L’OPINIONE DI MAJO DOPO ROMA-PARMA 1-0: “VACANZE ROMANE…”

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“Quando Colomba risparmiò a Lucarelli la partita di San Siro venne crocefisso: al new coach, invece, è stata perdonata la scelta di lasciare a casa Floccari. Troppi i cambiamenti rispetto al match con la Juve…”

(gmajo) – Avverto subito i detrattori di Franco Colomba che quella che segue non sarà una sua apologia, pur essendo costretto, dalle circostanze, a fare espliciti riferimenti a fatti e circostanze che riguardano la sua gestione. Tutto questo per offrire la mia consueta valutazione del giorno dopo sulla partita dei crociati, ieri usciti per la prima volta battuti durante il nuovo corso targato Roberto Donadoni (Roma-Parma 1-0), al termine di una prestazione collettiva dei nostri eroi che mi ha ricordato, assai da vicino, diverse altre di quelle agli ordini dell’allenatore precedente. Quando Colomba risparmiò ad Alessandro Lucarelli, peraltro leggermente acciaccato, la trasferta di San Siro contro il Milan, ci fu chi si stracciò le vesti; oggi giorno, invece, per lo meno pubblicamente alcun dirigente si è guardato bene dallo stigmatizzare la scelta tecnica di rinunziare al sano Sergio Floccari, neppure partito per il ritiro sul Tevere. Non solo: a Franco Colomba, sovente recalcitrante nell’effettuare il turn over, dal momento che uno dei capi di accusa era quello di puntare sempre sugli stessi, propose alcune novità alla Scala del Calcio, dando fiducia a qualche giovane, poi rivelatosi non all’altezza della situazione, ne vennero dette di ogni; ieri, invece, l’ esagerata turnazione proposta dal suo successore ha trovato ogni tipo di assoluzione.
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Non sembri, la mia, una uscita alla Conte, noto paladino della Par Condicio quasi come lo era lo scomparso presidente emerito della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro: se ho subito evidenziato una diversità di trattamento riservata ai due strateghi non è per fare il piangina nel difendere quello che alcuni ritengono essere il mio assistito (dovrò essere denunziato per esercizio abusivo della professione di Avvocato, spero nella stessa clemenza riservata a coloro – che non sono pochi – esercitano abusivamente quella del giornalista) quanto per rendere evidente che pur essendo cambiato un fattore (l’allenatore, appunto) il prodotto non è cambiato. Questo perché lo chef deve fare quello che può con gli ingredienti che gli sono stati messi a disposizione. E non sono il solo a pensarla così: stamani il capo servizio della Gazzetta di Parma Paolo Emilio Pacciani ha sancito: “Purtroppo, come anche Colomba prima di lui aveva sperimentato a sue spese, nell’organico del Parma non c’è abbondanza di scelta”. Sulle stesse colonne il sempre lucido Paolo Grossi, dopo aver affibbiato un 5 a Donadoni, lo ha cosi motivato: “Se non hai tra le mani la rosa di una grande squadra, il turnover è roba da maneggiare con grande cura, come fosse nitroglicerina. Ieri Donadoni ha osato troppo, anzi ha iniziato lasciando a casa Floccari E durante la gara, contrariamente al solito, non ha cambiato assetto, come invece la situazione avrebbe richiesto. Non servono effetti speciali, ed è inutile cercare perle dove non possono essercene. Una squadra ben preparata, senza Coppe di sorta, può andare in fondo alla stagione facendo giocare sempre i migliori. Il primo ko non è un dramma, purché serva di lezione”. Dove sono oggi tutti quei geni che accusavano Colomba di non saper valorizzare la rosa perché puntava sempre sugli stessi? Che dicono oggi tutti quelli che dicevano bravo a Donadoni perché da spazio a tutti, compresi quelli dimenticati da Colomba? Ieri il nostro Luca Russo, all’intervallo, aveva già bollato la situazione: a cosa sono serviti i soldi spesi per la trasferta di Roma se in campo è andata una squadra visibilmente in vacanza (di qui il titolo mutuato al celebre film e al remake canoro dei Matia Bazar dei miei tempi)? Squadra visibilmente in vacanza come era già capitato a Torino, Firenze, due volte a Milano, per ricordare solo i grandi stadi, quando il cuoco era diverso? Se allora si parlava apertamente di mentalità sbagliata e mancanza di voglia di stupire, perché oggi non solo ci si accontenta della modesta prestazione di ieri, sorella delle precedenti pocanzi menzionate, ma addirittura ci si propinano valutazioni del tipo “Mi sembra che si stia andando molto meglio rispetto al passato” (Pietro  Leonardi dixit) e “partite così, prima, in certi stadi avevano delle evoluzioni completamente diverse” (Pietro Leonardi dixit). Certo, ieri è finita solo 1-0 anziché 4-1, ma come ha sottolineato Luis Enrique il risultato avrebbe potuto essere più rotondo se Mirante non avesse fatto i miracoli. E lo stesso ha sancito Paolo Grossi nell’incipit del suo resoconto: “Non inganni il risultato: l’1-0 è generoso con i crociati. La Roma, sia pur in modo discontinuo, ha dominato in lungo e in largo e le scelte iniziali di Donadoni le hanno agevolato il compito”. Dunque passi avanti nella mentalità non ce ne sono stati, perché perdere male 1-0 e perdere male 4-1 poco cambia, dal momento che sono sempre zero punti in classifica. E se c’è qualcosa che di Donadoni ieri mi è piaciuto, è stata l’analisi lucida dopo la partita (durante miga tant, anche se quando si va incontro a prestazioni collettive negative una sostituzione da sola difficilmente incide; ieri, tuttavia, il risultato poteva anche essere rimontato, visto che la gara non era stata compromessa da goleade avversarie) quando, appunto, ha rimarcato che notevoli passi avanti debbono ancora essere compiuti sotto il profilo della mentalità. Ammissione onesta che stride con l’apparente serenità con la quale il paladino della mentalità vincente Pietro Leonardi si è presentato ieri dopo la sconfitta, la Gazzetta di Parma titola perfino sorridente, a dire quel che ha detto, di fatto mostrandosi appagato di quanto offerto dai suoi sottoposti. E qui entriamo nel capitolo Borini, giacché l’AD ha affermato: “Anche per me il rammarico è grande, proprio lui ci ha fatto gol. Però, alla fine, siccome ne abbiamo ancora la compartecipazione, i suoi successi sono un po’ anche i nostri. Significa che ci abbiamo visto giusto. In ogni caso ribadisco che questo percorso di Borini è quello che ci dà la forza per il futuro. Forse poteva restare anche un anno a giocare con noi. Ma poi…” Ma poi Piovani si permette di chiosare: “Già, in estate c’era un’altra guida tecnica, forse un po’ restia a lanciare giovani di belle speranze. Ma Leonardi non lo dirà mai davanti ai microfoni”. Bugia, perché, invece, Leonardi, davanti i ai microfoni, lo ha affermato più di una volta che Colomba aveva altre preferenze per l’attacco. Del resto serve sempre qualche capro espiatorio per operazioni apparentemente impopolari. Perché non si dice chiaramente che il Parma aveva bisogno dei soldi della cessione di Borini e che Borini era l’unico che potesse garantire un certo tipo di plusvalenza tra i calciatori in organico? Non è già sufficiente per motivare l’operazione?  La permuta tecnica Floccari-Borini non è certo stata proposta dall’allenatore: è stata una trovata degli operatori di mercato, con il pieno avallo della proprietà e appunto anche dell’allenatore. Ma non è certo stato lui a dire per primo: cedete Borini. Semmai avrà detto: prendete un altro attaccante  importante, “già fatto”, e dunque di garanzia per completare il reparto. Quella di Borini alla Roma è stata una occasione e Leonardi è stato bravo a lavorarci attorno per conseguire il risultato economico raggiunto: e sono certo che se anche Colomba gli avesse detto che non poteva rinunziare a Borini l’AD, di fronte all’offerta importante della Roma, gli avrebbe detto scusaci, ma non possiamo fare diversamente. Poi che anche Colomba preferisse – del resto come un po’ tutto l’ambiente – il collaudato Floccari alla promessa Borini è un altro discorso. Io, ma non lo dico adesso, bensì in quei giorni, avrei evitato di prendere l’ex laziale, dando fiducia inizialmente a Crespo e Pellè, salvo rinviare a Gennaio l’arrivo di un rinforzo al reparto (come era stato il celebrato Amauri dodici mesi prima): ma evidentemente né la società, né il tecnico di allora pensavano che l’Highlander potesse reggere almeno un girone ad alto livello e così è arrivato Floccari ed è partito Borini. Magari Borini avrebbe potuto esplodere a Parma se non si fosse fatta la permuta (i due prestiti onerosi erano equipollenti: 1,5 milioni di euro) però certo sarebbe venuta a mancare l’iniezione di milioni di euro per la cessione di Borini alla Roma dapprima totale e regolata con un diritto di riscatto (circa 7 milioni di euro) da effettuarsi al termine della stagione, poi a gennaio “corretta” in cessione della metà già effettuata (per altro per 2,3 milioni di euro, che a occhio mi sembrano un po’ meno di 3,5 che sarebbe la metà di 7…), ma con il mantenimento del 50% del cartellino da parte del club crociato. Leonardi ha anche di recente ricordato come, nell’ambito dell’operazione multipla con la Roma, il Parma si sia anche assicurato il 50% del cartellino di Okaka. Il quale ieri, all’Olimpico, ha deglutito un altro gol sotto porta, come aveva fatto nella trasferta di Catania al suo esordio. Aridateci Pellè… Infine la questione portieri, peraltro sommariamente già accennata nell’introduzione alla trascrizione delle dichiarazioni post gara del tecnico giallorosso Luis Enrique a Domenica Sport di Radio Rai: non fosse altro per scaramanzia, ma andare a cambiare un guardiano dei pali (Pavarini) che nelle cinque uscite della gestione Donadoni era rimasto invitto, e con prestazioni sempre superiori al 7, per riproporre su un campo tradizionalmente ostico e comunque difficile come l’Olimpico sponda Roma, il guarito Antonio Mirante, è subito parso piuttosto avventato alla gran parte degli sportivi sintonizzati su Sky. Avessimo prestato un migliore ascolto alle dichiarazioni della vigilia da parte di Donadoni avremmo capito che la parentesi del numero 1 si sarebbe di fatto a breve conclusa. Indubbiamente sulla sua decisione avranno pesato le ragioni di valorizzazione di un patrimonio della società (Mirante) difeso a spada trattissima dall’Ad Leonardi in ogni pubblica occasione, non ultima giovedì scorso quando ha ricevuto il premio Amore per il Parma dall’omonimo club presieduto da 42 anni dal mitico Giuliano Baroni. Leonardi, al quale dava particolarmente fastidio la gran cassa attorno a Pavarini, ha sempre detto che non andavano dimenticati i due anni e mezzo a rendimento continuo di Mirante. Ma per lo stesso principio di meritocrazia il suo più anziano collega avrebbe meritato di tenersi il posto anche in altre occasioni, anziché dover forzatamente uscire di scena, peraltro a testa altissima, dopo esser stato l’incontrastato eroe della gara con la Juventus. Capisco che il calcio sia un gioco di squadra ed ogni singola pedina deve esserne al servizio: ma cosa può pensare uno di questi singolo se un suo compagno da otto in classifica viene messo da parte solo in ossequio a precedenti gerarchie non sovvertibili neppure da un ottimo rendimento? A Pronto chi Parma Alberto Michelotti, seguito da una pletora di telespettatori, ha ribadito che Pavaren dà maggiore sicurezza al reparto difensivo (e non sarebbe stato un caso, dunque, che ieri abbia ripreso a balbettare, per la prima volta durante la nuova gestione): nel caso del gol preso (evento comunque decisivo ai fini del risultato) il restaurato numero 83 non è parso irreprensibile, pur avendo – dopo – limitato i danni, parando alcune nitide occasioni degli avversari. La gestione circa questo avvicendamento non mi ha convinto per nulla, così come maggiore accortezza, magari con l’utilizzo di qualche piccola bugia (tanto ce ne dicono sempre talmente tante che una più una meno…) si poteva avere nella gestione dell’affaire Floccari, inventandosi almeno un diplomatico dolorino… La partita di Roma si è persa già di lì. L’ultimissima considerazione mi è venuta leggendo nel pezzo di Ceparano, autore dell’intervista post gara a Morrone per la GdP, l’affermazione “lo splendido 0-0 contro la Juventus”. Splendido ? Capisco l’anti iuventinità del popolo crociato, ma “splendido”, per me, come aggettivo mi pare un tantino azzardato. Magari potremmo chiedere un aggettivo  più azzeccato in prestito a Luca Ampollini, che è uno che di aggettivi se ne intende, a parte quando ci spaccia per tali, come ha fatto ieri sera a Pronto chi Parma?, dei participi (che quindi sono verbi)… A parte le battute, indubbiamente avere limitato i danni in casa con la Juve, fatta schiumare di rabbia alla fine, è di notevole soddisfazione, ma il primo tempo con i bianconeri era stato tutt’altro che propositivo. Direi perfino provinciale. E le gare dovrebbero durare 90’, non un solo tempo. Lo dicevamo all’epoca di Colomba, a maggior ragione lo ribadiamo adesso. Tolti i risultati indubbiamente positivi raccolti con il nuovo allenatore, sarò miope, ma direi che di altri grossi miglioramenti rispetto a prima non ne ho proprio riscontrati, a cominciare dalle prestazioni. Ma questa non è certo una colpa del nuovo mister, quanto di chi dovrebbe obbedirgli. Poi che lui sia costretto ad esperimenti, avendo preso la squadra in corsa, è un altro discorso. Ma gli esperimenti fatti all’Olimpico, nel nome del turn over, si potevano tranquillamente evitare. Il Parma aveva giocato mercoledì sera, ma veniva da due turni con gare rinviate, e il prossimo impegno sarà sabato: io non vedevo tutta questa esigenza di risparmiare le forze cambiando mezza squadra. Né mi pare si possa argomentare che il Parma abbia faticato all’Olimpico poiché stanco per la gara di mercoledì sera: ci sarebbe di che preoccuparsi. Gabriele Majo
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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

10 Commenti

  1. Caro Gabriele, ammiro la tua costanza nel difendere l'operato di Colomba. Ti invito però a riflettere che se oggi ci troviamo nella parte destra della classifica è merito del tuo "assistito", che ha guidato la truppa crociata fino a dopo Natale. Penso in particolare ai penosi pareggi interni contro Lecce e Catania ed alla vergognosa sconfitta di Novara. Taccio delle trasferte di Milano, Torino e Firenze perché sarebbe fin troppo semplice. Colomba è indifendibile; la tua ostinazione ti fa onore ma non credo possa giovare alle sorti del Parma. A me Donadoni non piace granché ma devo dargli atto che i risultati (almeno fino a ieri) gli hanno datto ragione. Perdere a Roma (per giunta 1 a 0) ci può stare e tirare a mano il vecchio allenatore alla prima sconfitta del suo successore mi pare decisamente pretestuoso ed inelegante. Perché non hai parlato di Colomba dopo la vittoria esterna di Verona? Perché non l'hai fatto dopo il buon pareggio con la Juve? Rivedendo la partita di ieri, ammetto che il Parma ha giocato maluccio (non che avesse fatto meglio a Bologna, Catania e Chievo del resto) ma ha perso 1 a 0, senza subire le umilianti goleade cui eravamo abituati quando a guidarci c'era il tuo assistito. Per la verità abbiamo anche avuto l'occasione per pareggiare la partita… Peccato che là davanti ci fosse Okaka (attaccante impresentabile come dissi in tempi non sospetti). Appunto, la differenza sta tutta qui… noi abbiamo Okaka, loro hanno Borini… stessa occasione, stessa posizione, uno la spara in bocca al portiere e l'altro fa goal… Quale sia la colpa di Donadoni in tutto questo proprio non riesco a capirlo… Davide.

  2. Caro Davide, lo avevo scritto in premessa: la mia non vuole essere una apologia di Colomba, ergo un jè accuse nei confronti di Donadoni. Me ne guardo bene, anche perché quest'ultimo, come il suo predecessore, è un galantuomo, sicché non mi va di attaccarlo per niente.
    La mia è la elementare constatazione che se anche cambi lo chef (Parma Taste docet), ma gli ingredienti sono gli stessi (alias i giocatori), il piatto di poco cambia. E con Donadoni cuoco il piatto è cambiato ben poco rispetto a quando in cucina c'era il povero Colomba.
    L'unica cosa che erano cambiati erano i risultati, ma non avremo mai la controprova che non sarebbe accaduto lo stesso se quello che tu definisci il mio assistito non fosse rimasto al suo posto. Dopo due mesi di sfiga, infatti, un po' di culo poteva capitare anche a lui. Scusa i francesismi.
    Non avevo più parlato di Colomba perché mi ero ripromesso di non farlo, per non infastidire chi, tipo te, mi definisce il suo avvocato. Ma , stufo di sentire corbellerie del tipo che se Borini è stato ceduto è perché non lo vedeva Colomba o altre amenità di questo tipo, mi sembrava giusto far timidamente suonare anche la mia piccola campana.
    Perché se loro hanno Borini e noi Okaka la colpa non è certo di Colomba.
    Il Parma ha giocato maluccio, cioè esattamente come avveniva con Colomba, nell'intera gestione di Donadoni, palesando gli stessi identici problemi: nessun tiro in porta, squadra timida, mancanza di mentalità. Con Donadoni rispetto a Colomba erano cambiati solo i risultati. E dici poco… Sulle prestazioni dei calciatori c'è stata grande continuità. Ma non è un demerito del nuovo arrivato così come non era colpa di chi è andato via. Perché se il Parma è nella colonna a destra è perché quello è il suo posto, anche se ci fosse Mourinho alla guida, perché questa squadra era da dodicesimo posto con Colomba ed è da 9-1o° con Donadoni, perché il mercato (Mariga, ieri per altro non convincente) l'ha migliorata.
    Con Donadoni per fortuna non avevamo pagato (nei risultati) fino a ieri il tempo perso a capire la squadra, per tornare esattamente al punto in cui era arrivato Colomba, cioé che è meglio fidarsi degli stessi piuttosto che cercare del freddo per il letto inseguendo improbabili nuove vie (vedi Venturini-Valdes di ieri…, Palladino per Floccari e compagnia bella).
    Donadoni ha avuto la grande intelligenza di assestare la difesa a tre e presentare un più ordinato e fortificato centrocampo a tre e di capire, relativamente presto, che non appagaa proseguire con l'idea iniziale del 3 4 3 che tanto ha fatto male al trio d'attacco. Poi quando ha capito che Giovinco doveva giocare alla Colomba come per incanto abbiamo assistitio alla fioritura fuori stagione della Formica.
    Dunque, se il Parma con Donadoni ha di fatto lo stesso atteggiamento che con Colomba il problema non sta nell'allenatore. Con buona pace dei proclami dell'ultima settimana di Leonardi, per cui con il nuovo tecnico e con questa proprietà ci cavereremo delle soddisfazioni. Magari. Voglia il cielo. Ma se i problemi continuano ad esserci anche con il nuoo allenatore vuol dire che questi stanno da qualche altra parte. E non serve mettere la testa sotto la sabbia. Perché ieri dall'Olimpico siamo usciti solo con un gol sul groppone, ma potevano essere 3 in più come a San Siro, etc. Saluti Gmajo

  3. buongiorno
    Complimenti gabriele…..avrei voluto postare un commento ma………….il tuo pensiero rispecchia fedelmente il mio….riguardo la prestazione di ieri…donadoni… e la dichiarazioni di leonardi,…quindi aggiungo solo una cosuccia breve riguardo la faccenda Borini(che poi è quella che mi preme di meno perchè ormai è fatta ed è irreversibile quindi amen)…premesso che c era bisogno di incassare in estate,ma……..il parma è si una azienda ma soprattutto una squadra di calcio e se hai un giocatore buono…uno dico …uno buono…(ANCHE IN VIRTù DEL FANTOMATICO PROGETTO MAGARI NO???)tienilo almeno un anno e fallo giocare, la plusvalenza che giochi bene o male l avremmO realizzata lo stesso se non erro è arrivato a parametro…insomma,dopo rossi il ghiro per necessità di soldi e paura di rischiare ne ha pestata un altra e anche bella grossa…ci vuole una gestione della società meno a gestione famigliare e maggiormente professionale secondo me
    saluti!e rinnovo i complimenti
    Filippo1968

  4. In effetti per borini si poteva avere un po' piu di pazienza, quella che ci mette l'udinese quando frena gli assalti ai suoi gioielli da parte delle grandi e li vende sempre al momento giusti ricavandoci il massimo. Con borini hanno avuto la possibilità di fare una plusvalenza sicura e hanno ceduto alla prima richiesta. Bravi quelli della roma che fra un paio d'anni possono trovarsi un calciatore da 20-25 mln se continua a crescere. Pure il bologna è riuscito a tenere ramirez sapendo che col passare del tempo avrebbe aumentato il suo prezzo, ma qui no, c'è stata fretta. Cosi come c'è stata fretta di esonerare colomba per prendere uno dello stesso livello. Il Parma di donadoni non credo che sul piano del gioco stia piacendo di più… Anche perché gioca proprio male, c'è poca qualità in mezzo al campo e si vede. Partite divertenti ne ho viste poche e mi pare che la squadra adesso abbia come compito primario quello di difendersi provando a ripartire (anche se a bologna ad esempio non ripartiva neanche) e accontentadosi sempre del pareggio fuori casa. Aspettavo una trasferta con una grande per valutare meglio e come pensavo l'unica nota positiva da quando c'è donadoni riguarda i goal subiti. Da questo punto di vista siamo migliorati per il resto no. E ne ha giocate troppo poche per dire che i risultati sono migliori, aspettiamo ancora 10 partite poi faremo un confronto. Spero di sbagliarmi e di vincerle tutte, ma ho il dubbio che piu o meno i risultati saranno come con colomba, perché a mio avviso non era lui il problema.

    Tino

  5. sarà una salvezza risicata la nostra….un 2/3 vittorie in casa e noiosi pareggi quando capita fuori………colomba arrivoò a parma perchè nessuno era disponibile su piazza in quel momento per il dopo marino….colomba è arrivato ci ha salvato anche brillantemente…..ma….ma….non era l allenatore che il nostro presidente voleva,e tantomeno Leonardi se lo sono trovato in casa,infatti lo hanno lasciato solo a partire dal mercato fino ad esporlo come capro espiatorio a seguito della sconfitta roboante dopo l inter….nonostante la classfica fosse in linea con le potenzialità e gli obiettivi della squadra,….l organico presenta lacune de evidenti anche ad un osservatore superficiale..sono gravi ed incolmabili nell intero reparto di metacampo sia in fase d impostazione e di interdizione…per non parlare delle fascie,inadeguate per dar sfogo alla manovra e incerte e molli in copertura…l innesto del solo Mariga non basta a migliorare le cose quando 3 giocatori su 4 che formano il reparto sono inadatti…galloppa poi è infortunato ma ho il sospetto che il grave infortunio dello scorso anno non ci ha restituito più il giocatore che conoscevamo…. nonostante ciò -…ora che colomba non c è più tutti sono soddisfatti…leonardi ghirardi i tifosi detrattori di colomba…..nessuno dice più niente…..quando capirete che il "ghileo "se non si mette a lavorare ad investire in modo adeguato..stilando un programma che sia visibile e comprensibile a noi tifosi,la situazione sarà sempre questa campionati anonimi senza squilli,e che quando si arriverà ad una serie a ridotta a 18 squadre…..così come stanno le cose ora andremo giù….
    filippo1968

  6. Non sono d'accordo su quasi nulla di questo pezzo, come ovviamente non sono d'accordo sulle consuete argomentazioni anti-società di filippo 1968.
    Di miglioramenti con Donadoni se ne sono visti eccome: la rosa è più coinvolta, la squadra sa usare più moduli, abbiamo un mister che sa leggere le partite, fa quasi sempre le sostituzioni azzeccate e non aspetta la fine della partita per inserire qualcuno, le sue scelte di formazione trasmettono un chiaro messaggio ai giocatori ("si gioca per vincere": vedi sostituzione di Valiani con Biabiany a Verona), la fase difensiva è migliorata e non poco. Quello che manca (perché è la cosa più difficile, più radicata da modificare) è la capacità di trasmettere convinzione a un gruppo carente di personalità fin dai tempi di Guidolin. Un gruppo che tira fuori gli attributi solo quando ha l'acqua alla gola. Su questo, però, Donadoni ha le idee chiarissime, lo ha detto e ripetuto e sappiamo che occorre del tempo. Ora, da qui a rimpiangere Colomba, che schierava sempre la stessa squadra, sempre con lo stesso modulo, non sapeva correggere le partite in corso e a casa delle big non solo schierava una squadra paurosa, ma anche capace di incassare delle goleade, beh, ce ne vuole. Senza contare che la media punti di Donadoni rimane più alta di quella di Colomba.
    Ingiuste anche le critiche specifiche su Parma-Roma. Eccesso di turnover? Ma dove, se l'unico cambio è stato l'inserimento di Palladino per Floccari (sappiamo che Gobbi o Modesto si equivalgono, quindi non si può parlare di turn-over, e Musacci è stato giustamente schierato perché con la Juve aveva fatto bene)? La scelta Mirante ha lasciato perplesso anche me, ma obiettivamente chi sa di calcio e allena, sa che le gerarchie tra portieri vanno rispettate. Se quindi Mirante stava bene, è stato giusto schierarlo (tra l'altro mi pare abbia giocato bene, facendo tre o quattro paratone; mentre sul gol credo che ben pochi avrebbero potuto far meglio). La critica alla società sull'affare Borini infine secondo me è sbagliata, oltre che vecchia di mesi (per quanto ancora continuiamo?). Borini, è un dato di fatto, Colomba non lo vedeva (e il giocatore stesso lo ha dichiarato!). Siccome la Roma ha fatto un'offerta molto vantaggiosa per un parametro zero, beh, Leonardi, che è stato bravissimo a pescare il ragazzo, giustamente lo ha ceduto. L'alternativa è che rimanesse a Parma faticando a trovare uno spazio, anche perché è un tipo di giocatore che con Giovinco non va molto d'accordo. Si sarebbe potuto guadagnare di più dalla sua cessione? Forse. Ma mi risulta che il prezzo della seconda metà sia libero e più Borini gioca bene più questo valore aumenterà. Saranno comunque sicuramente più di 2,3 milioni.
    Lasciamo quindi lavorare il mister. Se non saprà aggiustare nelle prossime settimane fase offensiva e soprattutto mentalità, potremo allora criticarlo. Ma farlo dopo la prima partita sbagliata sulle sei giocate mi sembra ingeneroso. Con buona pace dell'onesto ma mediocre Colomba

  7. Gentile Fedele, il calcio è bello perché è vario, del resto come i gusti. Se no sai che noia. In politica ci si divide tra visioni di destra e di sinistra, senza dimenticare il centro, è evidente che anche nelle robe di pallone i punti di vista non possono che essere molteplici… Non c'è nulla di strano, quindi, se Filippo la pensa esattamente come me, mentre Lei esattamente al contrario. E non è certo mio interesse piegarla al mio pensiero: tenga pure il Suo. Però quando accenna al mio, La prego di rispettarlo fedelmente (come da Suo nick name), senza lasciarsi andare ad eccessive licenze.
    Ho chiarito fino alla noia che il mio pezzo di ieri (del resto come precedenti scritti considerati pro Colomba) non era un jè accuse a Donadoni, semmai a chi ha deciso di cacciare il suo predecessore, senza un briciolo di riconoscenza per la miracolosa salvezza di pochi mesi prima, quando aveva raddrizzato la barca che stava naufragando… nello champagne di Marino. Specificato questo ribadisco un altro concetto che pure mi è caro: non mi piacciono i "muro contro muro". Per cui non è detto perché sono "colombiano" che non possa essere pure "donadoniano": le due situazioni non mi paiono in contraddizione. Del nuovo tecnico, come del suo predecessore, del resto, apprezzo soprattutto l'aspetto umano, per cui non ho alcun tipo di interesse ad attaccarlo tanto per attaccarlo. Né mi va di farlo in generale perché ho troppo rispetto per il mio lavoro, che amo.
    Ciò non toglie che da libero osservatore delle vicende del Parma non possa esprimere le mie valutazioni che hanno il pregio di basarsi sui fatti. Lei ha provato a confutare gran parte dei passaggi della mia "omelia": in questa sede mi permetterò di chiosare la chiosa. Ribadisco: non nel tentativo di convertirla, quanto per meglio illustrare il mio punto di vista, che evidentemente non avevo saputo ben formulare.
    Ecco l'elenco dei miglioramenti che Lei ha ravvisato nella gestione Donadoni: 1. rosa più coinvolta: io non sono convinto che l'utilizzo di più giocatori possa giovare alla resa della squadra; io sono più per puntare su un gruppo bel collaudato. Reputo che certi esperimenti (inevitabili, essendo subentrato in corsa) di Donadoni (penso a Valdes a Bologna, tanto per dirne uno, ma anche il Palladino di Roma) siano nocivi. Per rincorrere la pecorella smarrita c'è il rischio di perdere il gregge (o le migliori pecore del medesimo, vedesi cosa stava accadendo con il 3 4 3 che inizialmente il new coach si ostinava a presentare, salvo poi ravvedersi). 2. La squadra sa usare più moduli: Pur prediligendo il 4 4 2 Colomba aveva sovente apportato cambiamenti (in corsa) alla squadra. Peccato che quando era lui ad inserire un difensore per una punta venisse messo in croce (vedesi la famosa mossa fuori Pellè o un attaccante, per Santacroce o un centrocampista spesso fischiata). La partita col Lecce è stata riacciuffata grazie ad un 4 2 4 che Piangina Conte se lo sogna. 3. Il fatto che Donadoni sappia leggere le partite non significa che non sapesse fare altrettanto il suo predecessore. di nuovo un inutile muro contro muro. E comunque a Roma non mi pare che Donadoni abbia letto bene la partita (tardivo l'inserimento di Biabiany); 4. Scelte che trasmettono messaggio chiaro ai giocatori? Beh, si vede che non è chiarissimo, visto il penoso primo tempo con la Juve, del resto come gran parte di altre gare, con interpretazioni tutt'altro che propositive. Anche se penso che la colpa sia di chi va in campo e non di chi ce li manda. E vale per la nuova e per la vecchia gestione. 5. La sostituzione di Valiani con Biabiany a Verona sarà stato un chiaro messaggio "voglio vincere": ma altrettanto si può dire che l'iniziale Valiani al posto di Biabiany significava la voglio "pareggiare"?

    Continua

  8. (prosegue) – E poi: io non credo che sia l'attuale allenatore – del resto come il suo predecessore che seppe salvare il Parma in sette partite miracolose – a non saper trasmettere al gruppo convinzione. Se poi è stato allestito un gruppo, come mi pare giustamente lo definisca Lei, "carente di personalità", è un altro discorso. Il mediocre (a suo avviso, non certo mio) Colomba, da me ribattezzato Psycolomba riuscì ad eccellere proprio in questo, sapendo far tirar fuori a quel gruppo la personalità necessaria a tirarsi fuori dai guai, riuscendo a vincere gare che sulla carta nessuno immaginava. Men che meno io che accolsi Colomba con uno scetticismo superiore a quello con cui avevo appreso dell'arrivo di Donadoni. Che l'ex ct abbia le idee chiarissime in merito convengo con Lei: non è un caso se è fin dalla prima partita che evidenzio su questo blog le sue esternazioni sulla "questione mentale". E lodo di cuore che lo abbia detto anche dopo la sconfitta di Roma, quando, invece, a parere di Leonardi andava bene tutto madama la marchesa, solo perché l'allenatore si chiama Donadoni e non Colomba. Quelle carenze di mentalità vincente dall'Ad stigmatizzate in maniera così spettacolare dopo la sconfitta di san Siro, sono le medesime all'origine della battuta d'arresto dell'Olimpico. E l'elemento di continuità non è certo rappresentato dall'allenatore. Motivo per cui il problema non era quello. Ma altri. Sul tema specifico Donadoni è tornato pure oggi in conferenza stampa (se non ha avuto ancora occasione senta i due video amatoriali pubblicati) dicendo chiaro è tondo che è l'aspetto più difficile, perché tutti sono capaci di far fare gli esercizi fisici. Bene quel mediocre (secondo Lei) di Colomba, ci salvò riuscendo proprio su questo punto. Ed è un dato di fatto che non si può certo negare.
    poi lei si lascia andare ad esternazioni contro Colomba che non mi metto neppure a chiosare, tanto come la penso lo si può leggere nella mia collezione di pezzi. Tutti atti d'accusa ingenerosi e non corrispondenti ad una razionale verità. Ma quali squadre timorose a casa delle grandi? ma per carità. Anche perché se tornavamo a casa con delle goleade sul groppone è perché c'erano evidenti problemi di disequilibrio difensivo. E qui riconosco – ma del resto non è la prima volta che lo faccio – che il miglior lavoro fatto da Donadoni è stato proprio l'aggiustare le cose dietro, magari con il passaggio alla difesa a 3. Meglio ancora, dopo i tanti suggerimenti della critica, quorum ego, il passaggio al centrocampo a 3, con la rinunzia all'innaturale (per questa squadra) 3 4 3.
    Poi ribadisco di nuovo: io non rimpiango Colomba. Dico solo che il suo ingeneroso esonero, frutto di un capriccio presidenziale, era inutile. E la dimostrazione lampante è che gli stessi problemi di prima (carenza di personalità, assenza di tiri in porta su tutti) sono gli stessi di oggi. E non lo dico solo perché a Roma è finita 1-0 (e avrebbe potuto essere anche 3-0 senza che ci fosse nulla da obiettare), lo dico perché anche in tutte le prove precedenti non ho riscontrato metamorfosi positive in questo senso. Ciò non toglie che non riconosca come Donadoni abbia saputo dare una quadra alla squadra, specie dal punto difensivo (merito in più per uno che predica la propositività). Lei tira fuori la media di Donadoni migliore di quella di Colomba? Beh credo che sia sotto gli occhi di tutto il fattore C che ha accompagnato la luna di miele di Donadoni (magari come poteva essere avvenuto a maggio a Colomba…): dopo due mesi di sfiga non è detto che non avrebbe raddrizzato le sorti anche Colomba, il quale, peraltro era stato delegittimato agli occhi dei suoi calciatori fin dalla partita persa con il Milan. E i giocatori sono abili a capire dove tira il vento…
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  9. (prosegue) – Ed eccoci al Turn Over. Che era un po' il punto di partenza del mio articolo, perché a me stavano sinceramente sugli zebedei gli argomenti portati avanti dagli zelanti detrattori di Colomba a proposito del suo turn over a San Siro ritenuto eccessivo, mentre quello più esasperato di Donadoni all'Olimpico non solo non ha fatto loro storcere il naso, ma è stato perfino difeso e giustificato (non so se le è capitato di sentire in proposito gli argomenti portati avanti ieri sera da Piovani a Bar Sport). A parte l'ormai fisiologico avvicendamento sull'out sinistro degli equipollenti Gobbi e Modesto, io ho trovato fallimentare Jonathan in luogo di Biabiany e Palladino (e poi Okaka) per Floccari lasciato perfino a casa. E il fatto che Donadoni reputi costoro alla stregua di Floccari (senta la conferenza di oggi) non solo mi lascia perplesso, ma mi preoccupa. Sempre per il principio della pecorella smarrita che facevo prima. Bene: dopo aver perso Biabiany gettiamo anche alle ortiche Floccari, per puntare su muscoli di seta o per l'ex che io avrei lasciato là (aridatece Pellè…).
    La questione Borini non è datata, come Lei asserisce, ma di stretta attualità, dal momento che è stato proprio lui a farci gol. Quindi, purtroppo, di attualità lo è eccome… Ho già scritto nel pezzo che il fatto che Colomba lo vedesse o meno non c'entra per nulla con l'operazione mercantile imbastita da Leonardi, il quale mi pare abbastanza grande e vaccinato per potersi prendere tutti gli onori (ma anche le eventuali colpe) della medesima. Se ad agosto fui tra i primi non solo a giustificare, ma pure a lodare l'AD per l'operazione (1.5 euro di prestito che pareggiavano la stessa cifra da darsi alla Lazio per Floccari, più opzione di riscatto per 7 milioni di euro), non altrettanto mi sento di fare dopo la revisione invernale. Perché come ho scritto nel pezzo un conto sono 7 milioni per l'intero cartellino subito, un conto sono 4,6, ricomprando la metà per 2,3, il tutto spalmato in tre anni. Okaka a parte (che personalmente avrei lasciato dov'era) mi sa che manchino all'appello qualcosa come 2,4 milioni di euro. Mica noccioline. Ne riparleremo alla prossima comproprietà? Vedremo. Certo, può essere che si rivaluti, ma intanto la certezza è questa. Come ha scritto qualcuno tra i commenti l'affare alla lunga lo farà la Roma se comprerà per 4.6 un talento che a breve vedrà lievitare il suo prezzo ben oltre la doppia cifra iniziale. Ciò non toglie che il Parma non solo possa, ma debba – per la sua sopravvivenza che è il bene assoluto – fare siffatte operazioni. Dunque non rimpiango Borini, non critico il principio dell'operazione, ma rimango dell'idea che la correzione invernale sia stata più vantaggiosa per la Roma che non per i crociati. Crociati che avevano, però, bisogno di monetizzare, almeno sulla carta, perché come già detto l'operazione, economicamente parlando, è spalmata su tre anni.
    Infine: il mister io lo sto lasciando lavorare in pace – e con me tutti gli osservatori in luna di miele con lui – tuttavia è mio diritto dovere chiosare le situazioni che non mi convincono. Cosa che ho fatto e che continuerò a fare. Così come facevo con Colomba, con Marino e con tutti gli altri che li hanno preceduti.
    Cordialente Gmajo

  10. poi se uno si accontenta…..perchè la squadra cambia modulo in corsa …perchè giocano più giocatori….viene fatto il turn over….ma LA MUSICA PERò NON CAMBIA…SI GIOCA MALE… NON SI SEGNA… SI SUBISCE SEMPRE L AVVERSARIO….allora va bene…contento tu fedele magari sono io che ci capisco poco non lo escludo
    filippo1968

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