DONADONI E QUEI RETAGGI DEL PASSATO DEL PARMA CHE CONTINUANO A RIAFFIORARE…

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Il video amatoriale della seconda parte della odierna conferenza stampa dell’allenatore al Centro Sportivo di Collecchio

ALL’INTERNO LA TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLE RISPOSTE DI DONADONI AD ANGELLA

Michele Angella (Teleducato) – Guardando la classifica e anche l’andamento del campionato, si ha l’impressione che sotto l’Inter, quindi nella fascia media dal Palermo in giù, ci sia molto equilibrio, perché anche lo stesso Palermo ha fatto degli ottimi risultati, però ha scarso equilibrio e quindi il Parma non sia assolutamente inferiore ad altre realtà: forse, a proposito di personalità e consapevolezza dei giocatori, c’è anche la difficoltà a recepire questo, perché magari si era iniziata la stagione pensando sempre e solo alla salvezza? Può essere questa la chiave di lettura di questo difetto di personalità?

“Potrebbe essere un aspetto, ma più del fatto che dall’inizio dell’anno si sia ripetuto il ‘dobbiamo salvarci’, io credo che si tratti di più di un retaggio che arriva da lontano, di un vissuto che uno ha. E’ chiaro che se uno ha un vissuto di un certo tipo è abituato – come dire ? – ad essere immerso in quel vissuto e quindi ad avere a che fare con determinate situazioni. Bisogna, un attimo, togliersi dalla testa e dalla mente questo tipo di atteggiamento e pensare un po’ più in grande, che non vuol dire fare i presuntuosi, ma capire che se alla fine ci si può giocare una partita come abbiamo fatto con la Juve, piuttosto che con altre realtà di spessore più importante, lo si deve e lo si può fare sempre. Semplicemente quello, senza pensare al discorso salvezza o non salvezza, ma andiamo in campo 90’, giochiamoci le nostre carte per 90’; dal primo momento, dal primo istante della gara. Poi le nostre capacità tecniche o fisiche ci consentiranno di arrivare a 65, 70 o 80, ma fino a quel punto io devo dare il meglio, il massimo, e non pensare di gestirmi – inconsciamente, perché poi non è che uno lo fa con la volontà di farlo – pensando se questi sono bravi, se questi sono forti, cerchiamo di contenerli. No, nel momento in cui pensi solo di contenerli, dopo immancabilmente qualcosa paghi e lo lasci per strada, e poi riprenderla, o buttare tutto quello che hai soltanto perché sei sotto di un gol, è tardi, secondo me. Ti può anche andare bene, puoi anche riprenderle le partite, ma perché non farlo dall’inizio sullo 0-0, magari rischiando pure qualcosa. Possiamo rischiare anche qualcosa, però, rischiando, con la coscienza che puoi anche far del male agli altri”.

Michele Angella (Teleducato) – Le rivolgo, adesso, una delle perplessità che arrivano alle televisioni o ai giornali dal tifoso medio, che magari fatica a capire come mai sia così difficile gestire tre partite in una settimana, e quindi ci siano questi problemi di fatica. Le chiedo se può dare una spiegazione…

“Mah, la spiegazione è un po’ quella che ho detto poc’anzi: è il tuo vissuto, sei stato abituato a fare questo e quindi tutto quello che va a modificare qualcosa rispetto al tuo vissuto, diventa complicato e diventa difficile. Io ho giocato nella mia carriera per diversi anni, domenica, mercoledì, domenica e non è che mi sono ucciso, l’ho fatto e come l’ho fatto io l’hanno fatto in tanti altri, e lo fanno ancora oggi tanti, quindi questi non sono dei superman o dei superuomini. E’ chiaro che a livello mentale c’è una proposta diversa e quindi devi sapere che ti devi gestire in un determinato modo, i ritmi sono diversi settimanalmente, e vanno gestiti con una capacità mentale differente, ma non credo che sia assolutamente così faticoso. Perché poi non giochi 90’ della gara, ma comunque ti alleni, e negli allenamenti qualcosa spendi di più, anche se a livello mentale è più soft, più leggero e più facile da gestire, però noi dobbiamo crescere in questo senso. Bisogna crescere e si può assolutamente migliorare e la testa, in questo, ha una grande funzione”.

(Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 21.02.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.