ELEZIONI, GHIRARDI VOTA PER IL TARDINI

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Nei prossimi mesi Parma sarà chiamata alle urne e i candidati sindaci hanno diverse ricette sul futuro dello Stadio: stadiotardini.com ha chiesto al Presidente se l’Ennio ha sempre la priorità. E la risposta è stata un chiaro, netto, evidente sì…

Il video amatoriale della prima parte della conferenza del presidente Ghirardi

(gmajo) – “Il mio desiderio è rimodernare il Tardini”. Parole di Tommaso Ghirardi. E scrosciano gli applausi del direttivo del Centro di Coordinamento, presente a ranghi compatti durante la conferenza stampa di presentazione del secondo step del Progetto Cina del Parma FC, con la collaborazione instaurata con la società cinese Jangsu Sainty F.C. di Nanjing. A margine dell’evento il presidente si è concesso alle domande dei giornalisti: c’è chi è appassionato di programmi a breve (domanda che ripete ad ogni mini-ciclo) che avrà goduto nel sentire l’amico proclamare che ci attendono “Tre partite per il nostro futuro” e c’è chi come noi di stadiotardini.com ha nel cuore lo Stadio Tardini, per cui uno dei quesiti che abbiamo proposto al Pres durante la conferenza (qui è fruibile la prima parte della videoregistrazione amatoriale) riguardava proprio il futuro dell’Ennio, dal momento che siamo in campagna elettorale e i candidati sindaci hanno differenti ricette in merito: c’è chi, come l’ex Assessore Roberto Ghiretti, si è convertito all’idea di tenerlo dov’è, ma migliorando viabilità e sicurezza e chi come il Signor Rossi cavalca il malcontento dei residenti suggerendo la delocalizzazione altrove con un nuovo stadio edificato a spese del club su area comunale (tipo lo SPIP). La risposta di Tommaso Ghirardi è stata chiara, netta ed inequivocabile ed è quella che abbiamo evidenziato in apertura, sottolineata dagli applausi del CCPC

All’interno la trascrizione delle parole di Ghirardi sullo Stadio Tardini

populismo politicoGabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Se mi consente una domanda sull’argomento stadio, anche perché ci sono le elezioni in vista e ci sono diverse opinioni, diversi pareri da parte dei vari candidati. Lei ribadisce la sua priorità per lo stadio Tardini? Oppure c’è di nuovo l’apertura per una eventuale edificazione di un nuovo impianto su un’area comunale e altrove come qualcuno chiede?

Tommaso Ghirardi (Presidente Parma F.C.) – “Io sono molto orgoglioso di avere lo stadio Tardini perché credo che sia uno degli stadi più belli d’Italia e l’ho ribadito anche ghiretti no alla delocalizzazione dell'enniorecentemente. Noi, come priorità, porteremo tutta la parte direzionale a Collecchio, dove sono già iniziati i lavori per il realizzo della palazzina, e nel futuro non si sa: c’è una campagna elettorale in corso e ognuno usa le sue armi… Il mio desiderio è quello di restare al Tardini, magari mettendo a posto determinate situazioni. Il minimo da fare sarebbe coprire le Curve: fossero state coperte avremmo avuto la possibilità di giocare queste partite che sono state rinviate. Tengo a precisare che la Società, dal mio avvento, ha già speso su questo stadio 3 milioni e mezzo, perciò è chiaro che è uno stadio che ha bisogno di essere rimodernato. E il mio desiderio è proprio rimodernare il Tardini”.

(Tommaso Ghirardi, presidente Parma F.C. – Estratto dalla Conferenza stampa del 23.02.2012 allo Stadio Tardini – Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 Commenti

  1. Le parole testuali: "Nel futuro non si sa…" con ghigno accompagnatorio al minuto 7 e 11 secondi del filmato la dicono lunga su come, in realtà, la partita per un nuovo stadio sia tutt'altro che chiusa. Ora di certo ci sono problemi ben più pressanti, quali la faccenda del deferimento e la salvezza ancora tutta da ottenere sul campo, ma in un prossimo futuro il dibattito verrà nuovamente aperto. Basta dare tempo al tempo.

  2. Mah, caro Parmigiano, la partita per il nuovo stadio al momento mi pare decisamente chiusa. Poi se si riaprirà tra qualche tempo ne riparleremo. Perché al minuto 7 e 11 il Ghiro avrà pure avuto un ghigno accompagnatorio, ma per il resto della dichiarazione mi pare abbia solennemente affermato che la preferenza è sul Tardini. E comunque ribadisco i concetti già espressi nella mia precedente risposta a Lei: di questi tempi ci sono problemi ben più importanti che lo spostamento dello stadio e il candidato sindaco Ghiretti è quello che anziché cavalcare l'onda della protesta ha sancito chiaro e tondo che si tratta di superare i problemi di convivenza residenti e stadio. Quella è la strada da seguire. E sono convinto – se sarà eletto – che Ghiretti darà seguito a questo progetto virtuoso. Spostare lo stadio è uno spostare i problemi. E il calcio – anticipo quello che sarà il tema di un mio prossimo intervento – non può essere ghettizzato in periferia (come vorrebbe la Cancellieri). Mi spiace Parmigiano, ma su questa partita non siamo alleati, ma avversari. Cordialmente Gmajo

  3. Se la partita é persa se ne riparlerà nel girone di ritorno… A parte gli scherzi diciamo che qualora il dibattito annoso e diffuso circa l'obsolescenza degli impianti calcistici italiani dovesse concretizzarsi in una nuova normativa a livello nazionale anche a Parma si riaprirebbe la riflessione collettiva a riguardo. Per ora sono certo che l'argomento sia destinato ad essere archiviato, anche perché non si tratta certo di un problema di cui un'amministrazione comunale possa e debba farsene carico. Io tuttavia sono certo che i nuovi stadi di proprietà siano la soluzione vincente per il calcio del futuro e questo probabilmente è anche il pensiero del Ghiro, come sottolineerò in calce al servizio sulla presentazione del progetto Cina. Quanto al fatto di essere suo avversario in questa partita, caro Majo, non puó che farmi piacere in quanto ogni confronto portato avanti nel rispetto delle regole del gioco ha come esito finale una crescita reciproca. Cordialmente, Parmigiano.

  4. Caro Parmigiano, che i nuovi stadi siano la soluzione vincente per il calcio personalmente non lo credo proprio. Ma forse non faccio testo: io sono piuttosto retrogrado o retro' o nostalgico o come meglio mi vuole definire. Io sono un appassionato dello spartano cinema Astra, o del Cristallo di Fidenza e non certo delle multisala multivuote. Rivedo con nostalgia i filmati del calcio anni 70-80, quando c'era cuore e passione davvero, altro che business e stadi da fighetti con poltrona appresso (e magari i pop corn)…
    Come le ho risposto poco fa sotto un altro post Lei "si illude di percepire ascoltando Ghirardi ed interpretandolo a suo piacere" che questi, solo per diplomazia, dia corda al partito dei "Tardiniani" e poi sotto sotto non veda l'ora di farsi uno stadio. Ebbene: ieri sera le avevo risposto in fretta senza riguardare le immagini, cosa che ho fatto stamani. Il ghigno del Ghiro, la smorfia che Lei ha evidenziato, non sottintendeva, come Lei ha interpretato "pro domo sua" una improbabile apertura all'idea del nuovo stadio: secondo la mia interpretazione, invece, il Ghiro stava sorridendo perché parlava della campagna elettorale e ogni candidato usa le armi che vuole. Il suo pensiero sul restare mi pare chiaro, netto ed evidente. Non si illuda troppo sul secondo tempo: già sta vedendo quello che non c'è…
    Cordialmente gmajo

  5. Egr. Majo, sicuramente l'interpretazione più fedele é la sua, che era presente e che ha potuto cogliere sfumature del discorso del presidente che dal video non è possibile fare. Ammetto altresí di aver forzato le sue parole in base alla mia tesi ragionando per induzione, cosa che spesso porta a risultati fuorvianti. Mi permetta peró di divagare, visto che lo spazio e il tempo me lo permettono, sull'esempio molto calzante che ha fatto parlando del Cristallo di Fidenza. Mi é capitato di andarci non più tardi di un mese fa in compagnia di mia moglie e l'effetto che ci ha fatto é stato di enorme tristezza: poltrone scomode, pessima visuale, audio fastidioso, scarso riscaldamento, sala sporca, soffitto umido, arredi antiquati e, come se non bastasse, il pensiero di non fare brutti incontri all'uscita per raggiungere la macchina parcheggiata lontano e al buio. Non so se pretendere il comfort che avremmo potuto avere al Cinecity con praticamente la stessa spesa sia propriamente da fighettini come asserisce lei: se cosí fosse non avrei timore a definirmi in quel modo. Forse invece chiedo solo di non essere preso in giro. Se poi il Cristallo rappresenta per taluni l'optimum é giusto che rimanga aperto: infatti "De gustibus non disputandum est". Ma non si pretenda che quello diventi lo standard da imporre a ogni spettatore. Cordialmente, Parmigiano.

  6. Salve Parmigiano,
    in realtà anche la mia interpretazione scaturisce da una attenta visione delle immagini registrate, mentre le incidevo, infatti, avevo il mio daffare nel cercare di non effettuare riprese troppo tremolanti… Rivedendo il filmato mi pare di aver colto quel ghigno cui faceva riferimento Lei, nell'attimo in cui il presidente accennava ai politici: ergo mi è parso più normale interpretarlo come un momento di ironia appunto per le diverse strategie dei candidati sindaci alla ricerca di voti, che non un voler sottintendere quelle che a Lei sono parse aperture per la delocalizzazione. Del resto anche gli altri che hanno riportato il pensiero di Ghirardi, dal sito ufficiale, a parma repubblica, gazzetta di parma, etc. vedo che non si sono discostati di molto dall'annoate le medesime mie impressioni.
    A proposito del Cristallo di Fidenza, posto che sono un amante del vintage – io mi vanto di andare in giro con la mia vecchia Fiat Tipo, immatricolata nell'anno di grazia 1988 – magari non sarò il massimo dell'attendibilità nel cercare di attenuare la Sua stroncatura. Io credo che la nuova gestione abbia cercato di apportare un minimo di migliorie rispetto a prima, anche se a me piace proprio per l'atmosfera "revival" che si respira. Io ci sono stato giovedì sera – durante l'interessante rassegna con titoli di impatto e qualità – e non ho provato lo stesso sentimento di tristezza da lei esternato. L'audio era fin troppo elevato, come volume, per lo meno nel trailer iniziale, ma non fastidioso, certo non di fedeltà elevata come nelle multisale, ma comunque non fastidioso. La visuale era sufficientemente buona, anche se non si può pretendere in una antica sala di proiezione parrocchiale di avere gli stessi comfort di quelle cattedrali del deserto che a Lei sembrano piacere tanto (ma come giustamente ha ricordato de gustibus…). Lo stesso dicasi per le poltrone: certo hanno la loro età e non sono ergonomiche, ma ci si può accontentare. Concordo sullo scarso riscaldamento, non tanto ieri, quanto in occasioni precedenti, in compenso la sala non mi è parsa sporca, né il soffitto umido. Gli arredi antiquati contribuiscono a quell'aria vagamente retrò che a me affascina, o strega, anche se capisco che per Lei possa essere orripilante. Sul fatto che la macchina fosse posteggiata lontano e al buio, immagino io quanto potesse essere lontano, dal momento che due posteggi sono al massimo distanti 500 metri con strade illuminate: mentre i brutti incontri (ci sono sovente perfino io in circolazione…) si possono fare dappertutto anche nei posteggi sotterranei o en plein air di fianco alle multisale.
    Detto questo non capisco a chi chieda di non essere preso in giro.
    Circa le tariffe non saprei che dire, non conoscendo gli importi delle multisale, dove per altro ho sentito dire da conoscenti ed affini che per pop corn et similaria c'è da svenarsi. Al di là di questo credo che i prezzi praticati dagli attuali gestori del Cristallo, che lo hanno salvato dalla chiusura, servano a garantirne una sopravvivenza, peraltro ancora piuttosto a rischio. Nessuno dice che quello standard debba essere imposto a tutti, ma in democrazia anche quello standard ha diritto di esistere e di sopravvivere, anche come traccia della nostra memoria. In questa epoca di Suv io sorrido quando li vedo sorpassare da una vecchia rombante Fiat 127… Cordialmente Gmajo

  7. Buondì Majo, al di là dei dettagli siamo d'accordo sul fatto che un vecchio cinema parrocchiale abbia come principale obiettivo quello di far rivivere un'atmosfera dei bei tempi andati. É proprio questo il punto: se si tratta di uno stile vintage del passato per pochi appassionati mi sta benissimo, ma non si pretenda che questo concorra con lo stile contemporaneo, fatto sì di architetture e di tecnologia d'importazione ma sicuramente più confortevole e sicuro. Anche perché dell'aspetto della sicurezza bisogna parlare. Nell'elencare i difetti del Cristallo mi sono infatti dimenticato di dire come le vie di fuga siano alquanto difficoltose, benché a norma, in quanto si tratta di una struttura circondata da stradine che non permetterebbero certo una rapida evacuazione: é vero che difficilmente il Cristallo possa fare il tutto esaurito al punto che in caso di allarme si creino ingorghi nelle uscite di sicurezza ma ció non toglie che non sia quello lo standard. E nella mia reprimenda su quel cinema non volevo certo accusare l'attuale gestione, a cui va dato il merito di uno sforzo quanto meno intraprendente: la sporcizia a cui facevo riferimento riguardava non il pavimento ma i tessuti della sala, comprensibilmente macchiati dall'umidità così come parecchi pannelli della controsoffittatura. Provi a guardare meglio, la prossima volta, se mi sbaglio. Quanto all'audio fastidioso mi riferivo appunto al volume troppo elevato, come anche lei ha avuto modo di verificare, che in alcuni momenti supera la soglia del dolore (non é uno scherzo). Capitolo parcheggi: la serata a cui facevo riferimento era un sabato e i pochi posti macchina nei dintorni erano pieni, così ci é toccato lasciare l'auto più lontano. Non é stata certo un'esperienza traumatizzante quella di fare una passeggiata notturna, né siamo così paranoici da vedere in ogni persona che si incontra un aggressore ma il mio era solo uno spunto ulteriore di riflessione. Spesso si sente infatti dire che ragazze sole vengano aggredite all'atto di risalire in macchina: un parcheggio forzatamente distante dalla sala puó essere per loro una trappola, al di là che si parli di Fidenza o di un'altra città. Il cinema di Fidenza era solo un esempio, per carità, e lungi da me invocarne la chiusura, anche perché vorrebbe dire che tra Salso e Fidenza non rimarrebbe che la sala di via Valentini, tra l'altro anch'essa parrocchiale e dello stesso genere Vintage da lei tanto amato. Il messaggio che volevo trasmettere parlando del Cristallo era analogico, anche perché si stava parlando della costruzione di nuovi stadi. E arrivo al punto. Se posso avere tutti i comfort e tutta la sicurezza possibile non le sembra che sia una limitazione della mia libertà il dover essere obbligato ad assistere a partite di calcio scomodamente e soprattutto non in sicurezza solo perché una frangia di nostalgici si oppone ideologicamente e costruisce barricate all'adeguamento coi tempi? Francamente mi sembra una violenza se il dibattito, anziché rimanere costruttivo e aperto come quello che stiamo portando avanti noi adesso, prende la piega della minaccia e dell'offesa da parte di coloro che sono disposti a difendere il Tardini fino allo scontro fisico (e mi riferisco alle invettive che sorgono altrove quando il dibattito diventa più polemico); se poi si pretende che la scomodità e l'insicurezza siano ció di cui ci dobbiamo accontentare allora la faccenda assume le sembianze della presa in giro, specie se il prezzo del biglietto é di poco inferiore a quello di altre strutture in cui si godono tutti i comfort e i clienti sono in maggiore sicurezza. Spero di aver chiarito il senso delle mie parole. Cordialmente, Parmigiano.

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