L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-PALERMO 0-0 / PER RISPETTO DEI TIFOSI QUESTA GARA NON SI DOVEVA DISPUTARE

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Archimmagine -007(gmajo) – Prima di celebrare il ritorno ad una prestazione più che decente del Parma, dopo gli ultimi due obbrobri (o un obbrobrio e mezzo se consideriamo valido il primo tempo di Novara, ma è bene ricordarci che il giudizio deve essere integrale e non solo parziale) e la fuoriuscita fuori stagione dal letargo di Giovinco in quella che non era certo una serata primaverile, vorrei esprimere tutto il mio disappunto per il fatto che Parma-Palermo si sia regolarmente disputata nonostante mancassero per buona parte dei 95 e rotti minuti (ma anche in questo caso dovrebbe valere il discorso integrale e non parziale) le condizioni di visibilità sufficienti per dar vita al match. Questa gara non s’era da disputare. E non tanto in ossequio ai regolamenti puntualmente evasi, perché neppure con una vista bionica si riusciva a scorgere da una porta l’altra, quanto per il rispetto di quei tifosi paganti assiepati sugli spalti, i quali hanno potuto solo intuire gran parte della partita, e forse manco quella. Ma il peccato, come spesso accade, è originale: nella scelta, cioè, di calendarizzare in uno stadio della Pianura Padana un posticipo serale ad inizio dicembre. La schiavitù alla pay tv (la Satellitare o la Digitale Terrestre, dal momento che ieri sera, c’era anche Bruno Longhi per Mediaset Premium, e, mi dicono i telespettatori, era pure piuttosto stizzito per aver dovuto commentare una gara di fatto senza riuscire a vederla) ha indotto il calcio al vergognoso spezzatino cui stiamo assistendo nelle ultime giornate. Ma quanto giova avere in prima serata una gara, tra l’altro non di primo piano, se si costringono i telespettatori a doversi sforzare per vedere quale sfumatura di grigio emergere nel grigio totale del piccolo schermo?

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pr-in_rinv36Poi capita che per ragioni di sicurezza ti mandino a casa, vedi Parma-Inter di due stagioni fa, solo perché c’è un po’ di ghiaccio sugli spalti o un po’ di residuo di neve (foto a lato), in un pomeriggio di sole splendente in cui la gara sul campo, magari con buon senso procrastinata solo di una mezzora, sarebbe stata decisamente più regolare rispetto a quella di ieri sera. Ma considerare il rispetto di quei pochi superstiti paganti è proprio così difficile da parte delle menti pensanti del derelitto calcio italiano? Parma-Palermo, se ci fosse un minimo di razionalità, il 4 dicembre nebbia sul Tardini2011, avrebbe dovuto svolgersi dalle 15 e non dalle 20.45, anche se devo ammettere onestamente che pure nell’ora canonica la fumära la faceva da padrona. Da nostalgico del buon calcio di una volta ieri, mentre ero a zonzo in un paese lombardo vicino a dove hanno la sede i Cinghiali Gialloblù, mi sono ascoltato Tutto il calcio minuto per minuto, riscontrando, purtroppo, quanto poco tiri il calcio per radio la domenica pomeriggio, per lo meno all’aperto. Penso di essere stato l’unico ad armeggiare con auricolare e radiolina: non pr-in_rinv3ho incrociato nessuno con il transistor e manco nessuno che mi chiedesse cosa stesse facendo la Juve (Inter e Milan, delle storiche grandi, avevano già dato negli anticipi). E’ anche questo un segno dei tempi, che dimostra il disamore verso uno sport una volta decisamente più amato. E se è meno amato è anche per queste scelte cervellotiche perpetrate nel tempo, solo in supino ossequio di chi ti fa giocare a tutte le ore in cambio di quel pugno di soldi che spesso non sai neppure gestire se ti ritrovi puntualmente con cucchile pezze al … (censura). Già ho avuto modo di informare i lettori, grazie ad una intervista esclusiva che ci ha concesso il capo redattore del Giornale Radio Rai Riccardo Cucchi, che dalla scorsa settimana Radio Rai rimpingua la propria scaletta della longeva trasmissione domenicale, orfana di alcuni campi della massima serie, con due collegamenti dalla Lega Pro: ieri è stata concessa la ribalta di nuovo alla Ternana (ieri non al Giglio, ma al Libero Liberati) e poi a Siracusa, dove un Raffa d’antan ha rispolverato la definizione “aretusei” per indicare i calciatori locali, facendo fare un salto nel passato a chi si trovava al diffusore e magari un po’ inorridire qualche più giovane suo collega, meno propenso a questi arcaismi. Nell’Italia dei tanti campanili – come sappiamo giuseppe bisantis radio rai tardini 04 12 2011 stadiotardini combene noi fautori del ritorno del derby Parma-Reggiana, idea che pur avendo raccolto il plauso di tanti razionalmente temo che non avrà seguito proprio per vari timori e la mancanza di voglia di stupire (mi scusi Leonardi e gli frego l’espressione di cui detiene il copyright) di chi dovrebbe decidere o per lo meno accettare di mettersi attorno a un tavolo almeno per parlarne – questo ritorno sulla Radio di Stato (o della Radio Nazionale, come ha detto Emanuele Dotto a Luis Enrique, mentre gli faceva delle pregunte per Domenica Sport) del racconto delle gesta delle nobili parma palermo su radioraidecadute del calcio è affascinante e allo stesso tempo romantico. Comunque una scelta da servizio pubblico, seguito da migliaia di persone anche geograficamente distanti dai soli campi della serie A. E, sempre perché Radio Rai è un servizio pubblico, ieri sera la diretta dal Tardini di Giuseppe Bisantis e Tarcizio Mazzeo si è limitata al solo quarto d’ora finale, onde consentire ai radioascoltatori parma palermo mazzeodi sentire in tempo reale la contemporanea conferenza stampa del premier Monti che esplicava la natura delle lacrime e del sangue che tutti noi dovremo (presto) versare. Al nostro microfono Bisantis sarebbe apparso un po’ più critico sullo spettacolo di ieri sera (per lui il risultato in bianco rispecchiava l’andamento della partita) rispetto a Mazzeo, il quale, in effetti, ha plaudito a quella serie di occasioni create dal Parma, e non concretizzatesi per un nonnulla. Ma di Mazzeo ho apprezzato soprattutto il richiamo al presidente Ghirardi ad essere un po’ meno critico dopo le sconfitte tipo quelle con gualandi bisantis mazzero cabina radio rai 04 12 2011Novara e Verona, specie quando si è reduci da vittorie altisonanti come quella sull’Udinese, poiché quelle esternazioni sono distruttive non portano da nessuna parte, anzi sono controproducenti. Opinione, questa, che mi trova totalmente d’accordo, dal momento che io stesso avevo avuto modo di formularla più volte la scorsa settimana. Bisantis e Mazzeo, col tecnico Gualandi, erano stretti nel chiuso della loro cabina “slim” al Tardini, i commentatori Sky all’interno del lo abitale abitacolo leggermente più confortante e centrale, altri giornalisti tra cui Paolo Grossi e parma palermo davanti tv sala stampalo staff dei “Gazzettisti” locali al freddo delle loro rispettive postazioni in Tribuna Stampa, via via abbandonata, invece, allo spicciolata dai “periodisti” nazionali. Soprattutto gli sportivi. Gli inviati dei tre quotidiani specializzati, infatti, hanno composto i propri servizi al caldo della sala stampa: ma la differenza non era tanto il tepore, quanto la possibilità di percepire qualcosa dalla tv, grazie alle riprese ravvicinate proposte. Quelle d’insieme non è che aggiungessero gran che. Il primo a scendere nel ventre del Tardini è stato Alvaro Moretti di Tuttosport. Poi sono arrivati il sempre elegante giornalisti davanti tv per nebbia tardini Andrea Ramazzotti e Furio Fedele del Corriere dello Sport Stadio, e quindi dapprima Gaetano Imparato e poi Pierfrancesco Archetti della Gazzetta dello Sport. Quest’ultimo, nell’ultimo quarto d’ora, avrebbe di nuovo riguadagnato la ghiacciaia esterna, spiegando ai colleghi incuriositi, che voleva tentare di stare almeno un quarto d’ora fuori. In sala stampa c’era anche Vanni Zagnoli, che la nebbia ha fatto arrivare tardi al Tardini (sembra quasi un gioco di parole) nonostante il macchinone che da poco ha sfoggiato, e pure il direttore della Voce di Parma Fabrizio Castellini, e Pietro Razzini di giornalisti sala stampa tardiniGazzetta.it . Diciamo che i loro racconti sono stati un po’ “dopati” proprio poiché non confezionati “nature”, ma col supporto tecnologico del monitor. Ovviamente anch’io ho stazionato il più possibile in sala stampa e quindi la mia non è certo una condanna morale perché questi colleghi non hanno sfidato i rigori temporali, ma solo un resoconto di come si sono trovati costretti ad agire causa la nebbia. Io stesso, però, pochi minuti dopo Archetti, avrei guadagnato la Tribuna Stampa, rinunziando a sedermi nel posto assegnato, tanto eravamo agli sgoccioli, bensì bisantis mazzeo fine radiocronaca parma palermopiazzandomi a lato delle piazzole centrali delle riprese televisive, in attesa di avere accesso nella cabina di Radio Rai per la consueta intervista finale che gentilmente mi concedono. Proprio dalla posizione che avevo scelto ho avuto modo di sentire gli improperi rivolti a Colomba da una attempata maestranza (così immagino, essendo in una posizione operativa) collocata proprio al di sopra di queste piazzole per le telecamere (anche se lui non ne governava). Per decenza non riporto le parole precise, ma se lo avesse sentito il povero tecnico sarebbe di sicuro inorridito. Di colomba standing ovation meno (sarebbero inorriditi) gli altri astanti del Tardini ed alcuni dei nostri fedeli commentatori, i quali non hanno capito o apprezzato l’idea del mister di risparmiare a Pellè l’ultimo minuto di giuoco, sostituendolo con Musacci, al fine (secondo il candido Colomba) di fargli tributare gli applausi del pubblico, dopo una prova in effetti più che positiva del centravanti. A me il suo pensiero è piaciuto, ma vedo che molti lettori più prosaici e meno romantici del sottoscritto, non la pensano allo stesso modo. Davide, ad esempio, argomenta: pensare che gli spettatori del Tardini potessero tributargli applausi a scena aperta, era assurdo e presuntuoso. Solo uno come Colomba, abituato ad accontentarsi di poco o nulla, può davvero esser soddisfatto di aver pareggiato in casa contro una squadra disastrosa in trasferta e per di più priva di 4-5 titolari. Solo uno come Colomba, senza ambizioni, poteva davvero pensare che il Tardini tributasse una standing ovation ad una punta che non segna dalle partitelle di luglio”. A parte che Pellè ha segnato anche a Pietrasanta (contro il Viareggio), dico a Davide che “presuntuoso” non mi pare un aggettivo che calzi a pennello a Franco Colomba. Forse, Davide, lei ha sbagliato obiettivo… Ed è presuntuoso, semmai, pensare che il Parma debba fagocitare ogni avversario come se fosse il Barcellona. Questo lo possono fare i tifosi (peraltro facendosi del male da soli), non chi è professionalmente chiamato ad essere il più razionale, equidistante e “frigido” possibile nell’analizzare un evento o la situazione come il sottoscritto. Colomba ha avuto il torto di ritenere talmente maturo e perspicace il pubblico di Parma da credere che tributasse il giusto applauso (standing ovation è una nostra estensione), dopo una prestazione più che positiva, ad un proprio giocatore in difficoltà e spesso fischiato, a sproposito, come accadeva a Crespo qualche anno fa (e ad Ancelotti che si ostinava a metterlo in campo). Insomma mi avete tirato fuori una bestemmia: Pellè come Crespo… Sempre Davide mi suggerisce di ammettere, perché è ora, che ho sbagliato profezia quando sostenevo che Pellè e Crespo potessero bastare a reggere l’attacco del Parma, (almeno fino a gennaio, per completezza dio informazione). A parte che non ho velleità da Nostradamus – quelle le lascio semmai ad altri colleghi, i quali amano i pronostici o le sentenze, magari a gara in corso, finendo poi, grazie ai propri poteri, per condizionarle davvero – la mia non è una profezia sbagliata, semmai un teorema sbagliato. Ma non c’è prova per dimostrarlo, dal momento che Colomba – del quale non sono sfortunatamente l’addetto stampa – non mi ha dato retta mandando in campo, come chiedevo io, l’argentino, quando era nel suo momento migliore (ad inizio stagione) anziché farlo deperire e dal momento che la società ha speso dei soldi per comprare Floccari, il quale era visibilmente fuori forma al suo arrivo (e allora gli andava preferito appunto Crespo o magari lo stesso Pellè) e lo è rimasto a lungo prima del suo exploit (Napoli) salvo disgraziatamente farsi male di nuovo. Arrivati a sto punto, anzi, mi sa che avevo ragione io nel dire che tanto valeva aspettare gennaio per prendere un attaccante. Del resto il tanto rimpianto Amauri arrivò, per l’appunto, durante il mercato di riparazione. A chi, come Matteo C, pensa che Colomba sia un mediocre, dico solo una cosa (tralascio di confutare altro, dal momento che sono già stato anche troppo prolisso): l’allenatore, in una intervista che gli feci a Colorno alla fine della precedente stagione (il 31 maggio), parlando di Pellè affermò: “Certamente è un giocatore di stazza, questo è fuor di dubbio; forse non è un grande realizzatore, però può essere utile per la manovra della squadra”. Dunque che Pellè non fosse un goleador il mister lo sapeva bene fin da prima di conoscerlo personalmente e già da allora aveva pensato come poterlo impiegare nel “progetto tecnico” condiviso con la Società (dunque anche con Leonardi, caro Matteo C. cui Lei ha rivolto la sua lettera aperta contro Colomba che noi di stadiotardini.com abbiamo pubblicato, pur non condividendone affatto i contenuti), quella Società che glielo ha messo a disposizione, prenotandolo fin dallo scorso gennaio, puntando su di lui, nonostante le impietose cifre in termini di gol realizzati in carriera. Non solo: l’esistenza di un certo progetto tecnico, griffato Ghirardi-Leonardi, è confermato dallo stesso arrivo di Floccari, il quale è senza dubbio più tecnico rispetto a Pellè, ma condivide con lui la generosità e l’abnegazione per la squadra per la quale gioca, ad onta dell’egoismo personale in termini di gol fatti. Dunque, sapendo di avere Giovinco e Biabiany, il Ghileo ha evidentemente deciso di offrire a Colomba attaccanti dalle siffatte caratteristiche. Poi, però, non si porti sul Calvario il solo allenatore per il fatto che il centravanti non segna. Avessero preso Di Natale e non segnasse, allora, forse, qualche appunto da muovere al mister ci sarebbe pure… Ma datosi che non sono statu presi attaccanti da doppia cifra, si vede che nel “progetto tecnico”, ripeto della Società, stava bene così. Colomba si è solo adeguato, cercando di far sì che Pellè e Floccati potessero essere il più utile possibile alla squadra. Parmigiano suggerisce di cambiar ruolo a Pellè: si certo, potrebbe essere un ottimo stopper (così come Paci potrebbe essere un ottimo centravanti), ma nel “progetto tecnico” del Parma, serve proprio così com’è adesso. O forse non esiste un progetto? Beh, sarebbe un po’ grave. Luca82 dice che Pellè andava sostituito con Crespo se proprio gli si voleva far tributare la standing ovation. Immagino che la sua sia solo una simpatica provocazione, dal momento che mettere in campo l’Highlander per un solo minuto sarebbe stata davvero una lesa maestà. Diverso il discorso a Novara, dove i minuti, sia pur pochi, erano almeno più di dieci e c’era la teorica speranza di riuscire a pareggiare. E Crespo, come gli altri, è a disposizione anche per entrare sia pure tardi e offrire il massimo del suo contributo (senza che per questo si accusi l’allenatore di lesa maestà). Una profezia che ho sbagliato davvero, caro Davide, e non faccio fatica ad ammetterlo, è quella relativa a Giovinco, che da mesi (cioè da dopo il suo exploit in Parma-Genoa) sostengo che se ne sarebbe rimasto in letargo fino a primavera. Invece, la Formica Atomica, ieri, in una serata tutt’altro che primaverile, ha fatto capolino, tornando ad esprimersi ad alti livelli. Bene: mi sono sbagliato, mica sono infallibile, però, e mi fa piacere ammetterlo con onestà… E assieme alla resurrezione più che pasquale, direi natalizia, di “Seba” (da libro cuore, a proposito di Pellè la sua frase di ieri sera in mix zone a suo sostegno “Il pubblico non ama Graziano? Noi compagni lo amiamo, il problema non si pone. Chiuso il discorso. Sappiamo il grande lavoro che fa per noi e il gol non è una ossessione”) si è registrata quella della intyera squadra, non a caso da sempre ritenuta, a torto o ragione, “giovincodipendente”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

19 Commenti

  1. Punto 1) Personalmente non ho mai detto che questa squadra debba fagocitare gli avversari. Penso anzi che sia uno degli organici più scadenti della Serie A. Sono altri in società che amano vendere fumo, a partire dal Presidente. Detto questo, valuto i numeri: ed i numeri dicono che il Palermo in trasferta non ha mai segnato e fino a ieri sera, aveva collezionato un solo punto. Sfido ad esser soddisfatti. Punto 2) Colomba in sala stampa si è pure elogiato per aver risparmiato martedì sera alcuni titolari contro il Verona consentendo alla squadra di fare un punto col Palermo. Ma sbaglio, o la Coppa Italia era un obiettivo stagionale?! Punto 3) Come lo chiami tu uno che va in sala stampa con la supponenza di dire che il pubblico del Tardini avrebbe dovuto applaudire una punta che per tua stessa ammissione, ha segnato l'ultima volta col Viareggio? Per me, è quanto meno presuntuoso anche se ti assicuro che nei forum dei tifosi si sente ben di peggio! Punto 4) I compagni difendono Pellé. Beh, ci mancherebbe altro che andassero in sala stampa a crocifiggere un compagno di squadra. Tu per primo ti saresti scandalizzato! Mi sembra peraltro sciocco fare domande ovvie che presuppongo risposte ancor più ovvie! Punto 5) Quanto alla questione attaccanti ed ai tuoi teoremi estivi, mi pare ti stia arrampicando sugli specchi! Sostieni che non ci sia controprova; mi limito ad osservare che Pellé (direi anche Crespo se Colomba avesse avuto la decenza di farlo giocare) ha segnato 0 goal in 13 partite. Mi sembra sufficiente per dire che è impensabile affrontare il campionato con uno così là davanti! Lascia perdere Floccari, per cui personalmente non stravedo, ma che senza dubbio potrà essere molto utile non appena sarà a disposizione. Gabriele capisco che tu abbia preso uno linea e voglia sostenerla a dispetto di tutto, ma i numeri restano numeri ed al momento sono piuttosto impietosi! A proposito di numeri, confronta un pò la classifica di quest'anno con quella della passata stagione e vedrai tu stesso come non ci sia alcun motivo per incensare Colomba! E lo dice uno che detestava Marino… Con immutata stima. Davide.

  2. Sinceramente non capisco per quale motivo mi abbia citato proprio mentre parlava di Pellè. Io non ho mai detto che Colomba è un mediocre perchè lo fa giocare.Ritengo Colomba un mediocre:1)perchè non prova mai del tutto a vincere le partite(ma le incentra solamente sulla fase difensiva). Non è un allenatore ambizioso;2)perchè non sfrutta tutta la rosa ma tiene in considerazione solo i suoi 12-13 titolari; 3)perchè il più delle volte trasmette la sua arrendevolezza alla squadra.Alcune volte fin dal fischio d'inizio (Juve, Milan, Fiorentina), altre a partita in corso(Lazio,Novara ma anche ieri sera con il Palermo) anche attraverso combi come Pellè-Santacroce,Pellè-Musacci, Pellè-ZeEduardo. Se poi Pellè debba partire titolare o meno questo non lo so,sinceramente non sono in grado di giudicare,quello che credo senza ombra di dubbio è che Crespo meriti più spazio. Potrebbe essere una soluzione alternativa a quella che abbiamo oggi e invece non viene mai preso in considerazione,neanche a partita in corso.
    Concludo con Leonardi:di certo non ha acquistato Pellè (MI SEMBRA l'abbia preso a parametro 0) convinto che fosse lui la soluzione ai problemi realizzativi del Parma. Credo l'abbia messo a disposizione dell'allenatore come 3a punta in organico. E avere Pellè come 3a punta non mi sembra che sia uno scandalo per una squadra come il Parma!!Sotto questo aspetto quindi Leonardi secondo me non ha colpe.
    MATTEO C.

  3. Gentile Matteo C., come ha potuto notare l'articolo con la mia opinione dopo Parma-Palermo era piuttosto ampio e variegato: avendo l'abitudine al lunedì di rispondere alle sollecitazioni che mi arrivano dai commenti dei lettori appunto in quel testo, ho fatto riferimento anche a Lei come ad altri, anche perché Lei è stato autore di una lettera aperta che ho ospitato (pur non condividendone i contenuti) in cui certo non è stato tenero con Colomba. Se poi non lo è stato sul caso specifico della sostituzione Pellè-Musacci può anche darsi, ma io stavo seguendo un certo filo logico e l'ho inserita lì. Detto questo passo a dire la mia sui punti da lei evidenziati:
    1) per me Colomba tendenzialmente (a parte Firenze, e per certi versi all'Olimpico con Lazio) cerca sempre di vincere le partite e non di accontentarsi di pareggiare. E men che meno pensa solo alla fase difensiva (se non si pensa solo ai luoghi comuni si ha opportunità dic rescere) perché se così fosse sarebbe assai grave, considerato l'elevato numero di gol subiti;
    2) ogni allenatore – e non solo Colomba – fa bene a puntare su quelli che ritiene essere i migliori, siano 12 o 13 o 14. Non mi pare che neppure i tecnici di grandi club ruotino le esagerate rose a disposizione, pur essendo queste indubbiamente di qualità superiori a quella messa a disposizione dell'allenatore del Parma (comunque ampiamente sufficiente per il tipo di campionato richiesto). Ciò non toglie che Colomba, come tutti noi, non sia infallibile e possa avere sbagliato delle scelte. Io, ad esempio – pur essendo un profondo assertore dell'importanza di uno come Colomba nel sistema Parma FC, in cui funge pure da equilibratore di altri "poteri" – non gli ho risparmiato critiche per la gestione di Crespo, tenuto fuori, assurdamente, quando era al top (cioè inizio stagione).
    3) Gli allenatori non sono autolesionisti. E Colomba non fa eccezione. Sicché quando opera dei cambi lo fa per apportare dei correttivi (e se non li fa vuol dire che non vede correttivi da apportare). Ciò non toglie che sempre per il principio della infallibilità umana possa talora fare scelte più opinabili di altre. Io non ho condiviso la sostituzione Pellè-Zè Eduardo di Novara, e men che meno le spiegazioni scaramantiche adottate come corollario. Ma non sono d'accordo con lei e con Cervi che le sostituzioni siano tout court dei messaggi cifrati lanciati ai giocatori. E poi serve un po' di equilibrio: se con l'Udinese è stato un eroe perché è passato alla difesa a 5 mettendo Santacroce al posto di Pellè (e così vincendo la partita con la capolista), poi non può essere un "coglione" se pochi giorni doppo replica la mossa (sia pure lasciando invariata la linea deifensiva a 4) a Novara.
    CONTINUA

  4. RISPOSTA A MATTEO C. (PROSEGUE)

    … 4) Pellè, come argomentavo anche ieri, rientra in quello che a me pare un vero e proprio "progetto tecnico" della società, la quale ha teso valorizzare le caratteristiche di Giovinco e Biabiany che si giovano dell'apporto "sporco" di Pellè o di quello indubbiamente più tecnico di Floccari, entrambi, però, non certo bomber da doppia cifra. Si vede che avevano deciso così. Floccari ci è stato venduto come prima scelta, non come alternativa ad Amauri, se non ricordo male. Quindi la società ha scelto di avere dei centravanti non prolifici, al fine di agevolare gli altri elementi offensivi.
    Pellè non è arrivato come terza punta in organico: egli, infatti, per tutta l'estate ha fatto la prima punta, mentre Crespo era la sua alternativa. Quando è arrivato Floccari (a fine estate) Pellè è diventato la seconda e Crespo la terza.
    Disquisire se sia (come in effetti è) arrivato a parametro zero o se prelevato con spesa da altro club non mi pare sia un dettaglio essenziale della discussione in corso. Tecnicamente è stato scelto per le sue qualità e perché era stato ritenuto un buon affare. Come ricordavo ieri Colomba era conscio delle caratteristiche di questo giocatore sin dal 31 maggio scorso, quando a stadiotardini.com affermò che non è certo un goleador, ma un giocatore di stazza che avrebbe messo al servizio della squadra. Dunque: se ti danno Maradona e lo metti a fare il terzino, forse non sei un tecnico di buon senso; ma se ti danno Pellè e cerchi di sfruttarlo al meglio per quello che può dare alla squadra e ai compagni fai il tuo dovere. E per me Colomba lo sta facendo. Fossi stato in lui ad inizio stagione, con Crespo in forma, avrei puntato su di lui. Ma il progetto tecnico del club (e non solo del tecnico) non prevedeva un attaccante come Crespo, bensì come Pellè e poi Floccari
    Crespo, mi spiace dirlo, oggi come oggi non è un calciatore che possa fare la differenza: e in questo ha indubbie colpe l'allenatore che lo ha trascurato, ma, come ho già detto altre volte, anche lo stesso calciatore, il quale, a mio avviso, non ha avuto, uno spirito da uomo squadra, bensì da egoista. Magari con mille giustificazioni, però mi pare proprio così. Basti vedere gli allenamenti dal vivo. La resa sul campo, poi, adesso come adesso, è paragonabile a quella del suo ritorno di qualche anno fa. Differente sarebbe stato ad inizio stagione.
    Le mie opinioni, gentile Matteo C., si basano sui fatti e sono frutto di un esame obiettivo, freddo e distaccato come mi è richiesto dalla professione che esercito. Non voglio convincerla delle mie idee, ma solo offrirle spunti di riflessione. Poi può rimanere anche della sua idea… Cordialmente Gmajo

  5. Sportello reclami :
    ma chi c…. scrive sul sito ufficiale del Parma F.C. ?
    Prima la data sbagliata della finale di Mosca, adesso i punti in classifica,
    con relativo record di Colomba ( sai che record…), che sono 16 e non 17 come erroneamente poi riportato anche da altri siti.

    Febbredacalcio

  6. ci rendiamo conto che Crespo è a tutti gli effetti un ex? e nei pochi minuti giocati(per fortuna) è stato imbarazzante? stiamo qui a parlare di un grande campione che fu al quale sarò e saremo sempre riconoscenti per quello che ha fatto per il parma in primis e per il calcio, ma dobbiamo renderci conto che non è più all'altezza della serie A. secondo me in questo momento noi abbiamo 2 attaccanti (fino al rientro di Floccari) ovvero Giovinco e Pellè e a mio parere il mister sta facendo miracoli, e non credo che se avesse delle riserve all'altezza dei titolari esiterebbe ad utilizzarli, dobbiamo renderci conto di che rosa abbiamo e la partita con il verona ne è la prova.

    Luca

  7. Ed eccomi alla prima parte della risposta a Davide, che saluto.
    Punto 1) Per me l'organico del Parma vale quello di gran parte delle squadre di A, di B o di Lega Pro, dal momento che c'è un certo livellamento trasversale nei campionati, per cui la vera qualità ce l'hanno solo le storiche grandi che possono spendere, alcune delle quali, peraltro, hanno più problemi di classifica del Parma. Per me, con questo organico siamo da 12°/13° posto, lo dico dall'inizio della stagione e non cambio idea. E quella è la vera dimensione che razionalmente può avere il Parma oggi. Poi voi tifosi potete sognare anche la Champions League: noi addetti ai lavori dobbiamo cercare di essere più equilibrati possibile. Certo che se con dichiarazioni forti il vertice del club alza le aspettative è un altro discorso ed è un boomerang che torna indietro. La differenza di valori tra Parma e Palermo è (sia pure non in maniera così evidente) a favore dei siciliani, i quali, non a caso, sono quinti in classifica. E' vero, in trasferta stanno facendo male, ciò non toglie che di solito siamo proprio noi del Parma a risolvere i problemi di queste squadre come vittime sacrificali predestinate da nostre ataviche qualità (diciamo così). io sono contento del pareggio perché ero convinto che potessimo pure perderla. Ciò non toglie che un avversario quando è in difficoltà va aggredito e non agevolato (e il Palermo se n'è tornato a casa con il punto che aveva programmato. Però se può permettersi il Palermo, costruito per la Europa League come obiettivo minimo, può accontentarsi del punticino, noi, destinati salvarci con tranquillità non possiamo stracciarci le vesti quando si tenta di limitare i danni. Il Parma dopo l'influenza con Novara e Verona era convalescente e quindi il pareggio brodino può anche far bene, alla luce, comunque, di una prestazione nella quale non si possono muovere appunti, anche per il numero delle conclusioni verso la porta avversaria. Cerchiamo, quindi, di non analizzare solo in base ai risultati, ma anche di argomentazioni concrete. Avessimo giocato come col Verona o nella ripresa di Novara sarei stato più critico. E' solo mancato il risultato. Non tutto il resto.
    Punto 2) Alle volte Colomba in sala stampa fa affermazioni un po' autolesioniste per la propria immagine. Quella indicata da Davide ne è un esempio. Ed è pure recidivo, perché qualcosa del genere lo aveva detto anche dopo la vittoria sul Cesena seguit alla sconfitta con il Milan di pochi giorni prima. Ma sono suoi messaggi cifrati (e neanche tanto) indirizzati a chi (pure in Società gli addebita degli appunti. I panni andrebbero lavati in casa, ma se uno viene messo alla berlina fa bene a replicare.
    Se la Società ti dà 30 giocatori, hai il dovere di farli giocare. E se non li impieghi in Coppa Italia quando? Detto questo la Coppa Italia non andava umiliata non da Colomba, ma da chi è sceso in campo con la maglia blu (ohibò) del Parma.
    La Coppa Italia era un obiettivo, certo, ma il Campionato aveva la precedenza assoluta. (Continua…)

  8. (CONTINUA LA RISPOSTA A DAVIDE)
    Punto 3) Per me non è supponenza, anzi carineria. Colomba è stato particolarmente "avanti" nel pensare di far fare passerella a Pellè, ma non è stato capito da un pubblico un po' troppo prevenuto per via del "retaggio" della terza sostituzione consecutiva del centravanti con un difensore/centrocampista. Una di queste volte, però, il cambio era servito (vedi Udinese, per stessa ammissione di Leonardi) per centrare io tre punti. A Novara ha "cannato", d'accordo, ma con il Palermo il cambio esercitato allo scadere era a quel punto ininfluente. Del resto – e non gli do torto – avrà avuto risposte soddisfacenti dagli 11 schierati all'inizio: perchè cercarsi del freddo per il letto andando a cambiare qualcosa?

    Punto 4) Tutte le domande che si pongono in sala stampa sono sciocche, dal momento che presuppongo sempre risposte ovvie. Ma la giostra funziona così e così bisogna farla girare. E' ovvio che nessun giocatore ti verrà mai a dire che Pellè è una pippa, ma dai giri di parole qualcosa te lo fanno pure capire, pur tra mille cortine fumogene di ovvietà. Il fatto è, invece, che i compagni difendono Pellè sinceramente perché traggono giovamento da lui credono e, come dice Giovinco, lo amano. La scelta di questo verbo non è casuale. In una difesa "non sentita" avrebbe utilizzato altre espressioni, e non sarebbe stato perentorio, come è stato, nel chiudere il discorso. Del resto non può essere diversamente, dal momento che tutti i suoi compagni si giovano delle sue giocate, soprattutto Giovinco. (Continua)

  9. CONTINUA LA RISPOSTA A DAVIDE (TERZA PARTE)
    Punto 5) Avresti ragione a contestare il mio teorema se il mio teorema fosse stato attuato. Siccome così non è stato non posso essere "cornuto e mazziato". Anche perché il mio teorema si basava principalmente sull'utilizzo di Crespo come prima scelta. E a quei tempi ci poteva stare, dal momento che non c'era stato quell'indubbio decadimento (prima "mentale" che "fisico") che oggi ragionevolmente ce lo fa considerare un ex. Colomba, come dicevo prima anche a Matteo C. ci ha messo indubbiamente del suo, ma anche il giocatore ha sbagliato un po' di mosse. Fatto sta che la sua esperienza parmigiana si sta chiudendo in modo inglorioso. Certo se il mio teorema fosse stato attuato, Crespo avrebbe avuto maggiori possibilità di mettersi in luce e parimenti con i suoi gol avrebbe dimostrato la validità stessa del teorema. E, nel mio teorema, Pellè era la seconda scelta e Crespo la prima. Ricordo anche che era un teorema che prevedeva un ulteriore addentellato: l'arrivo a Gennaio di una ulteriore punta (come Amauri un anno fa, se di bisogno). Dunque: io avrei procrastinato a Gennaio l'arrivo di un'altra punta, dando fiducia per la prima parte di stagione a chi c'era in quel momento in organico (e aveva svolto l'intera preparazione). Del resto se sono stati uno acquistato (sia pure a parametro zero) e l'altro confermato, evidentemente significava che la Società credeva in loro. Dopo l'acquisto di Floccari (che non può essere bellamente tralasciato, caro Davide, visto che è proprio perché lui è arrivato che il mio teorema non è stato attuato), però, ho capito che esisteva un vero e proprio progetto tecnico della società (o forse stiamo pensando che Leonardi e Ghirardi facciano le cose a caso?) il quale prevede che i centravanti scelti, che non sono dei veri e propri bomber da doppia cifra (anche se le caratteristiche dei due sono assai differenti, in questo sono accomunati) siano al servizio della squadra e soprattutto del maggior investimento fatto (Giovinco, il quale non a caso se ne è giovato segnando con grande regolarità all'inizio, prima di un suo decadimento). E allora le cifre saranno anche impietose, ma non dimostrano certo che fosse errato il mio teorema, dal momento che non è stato applicato, visto che è stato preferito un diverso disegno. E in quel disegno ci può stare che Pellè faccia “o” reti in 13 partite se ne fanno 15 i compagni.
    Io, quindi, non è che ho preso una linea e la voglio sostenere a dispetto di tutto. La mia linea non è stata seguita: la Società ha un suo progetto tecnico e lo sta perseguendo. Io osservo e commento. Non mi sto arrampicando sugli specchi: semmai lo fai tu portando dei numeri che nulla c’entrano con il mio teorema, ribadisco non attuato.
    Ribadisco anche che con un parco attaccanti come quello a disposizione non ci sia ragionevolmente spazio per altre punte. A meno che non venga ceduta qualcuno a Gennaio: ma se ciò accadesse ci sarebbe senza dubbio da parte della Società una “abiura” del proprio “progetto tecnico” fondato sul “servizio” di Floccari e Pellè per i compagni (Giovinco). A questi andrebbe pure aggiunto Palladino, che pure è un altro giocatore offensivo che favorisce più le segnature altrui che non le proprie.
    Infine la classifica. I due campionati (l’attuale e lo scorso) non sono equipollenti: e comunque oggi il Parma è 11° (un gradino più su rispetto all’ottimistico 12° da me ipotizzato come obiettivo finale), mentre un anno fa era 14°. Certo non capita sovente che la Roma abbia appena un punto in più dei crociati o che l’Inter ne sia addirittura alle spalle: sono appunto quelle variabili (possibilmente da sfruttare) che ti comportano piazzamenti migliori rispetto a quelli ragionevolmente ipotizzati sulla scorta di una obiettiva valutazione dell’organico a inizio stagione. Numeri alla mano c’è di che essere contenti, nonostante le ristrettezze delle ultime giornate.
    Ciao Gmajo

  10. Ciao Febbredacalcio, l'errore da Te evidenziato circa i punti in classifica del Parma, era stato oggetto dell'ironia del Camper di radio Parma ieri sera a Bar Sport, anche se quel ragazzaccio del cavallaio Ferrari non aveva menzionato direttamente il sito ufficiale. Chiedeva solo se i punti fossero 16 o 17, in una gag con Gallerani che gli ha snocciolato: se abbiamo vinto 5 volte fa quindi punti, più un pareggio, 16. Da ieri sera ad adesso noto che non hanno ancora avuto modo di correggere la magagna, che sembrerebbe frutto di un errore non tanto dell'ufficio stampa, quanto della fonte citata (Football data). Certo, però, si potrebbe andare un attimino più in là rispetto alla semplice copia incollatura, facendo un minimo di verifica, anche perché non stiamo parlando di numeri di difficile memoria storica, bensì degli attuali punti in classifica, che dovrebbero essere ben impressi nella mente di chi lavora al Parma FC. Sulla scelta di titolare sul record di Colomba, trattandosi di un organo ufficiale, ci può anche stare, ma onestamente non mi pare che sia chissà quale dato da rimarcare. Anzi, di questi tempi in cui il nostro è pure un po' fischiato per via delle sostituzioni di Pellè star lì ad evidenziare un record di siffatta natura mi pare un po' controproducente. Ma tant'è… Ciao Gmajo

  11. Salve Luca, purtroppo il Crespo attuale non è certo all'altezza non solo di quello della sua prima esperienza parmigiana, ma neppure di quello che un anno fa ci tolse dalla tolfa. (A Novembre/dicembre 2010 ebbe un rendimento commovente). Però non mi trovo d'accordo sul suo "pochi minuti giocati PER FORTUNA fino ad ora": io, pur essendo un estimatore dell'uomo Colomba ravviso nel tecnico l'errore capitale di non averlo sfruttato al momento giusto, alias ad inizio stagione, quando Hernan risultava essere in piena forma, tant'è che io stesso ero arrivato perfino a sostenere – nel teorema che mi rinfaccia Davide – che si potesse tranquillamente evitare di acquistare un altro attaccante, appunto puntando su di lui. Tradotto: io all'inizio Floccari non lo avrei acquistato, dando fiducia a chi c'era e aveva lavorato (dopo essere stato scelto o confermato) tutta l'estate. Ma proprio l'arrivo di Floccari, che non è un bomber da doppia cifra, ha evidenziato quello che era il progetto tecnico della società, teso a valorizzare il maggior investimento fatto, alias Giovinco, appunto con calciatori che lo potessero sostenere come Floccari e Pellè, diversissimi tra loro, tranne che nella caratteristica di essere più al servizio della squadra che di loro stessi. Ecco, quindi, perché l'allenatore ha sempre preferito Pellè a Crespo, anche quando questi poteva essere al top.
    Non sono d'accordo sul fatto che la rosa sia scarsa: in attacco il Parma ha anche troppi profili, anche se manca l'attaccante da doppia cifra. Ma, ribadisco, se Floccari era la prima scelta come ci è stato spiegato, evidentemente si intendeva perseguire altre strade.
    Cordialmente Gmajo

  12. Grazie della risposta caro Gabriele. Come puoi immaginare siamo in dissacordo su quasi tutto, ma è comunque un piacere confrontarsi in modo civile e su questo sito si può senz'altro fare. Detto questo, ti chiederei solo una cosa: quando rispondi ad un mio post evita di parlare di progetto (tecnico, sportivo o societario che sia) perché secondo me questa società non ha nessun progetto ed ogni decisione è mossa solo ed unicamente dalla convenienza del breve periodo. Ti faccio tre esempi: 1) la cessione di Dzemaili che certo non sta brillando a Napoli ma da noi era determinante (e la pochezza del nostro centrocampo è lì a dimostrarlo). Se davvero fosse esistito un progetto Parma, lo si sarebbe venduto tra uno o due anni con altre quotazioni ed ottenendo una seria plusvalenza (proprio come ha fatto l'Udinese con Inler); 2) l'acquisto di Pellé, che reputo il peggior attacante mai visto in oltre vent'anni di frequentazione del Tardini (lo considero alla stregua di Ruopolo, che ricordo per quel qoal fallito a Messina e basta…). Alla faccia del progetto sportivo di cui hai parlato anche ieri sera a Bar Sport, secondo me Pellé è stato acquistato perché non costava nulla, come peraltro è accaduto con altri ingaggi dell'ultimo periodo; 3) l'approdo a Parma di Floccar. Come già ti ho scritto non mi fa impazzire, ma paragonarlo a Pellé è semplicemente da querela. Il buon Sergio è senza dubbio un buon attaccante, ma qui da noi era evidentemente una seconda-terza scelta. Tutti sappiamo che gli obiettivi del Parma erano altri (Amauri?!) ma le ristrettezze economiche della nostra società non ci hanno consentito di perseguirli con la necessaria convinzione. Il mercato del Parma è fatto di ripieghi e così pure la scelta del mister. Tanto basta per dimostrare che non esiste alcun progetto Parma! Esiste un progetto Udinese, credo anche un progetto Atalanta, ma di sicuro non un progetto Parma! Il resto è tutto fumo negli occhi! Pronto a ricredermi se Ghirardi e Leonardi me ne daranno occasione! Ciao. Davide.

  13. Ciao Davide,

    mi rifiuto di credere che il più grande direttore del Parma di tutti i tempi non agisca seguendo un progetto. Io, come dicevo in tv, e nelle varie risposte di stamani, credo di avere intuito queswto progetto tecnico nella valorizzazione di Giovinco, grazie all'apporto di due calciatori altruisti come Floccari e Pellè.
    Ruopolo, via da Parma, si era comunque distinto per stagioni anche discrete, pur avendo la pecca del famoso quasi-gol di Messina. Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra…
    Capitolo Dzemaili: forse ne avevamo già parlato a suo tempo. Penso che sia stato più osannato dopo che è andato via, di quando era in servizio effettivo dalle nostre parti. E' un onesto centrocampista, ma niente di più. E penso che la "fregatura" l'abbia più data ai napoletani il nostro Leonardi e non viceversa. Non ricodo bene i termini economici, ma non ci abbiamo rimesso affatto. Nè dobbiamo innamorarci troppo, dal momento che i giocatori hanno permanenze piuttosto brevi nei club, salvor rare eccezioni, proprio al fine di far girare l'economia.
    Che l'obiettivo del Parma non fosse Floccari ma Amauri non saprei: io ricordo bene le parole di Leonardi all'atto della presentazione dell'ex laziale. Era stato definito prima scelta. Perché dubitare? Anche perché il progetto tecnico era quello di valorizzare Giovinco con calciatori altruisti che ne esaltessero le qualità… Cordialmente Gmajo

  14. Parole sante caro Majo! Condivido tutto quello che ha detto. Riguardo al parco attaccanti però anche io sono convinto che la società puntasse principalmente su amauri ed è innegabile dire che ci abbiano provato. Floccari era però l'alternativa, che non significa la seconda scelta ma che uno dei due andava preso. Poi sarebbe stato compito di colomba quello di adattare un modulo ai titolari a disposizione. Pellè a mio avviso è stato preso perché sicuramente è un giocatore con caratteristiche ben precise, sicuro è un ragazzo che lavora e che si sbatte per la squadra. Era disponibile a parametro zero ed è stato preso, oltretutto non penso che abbia uno stipendio alto. Economicamente è stata una buona operazione e anche tatticamente perché comunque prendendolo ti assicuri un tipo di attaccante che sei certo di poter sfruttare se hai bisogno di sponde e lavoro sporco. Ad oggi sta giocando titolare perché Floccari è rotto e se sui giornali si legge di Inzaghi o Toni è proprio perché i nostri addetti ai lavori sanno benissimo che c'è bisogno di più goal dal reparto offensivo che non siano del solo Giovinco. Non la vedo come una bocciatura per Pellè, delle due se arriverà un'altra punta credo che a salutare la compagnia sarà Crespo.
    Per quanto riguarda il centrocampo sono settimane che dico che serve qualcuno, ma serve solo se questo qualcuno è nettamente meglio di quelli che ci sono. Quindi un titolare che prenda il posto di Morrone o Galloppa, perché di riserve ne abbiamo già tante in quei ruoli. Staremo a vedere come si muoverà Leonardi, anche a seconda dei risultati che verranno da qui a verso la fine di gennaio (quindi fine girone di andata), perché si sa che i colpi arrivano verso la fine….

    Tino

  15. Buongiorno Tino. Io, a costo di fare stizzire Davide, ho insitito sul concetto di "progetto tecnico" del Parma, poiché non ritengo credibile che dirigenti come Leonardi non abbiano una bussola che li guidi nelle scelte da operare. In mancanza di certezze ho provato a ragionare partendo dall'unico aspetto in comune che hanno Pellè e Floccari, vale a dire il mettersi al servizio degli altri più che essere degli egoisti rapaci affamati di gol. Dunque la strategia del progetto, a mio modo di vedere, era quella di mettere nelle condizioni il calciatore su cui si è puntato di più – alias Giovinco – nelle condizioni di essere il realizzatore principe della squadra, grazie anche al lavoro sporco (Pellè) o le assistenze (Floccari) dei compagni di reparto. E' così che si può spiegare – razionalmente – l'iniziale ostracismo di Colomba a Crespo anche quando questi stava bene, appunto perché le sue caratteristiche sono differenti. Ovviamente questa è una mia valutazione che potrebbe anche essere fallace, ma almeno ha il merito, dagli indizi a disposizione, di mettere in ordine gli elementi e dare una spiegazione. Poi potrebbe darsi che non sia veritiera e che tutto, come suppone Davide, sia frutto del caso e non appunto di un progetto. Io, però, ho il dovere di credere che un progetto esista – come non può esistere ? – e se questo progetto esiste davvero Toni (che è l'anagramma di Tino…) o Inzaghi non c'azzeccano per nulla. Dunque se dovesse arrivare uno di costoro il progetto tecnico, sempre che esista, sarebbe abiurato. Quel che penso è che se il progetto è quello che io ho evidenziato il Parma non stia deludendo, essendo 11° in classifica, ed avendo segnato – specie il suo giocatore principlamente deputato a farlo, alias Giovinco – un buon numero di reti, nonostante la lunga indisponibilità di Floccari. Nel momento in cui questi – ed è ormai vicino – sarà disponibile potrebbe darsi che la parziale sterilità palesata possa anche risolversi naturalmente. Se verranno apportati quei correttivi di cui si parla – Toni, Quagliarella, Inzaghi e così via – mi chiedo che fine possa fare il progetto tecnico e la sua filosofia. E soprattutto mi chiedo chi deve stare fuori tra Floccari e il presunto nuovo bomber ? Io credo che in attacco il Parma debba rimanere fedele alla linea che si è dato inizialmente. Se no il rischio è quello di apportare ulteriori problematiche di spogliatoio perché i galli nel pollaio sono troppi. Anche dovesse andar via Crespo. Il Parma non credo abbia puntato su un attaccante da doppia cifra (se no lo avrebbe preso, non avendolo in organico): ma ha puntato su un numero elevato di attaccanti (aggiungerei anche Palladino) più portati ad essere al servizio degli altri. E in doppia cifra – secondo questo teorema – dovrebbe arrivarci soprattutto Giovinco.
    A centrocampo – ma si sa che io sono un tradizionalista poco propenso a far girare l'economia con cambi a ripetizione sul mercato – credo che il Galloppa di oggi, finalmente recuperato, possa essere funzionale alla squadra. E pure l'inestetico Morrone, al suo fianco. Cambiare a metà stagione non credo abbia senso, specie dopo gli ultimi confortanti segnali offerti dal duo. Se Galloppa fosse rimasto quello di inizio stagione probabilmente ora la penserei diversamente. Ma chi ce lo fa fare di rischiare a prendere qualcuno che poi debba pagare l'inevitabile dazio per il suo inserimento. Ripeto: non sono per il cambiare tanto per cambiare. Né vedo la situazione drammatica: siamo undicesimi, nonostante la "sfiga" delle ultime due giornate di campionato (a Novara assieme ai tanti demeriti per aver gettato alle ortiche la partita già in mano, non va dimenticato il palo colto da "Seba") con i vari legni centrati. Non dobbiamo essere presunutosi. Abbiamo quello che meritiamo… Cordialmente Gmajo

  16. siccome io sono un po' "suclone" me lo spiega il progetto del parma? Perchè di giovani buoni non ne abbiamo ancora visti, l'unico che forse poteva dare qualcosa l'abbiamo dato alla roma per un tirone di borsa ( riguardi i termini di pagamento) altrimenti abbiamo in rosa degli onesti mestieranti, dei parametri zero e dei fine carriera… A proposito il piano industriale è già stato spiegato?
    Questi qua, a forza di contar balle, stanno stufando anche i più aziendalisti fra i tifosi. Speriamo facciano le valigie alla sveltina
    Saluti
    Temilaluce

  17. Salve Temilaluce, non si tratta di essere sucloni, né io sono la persona più adatta per illustrare il progetto parma, sempre ammesso che esista. Negli ultimi giorni ho soltanto cercato di analizzare dei dati di fatto, di pormi delle domande e darmi delle risposte. Giungendo alla conclusione che siccome reputo impossibile (perché è impossibile, no?) che una società come il Parma Calcio, magistralmente guidata da un dirigente che tutti ci invidiano come Pietro Leonardi, possa agire senza una bussola programmatica. E allora, ripeterò ancora una volta, a beneficio dei sucloni, quello che io reputo essere l'attuale progetto tecnico del Parma (ma non è assodato che lo sia davvero). Per progetto tecnico non intendo dell'allenatore, bensì della società, che al proprio mister ha dato in dote due attaccanti non da doppia cifra ma assai utili al gioco di squadra e abili a mettere in condizione il proprio partner d'attacco (e altri compagni) ad andare a rete. Il disegno è chiaro: si tratta di valorizzare il giocatore su cui si è investito di più, alias Giovinco, e metterlo – lui sì – in condizione di arrivare alla doppia cifra. Missione che pare tuttora più che probabile. Visto con questa ottica (il Parma, nonostante gli ultimi passi falsi è pur sempre 11° in classifica) non si può essere scontenti dell'andamento della fase offensiva della squadra crociata, che ha al suo attivo 15 reti e Giovinco in corsa per arrivare in doppia cifra, così come da quello che a me pare essere il programma. Con Floccari e Pellè, che non sono due attaccanti da doppia cifra, l'attuale situazione mi pare normale. Se al contrario fosse arrivato Di Natale il progetto sarebbe stato ben diverso, e se questi abituato a segnare caterve di gol fosse rimasto a bocca asciutta ci sarebbe di che lamentarsi. Certo se a Gennaio dovessero arrivare attaccanti dalle differenti caratteristiche significherebbe una abiura di questo progetto da parte della Società.
    Un progetto, poi, non è detto che debba fondarsi soprattutto sui giovani. Del resto certi acquisti di Leonardi ad Udine manco hanno vestito la casacca bianconera e alla prima occasione utile sono stati ceduti. Non sono d'accordo con lei, Temilaluce, sulla questione Borini: altro che tirone di borsa, se la Roma lo confermerà al Parma arriverà una cifra sinceramente spropositata rispetto al realistico valore del giocatore.
    Poi il progetto tecnico deve andare a braccetto con un progetto economico di media-lunga gittata: infatti sto aspettando con grande curiosità di sentire il piano industriale quinquennale di Leonardi, specie alla luce delle ultime novità in seno al club (il cambio del direttore finanziario non è una roba piccola, con buona pace dei miei colleghi che preferiscono non farsi domande o formulare analisi sul perché).
    Io penso che il Parma stia rendendo per quello che vale, ed anzi credo stia facendo pure di più: se però il primo a essere scontento è Ghirardi ghe quel cla strusa. Io, fossi in lui, mi guarderei bene dall'alzare l'asticella delle aspettative, perché realisticamente il Parma non può andare più in là di così. Neppure prendendo una "figurina" come Inzaghi… Cordialmente Gmajo

  18. grazie per la sua spiegazione, ora mi è chiaro il suo concetto. Che rimane però il pensiero di Gabriele Majo, a me andrebbe anche bene, ma ho seri dubbi sull'operato di questa società. Grandi chiacchiere e pochi risultati. Che poi Leonardi ci sia invidiato da tutti, speriamo sia l'inizio per lui di una carriera lontano da Parma. Una cosa a Leonardi la riconosco, è un ottimo venditore ( Dzemaili, Bojinov) ma per ora di grosse scoperte non ne abbiamo viste. Sono molto d'accordo con lei quando parla di Ghirardi, inutile alzare l'asticella quando ancora non siamo tranquilli, ma purtroppo il presidente del parma ama troppo le luci delle telecamere e non perde occasione per fare uscite che sfiorano il ridicolo. Io del rendimento della squadra sono soddisfatto, credo che abbiamo i punti che meritiamo, forse un paio di meno, la mia idea ( sa che sono dietrologo) è che stiano preparando il benservito a Colomba, tipo alla Guidolin per intenderci, per fare arrivare un altro profeta del calcio champagne….Speriamo che a questo gli prendano dei buoni
    Saluti
    Temilaluce

  19. In effetti, caro Temilaluce, la mia è una interpretazione, costruita a posteriori, cercando di infilare i vari indizi (tra cui l'ostracismo a Crespo) finora raccolti e dar loro una logica. Logica che porterebbe, assieme ai riscontri numerici, ad esprimere un giudizio positivo della stagione fino a questo punto, magari da un punto di vista più buonista che forcaiolo. Tra gli argomenti di questi ultimi non mancano numeri che fanno riflettere sulle prove dell'ultimo periodo (specie in termini di reti segnate) dei crociati e queste cifre, unitamente alla conclamata idiosincrasia con la porta avversaria di Floccari, li rendono un po' pessimisti e spontaneo nasce il loro malcontento. Io, come spesso mi accade di fare, ho cercato di mettermi in un'altra prospettiva fornendo, così, l'idea che mi sono fatto del "progetto tecnico (stagionale) del Parma". Poi, lei ha ragione: questo è il "mio" progetto: nel senso che è una mia interpretazione. Che la pensassero davvero così è un altro discorso.
    Sono totalmente d'accordo con lei sul "benservito" a Colomba, in stile Guidolin che i vertici starebbero preparando: ecco perché non manco mai di evidenziare le similitudini di accadimenti nelle vicende di questi due allenatori, a mio modesto avviso poco amati da chi li ha ingaggiati, forse perché così diversi da loro, o perché scomodi, dal momento che sui risultati non si può imputare nulla all'uno o all'altro. Certo Psycolomba ogni tanto strologa fuori qualche idea che mi convince fino lì (la gestione del primo Crespo, il camio Pellè-Zè Eduardo a Novara ed altri) e, pur stimolandolo assai come persona, con grande onestà non esito a rimarcarlo per via di quella onestà intellettuale che mi guida nelle mie azioni. Cordialmente. Gmajo

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