sandro Piovani. E' una persona seria, un giornalista scrupoloso e soprattutto un uomo educato. A differenza di sto tale, Iori credo si chiami, che non mi risulta abbia mai diretto una sola partita in serie A. E non mi risulta neppure che fosse quella famigerata domenica a Firenze, per poter dire con assoluta certezza che quell'insulto non vi fu! Per quanto mi riguarda non so dire se il sig. Romeo di Verona, sia o meno un maleducato; di certo mi sono reso conto che è un perfetto incapace… Lo ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, domenica scorsa a Parma. Vantaggi negati, falli invertiti e, per non farsi mancare nulla, tutti hanno ben visto che il rigore concesso per l'atterramento di Biabiany è stata una decisione dell'assistente che, generosamente, ha evitato un'altra figura penosa ad un arbitro grasso e presuntuoso! Piovani, da cronista, non ha fatto altro che riportare i fatti senza peraltro esprime alcun giudizio. Faccia lo stesso il sig. Iori che, al contrario, mi pare molto in malafede! Ma d'altra parte, tra le giacchette nere non sarebbe sen'altro il primo! Davide.

  2. io mi sono perso il caso morrone/romeo; mi era giunta voce che l'arbitro avesse rivolto parole assolutamente inappropriate al nostro capitano ma mi ero fermato lì.mi potate spiegare come è andata a finire la vicenda?

  3. Ciao Carlo Alberto, la storia è riassunta in breve nell'articolo qui sopra postato e anche in un'altra serie di servizi che avevamo dedicato all'argomento l'anno scorso, di cui, semmai, ti copierò gli indirizzi, in modo da poterti fare una cultura al riguardo. Comunque, in estrema sintesi le cose andarono così. Il 4 ottobre 2011 andò in onda su Tv Parma una intervista doppia con Paci e Morrone. Alla domanda della giornalista Monica Bertini (quale l'offesa più grande ricevuta in carriera?) rispose, divenendo scuro in volto, dopo essere stato gioviale e scherzoso fino a quel momento, la frase pronunciata dall'arbitro Romeo pochi giorni prima (il 26 settembre) a Firenze: "Sei un capitano di merda". Dopo la trasmissione si cercò di far passare sotto silenzio la cosa il più possibile onde evitare pesanti conseguenze disciplinari, dal momento che la lesa maestà di un arbitro in questo caso è stata pagata con una multa, ma la sanzione poteva essere ben più cara, come squalifiche o penalizzazioni o ammende ancora più costose dei quindicimila e rotti euro versati sia dal capitano che dalla società, dopo aver patteggiato. In pratica Morrone si assunse la colpa di aver calunniato l'arbitro, per salvar la ragion di stato. Come ho più volte scritto il calcio italiano ha perso una occasione per fare un passo avanti. Io credo ciecamente nella buona fede di Morrone, non condivido affatto la scelta del patteggiamento con assunzione di una colpa che non aveva, e men che meno il sistema calcio italiano capace di partorire un siffatto misfatto, che si aggiunge a diverse altre corbellerie.
    Eccoti i link per saperne di più:
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/morrone-deferito-perche-offeso-da-romeo.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/02/camporese-e-morrone-il-calcio-rifletta.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/02/morrone-15000-euro-di-multa-per-il.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/monica-bertini-e-il-deferimento-di.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/prandelli-la-questione-arbitrale-e-il.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/11/un-anno-fa-parma-udinese-era.html
    Ciao Gmajo

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