E’ ROCCO DEI BOYS IL 34ENNE PARMIGIANO ARRESTATO IERI ALL’OLIMPICO CON L’AMICO DI SANDRI

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L’arresto è stato convalidato oggi dal giudice monocratico, ma i due sono stati scarcerati. La loro difesa: “Eravamo all’Olimpico per consegnare ai tifosi del Parma uno striscione”. Ed è vero: l’ultras crociato (non in possesso della Tessera del Tifoso) lo aveva infatti passato in corsa al pullman del CCPC e poi è stato srotolato sugli spalti a gara in corso

paolo grossi e rocco marroni(gmajo) – Il nome del 34enne parmigiano arrestato ieri all’Olimpico, poiché trovato a bordo di un’auto contenente un arsenale di armi bianche (ieri l’unico nome fatto dai Carabinieri era quello eccellente di Federico Negri, noto per essere assieme a Gabriele Sandri quando venne ucciso 4 anni fa all’autogrill di Badia al Pino) è arrivato oggi nel tardo pomeriggio nelle redazioni dei media del territorio. Il primo a scriverlo è stato quello di parma.repubblica.it: si tratta di Rocco Marroni, uno dei membri del direttivo del gruppo ultras Boys Parma 1977, tra l’altro presente venerdì scorso 4 novembre a Collecchio durante la presentazione della giornata speciale di ieri dedicata alle fondazioni Bagnaresi-Sandri, (nella foto a lato è alle spalle di Paolo Grossi della Gazzetta di Parmacon le squadre che sarebbero scese in campo (come effettivamente avvenuto) con la toppa sulle maglie con i loghi delle due Onlus. Secondo quanto scrive Repubblica, nell’aggiornamento pubblicato nel pomeriggio: “Oggi Negri è tornato libero su decisione del giudice monocratico che ne ha convalidato l’arresto per il reato di detenzione di oggetti atti ad offendere. Stessa misura è stata adottata dal giudice anche per Marroni. I due arrestati, nel corso dell’interrogatorio, hanno sostenuto che si trovavano vicino all’Olimpico per consegnare ai tifosi del Parma uno striscione che simboleggiava il gemellaggio tra le due tifoserie. I due ora, difesi dall’avvocato Claudio Ferrazza, saranno giudicati con rito ordinario e il processo è stato quindi aggiornato al 26 gennaio prossimo”.
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parma repubblica arresto roccoFino qui la notizia scritta da Repubblica. Ora aggiungo una mia testimonianza. Diretta. Perché, come già ho scritto, ieri ero sul pullman del Centro di Coordinamento Parma Club e ho visto con i miei occhi Rocco Marroni passare dalla strada antistante l’Olimpico (Via dei Gladiatori) con le sue mani lo striscione di cui parla la difesa al torpedone che in corsa ha aperto le porte per accoglierlo e portarlo all’interno dello stadio. Dopo essere entrati nel posteggio ospiti i funzionari della  Polstato hanno subito iniziato a chiedere, con una certa decisione, di quello striscione, che evidentemente avevano visto “passare di mano”. Come ho già raccontato TIFOSI DEL PARMA ALL'OLIMPICO STADIOTARDINI COMoggi i controlli per gli occupanti la corriera CCPC sono stati piuttosto meticolosi (con perquisizioni e perfino la inusuale richiesta di togliere le scarpe): fatto sta che il famoso striscione (foto a lato e sotto) è stato lo stesso fatto passare ed è stato regolarmente esposto sugli spalti dello Stadio Olimpico. Ovviamente Rocco non avrebbe potuto entrare all’Olimpico, portando dentro personalmente lo striscione, STRISCIONE PARMA ALL'OLIMPICOnon essendo, per sua scelta ideologica, in possesso della Tessera del Tifoso (e la gara era vietata, come consuetudine, ai NO-TDT residenti in Emilia Romagna). E lo stesso dicasi per gli occupanti di altri due pullmini a nove posti che a stadiotardini.com risulta siano partiti da Parma alla volta di Roma, appunto in occasione della giornata che ha visto l’unione di intenti, sancita dal comune striscione curva lazio all olimpicologo sulle maglie ufficiali di ieri dei calciatori di Parma e Lazio, delle due Fondazioni Sandri e Bagnaresi. Rimane da capire cosa ci facesse tutto l’arsenale ritrovato dalla Benemerita nella vettura di Negri (coltelli, martelli e altri oggetti pericolosi, oltre ad adesivi con la scritta Spaccatorella infame e una bandiera) sulla quale Rocco, a mio modesto avviso, ha avuto la cattiva idea di entrare. Onestamente – e si sa che specie in tema di violenza non ho mai fatto sconti ai Boys, che mi piacerebbe non avessero contaminazioni di quel tenoreparma repubblica hp faccio fatica a credere che Rocco fosse consapevole che su quell’auto ci fosse quell’arsenale bianco. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 Commenti

  1. Risposta cumulativa per Matilde ed Aspide.
    Matilde, Rocco non è quello in primo piano riconoscibile per via di una canappia che un po' mi fa concorrenza: quello è Paolo Grossi della Gazzetta di Parma (come ho specificato nella didascalia nel post), con un passato (glorioso) a Tv Parma, dove l'avrai visto quando era giovane (anche se è rimasto sostanzialmente uguale). Rocco è quello alle sue spalle. La qualità del fermo immagine è quella che è. Il fotogramma, infatti, è estratto dal video che stadiotardini.com ha girato (e pubblicato) dopo la presentazione del 4 novembre scorso al Centro Sportivo di Collecchio della iniziativa congiunta delle Fondazioni Sandri e Bagnaresi culminata domenica con Lazio e Parma scese in campo con la maglia con la toppa speciale con i loghi delle due onlus; presentazione, alla quale era appunto presente, in rappresentanza dei Boys Rocco.
    Ad Aspide, invece, dico che una volta tanto non ho remore a schierarmi a spada tratta al fianco di Rocco, che per me ha avuto solo il torto di trovarsi nel momento sbagliato al posto sbagliato. Certo, sapendo quanto poco raccomandabili siano certi ultras laziali, frequentandoli c'è il rischio poi di trovarsi in siffatte deprecabili situazioni. E poi vallo a spiegare al magistrato o al carabiniere che tu non ne sai niente dell'arsenale ritrovato in quell'auto, se ai loro terminali per caso dovessse risultare qualche precedente specifico in materia. Io, che non sono mai stato tenero con i Boys, soprattutto in materia di violenza, però credo che Rocco con l'arsenale non c'entra nulla e pensare che possa rischiare la galera solo perché voleva passare uno striscione a degli altri tifosi affinché lo esponessero (dal momento che lui, per scelta ideologica non ha sottoscritto la TdT) mi fa venire i brividi. Viceversa se avessi avuto la consapevolezza che Rocco si fosse prestato a compiere gesti di violenza non avrei avuto la minima difficoltà a scriverlo, come ho fatto in passato. Rocco con quell'arsenale non c'entra nulla, secondo me. Rocco ha solo commesso la grave imprudenza di farsi dare uno strappo dalla persona sbagliata. Per questo, stavolta, non mi sento affatto di condannare nè lui nè i Boys di cui lui è esponente del Direttivo. Saluti Gmajo

  2. Gentile anonimo delle 19,15, qualcosa che si è perso è l'occasione di firmare il suo commento senza paternità. Detto questo, in attesa di comunicazione ufficiali – magari del sito Boys Parma 1977 che ancora non ha detto nulla a espresso alcuna valutazione in merito non solo alla controversa faccenda che ha visto coinvolto un membro del proprio direttivo arrestato a Roma, ma pure della iniziativa delle fondazioni Sandri-Bagnaresi con il logo sulle casacche ufficiali di Lazio-Parma domenica scorsa – dagli elementi che si hanno in mano direi che non c'è stato alcun gemellaggio tra gli ultras crociati e quelli biancazzurri. Il riferimento al gemellaggio credo di capire fosse una sorta di semplificazione giornalistica (o dei legali dei due arrestati) a proposito dello striscione che ricordava Sandri e Bagnaresi, griffato dai Boys ed esposto dal CCPC sugli spalti dell'Olimpico domenica. Fino a prova contraria, dunque, nessun gemellaggio. Solo un comune ricordo dei due "martiri". Cordialmente Gmajo

  3. Ecco mettine anche di più di virgolette, perchè definire martiri certi elementi…

    scantanador

  4. Scantanador di nome e di fatto. Probabilmente la parola martiri non è la più azzeccata, ma te non hai la minima idea di chi fossero quelle persone, e se due curve portano ad oggi il loro nome vuol dire che qualcosa di buono per tante persone hanno fatto e detto, a differenza tua e della gente coi tuoi pregiudizi. Sciaquati la bocca prima di parlare di chi non c'è più, e prima di insultare chi ha perso un figlio, un fratello e un amico

  5. Ho vissuto a fianco dei Boys per tanti anni quando ancora credevo nel calcio pulito. Posso dire con certezza che eventualmente ad una scazzottata non si tirerebbero indietro, ma coltelli e mazze sicuramente non sono nel loro dna.

  6. Ciao Magno, sono anch'io dell'idea che Rocco dei Boys con la macchina arsenale dell'amico di Sandri non c'entri nulla, e oggi l'ho ribadito nell'articolo dedicato al ritorno di Rocco a Collecchio. La mia sensazione è che Rocco abbia commesso una grossa imprudenza a salire su quella vettura ma crederlo complice di un eventuale progetto criminoso comune col laziale ai danni delle FdO mi pare un evidente abbaglio. Ciao e grazie Gmajo

  7. Siccome tante volte me la son presa per toni inadeguati e parole fuori luogo destinate ai ragazzi della Nord e visto che mi piacev pensare di essere onesto nelle mie opinioni e nei miei giudizi, questa volta mi sento di dare una forte stretta di mano a Gabriele Majo. Sincera e senza remore. Almeno uno che abbia cercato di descrivere con onestà quanto successo a Rocco, c'è stato.Per una volta, e di vero cuore, Bravo!! p.s. Agli anonimi e scantanador che infangano e fanno commentini del cazzo ricordo che per quanto abbia potuto aver fatto errori, Matteo ha pagato, e credo sia stato un prezzo assai alto..Forse sufficiente, o volete farlo crepare un altra volta, per essere sazi? Forse non è un "martire" ma non merita la derisione e le battutine di ominidi che si vergognano anche di metterci nome e cognome. Ci67 o Claudio Mezzadri che dir si voglia.

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