L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-UDINESE 2-0 / MENTALITA’ VINCENTE? LA VERA PROVA E’ A NOVARA…

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    Archimmagine -007(gmajo) – Come quando le cose vanno maluccio cerchiamo di esaltare i lati positivi per non deprimerci, così quando le cose vanno bene non dico che cerchiamo il pelo nell’uovo, ma cerchiamo di non esaltarci troppo per mantenere quell’equilibrio che contraddistingue la nostra linea di giudizio. Se leggete “Parmigiano”, tra i commenti arrivati stamani a stadiotardini.com, dopo il successo sull’Udinese (2-0), trovate una indubbia dose di entusiasmo : “Ho soddisfazione apportatami dalla mentalità vincente e dal gioco convincente che ieri abbiamo visto in campo. Dopo la meritata vittoria contro l’Udinese ci troviamo in una posizione di classifica assolutamente più che dignitosa, con una rosa più che promettente, un allenatore più che capace, un AD più che esperto e un presidente più che affidabile. Cosa vogliamo di più?” Direi niente, perché secondo me, nella elencazione, c’è già qualche “più” di troppo. E’ vero che Parmigiano nelle disgrazie non inserisce il pennino nel curaro, ma, secondo me, stavolta si è un po’ lasciato prendere dall’euforia della vittoria. Se gli dessi retta e facessi l’invocato “Master del Tifoso” (“consapevole”, aggiungerei) dovrei bacchettarlo, appunto per non aver mantenuto quel pizzico di distacco “in più”.
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    Per me quella di ieri è stata una vittoria del (da me amato, ma da tanti vituperato) calcio all’italiana, un po’ distante dal presuntuoso calcio propositivo tout court, i cui sfracelli di un campionato fa sono ancora nel ricordo di tutti. Biabiany con la sua velocità è stato il castigamatti, ma bravo è stato – ed è stato bravo lo stesso Leonardi a riconoscerlo in sala stampa – Colomba a fare, una volta tanto il … Guidolin, andando ad apportare un sostanziale ritocco al sistema di gioco, per amplificare la possibilità di andare a fare male all’avversario. Cioè il passaggio alla inedita difesa con tre centrali: non male da parte del profeta del 4 4 2, che passa per essere piuttosto statico ed inamovibile sulle proprie idee. E non male che sia capitato al cospetto dell’indubbio specialista in materia, alias Don Francesco, ieri tradito dai suoi, incapaci di interpretare una gara da squadra alla Guidolin. Qualcuno gli muove l’appunto di aver impiegato tutti i Nazionali, e potrebbe anche aver ragione poiché sembravano stanchi, tuttavia a mio modo di vedere, stante l’interpretazione corale un po’ fiacca anche avesse apportato 1-2 variazioni nell’undici partente non so cosa sarebbe cambiato. Un po’ come il Parma a Ca’ Juve: voglio dire, quando sei in giornata no (come gruppo) lo sei, indipendentemente dai singoli. Una volta tanto il fac simile (Colomba) è riuscito meglio dell’originale (Guidolin), e che il Don sia l’originale lo certificano anche se gli stessi numeri professionali (c’è un abisso come presenze su panchine della massima serie). E qui mi ricollego alla seconda parte del commento postato mattina-tempo da Parmigiano “Speriamo che gli eterni polemisti e i sempiterni distruttori di tutto e di tutti facenti parte della peggior tradizione della corrente popolare parmigiana dallo stile supponente di chi pensa di sapere senza in realtà conoscere le reali dinamiche presenti all’interno di una realtà complessa come quella del calcio odierno sappiano fermare la loro impellente voglia di intervenire sempre e comunque contro Colomba, colpevole a detta loro di non seguire logiche da bar e criteri da fantacalcio nel guidare una delle più forti formazioni d’Italia (ergo del mondo), evitando così di raggiungere l’apice del grottesco nell’invocare come migliore allenatore mai avuto a Parma addirittura colui che veniva immancabilmente bersagliato dal loro stesso livore in occasione di una protratta serie di risultati negativi non più tardi di due anni orsono, alias Francesco Guidolim, proprio a Parma. Riusciremo mai come tifoseria ad uscire da tale mentalità esiziale e a crescere divulgando un sapere adeguatamente formato ed informato?” Parmigiano, il quale, peraltro, era già entrato in tema alla vigilia): “Ricordo bene la valanga di polemiche che piovevano sistematicamente addosso a Guidolin nel periodo buio delle nove sconfitte consecutive patite nell’inverno 2009. Parma e i parmigiani dovrebbero far tesoro delle esperienze passate e non ricadere sistematicamente nella polemica su tutto e a tutti i costi”. Nonostante l’ampollosità ho riportato, per fedeltà, il tutto. Dunque: io direi che sostanzialmente chi sosteneva Guidolin ieri, oggi sostiene Colomba, essendo che i due appartengono grosso modo alla stessa filosofia di pensiero calcistico, peraltro opposta a quella “propositiva a prescindere”. Cioè trattasi di due tecnici che concretamente badano, prima di tutto, a non prenderle, magari scardinando il potenziale offensivo avversario alla base, e poi a colpire. Magari in contropiede. Vedi ieri. Vedi il castigamatti Biabiany. E io ricordo pure tra le più “godiose” gare del Parma di Guidolin una risolta da un mirabile contropiede. Indovinate di chi… I detrattori del Don, a suo tempo, ripeterono a macchinetta concetti secondo me artatamente preparati per cui con il suo calcio non ci si divertiva, o non era spettacolare, o era solo distruttivo. Ebbene, quel Parma lì somiglia terribilmente (e per fortuna) a quello odierno di Colomba, quello capace di battere per 2-0 l’Udinese e quello capace di ben figurare,salvo capitolare in estremo, all’Olimpico contro la Lazio. Un Parma, come direbbe magari Angella di Teleducato, “provinciale”, che somiglia al Lecce o al Chievo (che ha gli stessi 15 punti del Parma, anche se ieri tutti preferivano specchiarsi nei 15 del Napoli, che però ha una gara in meno) e non “stupefacente”. Se poi Leonardi e Ghirardi (ieri autore di lodi sperticate a Colomba) convengono che questa sia mentalità vincente allora siamo tutti d’accordo, ma mi pare che siano un po’ in contraddizione con loro stessi e con la dotta definizione di mentalità vincente di Arrigo Sacchi, secondo cui la sana prudenza che inculcano i Guidolin e i Colomba (ieri Emanuele Dotto di Tutto il Calcio minuto per minuto, nella video intervista esclusiva di stadiotardini.com li ha entrambi paragonati a Bagnoli) non rientrebbe appieno nel concetto puro di “mentalità vincente”. Io penso che il “correre e picchiare” coniato a suo tempo da Ghirardi, all’alba della sua Era, non sia un manifesto da calcio propositivo, quanto appunto da calcio guidolin-colombiano. Un calcio da provinciale di lusso, se vogliamo, lo stesso di quel mitico Scala anni ’90, modello sovente preso ad esempio dal Ghiro. Un Parma che sapeva stupire, senza avere la presunzione di schierarsi a San Siro con il tridente, per poi buscarle sonoramente, un Parma che sapeva far risultato senza vergognarsi di quel pizzico di italianità ed utilitarismo che non può che far bene. Se ai sommi vertici è piaciuto il Parma di ieri di Colomba, gioco forza, doveva piacergli anche il Parma di Guidolin, che nella sua purtroppo breve permanenza ha saputo sovente far sciorinare ai suoi prove di questo genere. E allora non si capisce perché si fosse fatto di tutto per creare i prodromi di una separazione della quale Guidolin ha finito per accollarsene ogni responsabilità, una volta trovata la nuova destinazione di Udine. Se da una parte ho apprezzato sinceramente Leonardi che in questa settimana non ha mai tracimato nell’argomento Guidolin non posso dire altrettanto di Ghirardi, il quale ieri se n’è uscito con frasi che avrebbe signorilmente potuto evitare, specie dopo la terza vittoria consecutiva sull’ex tecnico. E pazienza se sono state pronunziate col sorriso sulle labbra e derubricate dai cronisti compiacenti come battute di spirito senza polemica alcuna. Ricopio da Piovani della Gazzetta di Parma: “Guidolin – afferma sorridendo Ghirardi – è voluto andar via da Parma e tutte le volte che torna in città viene punito. E’ una battuta – spiega ancora il presidente Crociato – che però ripercorre la verità. Purtroppo quando mi incontra prende quello che si merita”. Sul fatto che Guidolin fosse voluto andare via di sua sponte continuo a nutrire fior di dubbi, al di là delle reiterate poco convincenti spiegazioni ripetute a iosa, che poi si aggiunga che sta pagando il fio di quell’addio mi pare un tantinello fuori luogo… Mentalità vincente, anche secondo i timonieri, significa, dunque, affrontare le avversarie “importanti” come il Parma recentemente ha fatto con Lazio ed Udinese. Bene. Adesso mi piacerebbe che il Parma “stupisse” così con il Novara: non nel senso di andare al Piola a rifilargliene quattro, bensì giocandosela con la stessa umiltà, concentrazione, capacità di sfruttare l’errore altrui e atteggiamento guardingo (seconda gara interna consecutiva senza prendere reti, nonostante un certo Di Natale, mica male davvero. Grande Lucarelli. E grande anche Morrone, che ha stretto senza remore la mano a Romeo quello che mesi prima a Firenze gli avrebbe dato del capitano di m.) più ripartenze di ieri. Perché la vera mentalità vincente non la mostri solo a San Siro, ma anche e soprattutto quando affronti chi lotta per non retrocedere. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    5 Commenti

    1. Egr. Majo, in effetti mi sono lasciato prendere un po' troppo la mano, sia in termini di entusiasmo sia in quelli di ampollosità. Un nostro compianto professore di Italiano direbbe: "Bene, bene, la prossima volta un po' meglio" e visto che apparteniamo alla stessa scuola di oratoria colgo le sue osservazioni come se fossero quelle di Don Marchi e staró piú attento la prossima volta. Quanto all'apprezzamento del calcio di Colomba da parte dei sommi dirigenti del Parma risulta comprensibile proprio alla luce della scottatura subita dall'affare Guidolin, e ció conferma indirettamente come anche ai loro occhi il suo esonero sia stato un errore colossale. Alla prossima, Parmigiano.

    2. Salve Parmigiano, e grazie per il tuffo nel passato con l'allocuzione di Don Merchi (la e in luogo della a è puramente voluta). Sul fatto che i nostri vertici abbiano assimilato la scottatura Guidolin, invece, non sarei così ottimista. Perché a loro, come a me, e un po' tutti, del resto, piace perseverare negli errori… Insomma: visti pure i recenti accadimenti (o le recenti esternazioni) non credo che ai loro occhi il suo esonero sia stato, come ai miei, ai suoi e a quelli di diversi altri, un errore colossale. Personalmente avrei anche evitato di ritirare a mano questa tiritera, anche perché non ci porta da nessuna parte (e qui nel nostro piccolo cerchiamo di essere costruttivi): come si suol dire acqua passata non macina più (Cinquini docet) tuttavia se si continua a tirare a mano che il Don ha scelto di andarsene via di sua sponte, da parte mia continuerò a scrivere che non ci credo affatto. Cordialmente Gmajo
      PS: ho scritto Don M"e"rchi memore di un aneddoto raccontato dal nostro comune precettore, il quale, una volta, andandosene tranquillamente per la strada in bicicletta venne salutato da un auto strombazzante in corsa, con annesso saluto urlato. "At salud don Merchi". (Con la e, bene aperta ed allungata). Al quale egli rispose: "A toh consù, Montachè". Tradotto: Ti ho riconosciuto, Montacchini. Mi scuso con Maletti e con l'accademia della crusca del vernacolo per la scrittura sicuramente imprecisa delle allocuzioni in dialetto sopra riportate… Ri-cordialmente, Gmajo

    3. Grazie Majo per l'aneddoto, che insieme ad altri andrebbe raccolto da uno dei tanti cultori della genuina parmigianità e fatto rivivere magari in un video. Effettivamente non giurerei sulla conversione di Ghirardi rispetto al passato, a giudicare dalle sue dichiarazioni nel dopopartita riguardanti Guidolin. Errori o meno la storia del Parma ci ha portato al buon Colomba, che a mio parere é l'uomo adatto su cui costruire il famigerato "progetto-Parma" e che va difeso a spada tratta da ogni polemica almeno finché continuerà ad essere fedele al suo stile e credo calcistico. Scopo degli opinionisti é anche questo e proprio in virtú degli errori del passato bisogna farne tesoro per evitare di ripeterli in futuro. Di nuovo, Parmigiano.

    4. Da desaparecidos della Curva Sud torno sull'argomento estivo relativo alla chiusura della suddetta curva a noi ex abbonati dopo che ieri è stata occupata da una fitta schiera di bambini accompagnati da genitori. Facendo riferimento alle motivazioni che ne avevano portato alla chiusura (circolare del Ministero degli Interni?) mi chiedo se ancora una volta siamo stati presi in giro da questa dirigenza. Mi meraviglio che anche lei sig. Majo abbia supportato la tesi relativa alla circolare ministeriale, che di fatto si è mostrata d'essere un gran balla. La vera motivazione è da ricercare in un risparmio di costi, ma bastava dirlo invece di raccontare delle balle.

      ciao enzo

    5. concordo sul fatto che la partita di Novara va interpretata nello stesso modo e aggiungo che è ora di dare continuità ai risulati anche fuori casa; inoltre le prime dieci della classifica le abbiamo già incontrate (tranne il Palermo), quindi se aggiungiamo ache il ritorno ormai prossimo (giusto?) di Floccari non possiamo che migliorare ancora la classifica!!

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