BRESCIA ALLA PARMIGIANA / LA TELENOVELA APPRODA ANCHE SUL IL “GIORNALE”: “IL PARMA VUOLE SALVARE IL BRESCIA. TIFOSI IN RIVOLTA”

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“La tensione è alle stelle – scrive Gian Piero Scevola – anche perché i tifosi hanno programmato una manifestazione di protesta per accelerare il cambio della guardia al vertice e allontanare lo spettro della seconda retrocessione in due anni,fuori dal calcio che conta”

il giornale 06 01 2012.jpg pag 29(gmajo) – Precisiamo: non è che i tifosi biancazzurri siano in rivolta perché il Parma vuole salvare il Brescia, come potrebbe sembrare sommando il titolo del trafiletto di Gian Piero Scevola: solo che chiedono che una volta per tutte si faccia chiarezza attorno al futuro della squadra. “Nessuno di noi, che vuole credere e vuole sognare un futuro migliore per il nostro Brescia, può esimersi dal venire in piazza Loggia domenica 8 gennaio per dimostrare che siamo pronti se necessario a fare di tutto perché questa famiglia (Corioni, che gli autori della protesta il più nutrito gruppo ultrà della città lombarda “Brescia Curva Nord”, che in passato ha sempre sostenuto il presidente Gino, al contrario dell’altra fazione i Brescia 1911 da sempre di lui oppositori) se ne vada e ci liberi da una presenza diventata insopportabile per 1.000 ragioni. Ci stanno di nuovo vendendo i giovani migliori per fare cassa, 45 milioni di euro il debito accumulato da questa famiglia al termine del campionato scorso. Alla faccia di una gestione oculata. Ed ora che il direttore sportivo Iaconi sta cercando di ridurre questa mostruosa cifra, Fabio, con la regia delle sue sorelline stanno cercando di restare attaccati ancora al Brescia Calcio nonostante il padre abbia deciso, anche per problemi di salute, di vendere: questa è la verità tifosi bresciani”.

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Noi ci eravamo lasciati pochi giorni fa alla precedente puntata della telenovela, vale a dire quando il Vice Presidente del Parma Calcio Penocchio, sul sito ufficiale del Parma FC, aveva smentito categoricamente il suo interesse all’acquisizione del Brescia. Eppure i rumors che corrono nella città bresciana parlano di ulteriori sue cene/incontri con Corioni. Sempre voci incontrollate, ma numerose, vorrebbero in agenda, salute permettendo, un incontro decisivo lunedì tra le parti. Il manager Ugo Calzoni, ufficialmente incaricato della cessione, secondo quanto scritto a fine anno da Brescia Oggi si sarebbe offeso perché scalzato nelle trattative con i “parmigiani” (che poi sarebbero “bresciani”), i quali, dopo l’uscita di Ghirardi alla Villa del Ferlaro che aveva dato la stura alle indiscrezioni, parrebbero aver fatto una precipitosa marcia indietro. Scevola, nel suo articolo di oggi sul Giornale, di spalla all’intervista di Zagnoli a Colomba, fa un po’ la sintesi di quanto accaduto fino ad oggi. Ecco cosa scrive:

(Gian Piero Scevola da “Il Giornale”) – Riparte la serie B e in casa Brescia ritornano problemi e polemiche. Il presidente Gino Corioni, dal 1992 al vertice della società, questa volta è davvero deciso a mollare. A dargli una mano ci sta pensando il collega del Parma Tommaso Ghirardi (in tempi non sospetti aveva preso visione dei bilanci delle rondinelle, optando poi per il Parma in amministrazione controllata dopo il crac Parmalat alla modica cifra di 4 milioni) che gli ha messo a disposizione il suo vicepresidente Diego Penocchio, un bresciano doc proprietario di un ristorante nel capoluogo bresciano. L’idea è quella di creare una diarchia che rilevi la società (60% a Penocchio, 40% a Fabio figlio di Corioni) e rientri dall’indebitamento di 30 milioni nei confronti dell’Ubi Banca, storico sponsor del club di Corioni. Proprio martedì 27 dicembre nella villa di Corioni a Ospitaletto si è registrato un incontro con Penocchio, cena post natalizia che ha scatenato le ire di Ugo Calzoni, il manager a suo tempo incaricato da Corioni di vendere la società (e s’era fatto avanti un gruppo industriale milanese) che s’è sentito scavalcato dalla mossa «made in Parma» che vedrebbe il Brescia entrare come società satellite nell’orbita del club di Ghirardi. La tensione è alle stelle anche perché i tifosi hanno programmato una manifestazione di protesta per accelerare il cambio della guardia al vertice e allontanare lo spettro della seconda retrocessione in due anni,fuori dal calcio che conta.

Ed ecco, invece, quanto pubblicato il 31 dicembre scorso da Brescia Oggi, a firma Gian Paolo Laffranchi:

SCINTILLE CALZONI-CORIONI. E PENOCCHIO SI RAFFREDDA

LA SOCIETÀ. Il pericolo di una rottura e una smentita nelle trattative per il cambio di proprietà  Il «consulente» pensa alle dimissioni dopo l’esclusione dalla cena-incontro Ma il vicepresidente del Parma ora fa retromarcia: «Non sono interessato»

Fine-anno di tensione per il Brescia, che vive una fase delicatissima. Diego Penocchio, vice-presidente del Parma, smentisce ogni trattativa per l’acquisto di quote del club, ma non la cena di martedì scorso a casa del patron biancazzurro Gino Corioni. Ugo Calzoni, il manager camuno che dallo stesso Corioni ha ricevuto in estate il mandato a vendere il club per intero, ma neanche sapeva di questo incontro con Penocchio, considera «incrinato» il rapporto fiduciario con il presidente del Brescia e a questo punto medita di andarsene.
CALZONI porta avanti da mesi una trattativa complessa, con la supervisione di Ubi Banca, main sponsor e creditore del Brescia, volta a favorire la formazione di una cordata di imprenditori di sicura affidabilità e buona solvibilità in grado di rilevare il club al 100 per cento. Ma da un paio di settimane si è materializzata una pista parallela e alternativa, preannunciata dal presidente del Parma Tommaso Ghirardi, che in occasione della presentazione del progetto della nuova sede a Collecchio dichiarava di non volere ostacolare il suo vice Penocchio «qualora decidesse di fare un salto di qualità interessandosi al Brescia». Penocchio, il presidente del gruppo industriale Ormis di Castegnato, che nei mesi scorsi aveva frequentato la sede di via Bazoli e si era fatto fotografare in compagnia di Calzoni al San Filippo per il sito ufficiale del Brescia, martedì sera ha cenato nella villa di Corioni a Ospitaletto. Difficile pensare a una visita di cortesia. L’avvento di Penocchio, che anche giovedì è stato avvistato in Saniplast, lascerebbe un margine di permanenza nel club alla famiglia Corioni: il «pres» e i suoi figli potrebbero conservare una quota delle azioni. Dopo giorni di no-comment, Penocchio si è fatto vivo sul sito del Parma con il comunicato ufficiale pubblicato ieri pomeriggio: «Non sono mai stato coinvolto in trattative riguardanti il Brescia, né ho mai preso parte a riunioni strategiche con la dirigenza del club biancoblù per trattare in prima persona argomenti relativi all’acquisizione e al futuro della società o al calciomercato. Io e Gino Corioni ci conosciamo da trent’anni, gli ho sempre parlato, senza secondi fini, condividendo con lui, come con Ghirardi, una grande passione calcistica. Da bresciano doc quale sono auguro ogni bene al Brescia Calcio, ma sono vicepresidente del Parma, fiero di essere al fianco dell’amico Tommaso in un progetto ambizioso».
UNA SMENTITA ufficiale che non convince Calzoni, in questi giorni in vacanza in Valle Camonica: «Non ho nulla contro Penocchio, il quale non smentisce la cena, che c’è stata, ma le trattative con la dirigenza del Brescia. In effetti io non l’ho incontrato. Il problema è che nessuno mi ha avvertito di questo incontro né prima, né dopo. Un fatto grave, che incrina il mio rapporto di fiducia con Corioni e mi lascia basito. A questo punto potrei anche andarmene. Resterò soltanto se potrò portare avanti il mio lavoro senza azioni di disturbo interne o esterne. Ho un mandato a vendere al 100 per cento. Se non posso condurlo in porto, tanto vale fermarmi qui».

Gian Paolo Laffranchi

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.