L’OPINIONE DI MAJO DOPO BOLOGNA-PARMA 0-0. “E SCARAMUZZINO MI DISSE: MAI RACCONTATO UNA PARTITA COSI’ BRUTTA…”

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“Facciamo due conti della serva sulla valorizzazione dei calciatori: conterà di più portare alle stelle la valutazione di Giovinco e Biabiany o quella di Musacci e Pereira?”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Stadio Dall’Ara, poco dopo le 14.30 di ieri, domenica 22 gennaio 2012: sto scendendo i gradoni dalla “piccionaia” che ospita la cabina di Radio Rai, dalla quale ho seguito il derby alla camomilla, con il radiocronista Giovanni Scaramuzzino il quale, in compagnia di Antonio Monaco (del quale abbiamo pubblicato nell’immediato il commento a caldo alla gara che ci ha concesso) aveva appena finito di narrare al pubblico del canale nazionale Bologna-Parma: “Non ho mai raccontato una partita più brutta di questa”, mi confida. Al che gli chiedo: “Ma in tutta la vita, o di questo campionato?” E lui: “Sicuramente di questo campionato. E anche di quello precedente”. Per infarcire la diretta i due inviati hanno dovuto spesso ricorrere ai commenti più che alla descrizione delle fasi di gioco, trovando anche modo di dare spazio al piccolo dramma famigliare di Stefano Morrone, il cui ultimogenito Leo, di appena 6 mesi, era stato ricoverato in ospedale, con alcuni aggiornamenti, dapprima frammentari, poi via via sempre più precisi, grazie anche allo scambio di SMS tra il sottoscritto che agiva in vece loro impegnati al microfono e la capo ufficio stampa Maria Luisa Rancati, che avrebbero anche finito per spiegare quei lunghi minuti di attesa della ripresa, con il Bologna già in campo e i nostri, con la terna arbitrale, negli spogliatoi a vedere il da farsi.

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Nell’articolo di ieri, con il resoconto e la trascrizione delle frasi salienti pronunziate negli spogliatoi dal tecnico Roberto Donadoni, ho già intessuto gli elogi per la gestione dell’operazione, soprattutto dal punto di vista umano, dell’Ad Leonardi che non ha esitato a far consigliare a Morrone di farsi una rapida doccia e raggiungere la moglie al capezzale del figlioletto, e dell’arbitro Bergonzi, il quale, secondo quanto riferito dal new-coach aveva concesso qualche minuto supplementare all’intervallo, per via dell’imprevisto, incaricandosi di riferirlo ai calciatori del Bologna. Volendo fare, a posteriori, una piccola critica, probabilmente avrei cercato di evitare che la squadra di casa risalisse, nei tempi stabiliti, le scalette per guadagnare il terreno di giuoco: il ritardo della ripresa sarebbe stato assai meno lampante se tutti quanti fossero tornati in campo contemporaneamente, evitando la salva di fischi dei supporter rossoblù, che ovviamente non sapevano cosa fosse successo. Ma sono quisquilie, l’importante è che il piccolo Leo stia bene, così come subito ci è stato riferito dopo un’ora di angoscia, il tempo che Morrone arrivasse a Parma e informasse del pericolo scampato (va ricordato il precedente della scorsa stagione, sia pure un po’ diverso, quando la società diene il nulla osta a Candreva per raggiungere la moglie che stava partorendo, esentandolo dalla gara con il Chievo). Ieri sera a ‘Pronto chi Parma?’, su Tv Parma sono fioccate le testimonianze di vicinanza a Morrone alla sua famiglia, specie il piccolo Leo, un segnale di quanto la città apprezzi il capitano. Venendo alla partita, invece, le valutazioni dei telespettatori si sono sostanzialmente spezzate in due, c’era chi si era accontentato dello 0-0 e della prova e chi, al contrario, rimarcava gli scarsi progressi della squadra con la nuova gestione, salutando, quasi festeggiando, per il punto raccolto. Alla faccia dell’essere “propositivi”, mi verrebbe da dire. Donadoni, in diretta su Sky (come avevo cercato di aggiornare dal Dall’Ara con un flash che sarebbe rimasto nel pc, per via delle difficoltà di collegamento internet, durante la partita e nei minuti immediatamente successivi, dopo, invece, il flusso dati, tramite la rete Vodafone, scorreva che era un piacere) aveva subito ammesso che l’essere ancora troppo timorosi dei suoi aveva impedito loro di essere propositivi. Appena arrivato nella sala stampa, poi, “Regaler” avrebbe avuto a che fare con l’ironia dello spinoso Fernando Pellerano della redazione bolognese del Corriere della Sera, il quale lo aveva accolto dicendogli che era dura fate domande perché siamo ancora tutti scossi dalle emozioni di questa partita… Cosa dobbiamo dire al pubblico? Sia voi che il Bologna ambivate ad un punto per chiudere bene il girone d’andata, e magari dal punto di vista sportivo e dei numeri va bene, magari, però, come spettacolo è stato un mezzogiorno un po’ scialbo…”. Donadoni,dopo aver a propria volta replicato con un pizzico di sarcasmo e sorridendo (“E’ questione di scelte: si può andare a pranzo, si può andare al lago, si può andare allo stadio”), ha ammesso che “non è stata una partita particolarmente esaltante”, specificando che “non bisogna essere scienziati per capirlo”, elencando via via le varie difficoltà riscontrate dai suoi soprattutto in mezzo al campo dove hanno prevalso i padroni di casa Mudingayi e Perez. Ma alla fine quello che conta è sempre il risultato, e se anche lo porti a casa tra i sospiri (non certo per la pancia piena) che problema mai sarà? Certo dopo il pareggio di Cagliari, parimenti non giocato, il povero Colomba era finito sul banco degli imputati per mancanza di coraggio e così via, mentre adesso ci si accontenta con il sorriso sulle labbra se Pavarini e Paletti risultano essere i migliori in campo (almeno stando alle pagelle di Grossi, che non ha visto bene come altri commentatori pure Lucarelli) e se le uniche due conclusioni nello specchio sono deboli o poco efficaci. Finora le due prove sotto la nuova guida tecnica sono parse le repliche di due gare della precedente: vale a dire: Parma-Siena era il replay di Parma-Chievo, mentre Bologna-Parma quello di Cagliari-Parma.

Stamani, tra i commenti arrivati a stadiotardini.com ci sono quelli di Luca Russo e Davide, i quali all’unisono sostengono che con il nuovo allenatore “c’è il coinvolgimento di tutta la rosa” e che dunque “tutti i calciatori sono consapevoli che il lavoro domenicale può essere determinante per le scelte domenicali”. Io non sono di pari facili entusiasmi, e facendo due conti della serva sulla valorizzazione dei calciatori mi chiedo (e chiedo loro): conterà di più portare alle stelle la valutazione di Giovinco e Biabiany o quella di Musacci e Pereira? Ebbene, se proprio si vuole muovere l’accusa, a mio parere pretestuosa, che Colomba non valorizzasse il patrimonio a disposizione si tenga conto anche dei progressi fatti registrare, durante il suo mandato, dai calciatori top level, che sono poi quelli che se vai a rivendere (mi riferisco soprattutto alla Formica) ti fanno fare la differenza anche come soldi introitati, oltre che in campo. Penso che sia sotto gli occhi di tutti l’involuzione che hanno avuto i due maggiori valori di questa squadra con il cambio di allenatore: l’auspicio è che le cose cambino di qui a fine stagione, perché il rischio è quello di far abbassare precipitosamente il valore di mercato della risorsa Giovinco, il cui titolo alla borsa del calcio era schizzato alle stelle verso fine stagione e all’inizio di questa, proprio grazie a quella “posizioncina” che gli seppe trovare Colomba. Il sistema di gioco offensivo alla “Marino”, adottato da Donadoni (con la differenza che ora assistiamo ad un tourbillon tattico con frequenti scambi di posizione, laddove, però, anziché confondere le idee agli avversari le confondiamo a noi stessi), nelle due prime prove non è parso certo congeniale alle caratteristiche degli uomini a sua disposizione. E se permettete io penso che possa essere un danno maggiore (per le casse e per il campo) se deperisce Giovinco piuttosto che se fiorisce Musacci. Poi l’ideale sarebbe poter avere entrambe le cose, ma come chioserebbe Donadoni non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se poi Giovinco merita la sostituzione è il tecnico ha gli attributi per farla, questo è sicuramente un merito: ma se si fosse permesso di farla il suo predecessore al Tardini non sarebbe stato fischiato, o non sarebbe partito qualche mugugno? Non lo si sarebbe accusato di rovinare la maggior risorsa a disposizione? Vogliamo, poi, parlare della scelta iniziale di escludere Biabiany a vantaggio di Valdes? Non è forse stato, sino ad ora, Biabiany uno dei migliori del Parma? Lo lasciamo fuori, perché adesso tutti tornano in gioco, per la gioia degli esclusi e di quelli che li reclamavano sempre come se si potesse scendere in campo in 30, o perché, come ha spiegato Donadoni, aveva bisogno di vedere Valdes in partita, perché fino ad ora non lo aveva visto? Colomba non era un autolesionista (del resto come non lo è Donadoni): se aveva battezzato Biabiany come preferibile a Valdes (nel rispetto degli equilibri, che ovviamente non prevedono l’utilizzo di troppi giocatori d’attacco) lo aveva fatto a ragion veduta (nonostante i problemi fisici di quest’ultimo in precampionato) e mi pare che anche il responso della resa fosse dalla sua. Davide, mai stato un estimatore dell’estinto, arriva persino a scrivere: “Lo stesso Palladino (calciatore di indubbio talento e patrimonio della società) che con Colomba era ai margini quasi fosse infettivo, sa di potersi giocare le sue carte”. Ma mio caro Davide, Palladino è stato fatto giocare da Colomba, appena raggiunta la condizione, nonostante la sua palese insubordinazione “alla Candreva” di Cagliari , che aveva perdonato mandandolo in campo per uno spezzone, già nella partita successiva. E poi, scusa, eh? Ma Donadoni lo ha fatto giocare dal 37’ st al Dall’Ara e dal 45’ st con il Siena, non mi pare che gli abbia concesso molto di più (anzi, direi ben di meno) rispetto a Colomba. Non solo: nel gioco delle coppie, cioè titolare e sua controfigura, Palladino è il vice Giovinco e come tale è stato impiegato. Vorremmo, forse, che in omaggio alla irrazionale voglia di facce nuove o diverse in campo l’allenatore escluda la Formica per far giocare Palladino dall’inizio? E anche fosse il vice Floccari cosa facciamo, escludiamo l’ex laziale dall’11 partente? E’ giusto che ci siano delle gerarchie, gerarchie che Colomba, giuste o sbagliate che fossero, aveva avuto il tempo di stilare, studiando bene bene il suo organico fin dal ritiro. Palladino non mi pare proprio fosse un discriminato: anzi, era stato convocato al posto dell’idolatrato Crespo perfino di recente, nonostante si fosse fatto male in settimana in allenamento. Se hai 30 uomini da gestire è evidente che ci possano essere degli scontenti, e fare delle scelte , magari impopolari come l’ostracismo a Crespo, è segno di avere le idee chiare e non confuse. Il nuovo allenatore, prendendo in mano la squadra a stagione in corso, ha bisogno di fare delle prove, vedi la preferenza concessa a Valdes ai danni di Biabiany di ieri, che chi c’era prima avrebbe evitato, ben sapendo cosa poteva ricavare dai suoi sottoposti.

Il sito ufficiale fcparma.com è uscito stamani con la seguente notizia, frutto di un dato statistico di Footballdata che di seguito ricopio: “Da quando la serie A è tornata a 20 squadre, dal 2004/05 ad oggi, il Parma 2011/12 è quello più prolifico a fine girone di andata, dall’alto delle sue 24 reti segnate nelle prime 19 giornate del torneo. Il Parma di Colomba e Donadoni fa il paio con quello 2009/10 targato Guidolin, anch’esso arrivato al giro di boa con 24 marcature. Le 24 reti ducali di questo campionato portano la firma di Giovinco (8), Biabiany (3), Floccari e Modesto (2 ciascuno), Galloppa, Gobbi, Lucarelli, Morrone, Paletta, Pellè, Valdes e Valiani (1 a testa), cui deve essere aggiunto un autogol di Centurioni (Novara) e sono state firmate da 12 calciatori diversi, quelle della stagione 2009/10 erano state siglate da Amoruso (5), Bojinov e Paloschi (4 a testa), Zaccardo (3), Biabiany, Galloppa e Lanzafame (2 a testa), Lucarelli e Panucci (1 ciascuno), ma erano stati solo 9 i calciatori ad andare in gol”. E a seguire la tabella con i gol segnati dal Parma a fine andata nella serie A su 20 squadre: “

2011/12               24
2010/11               19
2009/10               24
2007/08               22
2006/07               16
2005/06               20
2004/05               20.

Giustamente gli autori hanno parlato di Parma di Colomba e Donadoni: dunque il bottino delle reti in attivo rimarca il buon lavoro del tecnico nella fase offensiva (ma non era un catenacciaro?), anche se il limite evidente rimane nella fase difensiva. Io, fossi stato in Donadoni, avrei cercato, al di là del problema della classica coperta, di apportare i dovuti correttivi dietro, cercando di confermare le buone cose in avanti, perché al di là di una certa sterilità offensiva in trasferta, consolidata pure ieri, il reparto offensivo del Parma aveva iniziato a funzionare molto bene in casa, appunto secondo quel progetto tecnico che era stato varato, teso a valorizzare soprattutto la risorsa Giovinco (non a caso capocannoniere con otto reti, suo record personale). E ricordiamo che le 24 reti sono state segnate nonostante Floccari fosse rimasto fuori a lungo e Pellè fosse appunto più utile al servizio della Formica che non come realizzatore principe, dote che non ci pare nelle sue corde. Se io fossi chiamato quale capo della redazione sportiva di un quotidiano dove ho a disposizione una prima firma che capisce di calcio ed è dotato di una buona penna e un altro redattore che si fa ben volere ed è abile a raccattare notizie e quindi fa “gli spogliatoi”, non andrei ad invertirli di ruolo solo perché sono nuovo e devo cambiare qualcosa. Cercherei, al contrario di apportare quelle migliorie laddove ce ne fosse un reale bisogno. In attacco il Parma, almeno in casa, stava funzionando a dovere: non era pressante l’esigenza di cambiare il vestito. Ed insistere col 3 4 3 potrebbe alla lunga rivelarsi deleterio, proprio per la tanto desiderata e richiesta valorizzazione dei calciatori. Infine, visto che ci siamo dati alla economia domestica, faccio un’altra valutazione. Poniamo che con Donadoni il Parma si piazzi 10° laddove Ghirardi ha posizionato l’asticella delle aspettative dopo il cambio di allenatore. Io credo che con Colomba il Parma, minimo minimo, potesse piazzarsi a quel 12° posto, che è stata la media della sua gestione, perfettamente in linea con quelle che erano le razionali previsioni del sottoscritto, soppesando i valori della rosa. Posto che la differenza tra il 10° e il 12° posto il premio della Lega Calcio è di gran lunga inferiore alla spesa fatta per prendere un nuovo staff tecnico, dovendo pagare anche il precedente, quanto ne valeva la pena? Come ricordato venerdì sera da Zurlini ospite di Balestrazzi a Tv Parma, per qualificarsi per l’Europa League bisogna arrivare quinti: ebbene io non credo che, partendo con una rivoluzione a metà stagione, pur arricchendo la rosa con giocatori di qualità, al contrario di gran parte di quelli che c’erano prima, si possa riuscire a scalare le posizioni fino a giungere a quel traguardo. Tra l’altro le partite in trasferta con le grandi (per fortuna) erano terminate, sicché non c’era più rischio di ulteriori scopole… Si potrà dire che così in questa mezza stagione Donadoni potrà lavorare in prospettiva per la prossima: può anche darsi, ma i rinforzi che stanno piovendo sono soprattutto per la presente, trattandosi per lo più di prestiti, sia pure con la interessante possibilità del diritto di riscatto. Infine una battuta sul pronostico che l’amico Achille Mezzadri di Pramzanblog.com – fondatore ed anima trainante del Superblog Pramzan, che comprende anche parmaindialetto e il nostro stadiotardini.com – mi ha fatto fare come “contest” di Alberto Michelotti. Lui aveva previsto un 1-1, quasi quasi azzardando una vittoria crociata per 2-1, Io, che ho più naso, come ha poi rimarcato Enrico Maletti su parmaindialetto, avevo fiutato questo scialbo 0-0, pur concedendomi in alternativa un 3-3, che sarebbe scaturito qualora la partita si fosse sbloccata. Ma la partita è stata tattica, direi persino sacchiana (l’ex Ct era in tribuna, noi lo abbiamo fotografato al suo arrivo, quando ha rischiato che Gian Carlo Ceci si intrufolasse nella sua auto: come noto l’antico radiocronista qualche anno fa riuscì ad intervistarlo in bagno, come spesso ricorda l’Arrigo) e dunque bloccata e non ha regalato emozioni di sorta. Gabriele Majo

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

22 Commenti

  1. Sig. Majo, premesso che io sono un suo affezionato lettore e la stimo, però ora mi pare giusto finirla con la valutazione delle partite in ottica-colomba. Mi pare chiaro che lei straveda per il buon "volatile", ma questo, anche se a lei non va giù, evidentemente, è il passato.
    Inoltre mi pare che il "volatile" abbia perso parecchio del suo aplomb: basti vedere ieri sera ospite a sportitalia, protagonista di una rosicata dalle proporzioni enormi, spalleggiata da quell' "ottimo" giornalista del conduttore.
    Le valutazioni di ogni partita su quel che fa Donadoni in confronto a quel che faceva il "volatile" sono un puro esercizio teorico, che non porta da nessuna parte.
    Al contrario bisognerebbe capire che Donadoni non ha la bacchetta magica, ma i frutti del suo lavoro prettamente psicologico sul gruppo si vedranno con tempo..O lei vuole vedere ancora spettacoli deprimenti come il secondo tempo di Parma-catania con il catania a fare possesso palla costante manco fosse il barcellona?…Questa squadra è stata intrisa dal "volatile" di mentalità perdente. Visto che lei fa confronti, ne azzardo uno io: con il "volatile" la partita di ieri si sarebbe persa, visto che ci saremmo ritrovati con 11 giocatori sotto la linea della palla.
    Il manico è cambiato, vediamo di non fare gli autolesionisti sono perchè una persona ci stava simpatica e vediamo di sostenere il nuovo mister, persona umanamente inappuntabile come il tecnico precedente, questo va riconosciuto.
    Saluti.

  2. Gentile Roger, le mie valutazioni non sono fatte in base a simpatie o antipatie, che non mi portano da nessuna parte, bensì sono frutto di razionali valutazioni di elementi in base a quanto avviene sul campo e dintorni. Non ho seguito ieri sera Colomba a Sportitalia e non so se ha perso il suo tradizionle aplomb, certo non lo ha avito lei, l'aplomb, nel definirlo nel suo commento più volte "volatile". Se voleva fare il simpatico ne bastava una.
    Se la proprietà, agendo a mio modo di vedere di pancia o per capriccio, e comunque senza alcuna riconoscenza, ha cacciato un allenatore il quale aveva ben operato e agito, io lo scrivo chiaro e tondo. Portando argomentazioni. E confutando con dati concreti i luoghi comuni che i suoi detrattori portano avanti, senza avere in mano pari elementi. Perché se anche non valorizza Feltscher, ma mi fa segnare sette reti a Giovinco che non le aveva mai fatte prima io lo preferisco decisamente. E se Giovinco stesso che, durante la gestione Marino, era contestatissimo dai tifosi crociati scontenti dalla sua resa, e che appunto era stato valorizzato da Colomba, capace di trovargli quella "posizioncina", ora ha avuto una pericolosa involuzione, io ho non solo il diritto, ma anche il dovere di rimarcarlo. A maggior ragione essendomi dichiarato apertamente contrario alla cacciata, per me ingiusta, di Colomba. E dicendolo aiuto anche Donadoni, il quale farà pure di testa sua, ma se da me (e non mi pare di essere il solo) si sente dire che in attacco c'è qualcosa che non quaglia, magari ci può pure riflettere su.
    Neanche Colomba aveva la bacchetta magica, ma in due partite la metamorfosi, come rimarcato ieri da Luca Russo in un suo commento, si era vista chiara e tonda: con Donadoni abbiamo visto per due volte di di fila due partite alla Colomba. E che con Colomba l'avremmo persa è una sua pura illazione di cui non avremo mai la controprova, mentre che Parma-Siena assomigliasse a Parma-Chievo e Bologna-Parma a Cagliari-Parma è un dato di fatto. Bacchetta magica o non bacchetta magica. Se Giovinco dovesse poi perdere la Nazionale chi lo ripaga il danno economico? E se Giovinco era stato valorizzato da Colomba, perché non posso dirlo? E poi i confronti col passato da che mondo è mondo lo si fa a tutte le latitudini: non capisco perché non possa farlo io, argomentando il mio pensiero con 10.000 caratteri di spiegazione e non parlando per assurdi e insulsi luoghi comuni sparati a vanvera.
    Il nuovo mister è già sostenuto dal proprietario (fino a quando, logicamente lo amerà): a me è richiesto di essere obiettivo e tale ritengo di esserlo. Come ho criticato Colomba, col quale non ho mai cenato assieme, posso criticare Donadoni che pure mi sta simpatico per l'approccio che ha avuto. Ciò non toglie che, risultato a parte, il Parma non sia affatto migliore di quello di chi l'ha preceduto. Cordialmente Gmajo

  3. Quelli appunto circa la mancata valorizzazione dei giovani. Capo d'accusa che, a mio giudizio, non sta affatto in piedi. Anche perché Colomba aveva capito, dopo un'estate di lavoro, chi fossero i più affidabili, mentre ora Donadoni, per sua stessa ammissione deve perdere del tempo prezioso (sebbene assistito dalla buona sorte dei risultati) a cercare di capire se Valdes è meglio di Biabiany…
    E anche la famosa mentalità perdente inculcata, a Suo dire, ai calciatori: se così fosse lo scorso anno, come temevo accadesse (vada a rileggersi cosa scrissi quando scelsero Colomba, visto che dice che dovrei sostenere Donadoni… Se se lo meriterà gli dirò bravo, per ora non me la sento. Anche a Colomba gli dissi bravo dopo che mi aveva convinto, ma non certo prima, quando parlai di mossa della disperazione…) non ci avrebbe salvato in carrozza. E poi se Donadoni mette un terzino per un attaccante va bene, va lasciato lavorare, se lo faceva il salvatore Colomba, invece giù fischi a valanga e l'accusa di essere un difensivista. Un difensivista che ha fatto fare il record di gol all'andata al Parma (assieme al suo successore). Record ex aequo con un altro noto retrogrado del calcio che non faceva divertire, Francesco Guidolin, che langue con la sua Udinese al terzo posto, zona Champions League…
    Ai luoghi comuni a vanvera ha fatto bene l'allenatore a replicare elencando la sua lista di meriti (magari un po' esagerata), anche perché gli stava sulle scatole esser fatto passare per quello che non è (o che non si sente).
    Segnalo, infine, le prime dichiarazioni pubbliche di Ghirardi sull'esternazione di Colomba, pubblicate oggi da fcparma.com e pronunziate dal presidente in Lega. "Colomba? “Lo stimo, è una brava persona e un grande allenatore che mi ha fatto gioire, ma gli telefonerò perché alcune delle sue dichiarazioni non mi sono piaciute”.
    Cordialmente Gmajo

  4. Ripeto: colomba ottimo allenatore per situazioni disperate, pessimo, per non dire peggio, a stagione in corso.
    Saluti.

  5. Mi perdoni, Roger, ma anche questo è un luogo comune.
    Sperando di non aver perso la sua stima… Gmajo

  6. Gabriele al di là di tutto, sei davvero convinto che la gestione Colomba in questo primo scorcio di stagione sia stata così positiva? Vorrei ricordarti le goelade che ci portiamo sul groppone contro Juve, Milan, Inter e Fiorentina; i pareggi interni contro squadre scadenti quali Palermo, Lecce e Catania; la sconfitta al Tardini contro la Rometta di inizio stagione e la partita di Novara, persa contro l'ultima in classifica cui mancavano 6 titolari. Ricordo ottime prove solo contro Genoa, Udinese ed Atalanta. Volutamente non ho inserito la vittoria di Napoli perché a mio giudizio è stata decisamente fortunosa. Secondo me era lecito aspettarsi molto di più e non venirmi a raccontare che Colomba ha lasciato la squadra a più sette sulla zona retrocessione perché tu stesso ti sarai reso conto che il livello delle ultime tre è davvero indecente ed il girone d'andata del Parma prevedeva quasi tutti gli scontri diretti con squadre alla nostra portata giocati al Tardini, dove avremmo dovuto fare molto di più. Se poi vuoi sostenere che l'esonero è stato affrettato, sei liberissimo di farlo e posso anche essere d'accordo con te, ma far passare Colomba per uno che ha valorizzato il patrimonio della società è un insulto all'intelligenza dei tuoi lettori. Tutti i giovani della rosa sono stati impiegati con il contagocce, in partite proibitive come a San Siro contro il Milan e per giunta fuori ruolo. Che Colomba avesse un cattivo rapporto con lo spogliatoio è peraltro dimostrato dalle dichiarazioni rese dai calciatori in conferenza stampa. Nessuno lo ha difeso ed anzi da più parti sono venute accuse più o meno velate, cui Colomba ha replicato in modo ben poco signorile nella conferenza stampa della scorsa settimana. Signorilità che peraltro non ha dimostrato neppure ieri nell'intervista resa ad un giornale bolognese, ove ha sostenuto che l'unico esonero per cui ha davvero sofferto è stato quello di Bologna. Dichiarazioni che a parti inverse, Pioli non avrebbe mai fatto. Tutto ciò comunque non mi sorprende. Qua si continua a dire che Colomba è un gran signore ma se non sbaglio, agli inizi degli anni ottanta fu anch'egli coinvolto nello scandalo scommesse. Per carità, sarà stato un peccato di gioventù, ma credo siano fatti che non vanno dimenticati, visto che sono purtroppo ancora di stretta attualità. Infine, vorrei darti un consiglio Gabriele: sei liberissimo di sostenere Colomba sine die, ma fai attenzione perché rischi di fare la figura del Boni di turno, che per difendere Marino ad ogni costo, ha crocifisso Colomba per mesi, al di là dei suoi demeriti. Davide.

  7. Non ha ancora perso la stima, però se nel suo blog si ritirerà fuori sempre il nome ed il fantasma di colomba ad ogni partita, non le nego che il mio interesse verso il suo blog calerà in modo deciso.
    Poi Lei, essendo lo scrivente, può operare come meglio crede.
    E questo non è un luogo comune.
    Saluti.

  8. Ciao Davide, per la tua ultima affermazione ho già dato mandato al mio avvocato di querelarti… 🙂 Per piacere, puoi dirmi di tutto, ma non che sono come Boni, dal cui stile sono lontano, spero me lo si riconosca, anni luce… L'elencare i lati positivi di un allenatore non significa sminuire gli eventuali lati positivi di un altro. Non sono un integralista come il Saltimbanco, il quale, sposato una causa persa, la porta avanti senza ritegno, come ha fatto con Marino, per cui solo quello era un genio e tutti gli altri (tra cui un certo Guidolin, cui ha fatto una battaglia ignobile) dei coglioni. Io non vado in televisione a fare il teatrante da avanspettacolo, quanto ad esprimere (quando ci riesco) delle opinioni, che magari potranno essere sbagliate, ma certo ben ponderate prima di essere esposte, con una ricchezza di elementi di spiegazione e motivazione a supporto. Quindi se difendo Colomba, da un esonero "di pancia" non è per dare contro a Donadoni, il quale mi è pure piaciuto nell'approccio. Certo se vedo due partite in cui la sua squadra, ad essere generosi, si è espressa nello stesso modo di Colomba, non certo meglio, a me parrebbe persino peggio (parlo dell'attacco; in difesa, in effetti sta andando meglio)non vedo perché lo debba tacere.
    Nella tua elencazione di partite hai saltato Napoli-Parma, perché a tuo dire fortunosa. Ebbene anche le prove fortunose (qualora lo sia stata davvero e non solo ai tuoi occhi) debbono essere messe in conto. Così come il fattore C finora è quello che ha caratterizzato l'abbrivio di Donadoni. Con la differenza che di solito vince le prime due, stavolta, invece, ha vinto la prima (dopo che la squadra teoricamente propositiva era stata costretta dagli avversari a rinculare nella propria metà campo, difendendosi a 5) con il Siena e pareggiato col Bologna timoroso quanto il Parma di vincere.
    Poi non sono così cretino da non considerare le perle all'incontrario di quest'anno a casa delle grandi, vera ragione, a mio modesto avviso, del suo licenziamento. Ma in quei corti circuiti collettivi lui sarà stato partecipe delle colpe, ma non il solo grande colpevole, così come è dipinto dai suoi detrattori. Io stesso, che passo per essere il suo avvocato difensore, gli ho sovente mosso delle accuse (vedi ad esempio l'accantonamento di Crespo ad inizio stagione), ma quelle che sono risibili (come quando si accusava Malesani di andare a dormire a Verona anziché a Parma), io le confuto. E lo faccio con tutta la mia forza. Non si può dire che Colomba abbia rovinato il patrimonio del Parma perché non ha schierato i giovani. E' una cavolata pazzesca. Secondo te Donadoni, se il piccolo Leo non fosse stato male, avrebbe schierato Musacci ad inizio ripresa? E a inizio gara non ha dato fiducia agli stessi titolari – Morrone e Galloppa – battezzati da Colomba? Musacci è la prima scelta per le loro defezioni, come la era diventata nel tempo anche con Colomba (si vedano gli ultimi tabellini). Prima, quando Galloppa era impresentabile, aveva scelto di sostituirlo con Jadid, il quale aveva fatto bene sufficientemente. Ma queste sono quisquilie: ha o non ha fatto rendere al meglio Biabiany e Giovinco (al contrario di quello che è accaduto fino ad ora con Donadoni)? Non sono questi i reali valori della squadra? Va messo in croce un povero Cristo solo perché pensava di utilizzare i rincalzi quando venivano utili o pronti? Io non offendo l'intelligenza dei miei lettori: proprio perché li reputo intelligenti cerco di farli andare più in là del proprio naso o dei soli luoghi comuni, o della vulgata in circolazione. Continua

  9. (prosegue) Colomba ha pagato perché sui grandi palcoscenici il Parma non ha funzionato, esattamente, cioè, in quei posti dove Ghirardi vuol fare una bella figura. Quindi sono d'accordo con te che tra i capi d'accusa ci vadano messe le partite da te citate suo grandi palcoscenici, ma non raccontiamoci le favolette sulle seconde linee. Senza dimenticare che i vari Brandao, Palladino e C. spesso erano indisponibili. E non appena sono stati disponibili li ha utilizzati anche Colomba.
    Il rapporto Colomba-giocatori: caro mio, se sulla Gazzetta di Parma e sulla Gazzetta dello Sport il giornalista che sanno tutti essere più vicino al presidente Ghirardi ti scrive chiaro e tondo che questi è scontento e che ha fischiato anche lui (in senso figurato), che ha lasciato lo stadio e soprattutto ha fatto il nome di chi è stato contattato per sostituirlo (Delneri che ha rifiutato), secondo te i giocatori cosa fanno? Senza dimenticare la plateale delegittimazione dopo la partita col Milan con tanto di assenza di Leonardi nella panchina aggiuntiva. Questo per dire le cose che si sanno all'esterno: pensa tu all'interno se i giocatori non dovevano pensare Colomba come un morto che cammina. E una volta capita da che parte tirava l'aria anche i giocatori lo hanno scaricato (più o meno consapevolmente). Giovinco, poi, avrebbe fatto bene a ringraziare questo allenatore che lo ha fatto risorgere dopo le sue deludenti prestazioni nella pressoché totale era Marino, anziché dire che Donadoni, essendo più giovane, sarà più innovativo. Vedremo se le innovazioni gli sortiranno gli stessi vantaggi della posizioncina che gli aveva ricavato Colomba.
    Se pensa di aver sofferto solo per l'esonero di Bologna e lo ha dichiarato ha fatto bene, ma bisogna anche vedere chi ha scritto cosa voleva scrivere. Se ti leggi bene la la conferenza o guardi i video che abbiamo pubblicato, puoi capire quanto possa aver sofferto a lasciare ingiustamente Parma. Infine il Calcioscommesse degli anni '80: l'argomento è stato trattato da una intervista che il sottoscritto aveva fatto a Colomba a Bologna alla fine della scorsa stagione. Qui non si nasconde nulla, ma dopo 30 anni una sentenza, peraltro lieve, può passare in oblio. Se un ragazzino ha fatto una cavolata (e poi bisogna anche vedere quanto la realtà processuale rispecchiasse la verità reale: mai pensato che sarebbe stato meglio far pagare un piccolo conticino al più giovane, piuttosto che "rovinare" una intera squadra con sanzioni più pesanti a dirigenti o compagni più importanti) non gli si può imputare la questione in eterno. Aveva pagato il suo conto con la giustizia allora? Bene. Adesso è quella brava persona che conosciamo. Quella macchia, se macchia è stata, non c'entra più. Ma noi glielo avevamo chiesto e lui ci aveva risposto. Ciao Gmajo

  10. Caro Roger, non credo che lei legga il mio blog per trovarsi totalmente (o parzialmente) d'accordo con le mie argomentazioni: può essere che ci si trovi in accordo o in disaccordo a seconda delle volte. L'importante è portare avanti un dialogo con argomentazioni. Il fantasma di Colomba è nell'ordine naturale delle cose che continuerà ad aleggiare, fino a quando, perlomeno, Donadoni non avrà dimostrato di aver saputo fare meglio del suo predecessore. Del resto se Guidolin, tanto per continuare a dar vita ai fantasmi, non fosse stato messo in condizioni di salutare, probabilmente il famoso progetto tecnico avrebbe potuto progredire, risparmiandoci le tristezze di Marino e le gioie e poi le delusioni con Colomba e l'arrivo di Donadoni. Ribadisco quanto già detto sia a lei che a Davide poco fa: io non ce l'ho con Donadoni, né mi pare di aver scritto nulla di male contro di lui. Né è nelle mie corde attaccare un allenatore per difenderne un altro. Non faccio parte del Circo e non mi piace fare il Saltimbanco (né con la S maiuscola, né minuscola). Nell'ambito delle valutazioni post gara è fisiologico che parli di cosa funziona o in funziona dopo un cambio di guida tecnica che ho sempre detto non aver condiviso. E ho sempre portato avanti le mie motivazioni, argomentandole forse fin troppo. Non mi vedrete mai andare in giro con la t shirt con su scritto vattene al migliore allenatore che probabilmente abbiamo mai avuto, o santo subito o col cuore per un altro. Qui potere trovare delle opinioni, giuste o sbagliate che siano, condivisibili o meno che siano, ma che hanno almeno il pregio di essere originali e poste con equilibrio. Non mi piace il "o sei con me o sei contro di me": io non sono né col Colomba né con Donadoni, sono con me stesso e spero, col buon senso. Cordialmente Gmajo

  11. buonasera a tutti
    Dopo la partita di ieri possiamo tranquillamente dire che il cartello lavori in corso è ancora appeso….come è giusto che sia,donadoni sta cercando di applicare le sue idee e ha bisogno di tempo…tempo che deve essergli accordato anche i virtù d una classifica tranquilla(e per questo grazie colomba se ne ricordino i tifosi dalla "spiccata mentalità offensiva"che da diversi anni ormai mal si sposa con la realtà calcistica di Parma..)però…..se posso dire …non mi convince ne il modulo ne la posizione di giovinco e nemmeno quel tener fuori byabiany..secondo me sta lavorando nella direzione sbagliata ma aspetto a dre giudizi definitivi perchè sarebbe scorreto e pretestuoso…..per ora stiamo vedendo ancora il parma di colomba….io credo che non ci siano troppe correzioni da fare a questa squadra se non rivedere un paio di titolari…..dopo il caso crespo(ormai giunto alla conclusione e che scagiona colomba)magari ne sorgerà uno nuovo ??abbiamo bisogno di un caso Giovinco per caso??…
    ciao a tutti
    Filippo1968

  12. Majo, affermare che è un luogo comune il fatto che ha stagione in corso il buon colomba è stato esonerato però è errato: non è un luogo comune, è un dato oggettivo(basta analizzare il curriculum).
    Quindi colomba, quando si ritrova una squadra sin da inizio stagione, è un allenatore assai mediocre e, secondo la mia opinione, bene ha fatto ghirardi a cacciarlo. Se poi le cose dovessero farsi difficile, si può sempre richiamarlo per un'altra impresa disperata.
    Saluti.

  13. Convengo con te che il tuo stile sia molto lontano alle intemperanze televisive del Boni di Sant'Ilario, però resto della mia idea sulla tua affannosa (consentimelo) difesa di Colomba. Quanto alla fortunosa vittoria di Napoli, mi imputi di non averla annoverata tra le buone prestazioni della gestione Colomba, senza però darmi atto che tra le partite da ricordare del girone d'andata ho inserito Parma-Atalanta nonostante si sia perso al Tardini contro un avversario modesto. Lì giocammo bene e fummo puniti oltre i nostri demeriti. A Napoli fummo invece molto fortunati. Non c'è niente di male ad ammetterlo, ma non si dica che l'unico successo esterno di questo campionato è da attribuire a Colomba! Quella del calcioscommesse era evidentemente una mia provocazione che però va comunque rimarcata. Non condivido peraltro la tua volontà di mettere in dubbio la realtà emersa da quel processo. Vedi, io sono senz'altro un garantista ma in presenza di una sentenza passata in giudicato ritengo che la verità processuale corrisponda necessariamente a quella reale. Colomba è stato condannato ed è quindi colpevole. Senza se e senza ma! Per carità, nella vita si può anche sbagliare… ma uno che viene condannato per aver contribuito a falsare il campionato non può certo essere quel signore che molti si ostinano a dipingere. Quanto all'esonero di Bologna (il solo per il quale ha sofferto), convengo con te che è liberissimo di pensarlo, ma allora non torni a Parma a fare della polemica se la sua recente cacciata non gli ha creato nessuna sofferenza! Ricordo infine che il signor Colomba è ancora lautamente pagato dal Parma FC; dovrebbe pertanto avere un pochino più di rispetto per il suo datore di lavoro… Davide.

  14. ciao Gabriele,
    dato che cerco anch'io, nel mio piccolo, di ragionare con la mia testa senza lasciarmi condizionare da luoghi comuni, di seguito alcuni dati che ci aiutano a capire meglio quanto Colomba abbia “ben operato”.
    Mi riferisco solo a questa stagione, il finale dell'anno scorso fa testo a parte.
    Punti in alla 17° giornata : 19 ( come il tanto e giustamente anche da me esecrato Marino )
    Colomba : 5 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte – differenza tra reti fatte e subite di 10 ( 21-31)
    Marino : 4 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte – differenza reti 3 ( 14-17 )

    E' vero che abbiamo qualche posizione in più in classifica, ma se non contiamo la penalizzazione dell'Atalanta e la Fiore che quest'anno non va, siamo lì e non vedo sta gran differenza di rendimento.
    A te sembra veramente che Colomba stesse facendo un buon campionato ?
    Avranno pesato, come dici te, le sconfitte nei grandi palcoscenici, ma altrettanto quella di Novara e i pareggi interni con Catania e Lecce, arrivati tutti dopo essere passati in vantaggio.
    L' anno scorso abbiamo tutti ferocemente criticato la società per il tardivo esonero di Marino.
    Quest'anno secondo me hanno fatto bene a muoversi prima.
    Se poi la scelta sia stata giusta, come tutti ci auguriamo, lo sapremo solo vivendo.
    Certo, la partita di ieri è stata “bruttarella”, ma che la squadra così come è messa in campo adesso non funziona Donadoni lo avrà visto prima di tutti noi. Almeno spero.

    Febbredacalcio

  15. Buonasera Filippo 1968: "quoto" gran parte del suo contributo. Non credo che si possa ipotizzare un caso Giovinco (anche se quel "mi è antipatico" pronunziato per scherzo dal nuovo nocchiero durante la presentazione sembrerebbe ora essere premonitore…) a breve, al di là della giustissima sostituzione di ieri, considerata la gara no della Formica; semmai potrebbe paventarsi, per Biabiany, la cui esclusione di ieri, a vantaggio di Valdes, mi ha stupito fino lì. In quegli allenamenti a porte aperte che eravamo riusciti a seguire, Donadoni aveva di frequente richiamato Biabiany, il quale tatticamente va da sé che sia un po' indisciplinato. Lungi da noi, però, l'idea di creare casi. Certo se ne prevediamo il rischio è un altro discorso. Vedremo cosa sortiranno gli eterni lavori in corso ma non è certo colpa di Donadoni, se ci sono, semmai di chi continua a non essere contento dei vari architetti avvicendatisi e continua a demolire la casa. Cordialmente Gmajo

  16. Ri-salve Roger non basta leggere un CV per giudicare la carriera di un uomo, in un qualsiasi ambito e anche nello sport. Anche quando vai in un nuovo posto di lavoro ti fanno un colloquio, mica guardano solo cosa c'è scritto sul pezzo di carta, ti ascoltano e magari se vedono in te lo sguardo della tigre alla fine ti assumono. Quello dell'allenatore, poi, è un mestiere particolare, e se lo eserciti in provincia, anziché nelle metropoli, è più facile che collezioni esoneri che scudetti. Posto, però, che la carriera e il CV di Colomba lo conoscevano bene anche i suoi datori di lavoro, sarà colpa sua se lo hanno assunto e confermato, o di chi lo ha preso e tenuto. Colomba non si era certo presentato con la pistola al colloquio e a 7 giornate dalla fine il minimo che potesse chiedere era un contratto per quello scampolo di stagione e la successiva. Se queste condizioni non stavano bene, dovevano tenersi Marino o trovare un altro traghettatore. Una volta scritturato e portato così bene a termine il compito, ovviamente, andava confermato. Non era il massimo per le ambizioni del Parma? Il contratto non andava sottoscritto o stracciato. Che cosa si poteva pretendere di più da un allenatore di provincia? Quello che ha fatto. Mica c'era Mourinho. E mica era pagato da Mourinho. E sarebbe bene che si capisse che il Parma Calcio non potrà mai più competere con Juve, Milan ed Inter, Roma e Lazio, tanta manna se con il Palermo (dove Zamparini a prorpia volta non ha costruito nulla pur spendendo decisamente di più di Tommaso) Fiorentina e Genoa, che hanno budget ben maggiori a disposizione. Quindi con le aspettative calma e gesso. Ma se i primi ad alzare le asticelle delle aspettative dei tifosi sono Ghirardi e Leonardi, noi non possiamo che uniformarci, dicendo con largo anticipo che se Donadoni si piazzerà sotto il decimo posto sarà un fallimento. Ma non suo, di Donadoni, bensì di chi l'ha voluto cacciare per ambizione, dopo aver affidato ad un allenatore provinciale un organico da 12° posto. E questi, al 12° posto aveva sempre fatto viaggiare il Parma. Poi che sia indifendibile per l'encefalogramma piatto della squadra a casa delle grandi è un altro discorso e nessuno lo nega. Ma la sintesi del mio discorso di oggi era: se per arrivare 10° e anziché 12° spendi 2.500 e ricavi 500 chi te lo fa fare? L'ambizione? Io credo che lo stesso Leonardi avesse cercato di far capire in tutti i modi a Ghirardi che era bene concludere comunque così la stagione, per poi cambiare l'anno prossimo.
    Comunque, per tornare a Colomba, reputo lo stesso molto limitativa e superficiale la patente da "allenatore" da miracolo o impresa disperata che gli si vuol dare. Avesse avuto modo di concludere il mandato, magari, avrebbe potuto anche dimostrarlo. Cordialmente Gmajo

  17. Dunque, quasi mi verrebbe da dire "non so da dove cominciare", ma ci provo ugualmente. E' innegabile che Colomba fosse riuscito nell'intento di ritagliare a Giovinco una porzioncina di campo dalla quale il talento ex Juve ha saputo far esplodere tutto il suo potenziale. Ma è altrettanto incontestabile il diritto che Donadoni ha di provare nuove soluzioni, ritenendo che queste possano migliorare una situazione di per sè già abbastanza buona. Insomma, è stato concesso molto "credito" a Colomba, non vedo perchè non offrirne in egual misura anche a Donadoni. Anche e soprattutto per il tempo che impiegherà nel tentativo di raccogliere dai giocatori meno utilizzati quelle indicazioni che durante la gestione Colomba non sono giocoforza venute fuori. Con l'augurio, nel caso in cui certe novità non dovessero sortire gli effetti desiderati, che Donadoni ritorni sui propri passi ritornano al vecchio impianto tattico (cosa in cui Colomba è mancato clamorosamente, proponendo domenicalmente più o meno sempre lo stesso undici di partenza).

    Capisco che sotto il profilo economico convenga valorizzare la risorsa Giovinco, ma la capirei di più se la società non regalasse, di fatto, la risorsa Borini alla Roma. E se Musacci e Pereira, per restare su due nomi citati nell'articolo/opinione, avessero già dato ampia e provata dimostrazione dei propri limiti. Mi spiego: non credo che durante tutta la gestione Colomba i due in questione si siano allenati sistematicamente male da non meritarsi poi una possibilità concreta per mettere in mostra le proprie doti. Ci sarà stata una settimana, un momento, in cui i due in questione hanno offerto un pizzico in più di garanzie dei pari reparto titolari…ma perchè non provarli? E allora, si conceda a Donadoni il tempo necessario per fare le sue valutazioni. Si conceda, insomma, al neo-tecnico di lanciarsi in un attività di scoperta e conoscenza dei propri uomini alla quale il suo predecessore, per motivi che ad ora fatico a comprendere, non si è mai dedicato.

  18. In aggiunta a quanto ho scritto prima: è vero che certi cambi fatti da Donadoni nelle sue due partite, non li avremmo perdonati al buon Colomba. Ma la severità nei riguardi di Colomba era dettata dal fatto che certi suoi cambi erano ormai diventati sismetatici, pur nella loro apparente "follia". Donadoni ha cominciato da poco e vanta nei nostri riguardi un bel credito in termini di pazienza e "sopportazione" 😀

  19. Caro Davide, darò mandato al mio avvocato di invocare per te, dinnanzi al giudice, le attenuanti generiche, avendo tu avuto la compiacenza di riconoscere che il mio stile è molto lontano dalle intemperanze televisive del Saltimbanco (patetica la richiesta di laura ad honorem per Leonardi, ma soprassediamo). A proposito di avvocati: specifico per l'ennesima volta che Colomba non ha richiesto il mio patrocinio gratuito, ma se lo difendo con entusiasmo è perché quando ritengo giusta una causa non mi risparmio nell'oratoria. Dunque non mi pare che la mia difesa sia affannosa come la definisci: io, al contrario, trovo molti più affanni nelle pretestuose argomentazioni dei suoi detrattori. Personalmente non penso di aver mai detto che l'unico successo esterno di questo campionato sia da attribuire a Colomba: certo è la verità. Non mi pare ce ne siano stati altri, fino ad ora… E se quel successo è stato… baciato dalla fortuna, direi che certi risultati negativi siano stati baciati dalla sfiga. La componente buona o cattiva sorte, dunque, potremmo evitarlo. E se proprio ne vogliamo parlare per un successo fortunato credo che ci siano stati diversi pareggi o sconfitte sfortunati. Sul calcioscommesse anni '80 ribadisco quanto già detto: Colomba ha pagato il suo conto e ha diritto all'oblio. E se come dici sei garantista, dovresti rispettarlo. Tanto più che parliamo di una inezia di 30 anni fa. Ad insistere mi pari più giustizialista che garantista. E quel signore lo dipingo bravo e onesto per quello che ho conosciuto. C'è pieno di gente in Italia che si è rifatto una verginità, a partire dai terroristi, adesso mica possiamo star qui a discutere Colomba per un processo di 30 anni fa!
    Perché Colomba abbia sofferto l'esonero di Bologna è stato ben spiegato dai bolognesi Mengoli e Bortolotti a Bar Sport: manco gli avevano fatto iniziare il campionato ! Stavolta più che una sofferenza per l'esonero è per le modalità dello stesso: il fatto che sia stato veicolato il concetto che fosse stato lui a tirarsi indietro, quanto volentieri sarebbe rimasto al suo posto. E dopo che ha dovuto sopportarne di ogni (vedi Orlandini a Bar Sport e certi articoli di stampa) ha preferito dire la sua, magari lodandosi un po' troppo ed esagerando, ma nel tentativo di ristabilire un equilibrio dopo i tanti attacchi ricevuti.
    Infine non cambiamo le carte in tavola: chi ha mancato di rispetto non è certo Colomba, il quale ha chiarito ilsuo punto di vista con il consueto aplomb. Poi che sia ancora alibro paga è vero, che debba ancora ricevere (diversi) emolumenti è altrettanto vero, ma gli fa onore ancor di più aver detto quello che pensava, al contrario di chi proprio perché doveva prendere dei soldi ha glissato sulle modalità del suo addio. Ciao Gmajo

  20. Ciao Febbredacalcio, concludo (per stanotte) il dibattito aperto rispondendo a Te.
    Prendo atto delle cifre che hai riportato, ma ogni campionato fa storia a sé e quindi il confronto Colomba-Marino non è omogeneo. Ma anche lo fosse il distinguo sta tre le aspettative che erano state fomentate con la promessa del calcio propositivo del Picciotto, andate profondamente deluse, mentre che aspettative potevano esserci da un modesto tecnico di provincia quale è considerato Colomba dai suoi detrattori, prima di tutti quelli interni? Il similare andamento dei due, che avevano a propria disposizione un organico sostanzialmente analogo come qualità (forse un po' meglio Marino, anche se non di tanto) testimonia che è da presuntuosi, più che da ambiziosi, attendersi un piazzamento migliore rispetto a quel 12° posto che razionalmente avevo indicato quale possibile obiettivo finale per questa stagione, dal quale non si è mai più di tanto discostato (in meglio o in peggio) il Parma di Colomba. Poi che non si trattasse di un campionato esaltante è un altro discorso. E sarebbe assurdo da parte mia negare le profonde delusioni per le gare da encefalogramma piatto, che sono state anche giustamente criticate dal sottoscritto. Tutto questo, però, non giustifica affatto l'allontanamento dell'allenatore, che aveva dalla sua ogni parametro "vitale". A Donadoni stanno anche dando giocatori diversi, probabilmente migliori di quelli di Colomba (anche se non sono eccitato né dall'arrivo di Okaka, né da quello di Jonathan, diverso il discorso qualora tornasse Mariga. Ma già così il Parma non potrà scendere sotto il 10° posto, pena la dichiarazione del fallimento stagionale. E' Ghirardi che ha posizionato lì l'asticella prima ancora della ufficializzazione degli ultimi arrivi: se poi dovesse arrivare Palombo (pare che sia stato visto in compagnia di Leonardi, almeno mi sembra di aver capito così ascoltando Bar Sport) allora dovremmo puntare dritti dritti all' 8° posto…
    Per me Colomba avrebbe potuto pilotare tranquillamente questa squadra a quel famoso 12° posto e se non ci fossero stati tutti questi mal di pancia presidenziali, sfociati infine nel suo allontanamento, anche qualcosa in più. Il suo esonero era per lo meno prematuro, tanto prematuro quanto tardivo quello di Marino. E tra i due estremi poteva esserci, eventualmente, una via di mezzo.
    La scelta (dell'esonero) per me già adesso non è giusta, quella di Donadoni lo scopriremo solo vivendo. Donadoni potrebbe aver visto come tutti noi che qualcosa non funziona, ma temo insisterà perché quando un allenatore si mette in testa qualcosa (per esempio quello che Colomba si era messo in testa) difficilmente finisce per cambiare idea. E allora ci sarà da ridere (e speriamo non da piangere) quando Giovinco rimpiangerà il vecchio Colomba, che gli aveva ritagliato la posizioncina… Buonanotte Gmajo

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