MORRONE GLISSA SULLE “VECCHIE TROIE DEL CALCIO” DI ORLANDINI

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Obbediente alle parole (del direttore?) e formato al suo divino insegnamento, il capitano ha osato dire: “Ora poche parole e molti fatti”. E così ha evitato di replicare al potentissimo ex dirigente dell’unione industriali, sebbene sollecitato da stadiotardini.com che gli ha pubblicamente riportato la sua esternazione “trash” a Bar Sport di lunedì sera

(gmajo) – Obbediente alle parole (del direttore) e formato al suo divino insegnamento Stefano Morrone ha osato dire: “Ora poche parole e molti fatti”. Nonostante il proposito, la sua conferenza stampa di oggi di minuti ne è durati circa otto in cui, va da sé, ha dovuto utilizzare parole (di circostanza) per commentare l’ennesimo (scusate ma non sto qui a contarli precisamente) cambio di guida tecnica da quando è capitano del Parma. Perché, ovviamente il compito di commemorare il decuius, tocca a lui. Non ha fatto una raccolta di firme tra i calciatori per lasciare un ricordino all’allenatore “scaricato”, come fece il suo predecessore di fascia Cristiano Lucarelli, nell’occasione Gigi Cagni (narra la leggende che non avesse avuto bisogno di raccogliere le firme dei compagni per presentarsi a Ghirardi per dirgli chiaro e tondo, chiedendogli la testa, che alla squadra quel mister non stava bene. E men che meno la sua dieta a zona. Forse rischiava di deperire…), ma Stefano Morrone lo stesso si è sentito in dovere di indirizzare un cenno di saluto al povero Franco Colomba, il quale, non tanto per il siluramento, quanto per le sue modalità, o meglio le motivazioni, non ha nascosto la sua rabbia e la sua delusione al collega Michele Angella di Teleducato che gli ha telefonato, pur negandogli dichiarazioni ufficiali o interviste.

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jonathan belletti 11 01 2012In conferenza stampa Morrone ha così salutato lo scomparso, rispondendo a Jonathan Belletti di Radio Bruno che gli aveva chiesto se era proprio necessario cambiare l’allenatore: “Quando si cambia allenatore innanzitutto dispiace. Colgo l’occasione per ringraziare anch’io mister Colomba per averci dato una grossa mano l’anno scorso in una situazione non bella, perché avevamo un piede e mezzo in serie B. E adesso si riparte e bisogna fare poche parole e molti fatti”. Si sa che un esonero è sempre una sconfitta per tutti, non solo il decapitato (e pure il boia…), ma anche per i reduci: sui calciatori rei di fare le bizze e far cacciare gli allenatori abbiamo letto Pantalone morrone 11 01 2012su parma.repubblica.it, ma più duro ancora ci è andato giù lunedì sera a Bar Sport il potentissimo ex direttore dell’Unione Parmense Industriali Giorgio Orlandini, il quale non ha esitato, nel suo pesantissimo je’ accuse contro Colomba, a definire i giocatori “vecchie troie del calcio”. Quale vecchia troia del giornalismo (scusate il francesismo) ho pensato bene di riferire a Morrone (qualora se le fosse perse) le parole di alta considerazione espresse su lui e compagni da Orlandini (che sabato riceverà il Sant’Ilario per lo Sport dell’Unione Veterani dello Sport) oggi in conferenza stampa, ma il capitano ha pensato bar sport orlandinibene di glissare evitando di cadere nella polemica e replicando i concetti espressi poco prima ad un collega, mentre elencava i buoni propositi per il futuro. Per completezza riporto qui la non risposta di Morrone (fruibile, assieme alla mia domanda, mi scuso pubblicamente per la voce un po’ roca, dal 3° minuto del filmato amatoriale): “Mi ripeto: quando le cose non vanno bene, siamo tutti responsabili e ovviamente i primi attori siamo noi, perché in campo andiamo noi e se sbagliamo siamo noi quindi i primi Gabriprotagonisti. Quello che è il compito nostro adesso è di ripartire con l’allenatore nuovo; di seguirlo, e come ti dicevo prima, e mi ripeto, poche chiacchiere, molto lavoro e soprattutto pedalare a testa bassa”. Amen. Cambiamo argomento: rispondendo a Piovani Stefano Morrone aveva fatto capire che è ancora presto per sapere se il Parma di Donadoni sarà diverso, dal punto di vista tattico, da quello di Colomba. Allora noi abbiamo cercato di aggirare gli ostacoli chiedendogli conto di quel morrone su fcparma comLivorno di Donadoni in cui militavano lui, Lucarelli Junior (ma anche il Senior) e Palladino: “Quell’annata fino a febbraio, poi il mister andò via, era stata straordinaria. Eravamo quinti o sesti in classifica, giocavamo con il 3-5-2, era una squadra aggressiva che giocava bene. Sono stati otto mesi straordinari: speriamo che si possano ripetere e soprattutto che il Mister possa dare quell’impronta”. Speriamo. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 Commenti

  1. Al dottor Orlandini bisognerebbe chiedere chi ha tesserato nel Parma quelle che lui chiama 'vecchie troie'. Il Parma é di proprietà del suo amico Ghirardi si o no? E' il presidente che decide le mosse della società e fissa gli obiettivi di mercato si o no? Giocatori e allenatori hanno le loro colpe, nessuno lo nega, ma non possiamo mettere la testa sotto la sabbia di fronte alla mala gestione di Ghirardi. Ci ha salvato d'accordo, ma se sbaglia va detto!

  2. Non sapevo che Orlandini fosse amico di Ghirardi. In ogni caso l'altra sera per me ha fatto benissimo a evidenziare tutti i limiti di Colomba. Secondo me sarebbe ora di smetterla di contrapporre Colomba alla società: c'è chi difende Colomba, che invece andava sostituito, solo per attaccare Ghirardi. Invece si può criticare Ghirardi e, nello stesso tempo, applaudire all'esonero di un allenatore che evidentemente aveva fatto il suo tempo.
    Infine: lunedì Orlandini perché avrebbe dovuto attaccare Ghirardi? Il tema della serata era l'esonero di Colomba e di quello ha parlato. Non lo si capisce o non lo si vuol capire??

  3. Concordo con l'anonimo qui sopra, Colomba ha fatto male e andava esonerato, anzi da quello che ha detto Leonardi é stato lui a chiedere di essere esonerato. Io mi fido di questa società che non ha mai preso una decisione sbagliata o poco razionale. Abbiamo un presidente straordinario e commovente nel suo amore disinteressato verso la maglia crociata.

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