AI NO TESSERA VIETATA ANCHE LA TRASFERTA DI CESENA. PERRONE: "DECISIONE DEGLI ORGANI CENTRALI CHE NON ASCOLTANO QUELLI PERIFERICI"

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    Neppure in questa occasione agli obiettori della TdT è stato concesso di andare in trasferta, malgrado il piano predisposto dalle due Società avallato dal Gos. Il delegato alla sicurezza del Parma: “Un danno economico e sportivo. In un momento delicato della stagione non possiamo contare sul pieno apporto della nostra tifoseria. Avevamo seguito pedissequamente quanto previsto nella determinazione estiva. A cosa ci è servito perdere i nostri abbonati di Curva Sud se lì non abbiamo mai potuto ospitare i non fidelizzati avversari come era stato disposto?

    ALL’INTERNO LA TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA DI PERRONE


    L’INTRODUZIONE DI STEFANO PERRONE, DELEGATO ALLA SICUREZZA DEL PARMA FC

    “Quello di oggi è un argomento in più che si aggiunge alla già vasta casistica della Tessera del Tifoso: prendiamo spunto da quella che è stata una richiesta del Parma Calcio fatta per la partita Cesena-Parma, per poter avere i suoi tifosi non tesserati, al seguito. Richiesta che nasce dalla prevista possibilità di usufruire allo stadio Manuzzi di un settore per i non tesserati prevista da una determinazione del mese di Luglio del 2011, che consentiva anche ai tifosi non tesserati di seguire la propria squadra in trasferta, in presenza di presupposti particolari, appunto l’esistenza di un settore riservato per i non tesserati e soprattutto la predisposizione di un piano di gestione di questi tifosi, fatto in coordinamento con la Società Ospite. Cioè società ospite ed ospitante si mettono d’accordo su come gestire il tifoso ‘no tesserato’.
    Noi abbiamo fatto, nei termini e nei modi corretti, la richiesta al Cesena; con il Cesena abbiamo fatto una richiesta presentata in modo comune al GOS di Cesena, che ha espresso il parere favorevole alla trasferta; questo parere favorevole è stato trasmesso, naturalmente, all’Osservatorio che l’ha bocciato.
    Questa cosa ha generato amarezza nella società, perché questa è ormai la quinta volta che avviene…”

    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Si può sapere perché è stato bocciato?

    “L’Osservatorio non esprime un parere a noi, ma manda un parere alla Questura che ce lo sintetizza velocemente. Parere negativo. L’amarezza nasce dal fatto che abbiamo predisposto un piano – accettato da un GOS, cioè da un Gruppo Operativo Sicurezza, composto dalla Polizia, quindi dalla Questura di Cesena, che è un commissariato, dai Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Municipale e dalle Società che l’hanno accetatto. Per cui diciamo che l’organo territoriale, che deve decidere, ha detto che c’erano i presupposti per far sì che la trasferta venisse organizzata. Perché il nostro piano era coerente e perché loro l’accettavano.
    Ed ecco ancora una volta che invece abbiamo un Organo Centrale, che non sa nulla di quello che succede nella periferia, che decide in maniera autonoma di negare questa trasferta, con meccanismi che sono sempre più ‘misteriosi’, perché dall’altra parte, invece, ci dicono che possiamo organizzare la trasferta per i non tesserati se un tesserato porta l’amico. Per cui un modo molto empirico: io, se ho la tessera, porto un amico a vedere la partita. Il piano che abbiamo gestito noi, col Cesena, è un piano preciso. Noi vi diciamo quanti pullman partono, a che ora partono, li facciamo accompagnare da nostro personale, per cui con nostri costi. Vengono accolti dal Cesena, con personale del Cesena e mandati in biglietteria, in maniera ordinata, ad acquistare un biglietto. Biglietto che viene controllato da Questura on line, per cui in maniera automatica sappiamo se queste persone hanno problemi ostativi ad entrare allo stadio. Per cui una organizzazione che non sarebbe perfetta, ma almeno una buona organizzazione. Ci dicono di no a questo sistema, però dall’altra parte ci dicono di sì all’operazione ‘porta un amico’. ‘Porta un amico’ che vuol dire tutto e nulla, perché vuol dire, ancora una volta, scaricare la responsabilità di un sistema che è nato male verso l’ultimo gradino, cioè l’altro tifoso, che si deve prendere la responsabilità per un amico.
    Noi abbiamo fatto una cosa in più: abbiamo preso le Società, che sono i due soggetti che organizzano l’evento sportivo e lo spettacolo, li abbiamo messi insieme e d’accordo, vogliamo gestirla in un certo modo, ma ci dicono di no. Mentre il singolo, facendo cadere su di lui tutta la responsabilità, dice di sì, allora si può fare.
    Per cui vediamo una mancanza di comunicazione da parte dell’organo centrale romano con quello periferico su come vogliono gestire questo avvenimento, su come vogliono gestire la Tessera del Tifoso: le dichiarazioni dell’ultimo periodo sono eloquenti. Dichiarazioni che hanno messo in confusione mezzo mondo: da un giorno all’altro si dice la tessera è abolita, la tessera non c’è più, c’è la fidelity card. Invece no: la tessera è esattamente come prima, i sistemi per accedere allo stadio sono rimasti invariati e i sistemi proposti dallo stesso Osservatorio vengono, in maniera sistematica, disattesi”.

    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – C’è un margine per tornare su questa decisione, oppure no?

    “No, i tempi non ci sono e probabilmente e i margini non ci sono. Comunque il Parma Calcio è ancora  più amareggiato, perché abbiamo ricevuto da pochissimo il premio Fair Play. Tra le Società di Serie A il Parma Calcio ha il pubblico che si è contraddistinto, nella scorsa stagione, come miglior pubblico del campionao di serie A, mettendo al secondo posto addirittura il Chievo. Se questa richiesta fosse stata fatta da una Società che ha una tifoseria violenta potrei anche capire i problemi, ma se viene bocciata una richiesta approvata dagli Organi locali e fatta da una società che ha il proprio pubblico premiato con il premio Fair Play è ancor più paradossale. Sembra uno di quei tanti paradossi. tipo quello del primo anno quando avevano vietato la trasferta dei doriani a Parma, unica trasferta perfetta, una festa di sport, vietata; una trasferta, questa, in cui si segue tutta una prassi, da loro definita, in maniera perfetta, ma viene bocciata. Con un pubblico premiato con il premio Fair Play”.

    Michele Angella (Teleducato) – Il divieto quante persone riguarda? Quanti erano i non tesserati che avevate calcolato?

    “Avevamo calcolato un numero abbastanza esiguo di tifosi, non avremmo portato un numero esagerato, avevamo detto due pullman, 120 persone, di cui dicevamo quando sarebbero partiti, con chi sarebbero partiti, fornendo, volendo, anche i nominativi in anticipo, accompagnati da personale steward, accolti da personale steward, accompagnati in una biglietteria appositamente predisposta per il caso. Sarebbe stata una trasferta in tutta tranquillità”.

    Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Tra l’altro non è la prima volta che vi viene bocciato un piano di questo tipo… Ne avevate già presentati di analoghi…

    “Tutti i piani che abbiamo prospettato sono stati bocciati e anche quando avremmo dovuto ospitare a Parma altre tifoserie era accaduto lo stesso, l’ultimo caso con  la Fiorentina. Inoltre vorrei aggiungere anche qualche altro elemento: ad inizio stagione avevamo tenuta bloccata tutta una Curva, per dare la possibilità a tifoserie non fidelizzate, o meglio non tesserate, di venire allo stadio. Abbiamo rinunciato a degli abbonati, abbiamo rinunciato ad avere un introito, per cosa? Per nulla: perché ogni volta che abbiamo avuto richieste non abbiamo poi avuto delle risposte positive. E lo stadio ha avuto i suoi problemi: per cui mancato incasso, vuoto in un settore che rende anche lo stadio brutto da vedere, per cui a livello emotivo molto negativo, e dall’altra parte in trasferta, soprattutto in questo periodo in cui ci sarebbe bisogno, per la parte sportiva, di avere più tifosi, siamo ridotti ad avere la nostra tifoseria ridotta al 50%: solamente una parte dei nostri tifosi possono venire allo stadio. E quindi diventa anche un danno di carattere sportivo”.

    Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Di chi è la colpa? Si può identificare un colpevole cui reclamare i danni? Avete parlato di organo centrale che non ascolta quelli periferici… Se voi avete seguito pienamente le disposizioni minsteriali arrivando a chiudere una curva, se poi queste disposizioni sono state disattese da altri, questi ve ne dovrebbero rispondere anche in termini economici, perché qualcosa non ha funzionato…

    “Senz’altro qualcosa non ha funzionato: il Parma, come altre società, si muove, ma di fronte trova il famoso muro di gomma. C’è un organo che decide e spesso non ti danno neppure le motivazioni delle sue decisioni… Se torniamo allo specifico caso di Cesena, abbiamo quello che è l’organo deputato alla Sicurezza della zona di Cesena-Forlì, che decide che ci sono i termini di sicurezza per fare la trasferta, poi se da Roma, che non sanno cosa c’è a Cesena, poi dicono di no, vuol dire che ci sono delle decisioni preconcette. E difficilmente su decisioni preconcette riesci ad andare a discutere… Senz’altro c’è stato un danno. Un danno che verso fine stagione, dopo qualche mese di attività, diventa sempre più alto. Un danno economico per lo stadio di Parma, un danno sportivo perché alcune trasferte che erano possibili, che erano fattibili, per una determinazione secca dell’Osservatorio sono state rese impossibili”.

    Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Quindi non si sa il perché, non si conoscono i motivi…

    “La decisione ci vinee comunicata solo l’ultima parte negativa, in via informale dicono che siccome quest’anno nessuna squadra ha avuto questa autorizzazione, continuano a non darla. E aggiungono: abbiamo fatto altre modifiche, altre determinazioni, che sono molto più belle, usate quelle. Io ritengo che le altre determinazioni fatte, ad esempio quella già citata ‘Porta un amico allo stadio’ siano quasi il contrario. Non vedo profili di sicurezza più alti, perché non ci sono. Anzi, sono peggiorativi e soprattutto vuol dire scaricare quella che è la responsabilità sempre più in basso, la società organizzatrice, il tifoso, ma anche chi organizza l’evento, che si prende la responsabilità, dal singolo bigliettaio, perché chi vende il biglietto si prende una responsabilità, a chi fa il controllo e fa accedere una persona dentro lo stadio, senza alcun controllo”.

    (Stefano Perrone, delegato alla Sicurezza del Parma FC, conferenza stampa del 22.03.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo)

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    2 Commenti

    1. Non so voi, ma io la leggo così: danno più fastidi, creano più problemi 120 tifosi del Parma accompagnati dal Ducato fin sui seggiolini del Manuzzi, e si tratta peraltro di 120 tifosi facilmente identificabili che non avrebbero alcuna ragione di creare chissà quali tensioni prima, durante e dopo la partita, piuttosto che i 5.000 (tra tesserati e residenti in Emilia) napoletani di tre settimane fa, gli 8.000 rossoneri di sabato scorso o gli juventini a metà Febbraio. Ecco, qualcuno ha stabilito che un tifoso del Milan o del Napoli residente in Emilia e quindi in grado di acquistare, pur senza tdt, un biglietto per uno dei settori popolato dai tifosi di casa, sia più gestibile di uno degli appena 120 supporter del Parma presi uno ad uno manco dovessero andare all'asilo con lo scuolabus. Sarà anche una frase fatta e banale quella per cui certe istituzioni fanno le potenti coi deboli e le deboli coi potenti. Ma probabilmente calza bene a questo caso. Io sono stanco, esaurito da questo clima. E' evidente, a questo punto, che il Palazzo abbia in simpatia certe piazze e certe tifoserie in luogo di altre che però pure servono a fare il prodotto calcio. Ed è per questo che mi chiedo: ma se siamo in venti in questa maledetta serie A, perché 120 tifosi del Parma hanno meno diritti di quelli del Milan (o del Napoli, o della Juventus, o della Roma) non tesserati, residenti in Emilia, che possono comprare un tagliando per un qualsiasi settore del Tardini?

    2. ma si fà presto! le società(le piccole ….perche da milan inter e juve non avranno alcun appoggio come sempre quando ci sarebbe da fare fronte comune visto che le loro tifoserie sono tutte "fidelizzate"…e anche i loro gruppi "ultrà"…volutamente tra virgolette lo sono) dovrebbero mettersi insieme e mandare dei loro delegati in televisione, in quelle trasmissioni di bassissimo livello come il "processo di biscardi"che però ha un seguito altissimo, e manifestare tutto il loro malcontento….cercando di far capire quanto sia dannoso per loro il sistema in auge in italia in questo momento per le trasferte,il tifoso più superficiale ma non fermarsi qui….quando il bubbone viene fuori si porta il problema ad un livello più alto su rai e mediaset….se per le società è un vero problema quello di non avere l appoggio dei tifosi in trasferta vadano in televisione e portino alla luce il problema….non serve lamentarsisolo quando la classifica "scotta" e ti servono i tifosi….visto che gli ultrà combattono per la loro causa….i club lo facciano per i mancati introiti…certo bisogna pestare i calli a qualcuno di scomodo….ma se non lo fà nessuno..andremo avanti così sempre,… insomma il problema deve essere portato all attenzione nazionale….anche dai media
      Filippo1968

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