L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-LECCE 3-3 / QUEI BLACK OUT CHE NON FANNO STAR SU LA LUCE…

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“Al contrario degli scontenti, preferisco esaltare la memorabile rimonta che i crociati sono riusciti a perfezionare dopo aver toccato il punto più basso. Solo chi cade può rialzarsi e il Parma ha saputo farlo. Ritrovando, nel finale, la luce, grazie all’orgoglio, alla passione, all’ardore di quei cuori pulsanti in maglia crociata cui era stato chiesto di tirar fuori le palle. E lo hanno fatto…”

Archimmagine -007(gmajo) – Di solito amo comporre la riflessione post partita dopo averci dormito su una notte, non solo per essere un po’ più fresco, ma anche ben ponderato nelle mie argomentazioni. Ma il fatto gli è che lunedì mattina si gioca una importante partita alla quale non posso mancare, laonde non volendo privare il lettore del gusto di mandarmi a quel paese o di trovarsi d’accordo con le mie esternazioni a suo beneficio mi accingo a partorire l’articolessa nottetempo. Fresco non lo sono di certo, ma anche senza dormici su una notte dico che mi trovo totalmente d’accordo con la onesta, serena e lucida analisi di Franco Colomba, che per una decina di minuti ha saputo ben argomentare in sala stampa i temi di Parma-Lecce 3-3. Inclusi quelli scomodi. E debbo dire che non mi trovo per nulla d’accordo con quella miriade dei suoi detrattori che hanno subissato di SMS o telefonate il lavandino di “Pronto chi Parma?”, laddove si può facilmente vomitare la propria insoddisfazione quando le cose non vanno propriamente come ci si aspetta, o come si desidera. Certo, se uno considera che il Lecce è ultimo in classifica ed è venuto qui a metterci alle corde per gran parte della ripresa un po’ i nervi possono venire; certo se uno considera che essere a 10’ dal termine sotto di 3-1 per mano di una squadra che più del Parma (nel secondo tempo) ci ha messo grinta e determinazione la bile entra in circolo; certo se uno considera che il Parma è recidivo nell’andare a piazzare del tritolo sotto i tralicci dell’Enel capita che ci siano dei black out e non stia più su la luce.

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Ma non bisogna considerare solo i lati negativi. E la partita va messa sotto la lente di ingrandimento nella sua interezza. E di lati positivi questa volta ce ne sono. Assai. Più che a Novara, dove a sostenere che ce ne fossero era solo il tecnico, pago del fatto che nel primo tempo la sua squadra aveva messo sotto gli avversari, in trasferta, sapendo passare in vantaggio lontano dalle mura amiche. Se si considera il fattore campo è ovviamente un peccato mortale che il fanalino di coda (mentre la nostra luce non stava su) si sia permesso di farcene tre, dicesi tre gol, nel Tempio (= il Tardini) due giorni dopo le celebrazioni per il 98° compleanno del Parma FC. Ma il lato positivo da rimarcare – cosa che nel programma domenicale di Tv Parma non è avvenuta, poiché la mano dei telespettatori guidava i conducenti altrove – dopo la giornata di ieri è la memorabile rimonta che i crociati sono riusciti a perfezionare dopo aver toccato il punto più basso. Solo chi cade può rialzarsi e il Parma ha saputo farlo. Ritrovando, nel finale, la luce, grazie all’orgoglio, alla passione, all’ardore di quei cuori pulsanti in maglia crociata. Lo short message che ho apprezzato di più di quelli selezionati da Carlo Chiesa era quello di un tizio, non ricordo il nome, il quale diceva che è stato sbagliato a fine gara fischiare quei giocatori ai quali era stato chiesto di tirare fuori le palle, perché le palle le avevano tirate fuori. Il fantasma del Piola ha lungo aleggiato sul Tardini: le cose, anzi, stavano perfino andando peggio quando il passivo aveva assunto contorni inquietanti a favore dei giallorossi, ma rispetto ad allora, almeno in fondo, il Parma ha saputo correggersi in corsa, pur avendo ben pochi minuti a disposizione, anche grazie ad uno schieramento a trazione super anteriore varato in corsa da Colomba, che per una volta ha abiurato il suo proverbiale equilibrio. Quell’equilibrio che gli aveva suggerito, inizialmente, di sostituire (come già fece a Firenze) l’indisponibile Giovinco accentrando Biabiany (stavolta sulla fascia destra c’era Valiani e non Zè Eduardo come al Franchi). Il francese, nella prima frazione, ha incantato e concretamente procacciato il penalty trasformato da Floccari per l’iniziale vantaggio. Strano che a Pronto chi Parma gli stessi che osannavano la prova di Biabiany come attaccante contemporaneamente mettessero in croce l’allenatore per non aver schierato da principio due punte mantenendo al solito Jonathan all’ala destra. Mah ! Mi paiono un po’ in contraddizione… Così come mi paiono piuttosto smemorati coloro che, telefonando al trio Chiesa-Ampollini-Michelotti, sostengono che a salvare il Parma l’anno scorso non fosse stato Colomba ma Amauri. Ma signori miei: l’Oriundo, lo scorso campionato, sotto la guida del Salvatore ha giocato solo 3 delle 7 gare: come può essere risultato decisivo se non c’era. Prima, forse. Ma se era stato necessario procedere al cambio della guida tecnica… Purtroppo, nel nostro calcio, si vive di luoghi comuni e leggende metropolitane: di rado di ci si attiene ai fatti quando si spalanca la bocca. Un po’ come quei due che stavano andando in Curva Nord che mi hanno apostrofato, mentre scattavo le foto amatoriali all’esterno dell’Ennio, dicendo che su questo sito scrivo cazzate. Ovviamente erano stati indottrinati tempo addietro, perché dubito che avessero personalmente letto qualcosa tempo addietro o anche più recentemente. Ma non devono essere molto informati , dal momento che i loro stessi capi ora mi guardano con maggiore rispetto e mi salutano con educazione come è successo anche ieri, dopo aver tastato con mano la buona fede del sottoscritto che non aveva esitato a difendere a spada tratta da accuse pesanti uno di loro. Ma torniamo alla partita: appunto tra i tanti luoghi comuni c’è quello di ritenere Colomba un catenacciaro, il cui schieramento iniziale (sia che si giochi con il Milan che con il Lecce) non diverge mai dal suo 4 4 2 e che con le sostituzioni non cambi mai niente. Ma come? Non avete visto la partita oggi? Egli non ha esitato a mettere in campo tutto il potenziale offensivo a disposizione,una volta passato in svantaggio. Prima Pellè. Poi il figliol prodigo Palladino, per un modulo alla Conte 4-2-4. Ed infine ha avuto perfino la lucidità di preservare il diffidato Lucarelli, difensore (dopo che era già stato ammonito l’altro centrale Paletta, che mercoledì salterà il recupero della prima giornata col Catania), togliendolo, e mettendo dentro un rifinitore come Jadid. Rispondendo a Piovani che gli chiedeva dei fischi, che a detta di Sandrone era da un po’ che non si sentivano (in realtà mi pare che siano piuttosto una costante) giustamente il tecnico ha affermato che gli anglosassoni , sportivamente, dopo una rimonta del genere avrebbero applaudito i propri calciatori, considerando la loro impresa, ma anche i meriti degli avversari. Da noi – non solo a Parma, veh – invece “il pubblico vuol vedere la propria squadra vincere e trionfare sempre. Ma nello sport non è sempre così. Noi puoi essere sempre al top della prestazioni. Ci sono anche sofferenza e sacrificio. Se si passa in svantaggio non si è dei somari. E c’è sempre modo di recuperare le partite. E per 100’ di lavora insieme. Poi se non si è contenti alla fine è giusto fischiare”. Il popolare giornalista della Gazza gli ha anche chiesto della rosa ampia che comporta problemi gestionali tipo esclusioni eccellenti come quella di Crespo in tribuna: con orgoglio il coach ha cercato di spiegargli che non è un coglione, o un autolesionista che cerca il male suo o della squadra della quale ha la guida tecnica: “Io sono abituato a fare scelte con la massima serenità e sono frutto di valutazioni che faccio, di ciò che vedo e ritengo, a pelle, a sensazioni, con valutazioni tecniche o fisiche. Comunque sono contento perché la partita è stata rimediata grazie agli inserimenti fatti: chi entra alle volte può risolvere problemi e noi lavoriamo anche per questo”. Quello di ieri, sono d’accordo con Psycolomba, è un punto guadagnato poiché si è riusciti a rimediare con carattere e con i cambiamenti effettuati in corsa, dopo il patatrac. La squadra avrebbe dovuto essere più cinica (male atavico) nel primo tempo e chiuderla lì; ma, stavolta ha saputo, almeno in parte, rimediare. E, anche se i se e i ma lasciano sempre il tempo che trovano, come ha osservato Leonardi: “se magari fosse continuata altri 5’ magari la vincevamo pure”. Il Parma, però, come ha sempre detto l’AD, è questo, con le sue lacune e i suoi difetti. Non siamo il Real Madrid. O il Barcellona. (Che sia Schianchi che ha copiato Leonardi, o viceversa?) Ecco perché il suo verbo durante la settimana tendeva a mettere in guardia sulle possibile insidie (aveva parlato di partita più difficile del campionato) e tanto gli hanno dato fastidio gli articoli o le affermazioni in cui si dava per scontata e doverosa la vittoria. Purtroppo dobbiamo fare i conti con la luce che ogni tanto viene a mancare, perché se la erogazione fosse costante, di punti in classifica ne avremmo di più degli attuali 18 (comunque +6 sulla terzultima). Il dirigente se l’è un po’ presa con chi trasmette alla gente che agli avversari manca mezza squadra e tace delle mancanze del Parma: “veramente qui si gioca col fuoco”. E ha posto dei dubbi sul fatto che i medesimi possano gioire per i tanto invocati e finalmente arrivati, primi gol di Floccari e Pellè, “perché sono come quelli che dicono che manca il lavoro, ma poi non si danno da fare per cercarlo perché gli sa fatica”. Ma a detta dell’AD questi loro primi gol non saranno gli ultimi. Io, tra i vari motivi per cui sono contento della gara di ieri, inserisco anche la prima rete in serie A di Pellè, perché posso dire io c’ero…. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 Commenti

  1. Buon pomeriggio, signor Majo , sono completamente d' accordo con la sua lucida e seria analisi della partita. per un pareggio così bisogna giustamente esultare e compiacersi con squadra per la reazione d' orgoglio dimostrata. sicuramente da fastidio non aver vinto in casa contro un modesto Lecce , ma siamo riusciti per la prima volta in campionato a rimontare , per ben 2 reti negli ultimi minuti della gara. da +5 sulla terultima siamo passati a +6 , dai giocatori accusati di scarso impegno, nel finale ,cofusamente hanno gettato il cuore oltre l' ostacolo e hanno ben ragione di esultare. poi nella vita come nel calcio non si può sempre vincere e ci bisogna accontentare , e visto il nostro obbiettivo salvezza questo è un altro punticino guadagnato.
    p.s. lei in questo blog non scrive stupidagini.
    Grazie , saluti Stefano.

  2. Buonasera Stefano e grazie per il giudizio alla mia analisi, che vorrebbe avere il pregio di tenere in debita considerazione pregi e difetti. In realtà ho tenuto in considerazione più i pregi che non i difetti, dal momento che su questi ultimi si erano già sbizzarriti a caldo in tanti. Poi va da sé che pure io sappia che il terzo portiere del Lecce ha favorito Pellè con una uscita un po' autolesionista, piuttosto che il solito black out collettivo simil Novara e per certi versi pure peggio, etc etc. Però, come sempre, ho cercato di vedere la situazione da un punto di osservazione diverso rispetto all'usuale, per offrire a chi li desidera spunti di riflessione o discussione. Altri preferiscono essere un lavandino in cui farsi vomitare addosso rabbia e delusione dopo la partita: anche qui, in verità, si offre spazio alla gente negli appositi commenti, ma nei pezzi scritti di nostro pugno cerchiamo di avere equidistanza ed equilibrio. Debbo aggiungere che condivido appieno i contenuti dell'articolo di Paolo Grossi sulla GdP, mentre nei pezzi con i tifosi mi è capitato di leggere, senza la minima chiosa, quei luoghi comuni con cui ci si riempie sovente la bocca. Ad esempio come si fa a predicare la "giovincodipendenza, senza di lui non segna nessuno", dopo che il Parma con Giovinco era da quasi 350' che non segnava e ieri senza Giovinco ha fatto tre gol. Come si fa a dire che senza Giovinco è notte fonda, se il primo tempo di ieri era analogo a tanti altri con Giovinco in campo? Se poi il Parma non ha l'istinto assassino è un altro discorso: ma che c'entra Giovinco? Piuttosto si è verificata l'esattezza del mio teorema: Floccari e Pellè quando c'è Giovinco si sacrificano per lui; una volta che non c'era hanno segnato entrambi. Si, lo so: uno su rigore e l'altro su una specie di rigore senza portiere, ma non si può star qui a sindacare su tutto… Chissà stasera quante ne sentiremo in Tv… Cordialmente Gmajo

    19 dicembre 2011 17:45

  3. Io invece non sono per nulla d'accordo. E non è la prima volta… Credo anzi che questa pervicace difesa di Colomba non giovi a nessuno. Le dichiarazioni di ieri del mister confermano quanto vado dicendo da mesi e cioè che si tratta di un allenatore modesto senza nessuna velleità di migliorarsi. Purtroppo, tutto ciò traspare anche nella squadra. Un allenatore con la A maiuscola non sarebbe andato in sala stampa ad elogiare la rimonta dei suoi che hanno evitato con molta fortuna un'umiliante sconfitta interna contro l'ultima della classe. Avrebbe invece messo in risalto i limiti di questa squadra che non sa vincere (o meglio non sa tirare in porta) nemmeno contro la peggiore della Serie A. Evito poi di commentare le dichiarazioni di Colomba sui fischi dei tifosi perché sono sinceramente risibili ed imbarazzanti. Non fanno nemmeno onore ad una persona che reputavo, pur nella sua mediocrità di allenatore, intelligente ed onesta. Comunque se davvero il problema del Parma ieri sono stati i fischi della Nord, beh ci tengo a tranquillizzare Leonardi, Colomba ed i calciatori. Credo che mercoledì sera ci sarà ben poca gente disposta a prendersi del freddo per vedere uno spettacolo indegno… Davide

  4. Il mondo è bello perché è vario, caro Davide e ognuno per fortuna può pensarla come vuole. Io, in questo caso, non mi trovo per nulla d'accordo con quanto Lei ha esposto sopra. E non è per difendere pervicacemente Colomba, il quale, quando è stato il caso, è stato criticato dal sottoscritto, adducendone anche le motivazioni. Ad esempio sul caso Crespo, bel prima che scoppiasse la moda di farlo (in estate ero l'unico ed ero anche sbeffeggiato, probabilmente anche da Lei, quando predicavo l'autarchia Crespo-Pellè, prima che prendessero Floccari), dal momento che se adesso sarebbe assurdo utilizzarlo vista la condizione psicofisica, verso settembre, invece, a mio giudizio meritava il posto; oppure dopo Novara, dal momento che l'analisi non mi era parsa altrettanto onesta e lucida come quella di ieri, oppure dopo la gara di Coppa Italia col Verona. Per Colomba come per tutti gli altri vige la medesima regola, qui: se mi convince lo incenso, se non mi convince lo critico. Quindi non sono il suo avvocato difensore d'ufficio. Certo, quando noto degli attacchi preordinati alla sua persona allora scendo in campo lancia in resta e lo difendo, se difendibile. Ieri sera la sua conferenza a me è parsa esemplare e non da mediocre come dice lei. Anzi, con personalità ed educazione ha toccato anche temi scomodi senza nascondersi dietro un dito. Ieri anche lui, mettendo dentro 4 punte, ha contribuito a riacciuffare la partita, anche se i gufi, a quel punto avrebbero preferito una sua sconfitta. Che poi sarebbe una sconfitta del Parma, non dimentichiamolo. Ci stiamo facendo del male da soli con atteggiamenti da tifoseria immatura e poco sportiva tipo quelli di ieri. Altro che pubblico dal palato fine. Se invochi di tirare fuori le palle, e questi, i giocatori, – sia pure in colpevole ritardo, lo fanno, poi cosa fai? Li fischi? Ma per piacere. I limiti di questa squadra li ha messi in risalto ieri sera Leonardi, lo stesso che dopo aver perso a casa del Milan predicava l'obbligo di un Parma stupefacente. Non credo sia stato accontentato, se ieri sera si è accontentato della prova ammettendo: Il Parma è così. Perché il Parma è così: nel bene (il passare in vantaggio, la rimonta) e nel male (il black out): nell'arco di una stagione o della stessa partita. Fossero gli Invincibili i nostri calciatori sarebbero altrove non a Parma. Qui i Supereroi crociati sono solo sul calendario per i bambini. Ma non sono né supereroi, né coglioni in generale, a seconda del momento felice o meno: sono nella media del mediocre campionato italiano. Tutto lì. Senza fasciarci la testa dopo tre pareggi, senza pensare di vincere la Champions League dopo aver battuto l'Udinese o il Napoli. Lei parla modestia, di nessuna voglia di migliorarsi. Io lo preferisco così, direi realista, rispetto alla boria e alla presunzione di chi non sa capire i propri limiti. E forse per questo mi faccio il fegato meno amaro di altri, dopo la partita di ieri. Anzi, ne gioisco, perché vedere il Parma rimontare due gol in quattro minuti è una impresa epica. Da annali. Anche se contro il Lecce. Perché nessuna partita si vince solo con la classifica scritta del giorno prima, ma solo dopo il verdetto del campo. Che può essere favorevole o sfavorevole, anche a seconda della fortuna. Lei dice Pellè fortunato? Bene il Parma col Palermo, o a Novara, o a Cagliari è stato sfortunato con legni e amenità varie. E allora? Se poi la gente non è disposta a prendersi del freddo è pure liberissima di stare a casa. Ma poi eviti di dire che ama il Parma. Cordialmente Gmajo

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