E GHIRARDI ALZA L’ASTICELLA: “DOBBIAMO ESSERE AMBIZIOSI!”

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“Le mie decisioni – ha affermato il Pres – non sempre vengono capite, ma sono prese con l’intenzione di migliorare il Parma e non perché sono un pazzo scatenato…. Avere ambizioni di far meglio è una cosa positiva, non negativa… Non dobbiamo pensare solo alla salvezza, obiettivo nostro e di 12-13 squadre del campionato italiano. Dobbiamo credere nelle nostre forze e non aver paura di guardare la classifica anche da un altro punto di vista. Il cambio di allenatore è una sconfitta da parte di tutti, non è un motivo di gioia: è una scelta che ci si augura possa farci migliorare.. Colomba? Quando parlava con me era in linea con le mie idee. Dopo di che si è rotto qualcosa: c’è stato un colloquio tra me e lui dopo la partita con l’Inter e ho fatto questa scelta, che non sminuisce i suoi valori tecnici e umani.. Cinque anni da presidente? Sono cinque anni che sopporto voi giornalisti: non so come faccio ancora a far interviste. Scherzi a parte: io vivo il calcio con passione,  determinazione e forse troppo affetto…”

(Il filmato è stato girato da Teleducato, che ringraziamo)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 Commenti

  1. Ghirardi pensa che la squadra sia completa un po' in tutti i reparti. Gabriele…tu non credi che ci manchi un attaccante che completi, in termini di reti realizzate, il bottino che metteranno insieme Floccari e Giovinco? Inoltre, non pensi che ci serva anche un costruttore di gioco lì in mezzo al campo, che s'accolli un po' delle responsabilità che ora gravano sulle spalle di Giovinco (al quale si chiede di cantare e portare la croce)?

  2. una volta … quando c'era una società seria … le interviste venivano fatte davanti ai pannelli con gli sponsor … per dare visibilità a chi permette di pagare due allenatori all'anno … e tutto il resto …

  3. Buongiorno Gentile Anonimo delle ore 08.08 (anche se a fiuto mi sembri E.C.), la critica in questione mi pare un po' esagerata, nel senso che Presidenti & C. difficilmente vengono intervistati davanti ai backdrop. Ed era così anche qualche tempo fa. Poi che la società fosse allora fosse più seria di oggi è un giudizio suo.
    Dinnanzi ai pannelli sfilano regolarmente i giocatori e i tecnici e trovo che venga rispettato questo tipo di protocollo con una certa regolarità. A parte qualche eccezione, magari per le esigenze della tv satellitare, cosa che avveniva – noblesse oblige – anche una volta. Viceversa non sempre i protagonisti si presentano in sala stampa con l'abbigliamento griffato dello sponsor tecnico, specie quando il question time è posizionato al termine della sessione di allenamento, quando il protagonista si è già cambiato. Ma è un annoso problema che c'era pure ai miei tempi…
    Detto questo, io non sono favorevole ai backdrop in generale, perché portano sì soldi alle società – essendo che gli sponsor erogano il proprio contributo (poi che si riescano a prendere due allenatori e tutto il resto solo grazie a loro è tutto da vedere…) – ma non certo alle emittenti, o siti, o giornali (nelle foto) che pubblicano filmati o immagini. E' una sorta di pubblicità "subliminale" che, ragionandoci su ben bene, facendo i fiscali, potrebbe comportare anche problemi di "cumulo" per chi li trasmette. E lo stesso dicasi per la bordocampo. Ma tutto il mondo è paese e ormai nessuno ci fa più caso…
    Comunque in lontananza il backdrop si vede…

    Cordialmente Gmajo

  4. Buongiorno Luca Russo (che immagino sia diverso da Luca di ieri, vedendo la provenienza della Sua email alla quale poi risponderò) e benvenuto su stadiotardini.com
    Con il cambio di allenatore va da sé che sia cambiato l'iniziale progetto tecnico del Parma, che, a posteriori, io avevo interpretato vertesse sulla esaltazione anche delle doti realizzative di Giovinco (non a caso autore della sua stagione record, fino ad ora in termini di gol) grazie anche all'apporto e al sacrificio di chi gli ruota attorno, con sacrificio, come Floccari o Pellè (ovviamente in modo diverso a seconda delle rispettive doti). Per cui fosse rimasto l'allenatore licenziato non avrei toccato nulla, anche perché era riuscito, in attacco, a trovare una certa quadratura, certificata anche dalle cifre a favore. (Soprassediamo sui tanti gol subiti). Adesso, con il 3 4 3 di Donadoni, probabilmente potrebbe essere utile un attaccante centrale più col fiuto del gol, dando per scontato che si sacrifichino gli altri (prima di tutti Giovinco) chiamati a supportarlo. Certo, però, poi non si potrebbe pretendere di avere pure Biabiany (e non a caso è stato preso il suo omonimo Jonathan presentato ieri) sulla fascia mediana perché non siamo il Barcellona, pur propositivi ed ambiziosi che si voglia essere. Per me con questo 3 4 3 si penalizzano sia Giovinco che Biabiany, nonostante siano stati subito autori di due segnature alla prima del nuovo stratega. E si penalizza pure Floccari. Se proprio si vuole una punta da gol bisognerebbe cedere Floccari. O addirittura lo stesso Giovinco. Se no ci sarebbe qualcuno di troppo… Mi sbaglierò, ma al di là dei suoi facili entusiasmi (mi riferisco alla risposta data giorni fa agli scolari della Toscanini quando ha affermato che essendo Donadoni più giovane di Colomba magari è anche più innovativo) credo che proprio Giovinco potrebbe essere penalizzato dalla rivisitazione del suo ruolo già applicata dal nuovo mister, perché il precedente, tra i tanti meriti a favore, aveva pure quello di avergli "trovato una posizioncina". Insomma: se arrivati a questo punto ci fosse davvero l'attaccante da gol non mi scandalizzerei se dessero via – ovviamente adeguatamente ripagati dal punto di vista economico – la Formica già a gennaio. Tanto, rivoluzione per rivoluzione… Se invece vogliamo tenerci Giovinco allora speriamo che l'allenatore attuale lo metta a suo agio come il precedente e non chiediamo una punta da gol…
    Per quanto concerne il centrocampo: se lo schema battezzato quale principale dovesse essere il 3 4 3, come nel 4 4 2 di Colomba non c'è spazio per il classico "regista". Viceversa se si dovesse virare sul 3 5 2 (o 5 3 2 che dir si voglia) sarebbe un altro discorso, venendo utile appunto un mediano davanti alla difesa con compiti di costruzione. Ma se i centrali di centrocampo sono due il classico regista non serve, anzi, a meno che non sia Pirlo, potrebbe essere un danno…
    Detto tra noi: io credo che il 3 5 2 o il 5 3 2 sia un vestito che calza molto bene al Parma. Sicuramente più del 3 4 3. Ma non so quanto sia propositivo…
    Cordialmente Gmajo

  5. Da lei che si fa paladino della correttezza tra società e giornalisti, mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa riguardo il palese copia-incolla (senza citazione ovviamente, cos'è una citazione?) fatto dalla Gazzetta di Parma, da Sandro Piovani peraltro, stamane dall'articolo di ieri di sportsbook24.net sulle risposte di Leonardi. E' talmente evidente che persino gli errori sono stati copio-incollati.

    Saluti

  6. Salve gentile estensore anonimo del commento postato alle 12.43. Innanzitutto sarebbe stata gradevole la firma sotto la sua denunzia di "plagio" nei confronti del popolare collega Sandro Piovani. In questo caso, tuttavia, avrei dovuto essere coinvolto non tanto quale paladino della correttezza tra società e giornalisti, in quanto il club è fuori tema, quanto, semmai, quale paladino dei rapporti tra giornalisti e giornalisti (o assimilati). O, meglio ancora, quale paladino della citazione, dal momento che su questo blog-quotidiano abbiamo la buona abitudine di riportare sempre chi dice/scrive qualcosa, avocandoci solo il diritto/dovere di chiosare. Debbo dire, a difesa di Sandrone nostro, che a differenza di qualche suo capo/collega, il più delle volte cita le fonti da cui attinge notizie: lo ha fatto di recente anche con il nostro stadiotardini.com (quando intervistammo Gasperini) e, in quella occasione, mi era caduto l'occhio su altre due citazioni, una per TMW e l'altra, se non ricordo male, proprio per Sportsbook24.net. Sempre a discolpa del "testimonial" dei Boys debbo pure aggiungere che ieri, da Collecchio, dove era presente "fisicamente" (al contrario degli stimati colleghi di sportsbook24, i quali attingono alla web tv sociale per il prezioso servizio comunitario di trascrizione) era tornato con diverso materiale, le parole di Jonathan (sti), quelle di Ghirardi e per l'appunto quelle di Leonardi, casus belli del commento postato, sicché capisco bene che possa avere usufruito della trascrizione trovata on line (e la roba che è nei campi è di tutti, come dice la saggezza popolare alla quale il giornalista "accusato" sovente si rifa…) per completare il suo articolo. A proposito delle trascrizioni delle conferenze debbo pure aggiungere che io stesso, durante la mia reggenza dell'ufficio stampa crociato, avevo, come dire, abituato male i colleghi, offrendo questo tipo di servizio, peraltro non da tutti capito in società. Perché era vero che io passavo la "pappa pronta" ai colleghi, ma era pur vero che, avevo così modo di meglio riformulare le parole pronunziate dagli oratori, rendendole più politically correct per la linea societaria. Quindi può darsi che ci sia anche il retaggio di quei tempi là. Anche a me è capitato, qualche volte, di copia-incollare la conferenza integrale da sportsbook24.net, citandoli puntualmente (quasi quasi lo faccio anche per il Musacci di oggi…), ma un conto è un blog o un sito, un conto è un quotidiano cartaceo. Ma il motivo fondamentale, per cui, mettendomi nei panni del povero giudice Sante Licheri, mi sento di assolvere Piovani dall'accusa di plagio senza citazione, è che lui, ribadisco presente a Collecchio, ha attinto a un "bene collettivo", cioè "una conferenza stampa", per di più una "presentazione": grave sarebbe stato se, invece, avesse mutuato una esclusiva – intervista o dichiarazione – del portale senza citarlo (e i casi precedenti, invece, ha sempre citato, quindi non ha questa pessima abitudine di altri): della trascrizione di una conferenza stampa, obiettivamente, non ha senso, a mio parere, esigere la citazione. In più: magari avrà anche copiato pedissequamente sportsbook24.net nei virgolettati, però ha aggiunto tra parentesi un particolare interessante che lì mancava e cioè che per Obi il Parma ha incassato 3,2 milioni di euro. Non solo: il raccordo tra un virgolettato e l'altro è frutto della penna di Piovani e non scopiazzato dalla fonte. Quindi assolvo Piovani. Così è deciso, l'udienza è tolta… Gmajo

  7. Per quanto il Parma non abbia nelle sue corde la possibilità di ricalcare, quanto a tecnica ed idea di gioco, le orme di certi squadroni d'oltreconfini (penso immediatamente al Barcellona), credo che possa almeno permettersi non dico un regista a tutti gli effetti ma almeno un uomo di mediana che abbia piedi educati. Più di quanto lo siano quelli di Morrone e Galloppa (il secondo quest'anno, a dispetto delle buone valutazioni degli addetti ai lavori, ha deluso le mie aspettative). Penso, per intenderci, ad un Verratti, ragazzo che gioca nel Pescara di Zeman. E' un centrocampista che per spirito ed abnegazione mi ricorda Morrone. In più si ritrova due piedi gentili come quel famoso olio. Per carità, Morrone ci mette tanta anima e tanto impegno pur di fornire un contributo decente alla causa del Parma. Inoltre sa inserirsi con tempi veramente perfetti, che farebbero morir di invidia anche uno come Hamsik, che però, rispetto al nostro Stefano, si porta dietro un bel po' di tecnica. Talvolta ho addirittura l'impressione che Morrone sia l'uomo sbagliato al posto giusto. Perchè al tiro ci va parecchie volte, ma non essendo provvisto di una tecnica propriamente sublime, trova la rete o l'ultimo passaggio con estrema difficoltà (sarebbe anche delittuoso chiedergli di assolvere questi compiti, ma visto che spesso si trova coinvolto in situazioni che potrebbero portarci al gol, sarebbe utile se avesse un pizzico in più di sensibilità nei riguardi del pallone). E in un calcio come quello moderno, il contributo che perviene dalla mediana, in termini sia di interdizione (o filtro che dir si voglia) che di costruzione, è fondamentale. Per cui affiancherei a Morrone, al quale riesce benissimo la prima delle due fasi (e talvolta anche la seconda), un ragazzo alla Verratti. Con buone capacità di palleggio e controllo ed anche una certa predisposizione alla fase di filtraggio.

    A Biabiany invece conserverei un bel posticino sulla fascia, habitat nel quale può esprimersi al meglio e portarci in dote diverse situazioni di superiorità numerica, vista l'agilità con la quale supera, se opportunamente lanciato, l'avversario di turno. Per ciò che concerne l'attacco, mi allineo alle sue riflessioni. E non volendo rinunciare a Giovinco, chiederei a Ghirardi di prendere un attaccante che abbia più confidenza col gol di quanta ne abbia Floccari. O, rivoluzione per rivoluzione, riproporrei Pellè (il cui lavoro di sponda io lo trovo eccezionale, peccato che lo macchi con una capacità realizzativa vicina allo zero)ed al suo fianco uno che abbia il fiuto del gol alla Inzaghi. Lo voglio ricordare: il lavoro oscuro di Pellè, fatto di sponde e palle catturate a quote considerevoli, può essere utile non solo per il suo partner di reparto ma anche per le incursioni di chi agisce sulle corsie laterali. Biabiany, per esempio…

    Insomma, al Parma non mancano le soluzioni…ed in ultima analisi credo che il 3-5-2 (ai bei tempi adottato anche da Guidolin) sia l'abito che può stargli meglio di ogni altro.

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