A CALCIO & CALCIO BOTTA E RISPOSTA PALLINI-GHIRARDI SUL FILO DELLA RETROCESSIONE

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Il leader de ‘I nostri Borghi’: accusa il Pres di fare “Voli pindarici” e questi replica: “Non ne ho mai fatti, sono concreto”. Schianchi lancia il monito: “Basta parlare di partite della vita da vincere assolutamente…” e il Saltimbanco tatuato,  in studio con la fascia da capitano al braccio, lancia una petizione Pro-Morrone…

clip_image001(Lorenzo Fava) – La mia militanza al liceo classico Romagnosi, in questi anni, mi è servita anche per arricchire il sapere della lingua greca e così mi risulta ben chiaro il significato dell’espressione “voli pindarici”, che trae origine dall’antico poeta lirico Pindaro, il quale si era reso noto per i suoi “voli poetici”, cioè i passaggi originali e arditi da un argomento all’altro, pur nel contesto di una struttura unitaria, in quanto cultore della ricchezza dei vocaboli, della musicalità del verso, della varietà del metro, dell’elevazione del suo spirito ai più grandi ideali: chi si avvicina a queste qualità e le mette in atto, compie un volo pindarico. Di certo anche il presidente del Parma FC, Tommaso Ghirardi, sa cos’è un volo pindarico e durante l’intervento telefonico non si è fatto intimorire dalla domanda «Presidente, dopo tutti questi voli pindarici, per altro bellissimi, lei teme il rischio di una retrocessione?» di Fabrizio Pallini. La risposta del numero 1 crociato, non si sa bene se avesse ferro a portata di mano, è stata secca ed eloquente: «Queste sono cose che dite voi… Io sono una persona molto concreta e voli pindarici non ne ho mai fatti. Se poi lei vuole pensare ciò, si tenga questo pensiero. Io non ci penso!».

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clip_image001[4]Il ‘custode delle tradizioni crociate’, aveva manifestato per tutta la diretta di Calcio & Calcio la sua preoccupazione per l’attuale posizione in classifica della squadra. Per Pallini risultavano così ‘voli pindarici’ superflui tutti gli altri argomenti sfiorati dal Pres, interrogato dalle domande degli opinionisti presenti in salotto. Il patron del club ducale ha dichiarato di aver volutamente anticipato l’annuncio del rinnovo di contratto di Leonardi, già pronto da diverse settimane, perché «stanco di rispondere con ipocrisia ai giornalisti», quindi ha svelato (solo in parte) alcuni retroscena riguardo il futuro; dapprima, rispondendo a un quesito di Clelio clip_image001[12]Colabona, “gran signore del giornalismo parmigiano”, ha dichiarato che il progetto stadio di proprietà potrebbe realizzarsi: «Le ruspe sono già in funzione da un mese per costruire il centro direzionale (a Collecchio, nda) e il centro direzionale è il primo passo per arrivare allo stadio». Poi, disquisendo un po’ di mercato in seguito alla domanda di chi vi scrive che gli chiedeva quante possibilità ci fossero per il ritorno di Amauri (molto vociferato in questi giorni), o di un’altra punta di spessore tecnico e realizzativo, a giugno, ha parzialmente deviato il tiro: «Adesso non stiamo ancora lavorando sul mercato, sebbene oggi (ieri, nda) Leonardi in conferenza abbia annunciato il tesseramento di Ninis, uno dei più talentuosi in Europa per la sua età. E quando un giocatore di questo tipo in scadenza di contratto accetta clip_image001[10]Parma e il Parma, io sono orgoglioso dell’appeal che questo club riscuote, anche a livello internazionale…». Escluso, dunque, dallo stesso Presidente il pericolo “cadetteria”, e con aspettative molto rosee (come si è potuto evincere dalle sue dichiarazioni), il progetto Parma continuerà a lungo, anche grazia alla permanenza dello stesso AD Leonardi. La domanda di Pallini, però, ha fatto gelare lo studio di Teleducato, nonostante fosse particolarmente caldo per le temperature assai elevate e per la prorompente bellezza direi quasi spagnola della première dame, Alessandra Giavarini; e allora, quali sono le cause di questo lungo black out? Perché non sta più su la luce? Secondo il saggio Clelio Colabona «in questo clip_image001[8]periodo manca serenità alla squadra. E il fatto che il prossimo anno si ripartirà da Donadoni e da Leonardi, è stato un segno importantissimo che potrà dare un scossa». Certo che qualcuno alla domenica sta rendendo al di sotto delle aspettative e Ghirardi, indispettito dalla partita di Cesena, potrebbe non confermare in toto il gruppo. Auro Della Giustina – attore e fine intenditore di calcio, ma medico di professione (fu il mio fino all’età pre-adolescenziale) – ha asserito che i singoli sono il vero problema di questa squadra: «Secondo me il ritorno in porta di Mirante è stato un po’ affrettato, poi a centrocampo c’è troppa qualità – serve mordente – e la fascia di sinistra è da rivedere perché non mi convince…». Il Saltimbanco Enrico clip_image001[16]Boni, presentatosi con i tatuaggi della consolidata coppia Ghirardi-Leonardi nascosti sotto la casacca e non ostentati sul petto come sette giorni orsono e con una gialla fascia con la lettera “C”, stretta al braccio sinistro, ha sostenuto che il Parma non può permettersi l’assenza del capitano Stefano Morrone: «Sapete quanto io stimi Donadonifui io in tempi non sospetti a imporlo alla società – ma come tutti i grandi sbaglia anche lui: deve rimettere in campo Morrone! Ora partirà una petizione per il capitano…». Il Variopinto tatuato, poi, ha aggiunto: «Ci vuole il ritiro punitivo! I calciatori potranno portarsi le foto delle compagne da mettere sul comodino, ma mercoledì devono partire per il ritiro!». Ma come avete letto prima in un articolo di Gabriele Majo l’allenatore Roberto Donadoni non la pensa nello stesso modo, non ravvisandone i motivi (“non siamo una squadra allo sbando”). In clip_image001[14]chiusura ho lanciato una proposta che ha lasciato di stucco il conduttore Michele Angella: «Michele, visto il momento poco brillante di Giovinco, su cui è stata costruita la squadra, ma non questo modulo, perché non provare a farlo partire dalla panchina?!». Il ‘roseo’ Schianchi (che aveva lanciato il monito: “Basta parlare di partite della vita da vincere assolutamente”) repentino, ha chiosato: «Beh, Lorenzo, è come se il marito si evirasse per fare un dispetto alla moglie: io non taglierei…». (di Lorenzo Fava, presidente Enrico Boni Fan Club)

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 Commenti

  1. Buongiorno Sig. Majo,
    ascoltando il resoconto del Presidente, si può riassumere che il progetto Parma è appena iniziato (quindi fino ad adesso siamo stati presi in giro), che spesso i giornalisti e i tifosi guardano le squadre che stanno sotto il Parma (Lecce -5) e non quelle che stanno sopra (Siena +1), che il Presidentissimo non ha mai fatto "voli pindarici" (spesso ho sentito nelle conferenze che il Parma per il suo blasone deve puntare a più di una squallida salvezza. Ecco Sig. Majo visto che Lei magari può magari fare arrivare all'orecchio del Presidentissimo quello che la gente chiede vuole e pensa Le chiedo questo: alla prima occasione ricordi al Presidentissimo che con la sua gestione abbiamo cambiato quasi più allenatori di Palermo e Cagliari, che sempre durante la sua gestione siamo andati in serie B, che durante la sua gestione siamo riusciti a togliere dal progetto una persona che il progetto lo aveva nella pelle il Sig, CARMIGNANI, nella sua gestione ogni anno ci salviamo per grazia altrui nelle ultime giornate, nella sua gestione abbiamo cambiato l'unico allenatore capace di portarci ad una salvezza tranquilla. Basterebbe questo per fargli pensare che forse l'"incazzato" non dovrebbe essere LUI, ma la gente che in questi anni è stata presa per il culo. Non chiediamo l'Europa perchè il Sig. Ghirardi non potrà mai fare tornare i bei tempi, chiediamo solo chiarezza e spirito di appartenenza ad una società e soprattuto una maglia che per Noi tifosi è UNICA.
    Cordialmente MARCO.

  2. il presidente ha sicuramente tanti meriti, nessun industriale di Parma ha voluto investire soldi per la squadra crociata, ma ha anche tanti demeriti , mi pare spt. l'arroganza.Docrebbe infatti avere anche un po' di umiltà e ascoltare un po' di più i tifosi; avere meno yesman al suo servizio.E…ci pensi un po' di più ad una eventuale retrocesione potrebbe essere utile ad evitarla…..

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