ROMA-PARMA 1-0 / LUIS ENRIQUE: “SE IL RISULTATO NON E’ STATO PIU’ ROTONDO IL MERITO E’ DI MIRANTE”

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In diretta a Domenica Sport su Radio Rai l’allenatore giallorosso ha elogiato il rientrante guardiano dei pali crociato: “Ci è capitato di giocare diverse partite in cui oltre ad avere avuto numerosissime palle gol siamo pure riusciti a segnare parecchio: se oggi non è stato così è stato per le qualità del portiere avversario”

(gmajo) – Fermarsi superficialmente al solo dato statistico sarebbe piuttosto ingeneroso nei confronti del rientrante portiere Antonio Mirante, dal momento che la prima sconfitta dell’era Donadoni, dopo la serie aurea di cinque risultati utili consecutivi, è coincisa proprio con il suo rientro tra i pali, al posto del miracoloso Nicola Pavarini, che gli ha restituito le chiavi della porta del Parma dopo l’exploit con la Juventus valsogli l’8 in pagella mercoledì sera, oltre alle quattro eccellenti precedenti prestazioni. Confesso che oggi – magari solo per una questione scaramantica – la pressoché totale unanimità degli spettatori Sky al Circolo Aquila Longhi, all’annunzio delle formazioni ufficiali, è rimasta piuttosto perplessa nell’apprendere la scelta del new coach di privarsi per la prima volta dal suo arrivo del sicuro numero 1, per tornare a schierare il guarito titolare, casacca n.83. I telecronisti, a proposito del gol incassato, hanno asserito che questi avrebbe potuto fare qualcosa in più, ma l’allenatore della Roma Luis Enrique, in diretta a Domenica Sport su Radio Rai, ha sancito che se il risultato non è stato più rotondo per la sua squadra, il merito è tutto di Mirante: “Ci è capitato di giocare diverse partite in cui oltre ad avere avuto numerosissime palle gol siamo pure riusciti a segnare parecchio: se oggi non è stato così è stato per le qualità del portiere avversario”.

All’interno la trascrizione integrale dell’intervista in diretta di Francesco Repice, Filippo Corsini e Filippo Grassia di Radio Rai a Luis Enrique, durante “Domenica Sport”




Francesco Repice (Radio Rai) – La Roma ha piegato la difesa del Parma…

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “Sì, oggi contro una squadra che nelle ultime cinque partite non aveva mai perso, vincendo due partite e pareggiandone tre, quindi contro una squadra forte, abbiamo fatto una partita molto seria e sarebbe stato un peccato non vincere questa partita”.

Francesco Repice (Radio Rai) – Difensivamente siete andati molto bene, non avete mai rischiato nulla…
Luis Enrique (Allenatore Roma) – “No, nonostante gli ultimi 10’ di partita mi sono sembrati 25’, perché c’era sempre questa paura di soffrire molto, senza sfruttare le nostre tantissime palle gol…”
Francesco Repice (Radio Rai) – Roma benissimo quando ha il pallone tra i piedi e anche con la difesa schierata, ma nelle ripartenze, con superiorità numerica, però, non riesce mai ad andare in gol…

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “Sì, ma l’allenatore deve parlare di cosa ha creato la nostra squadra contro una squadra di grande livello: parliamo di setto o otto chiare palle gol, che è quello che dobbiamo cercare. Poi se i calciatori o il portiere avversario sono più o meno bravi, o noi più attenti in queste situazioni è un altro discorso…”

Francesco Repice (Radio Rai) – Lei era arrabbiato con la sua squadra prima di questa partita. E adesso?

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “Arrabbiato no: solo che sono molto esigente ed è lecito che io mi aspetti di più e chieda sempre il meglio. E continuerò così. La qualità c’è: hanno voglia di farlo, ma deve essere così ogni giorno, se no è molto difficile. La differenza tra una squadra grande e piccola è proprio questa”.

Francesco Repice (Radio Rai) – Siamo maligni a pensare che Totti si sia fatto ammonire così sconterà la squalifica a Bergamo e avrà la fedina penale pulita per il derby?

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “Io avrei preferito che potesse essere a disposizione anche questa settimana. Ma oggi Francesco ha festeggiato il traguardo delle 700 partite ufficiali e ha fatto una partita incredibile a favore della squadra. Per parlare di Bergamo aspettiamo…”

Filippo Corsini (Radio Rai) – Vorrei sapere se si è molto arrabbiato per tutte le occasioni che avete sprecato…

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “No, non mi sono arrabbiato, l’unica cosa è che sai, durante la partita, che alla fine ai a soffrire. La squadra ha sofferto e per vincere la partita credo che abbia fatto tutto quello che poteva fare. Poi se fossero entrate tutte queste palle gol parleremmo di un altro risultato, ma noi abbiamo fatto di tutto per non prendere gol e non abbiamo sofferto”.

Filippo Grassia (Radio Rai) – La Roma sembra che sia grande quando c’è De Rossi e di meno quando manca… E poi Borini potrebbe essere il bomber di questa squadra che come lei diceva deve costruire setto o otto palle gol per segnare?

Luis Enrique (Allenatore Roma) – “Non credo sia così perché abbiamo fatto diverse partite in cui oltre ad avere avuto numerosissime palle gol abbiamo pure segnato. Oggi, forse per la qualità del portiere avversario, è stato più difficile. Borini attaccante del futuro? No, direi del presente. Per quanto riguarda Daniele, infine, nessuno mette in discussione il suo livello di calciatore, ma penso che la squadra sia al di sopra di tutto”.

(Luis Enrique in diretta su Domenica Sport, Radio Uno Rai, domenica 19.02.2012 dopo Roma-Parma 1-0. Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

1 commento

  1. Vado fuori tema per qualche attimo per evidenziare uno spiacevole episodio in cui si è prodotto De Rossi. Sappiamo tutti quanto De Rossi sia nel cuore dei tifosi giallorossi ed anche in quello dei sostenitori della nazionale. Siamo tutti consapevoli anche del fatto che un personaggio di tale levatura possa esercitare, che lo voglia o meno, una funzione educativa nei riguardi dei bambini e ragazzi per i quali è un vero e proprio idolo. Le buone maniere e i comportamenti volti alla lealtà ed alla correttezza, sarebbe bene prentenderli da tutti. Ed a maggior ragione da chi, come De Rossi, può fungere da esempio per tutti coloro che lo amano, calcisticamente parlando, o semplicemente ne apprezzano una qualche dote. Detto questo, mi chiedo: era necessario che al quinto minuto della ripresa il sig. De Rossi, in un contrasto di gioco, cercasse in modo volontario di colpire coi tacchetti l'interno coscia di Zaccardo? Il quale se l'è cavata solo con qualche graffio solo perchè il colpo non è andato del tutto a segno. Colpo nel quale io ho ravvisato, rivedendolo alla moviola, gli estremi sia della volontarietà che della "cattiveria". E da un calciatore in vista così come lo è De Rossi non mi aspetto gesti di questo genere. Men che meno se il giocatore in questione è anche nel giro della Nazionale. Chissà cosa ne pensa Prandelli (che ha introdotto il codice etico a Coverciano)…

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