DONADONI: “LA PAURA DI VINCERE E’ PEGGIORE DELLA PAURA DI PERDERE”

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La trascrizione integrale della conferenza stampa  del nuovo tecnico crociato dopo Parma-Siena 3-1

Roberto Donadoni conferenza stampa 15 01 2012 stadio tardini dopo parma siena 3-1 stadiotardini com(gmajo) – La componente psicologica era stata determinante, la scorsa stagione, quando Franco Colomba, per questo da noi ribattezzato Psycolomba, raddrizzò la barca Parma che si stava inabissando. E anche Roberto Donadoni, pur non trascurando altre componenti (vedesi quella tattica, laddove già ha apportato delle variazioni con il passaggio al 3-4-3) sa che gli toccherà trasformarsi in strizzacervelli per far sì che i suoi calciatori non abbiano problemi “di testa” durante il suo mandato. Il mister, infatti, ha notato come anche oggi, nonostante la vittoria sul Siena per 3-1, qualche pericoloso retaggio del passato ha fatto capolino. Specie dopo che gli avversari erano riusciti ad accorciare le distanze. E lo ha sottolineato lui stesso, in conferenza stampa, in due passaggi, quando ha sancito: “E’ brutto avere paura di vincere: forse è ancora peggio di quella di perdere… E questo qui è un tasto delicato sul quale dovremo ragionarci e riflettere un po’, perché è veramente quello che ci può far fare la differenza”.

All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di Roberto Donadoni

Enrico Boni (Teleducato) – Mister, 3 punti importantissimi che valgono tanto, però se c’è da trovare un difetto a questa squadra è che è mancata la continuità…

“A me piacerebbe avere tutto insieme in una volta sola, però vorrebbe dire probabilmente anche togliere la voglia e la soddisfazione di poter portare avanti un certo tipo di ragionamento, di programma e di lavoro. Io credo che aver fatto i tre punti oggi, contro questo avversario, abbia veramente un grande valore: sapete benissimo che il Siena arrivava da una grande vittoria, di quelle clamorose, contro una squadra importante del nostro campionato come la Lazio. Direi che ci sono dei buoni presupposti. C’è da lavorare ancora molto: è chiaro che cambiando anche dal punto di vista tattico qualcosa alle volte non si agevola nemmeno; però le risposte sono state importanti: io ho trovato una squadra, e di questo devo dire grazie a Colomba, comunque volonterosa, che ha voglia di fare, che ha voglia di affermare le proprie qualità e se questo riusciremo a mantenerlo anche nei prossimi mesi, allora avremo fatto indubbiamente un buon lavoro”.

Guido Schittone (Tv Parma) – Mister, i tre davanti, soprattutto nel primo tempo, hanno dato l’impressione di non trovarsi perfettamente, ad esempio Biabiany. E’ lì che ci sarà da lavorare?

“C’è da lavorare, ma io ho visto anche altre cose non solo nei tre davanti: è tutto l’insieme, partendo dalla difesa che, comunque, ripeto, ha fatto una buona gara nel complesso, però ci sono degli aspetti che vanno migliorati, soprattutto dal punto di vista della convinzione di poter fare determinate cose che significano determinare, non solo aspettare quello che l’avversario ti fa fare. E’ un tipo di atteggiamento che non è semplice da metabolizzare in pochi giorni, ma dovremo essere bravi a raggiungere questo tipo di obiettivo. Se così faremo, sia in difesa che a centrocampo e in attacco, è chiaro che questa squadra farà una trasformazione ancora più importante. Questo è il tempo di intento che io ho: è chiaro che ci vorrà un po’ di tempo per riuscire ad amalgamare tutto il discorso. Però, ripeto, le risposte che ho avuto da tutti i giocatori sono state importanti e glielo ho detto anche a loro. Questo tipo di risposta non la voglio solo in questa settimana perché avete cambiato l’allenatore, ma la voglio con continuità: se saremo bravi in questo, allora avremo già fatto tanto”.

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Nelle difficoltà del secondo tempo, quanto c’era di psicologico nella paura di subire una rimonta e quanto, invece, c’è di fisico o di tattico?

“Non so: per me dare una valutazione così precisa è complicato, sarei anche un po’ azzardato e forse anche un po’ presuntuoso. Voglio capire anche dal punto di vista fisico, e questo lo scoprirò nell’arco di due o tre settimane: è chiaro che poi, quando siamo andati sul 2-1, un po’ di retaggio del recente passato è saltato fuori. Ma questo, a livello inconscio, è normale. Io l’ho vissuto anche da calciatore tante volte ed è chiaro che subentra un po’ questo timore. L’unica cosa che non mi piace, in generale, è che è brutto avere paura di vincere: forse è ancora peggio di quella di perdere. E questo qui è un tasto delicato sul quale dovremo ragionarci e riflettere un po’. Però c’è stata comunque una reazione, siamo ripartiti bene due o tre volte, ci sono stati giocatori che hanno fatto, magari non stilisticamente una grande partita, però di grande sostanza, di grande rendimento e quindi devo dire veramente bravi. Bravi a tutti quanti. Ma questo è solo l’inizio…”

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Una dote che mancava e che è saltata fuori oggi è quella del cinismo, come hanno rimarcato diversi osservatori…

“Beh: alle volte, sapete, si è un po’ legati alle fatalità e questo, magari, fa cambiare giudizio di partita in partita. Oggi siamo stati cinici e nelle occasioni che si sono presentate abbiamo avuto quelle due o tre circostanze dove, nell’ultimo passaggio, non siamo stati così bravi nella scelta, e questo ha fatto sfumare delle circostanze che potevano essere anche importanti: però aver fatto tre gol, contro questo avversario, che è veramente un avversario difficile da affrontare, mi dà soddisfazione”.

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Non si offenda, ma lei è anche un po’ fortunato, nel senso che Colomba, quando faceva un cambio un po’ difensivo purtroppo veniva spesso punito: lei dopo che ha inserito Santacroce con la squadra direi passata alla difesa a cinque, è stato premiato con il gol…

“Non era mia intenzione sistemarla con la difesa a cinque, ma di mantenere esattamente quello che era l’assetto difensivo a tre: purtroppo ci siamo fatti schiacciare un po’ sugli esterni, ma non schiacciare tanto perché l’avversario ci ha creato particolarissimi problemi, ma perché, come dicevo prima, questo retaggio, questa paura eccessiva di subire, ci ha fatti un po’ schiacciare. E questo dava ancora più opportunità al Siena. E questo è veramente uno di quegli aspetti che dobbiamo migliorare, perché veramente lì si può fare la differenza”.

(Roberto Donadoni, conferenza stampa dopo Parma-Siena 3-1 allo Stadio Tardini. Registrazione e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

Enrico Boni (Teleducato) – Musacci, Santacroce e Pereira: delle tre novità quello che è sembrato più a disagio, a mio giudizio, è stato Pereira…

“Beh, insomma: Pereira è entrato anche in un momento della gara dove c’erano tutte le prerogative per poter essere un po’ più in difficoltà, perché è chiaro che se entri sul 3-0 posso farcela ancora anch’io a fare 20 minuti, ma quando entri con la squadra avversaria che ti sta pressando, che ti sta mettendo un po’ ai ferri corti, è chiaro che diventa un po’ più complicato. Poi io ho necessità e bisogno di capire il materiale tecnico e umano che ho a disposizione. E’ chiaro che se parliamo di altri giocatori che sono più conosciuti per me è più semplice. Però questi non li conosco benissimo a fondo, quindi ho necessità di capire veramente quelle che sono le loro caratteristiche e le loro chance o possibilità”.

Guido Schittone (Tv Parma) – Nel momento di maggior pressione del Siena e di maggiore difficoltà col Parma c’è stato Floccari che ha fatto un grandissimo gioco sporco al servizio della squadra…

“Ha fatto un’ottima gara in questo senso e glielo ho detto quando è uscito dal campo e glielo ho ribadito quando è entrato negli spogliatoi. Un grandissimo lavoro di grande sacrificio: bravo a tener palla, a far salire la squadra, a dare respiro… E’ chiaro che è un giocatore che fa questo tipo di lavoro magari perde un po’ di lucidità in fase di realizzazione, però non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, quindi bisogna trovare il giusto compromesso. Però se l’atteggiamento e lo spirito di tutti quanti è questo dormo sonni tranquilli”.

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Lei, ieri, presentando questa partita aveva detto sarà anche un banco di prova, visto che siamo in pieno mercato: già dalla scelta dei primi 18 sono arrivate delle indicazioni, e attraverso questa partita, è vero che siamo a caldo, anche qualcosa in più…

“Ho detto poc’anzi che è chiaro che ci sono dei giocatori con dei nomi più conosciuti, più altisonanti, che però ormai si conoscono un po’ a memoria. E’ chiaro che di Pereira conosco poco, di Zè Eduardo conosco poco, di Musacci conoscevo poco… E quindi questi giocatori ho necessità io di doverli misurare e di poterli valutare bene. E’ semplicemente questo, alle volte, magari, rischiando anche qualcosa, però se non si fa così e si pensa solo alla necessità impellente secondo me alla lunga poi paghi…”.

Enrico Boni (Teleducato) – E ora che Pavarini ha fatto così bene, mettendoci anche del suo salvando il risultato, cosa succederà quando Mirante tornerà a disposizione?

“E’ chiaro che ogni società di serie A miri ad avere almeno due portieri di buon livello, di alto livello. Credo che il Parma abbia due ottimi portieri, credo che anche il terzo portiere sia un ragazzo interessante, che sta crescendo, quindi l’importante è che si facciano trovare pronti. Soprattutto l’importante è che siano sempre estremamente positivi: Pavarini, per quel poco che ho potuto conoscerlo in questi giorni dimostra di essere, oltre un serio professionista e un portiere di livello, un ragazzo estremamente positivo: trovare qualità di questo tipo tutte in una persona non è facile, vi garantisco…”.

Guido Schittone (Tv Parma) – Giovinco lo vede più nel ruolo che Cossu rivestiva nel Cagliari o lo vede più come punta?

“Ma Giovinco può fare tutte e due le cose… Giovinco ha grandissime qualità. Tra l’altro mi è dispiaciuto un po’ dopo un giorno o due giorni dalla mia prima conferenza stampa quando era uscita qualche mia frase dove sembrava che io mettessi un po’ di pepe sulla coda di Giovinco. Io sfido chiunque a dire o affermare che io abbia detto qualcosa del genere. Giovinco è un giocatore di grandi qualità, di grande talento; è un giocatore che se riesce a migliorare un po’ quello che è l’aspetto della fase di gioco in cui non ha la palla è assolutamente da Nazionale. E’ un giocatore che va al di sopra di ogni categoria. E’ chiaro che cercherò di farglielo capire e se lui sarà bravo in questo il Parma ne avrà soltanto dei benefici e lui ne guadagnerà altrettanto terreno per una carriera che potrà sicuramente essere migliore di quanto la è ora”.

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Abbiamo parlato del Parma, e invece Donadoni come lo ha vissuto questo debutto?

“Insomma: faceva freddo, ma io non riuscivo a sentire un gran freddo… Questo dimostra che c’era grande partecipazione da parte mia e la mia gioia era quella di aver dato subito una soddisfazione alla gente e soprattutto alle persone con le quali io ho avuto a che fare all’inizio e quindi il presidente, il direttore Leonardi, che hanno con insistenza voluto che io venissi qui e quindi è chiaro che io sono riconoscente a loro, e non mi piace essere riconoscente a chiacchiere, ma mi piace farlo con i fatti. E quindi questo risultato è già un piccolo tassello che volentieri tutti quanti noi dedichiamo a loro”.

Enrico Boni (Teleducato) – La fase di studio in funzione mercato quando finirà?

“Beh, sapete come funziona ormai il mercato, sia ad inizio stagione che a gennaio: spesso e volentieri poi si fanno le cose in zona Cesarini. Io mi auguro di no, che riusciamo così, come non ho molte difficoltà a credere ed identificare le cose che vanno effettivamente fatte. Poi non è sempre così semplice riuscire a mettere insieme i desideri con la fattibilità, anche con le potenzialità che una società come il Parma può avere. Quindi ci ragioniamo con calma e questo ci dà ossigeno, ci dà la possibilità di fare ragionamenti un po’ più sereni e qualcosa faremo indubbiamente”.

Simone Monari (Repubblica) – Mister, ha una dedica speciale da fare dopo questa vittoria?

“Assolutamente sì: a un mio grande amico, a una grande persona che purtroppo non è più con noi e che si chiama Sergio Buso. Avrei voluto veramente che potesse essere ancora qui al mio fianco. E mi manca, insomma…”

(Roberto Donadoni, conferenza stampa dopo Parma-Siena 3-1 del 15.01.2012 allo Stadio Tardini. Registrazione e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.