DONADONI, SULLA PARTITA E SULL’UMANITA’ DELL’ARBITRO E DI LEONARDI CON MORRONE

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Il capitano, all’intervallo, aveva lasciato il Dall’Ara per correre dall’ultimogenito, che ora fortunatamente sta bene: in sala stampa il tecnico ha raccontato della decisione dell’Ad di lasciar libero il giocatore di raggiungere la moglie al capezzale del figlio in ospedale e della disponibilità del signor Bergonzi di far aspettare alcuni minuti prima dell’inizio della ripresa. Della gara il tecnico ha rimarcato l’atteggiamento timoroso dei suoi calciatori, che gli ha impedito di essere “propositivi”

donadoni 22 01 2012(gmajo) BOLOGNA Della conferenza stampa di Roberto Donadoni, dopo Bologna-Parma 0-0, estrarremo e vi offriremo nella trascrizione che seguirà all’interno il simpatico botta risposta iniziale con il collega Fernando Pellerano, della redazione bolognese del Corriere della Sera, rimasto deluso dallo spettacolo, e con Andrea Tosi della Gazzetta dello Sport, che gli chiedeva delle esclusioni in partenza di Biabiany e Musacci, tra i migliori di sette giorni prima; un altro passaggio in cui il nuovo mister ha rimarcato il fatto che i propri giocatori hanno mostrato ancora una volta un atteggiamento timoroso che ha impedito loro di essere propositivi, ed il racconto dei drammatici momenti all’intervallo quando, con l’autorizzazione della società il capitano Stefano Morrone, informato che il figlioletto di pochi mesi era stato ricoverato in ospedale, ha lasciato lo stadio Dall’Ara per raggiungere la moglie. Secondo quanto riferito dal tecnico crociato anche l’arbitro sig. Bergonzi si è mostrato umano e disponibile consentendo di far partire in ritardo la ripresa di alcuni minuti.

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LA TRASCRIZIONE DELLE FRASI SALIENTI DI ROBERTO DONADONI NELLA CONFERENZA STAMPA DOPO BOLOGNA-PARMA 0-0

Fernando Pellerano (Corriere della Sera) – E’ dura oggi fare delle domande…

“E’ dura? Perché?”

Fernando Pellerano (Corriere della Sera) Perché siamo ancora tutti scossi dalle emozioni di questa partita… Cosa dobbiamo dire al pubblico? Sia voi che il Bologna ambivate ad un punto per chiudere bene il girone d’andata, e magari dal punto di vista sportivo e dei numeri va bene, magari, però, come spettacolo è stato un mezzogiorno un po’ scialbo…

“E’ questione di scelte: si può andare a pranzo, si può andare al lago, si può andare allo stadio (sorride, nda): comunque sono d’accordo anch’io, non è stata una partita particolarmente esaltante, non bisogna essere scienziati per capirlo, però era una partita che sapevamo che aveva tante insidie proprio dal punto di vista della determinazione, della grinta, della voglia del Bologna, prima di tutto, di dimostrare che quanto di bello e di buono aveva fatto a Napoli andava ribadito e quindi sapevamo di queste difficoltà e quindi direi che abbiamo tenuto botta bene dal punto di vista fisico, dal punto di vista del temperamento; abbiamo concesso qualcosa di troppo, ma soprattutto i duce centrocampisti del Bologna Mudingayi e Perez hanno dato fiato lì in mezzo creandoci qualche difficoltà, alle volte innescando la mezzapunta, Ramirez, che quando ripartiva ci ha creato qualche apprensione. Direi però che grossi pericoli, se non su un traversone, e un colpo di testa di Di Vaio, non abbiamo corso pericoli. Noi dovevamo essere un po’ più bravi in fase di ripartenza e di riproposta a creare qualcosa, a crederci di più, perché abbiamo anche della qualità davanti e questa qualità, oggi, non siamo stati bravi a metterla in mostra, però è una crescita che verrà, quanto prima. Adesso mi preme sottolineare il fatto che dal punto di vista caratteriale e del temperamento ci sia stata una risposta che ha dato continuità a quella della settimana scorsa”.

Andrea Tosi (Gazzetta dello Sport) – Come mai Musacci e Biabiany tra i migliori domenica scorsa oggi li ha proposti in panchina? E’ successo qualcosa in settimana?

“Abbiamo litigato un po’…” (sorride, nda)

Andrea Tosi (Gazzetta dello Sport) – Guardi, non voleva essere una domanda tendenziosa…

“Anche la mia risposta era solo per fare una battuta… Perché Galloppa ancora non lo avevo visto nei 90’ da quando sono qui, e Valdes non lo avevo ancora visto nella gara; perché si sono allenati comunque bene, come si sono allenati bene Musacci e Biabiany e questo mi piace, e mi piace che ci sia da parte loro la consapevolezza che la settimana diventa determinante per determinate scelte per la gara. Poi, dal punto di vista tattico pensavo che soprattutto Valdes potesse darmi qualcosa di più nei termini di ordine, quindi sono contento. Sono altrettanto convinto che possano fare meglio e che si possa fare meglio sia a livello individuale che di squadra. Però direi che le premesse mi trasmettono delle buone sensazioni”.

Andrea Tosi (Gazzetta dello Sport) – Nell’intervallo c’è stata questa vicenda che ha coinvolto Morrone: lei può spiegare i termini? Ha lasciato che il giocatore decidesse, oppure è stato lei stesso a spingerlo perché non aveva più la testa per stare in campo?

“Non so: probabilmente la testa l’avrebbe anche avuta, però mi è sembrata la cosa più opportuna e più sensata da fare. Il bimbo di sei mesi, la madre era veramente preoccupata ed impaurita, credo che aver di fianco il proprio marito sia la cosa più giusta da fare. Adesso le cose si sono risolte, perché il bambino fortunatamente sta bene, però c’è stato un attimo veramente di paura, di tensione, per cui insieme, d’accordo con Leonardi, ci ha fatto comunicare al ragazzo cosa era successo, e gli abbiamo consigliato di farsi una doccia in fretta e di andare. Questo è stato l’atteggiamento più giusto: credo che il bimbo vada al di sopra di ogni altro tipo di ragionamento…”

Andrea Tosi (Gazzetta dello Sport) – Per questo siete entrati in ritardo?

“Esatto: è venuto l’arbitro da noi – ed è stato molto gentile – dicendoci se volete un altro paio di minuti, due o tre minuti, per risolvere la questione, avviso io il Bologna. E devo dire che è stato veramente molto bravo in questo, e ci ha dato questi ulteriori minuti a disposizione”.

(Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa dopo Bologna-Parma 0-0 del 22.01.2012 –Registrazione e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 Commenti

  1. ah perchè gli poteva impedire di non andare in ospedale?vogliamo santificare Leonardi per il suo gesto?per favore..
    ciao!

  2. Ciao Edoardo, quando devo cantargliele a Leonardi non mi sono mai tirato indietro (anche di recente), ma quando dimostra umanità e buon senso, come in questo caso, parimenti è giusto che io lo lodi. Così come l'arbitro. Questa faccia umana del calcio che di solito non si ferma neanche davanti al dolore è la piacevole notizia dal Dall'Ara di oggi. Ciao Gmajo

  3. Un bel passo indietro rispetto domenica scorsa,quasi inguardabili fuori casa,Manca gioco,spero che domani firmi mc donald per dare un Po più di giro palla e compostezza al centrocampo Senza idee,è normale che poi l attacco stenti

  4. Sebbene, come ho già detto in altro post, sembra che da Colomba a Donadoni le cose non siano cambiate, una novità, a veder bene, c'è stata ed è lo stesso tecnico a rimarcarla: tutti i calciatori sono consapevoli che il lavoro in settimana può essere determinante per le scelte domenicali. Questo significa ricoinvolgere tutti, ma proprio tutti (anche chi con Colomba si divideva tra panchina e tribuna o, peggio ancora, tra tribuna e non convoncazione), nel progetto tecnico e tattico del Parma. Nessuno si sente escluso a priori, nessuno può pensare di avere il posto garantito. Forse è anche in questa ottica che va letta la sostituzione di Giovinco (al di là della sua giornata di scarsissima grazia). Agendo secondo questo criterio, la Juve di Conte, per esempio, è arrivata a fregiarsi del titolo d'inverno dopo un paio di campionati da incubo. Insomma, sul lungo termine questo modus operandi non potrà che fare il bene del Parma.

  5. Sono d'accordissimo con Luca Russo. La vera differenza sta proprio nel coinvolgimento di tutta la rosa. Lo stesso Palladino (calciatore di indubbio talento e patrimonio della società) che con Colomba era ai margini quasi fosse infettivo, sa di potersi giocare le sue carte, così come Musacci, Danilo Perreira e gli altri della rosa. Per il resto credo che con questo organico Donadoni possa fare poco di più. Ieri abbiamo fatto male perché siamo stati annichiliti a centrocampo dove urgono rinforzi. Ben venga Mariga, anche se dubito che possa essere sufficiente a colmare i limiti del Parma sulla mediana. Quanto a Donadoni, sarà bene che corregga alcune scelte tattiche perchè questa squadra non può prescindere da Biabiany che, nel 3-4-3 di ieri, fatica a trovare una collocazione. Occorre adattare il modulo alle caratteristiche dei calciatori e non viceversa. In questo (ed in poco altro) Colomba era stato bravo. Sarà bene non buttar via quanto di buono era stato fatto… Davide.

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