BUCCI A BAR SPORT: “NON E’ VERO CHE MIRANTE E’ UN PORTIERE MUTO”. E SUL CASO BUFFON: “MEGLIO LE TECNOLOGIE CHE LE POLEMICHE”

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Il preparatore dei portieri crociati ieri sera è stato ospite del salotto televisivo di Tv Parma, dove ha affrontato temi caldi locali (il dualismo tra il titolare e il suo dodicesimo Pavarini) e nazionali (“Bisognerebbe essere sempre onesti, ma credo che nella concitazione Gigi non si sia neppure accorto se il pallone era entrato”)…

LUCA BUCCI A BAR SPORT 27 02 2012(gmajo) – Ieri sera il preparatore dei portieri crociato Luca Bucci era ospite in studio a Bar Sport, il salotto televisivo di Tv Parma e non si è sottratto dall’affrontare temi scottanti di attualità locale (il dualismo Mirante-Pavarini) o nazionale (le dichiarazioni di Buffon dopo il gol fantasma di Muntari: “Se mi fossi accoro che era gol non lo avrei detto all’arbitro”). Di dualismo tra i pali Bucci se ne intende, avendo provato sulla propria pelle quello con Ballotta nelle stagioni 1992-93 e 1993-94, di cui si trovano tracce perfino su internet ad esempio nelle corrispondenze dal ritiro gialloblù del Corriere della Sera, a firma di Roberto Perrone e nella mia memoria nei primi Calcio & Calcio di Teleducato dell’affiatato tandem targato Onda Emilia Ferri-Pallini. Così come, a Torino, se non ricordo male, una volta aveva accompagnato un pallone raccolto in presa aerea all’indietro, facendogli varcare la linea di porta della propria rete. Quella volta l’arbitro occhio di lince vide e convalidò il gol a favore degli avversari. Memore del proprio passato ha così cercato di abbassare le tensioni sugli avvicendamenti tra i pali crociati (nel frattempo un sondaggio in proposito della Gazzetta di Parma “Chi scegliereste tra Mirante e Pavarini” vedeva in vantaggio il titolare, 60%, sul dodicesimo, 40%) e su Buffon (con cui pure ebbe problemi di dualismo in epoca successiva, poi risolti da Ancelotti che puntò sul giovane, con il suo trasferimento al Perugia di Scala) che a suo avviso non si sarebbe accorto, nella concitazione, del pallone di Muntari entrato in rete. “Certo – ha aggiunto indulgente – bisognerebbe sempre essere onesti, ma è molto difficile ammettere di aver subito gol”.

All’interno la trascrizione degli interventi di Luca Bucci a Bar Sport

IL DUALISMO MIRANTE-PAVARINI – “Non c’è dualismo. Nicola è un portiere molto affidabile, quando è chiamato risponde sempre, o quasi, presente. Siamo molto contenti. E’ una persona per bene, col quale mi trovo molto bene. Detto questo per me Mirante tecnicamente ed atleticamente è uno dei più forti d’Italia. Non a caso è nel giro della Nazionale. Mirante non ha fatto male dall’inizio del campionato ad oggi: pur avendo subito tanti gol non ha grandi responsabilità. E si era già scelto che quando Mirante fosse stato bene avrebbe giocato. Mirante oltre ad essere un ottimo portiere è pure un patrimonio della società. Per quanto ci riguarda non ci sono dualismi. Io, quale preparatore dei portieri, ho il compito di farli star bene atleticamente e fisicamente e di farli rendere al massimo entrambi, anche perché è il ruolo più infame che c’è quando si sbaglia. Naturalmente io vengo interpellato dall’allenatore su come stanno, poi è lui che sceglie. Noi su Mirante non abbiamo alcun dubbio, del resto come non ce l’hanno gli allenatori della Nazionale, che non sono scarsi. Quando si parla di patrimonio della società va considerato qualche elemento in più, perché non è che uno possa far giocare un portiere scarso solo perché è un patrimonio della società… Mirante è un portiere di altissimo livello, per come la vedo io. Lui sa quanto lo stimi e sa anche cosa gli dico su quello che dovrebbe migliorare, ma qui non lo dico…”

LE USCITE – “Sbaglia chi afferma che Antonio non sia bravo sulle uscite alte: se proprio vogliamo parlare di qualcosa, se proprio volete farmi sbilanciare sulle sue potenzialità, direi che potrebbe essere più bravo sulle uscite basse. In quello deve migliorare. Ma nelle uscite alte è bravo, perché ha tempo, elevazione, statura. Se vi riferite all’uscita di sabato sera, quando aveva perso un pallone, quello sarebbe stato un cartellino giallo clamoroso, anche se poi ho sentito su Sky Onofri, che è tifoso del Genoa, avendo giocato lì, dire, che non c’era niente… Ma quello era un fallo bello e buono. Punto e basta. Lui stava tenendo palla e l’avversario gli è andato addosso e lo ha spinto…”

MIGLIORATO DOPO L’INFORTUNIO ? – “Io credo che Mirante abbia fatto bene in tutto il campionato, a parte la parentesi con l’Inter, dove magari un po’ tutta la squadra era andata male. Ma a parte questo – e lui sa quanto io lo stimi – direi che un portiere del suo talento il secondo gol lo poteva parare. Ma qui si ritorna al discorso che tutti possiamo sbagliare: ma lui, fino a quella partita lì, aveva fatto quello che doveva. Poi se non aveva fatto il miracolo con il Catania o con il Lecce è un altro discorso, ma c’è differenza tra parate decisive e importanti e parate che un portiere deve fare. C’è molta differenza… Antonio era uscito dopo quella partita persa a Milano e quando è entrato Pavarini è andato bene, perché è un ottimo portiere. Noi siamo felicissimi di avere due portieri così: però questo ha dato adito ed alimentato un dualismo, che per noi non c’è. Anche se poi capisco che c’è chi vorrebbe un portiere alto, biondo, con gli occhi azzurri e a altri che lo vogliono piccolo e moro. Ognuno ha le sue opinioni, però Mirante, fino a quella partita lì, aveva fatto bene il suo campionato”.

QUANTO DEVE CRESCERE ANCORA PER AVERE LA PERSONALITA’ PER GUIDARE LA DIFESA? – “Da quando io sono qui, cioè dalle ultime sette partite dello scorso campionato, per me è già cresciuto. Non dico questo per sminuire chi c’era prima di me, anzi: io penso che Antonio abbia sempre fatto bene e stia facendo bene. E’ cresciuto e crescerà ancora in tutti questi vari aspetti per accrescere le proprie chance di essere un portiere della Nazionale”

PAVARINI GUIDA LA DIFESA PARLANDO, MENTRE MIRANTE E’ MUTO? – “Rispondo con un esempio semplice: non faccio nomi, ma io sono stato allenato da allenatori che avevano la nomea di essere dei sergenti di ferro, ma non era verso assolutamente; così come ci sono degli allenatori silenziosi che la gente pensa che i giocatori li prendano a schiaffi negli spogliatoi… Non bisogna fermarsi all’apparenza. Esistono caratteri diversi: lo stesso vale per il modo di vivere la partita di Pavarini e di Mirante che sono diversi. E hanno pure due caratteri diversi. Nicola ha anche una certa esperienza e una certa età anagrafica. L’esperienza conta nel proprio vissuto. Mirante ha un modo più pacato di stare in porta, ma è cresciuto molto. Non che prima non lo fosse, anzi è cresciuto proprio grazie anche al lavoro dei miei predecessori e siamo tutti contenti”.

IL CASO BUFFON – “Nelle situazioni bisogna trovarsi, è diverso esprimere una valutazione a posteriori su una situazione vissuta. E’ semplice dire io avrei fatto così, ma lui è stato sincero e ha detto una cosa, che è difficile ammettere di aver subito un gol. E’ molto difficile come ammettere che c’è un calcio d’angolo… Bisogna cercare di essere onesti il più possibile, senza ombra di dubbio. Ma non è semplice in una partita così importante. E poi, secondo me, in quei momenti di concitazione uno neanche si accorge se il pallone è entrato o no, non riesca a capirlo bene. Secondo me, però, è inutile fare tanta polemica. Io credo che si potrebbe risolvere il tutto mettendo dei sensori come nel tennis, nel rugby, o nel football americano. Ci sono prove televisive che ti fanno perdere pochi secondi e risolvi subito la problematica. Per evitare che vengano chieste ad ogni azione si potrebbe stabilire di dare una possibilità per squadra a partita, e sanzione in caso di errore. Così o chiedi la prova televisiva o smetti di protestare. La potrebbe richiedere anche lo stesso arbitro, o i capitani. Nel Basket si era deciso così perfino uno scudetto. Ci sono tecnologie per ovviare a certi errori di valutazione che possono capitare, perché l’occhio umano non è una macchina così perfetta”.

(Luca Bucci, ospite di Bar Sport, Tv Parma – Lunedì 27.02.2012 – Trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.