CI HA TELEFONATO IL TIFOSO COLPITO DALLO STEWARD

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    Non ci ha concesso una intervista, né al momento ha sporto denuncia, ma ci sta pensando…
    (gmajo) – Pur non avendoci concesso una intervista, sebbene ci fossimo messi a disposizione per farlo, riteniamo corretto informare i nostri lettori che siamo stati contatti telefonicamente dal tifoso colpito da uno steward sabato scorso al termine di Parma-Milan. Egli, non condividendo la ricostruzione dei fatti finora proposta – il servizio di Michele Angella diffuso dal Telegiornale di Teleducato, e da stadiotardini.com ripreso in trascrizione – ed alcuni commenti che abbiamo postato, ci ha voluto dire la sua, al fine di sensibilizzarci e farci capire che lui non è una testa calda come, a suo avviso, emergerebbe dal racconto proposto. Egli si è descritto come uno studente foggiano, con un passato da arbitro, che fino allo scorso anno aveva libero accesso agli stadi, dopo aver compilato un modulo dove dichiarava di non essere mai stato protagonista di “reati da stadio”, e che la sua intenzione era solo quella di poter scattare delle foto, all’atto della uscita dei pullman delle due squadre, delle quali si sentiiva di entrambe tifoso, prima del Milan e poi del Parma, da lui definita sua seconda squadra, prima dell’increscioso episodio della settimana scorsa.
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    Ci è apparso anche abbastanza sospettoso (“magari mi sta registrando per poi usare le mie parole contro di me…”) e un po’ razzista al contrario (la sua opinione su noi parmigiani non mi è parsa ai massimi livelli, anche se su qualche punto tipo che siamo generalmente molto più inclini all’apparenza che all’essere, non ha poi tutti i torti…), ma fondamentalmente amareggiato perché non si crede uno stupido che mette a repentaglio la propria ed altrui incolumità. Questa definizione, nella quale egli non si riconosce, era stata formulata dal sottoscritto, in base al fatto che, stando alle testimonianze raccolte, egli si sarebbe sporto sulle transenne di protezione. “Ma quale pericolo per me e per gli altri stando in piedi sul primo gradino della transenna? In un qualsiasi concerto i fan si sporgono dal primo gradino della transenna e non è mai successo niente e gli steward non sono mai intervenuti per far scendere le persone, urlando, magari per farsi bello davanti alla ragazza, ‘qui comando io’.”. A questo punto mi sono sentito in dovere di ricordargli che la sensibilità degli steward del Parma al riguardo possa essere maggiore che altrove, dopo che un tifoso vicentino ha perso la vita precipitando da una balaustra e che sul presidente del Parma FC e sul Delegato alla Sicurezza Stefano Perrone, pende una imputazione per “omicidio colposo”, malgrado le perizie avessero dimostato l’alto tasso alcolemico in corpo di quel ragazzo. Stando alla ricostruzione del “tifoso colpito” (non trattandosi di una intervista ufficiale, per la quale rimango a piena disposizione, non gli ho chiesto il nome e il cognome, per me è “identificato” dal suo numero di cellulare) lui, appunto si sarebbe alzato su una transenna per poter meglio vedere i propri beniamini ed immortalarli (“c’erano entrambi i pullman”) quando uno steward avrebbe chiamato i rinforzi, immagino io perché lui non aveva intenzione di scendere, e, immagino sempre io, sarà iniziata una disputa verbale. “Era qualche anno che non venivo al Tardini: prima nella zona dei pullman non c’erano tutte quelle pubblicità. E allora per cercare di veder meglio mi sono alzato sul primo gradino della transenna”. Dopo sarebbero arrivati quelli che il nostro interlocutore odierno ha definito “i rinforzi”, cioè alcuni altri steward, tra cui uno, più alto in grado, completamente tatuato fino al collo, dettaglio che lo ha particolarmente colpito. Noi preferiamo tralasciare le teorie di Lombroso, anche perché non è l’abito che fa il monaco. Fatto sta che poi avviene il fattaccio, dal momento che il tifoso foggiano viene colpito: “E per questo non ricordo bene cosa sia successo dopo…”. A distanza di qualche giorno avverte ancora dolore e si sente limitato: “Ho il naso rotto”. “I processi si fanno in tribunale”, mi scandisce spesso, al che gli ricordo che perché in tribunale possa essere formulato un giudizio è necessaria una sua denuncia, denuncia che al momento non mi risulta abbia effettuato: “Ci sto pensando, non ho ancora deciso…”. Anche se ogni tanto traspare qualche timore (direi infondato): “Lei mi sta registrando, per poi usare le mie parole, sperando che io cada in contraddizione, ma io sono un bravo ragazzo e non mi contraddico e la mia versione è sempre la stessa”. Io non spero proprio niente, dal momento che è notorio che questo sito pur chiamandosi stadiotardini.com non ha nulla a che vedere con la proprietà dello stadio (Comune di Parma) o con l’ “affittuario”, la Società Parma F.C., ma è un quotidiano on line che diffonde notizie, e il mio unico interesse è che queste siano il più possibile vere e circostanziate, ed ecco il motivo per cui, pur non richiesto, sto effettuando un riassunto della nostra conversazione “privata”. Conversazione a seguito della quale non ho ben capito quanto la provocazione possa essere stata talmente grave da scatenare una siffatta, esagerata, reazione: pur essendo Stefano Perrone sempre molto diplomatico (un socialdemocratico tipo quello cantato da Guccini, “avanti al centro contro gli opposti estremismi”), ieri nella dichiarazione che ci rilasciato, ha preso nettamente le distanze dall’operato dei suoi sottoposti, avendo sancito: “Un atto violento, anche se per legittima difesa, è negativo”. Ed è per questo motivo che è lecito attendersi una adeguata punizione dell’autore dell’uppercut, indipendentemente dagli esiti degli eventuali risvolti legali della incresciosa vicenda, perché comunque sia le mani addosso non fanno parte del codice di formazione degli steward. E il provvedimento (sospensione, radiazione), anostro avviso, dovrebbe essere reso pubblico (non necessariamente il nome), proprio per mantenere alta l’onorabilità e l’immagine di STS. A mettere sotto pressione gli addetti alla sicurezza, forse anche la presenza di Silvio Berlusconi: “Stava per uscire il Presidente del Consiglio”, mi ripete alcune volte lo studente malmenato, anche se da qualche mese, come noto “il Berlusca” non è più Primo Ministro (gli è succeduto Mario Monti). Provo a fargli presente che magari proprio perché stava per uscire Berlusconi la tensione era alle stelle: “Ma sono gli steward che devono proteggere il Presidente del Consiglio? Ma non scherziamo, quello viaggia con moltissime guardie del corpo. O magari adesso volete far passare che io volevo aggredire il Presidente del Consiglio?”. Gabriele Majo

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    Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

    8 Commenti

    1. Alcune domande all'anonimo tifoso vittima degli steward: perché se nell'aggressione ha riportato ferite così serie e ha il naso rotto non ha ancora fatto denuncia? A cosa deve pensare? Perché tanto timore nel rilasciare una intervista e magari farsi fotograre le ferite? Perché preferisce restare nell'anonimato e continuare invece a riempire questo e altri siti con attacchi contro gli steward, i giornalisti, la città di Parma, i parmigiani, il Parma Calcio? Non é che il tipo ha (scusate il termine, ma così ci capiamo) il culo un po' sporco???

    2. Il ragazzo, Umberto, durante la conversazione, mi ha spiegato di essere riservato, di non amare i riflettori, ed aveva pure aggiunto di vergognarsi per essere finio al centro di questa vicenda…
      Saluti
      Gmajo

    3. IO HO VISTO LA VICENDA IL RAGAZZO NON E' UN MALEDUCATO NON HA FATTO NIENTE DI MALE!! LA DENUNCIA DEVE FARLA E DEVE FARSI RIMBORSARE GLI HANNO ROTTO IL NASO, IO SONO STATO OPERATO AL NASO QUASI DA UN MESE PERCHE' AVEVO IL SETTO DEVIATO E SO COSA VUOL DIRE UN INTERVENTO AL NASO E LUI PER METTERLO SPOSTO DEVE FARSI OPERARE CHE GLIE L HANNO ROTTO SENZA MOTIVO!! CON LA PETTORINA GIALLA CERTI STEWARD SENTONO DI AVERE DEL POTERE MA KE POTERE HANNO DEVONO SOLO VIGILARE KE TUTTO VADA BENE E SE UNO SO COMPORTA MALE ECC CHIAMANO I LORO CAPI CHE POI VEDONO LORO CHE PROVVEDIMENTI PRENDERE!! CARO MAJO IO SONO STATO IN TRASFERTA A MILANO,TORINO,FIRENZE E BOLOGNA GLI STEWARD LI SONO MOLTO PIU' SIMPATICI E DISPONIBILI CHE I NOSTRI I NOSTRI LA MAGGIOR PARTE SONO DEI GRAN GASATI, LA MAGGIOR PARTE NON TUTTI!!!

    4. Gentile Lu, compito del giornalista è quello di riportare i fatti e cercare di farlo onestamente e con il massimo della "pulizia", cosa che http://www.stadiotardini.com ha cercato di fare, dapprima riportando la ricostruzione di un episodio increscioso, narrata dal (serio) collega di Teleducato Michele Angella durante il Telegiornale, e poi mantenendo vivo il dibattito su una notizia che altrimenti sarebbe finita sotto silenzio. Con il passare dei giorni il ragazzo malmenato ha utilizzato il numero telefonico messo a disposizione e ci ha chiamato. Egli ha aggiunto qualche particolare in più, ha rimodulato parte della ricostruzione, si è sfogato e ci ha detto che deciderà che fare. Ovviamente ha davanti a sé due mesi abbondanti per sporgere querela per lesioni, così come a propria volta potrebbe essere chiamato in causa dal suo "avversario", il quale a propria volta si è dovuto rivolgere alle cure dei sanitari (dettaglio, quest'ultimo, che lascia intendere che la vittima non sia solo una, ma due, se sul referto sono stati scritti alcuni giorni di prognosi). A noi poco importa chi abbia iniziato per primo, né è nostro compito inscenare quegli odiosi processi mediatici di cui è piena zeppa la tv nazionale, anche se auspico una punizione esemplare per lo steward, il quale, comunque, ha risposto "alzando le mani" alle provocazioni, avendo dunque un comportamento minimo minimo poco professionale. Perché la differenza tra il tifoso e lo steward è che quest'ultimo è lì per svolgere un servizio, non per fare il picchiatore. Detto questo, però, ritengo che uno steward non vada allo stadio per picchiare il primo che passa di lì. Ma neanche gli steward solo perché sono in servizio debbono beccare su offese ed improperi dal primo che passa. (Ragionamento fatto in generale e non in particolare). Quel ragazzo non sarà un maleducato né avrà fatto nulla di male, come asserisce lei, però dubito che l'energumeno tatuato, peraltro arrivato successivamente, dopo segnalazione di un suo collega, abbia dato libero sfogo alle proprie pulsioni senza alcun motivo. Diverse volte mi è capitato di assistere a provocazioni verbali di spettatori vs. gli steward, successivamente sfociate in peggio: ebbene, nel caso specifico lo steward ha sbagliato a prescindere perché non si colpisce un "cliente" (sempre ammesso che abbia acquistato il biglietto e non fosse invece un omaggio), neppure per eccesso di legittima difesa, ma siamo così sicuri che il Suo educato amico non abbia contribuito in qualche modo ad alzare le tensioni? Il fatto, poi, che non abbia inteso sporgere denuncia lascia adito a qualche dubbio: io, se venissi aggredito e mi sentissi di avere ragione al 100%, non avrei la minima esitazione ad andare in caserma e in questura e magari farei pure il giro dei media a mostrare le ferite. Il Suo amico, invece, dopo essersi un po' sfogato sul web solo stamani ha alzato la cornetta per telefonarmi al fine di farmi correggere il tiro.
      Io non so se altrove ci siano steward più simpatici o meno che qui, ma non credo che il problema sia la latitudine. Lo steward del Tardini ha sbagliato e il club, a mio avviso, ripeto, dovrebbe tutelare il proprio buon nome prendendo un provvedimento disciplinare nei confronti dello steward violento. Il resto della vicenda assume contorni privati e giustamente ci penserà un giudice a decidere, qualora ravvisi gli estremi. Cordialmente Gmajo

    5. Majo ha pienamentee ragione io non ho visto cosa ha fatto il ragazzo quando era sul gradino della ringhiera e se ha fatto qualcosa io ho solo visto lo steward correre e tirare giu il ragazzo e dandogli un sacco di botte e poi è scappato via lo steward con la pettorina e secondomè non si è fatto niente lo steward o se ci sono 2 prognosi sarà perchè il ragazzo avrà cercato un po di difendersi dalle agressione dello steward come è normale fare se uno mi aggredisce io cerco di difendermi, quello tatuato un po' grosso di corporatura al ragazzo non ha fatto niente l ha solo minacciato perchè il ragazzo quando si è rialzato dall agressione piangendo se le presa verbalmente con lui e lui gli ha risposto nnon sono stato io e il ragazzo un po' arrabbiato per il fatto continuava ad andare avanti sempre verbalmente e quello tatuato gli ha detto vuoi ke te le do ankio o un cosa del genre e poi della gente a tirato via il ragazzo da li e l ha fatto andare a farsi medicare!! Quello tatuato ha sbagliato anke lui a dire vuoi ke te ne do ankio e a nn fermare il suo collega ke stava aggredendo il ragazzo. Comunque per me a parma CERTI steward sono impazienti e pesanti nel senso del comportamento

    6. Sapete qual'è la cosa che non mi piace di MAjo??? Che prende per oro colato quando detto dal tanto famigerato (a suo dire) Michele Angella e poi, nonostante il tifoso colpito gli abbia telefonato dandogli "onore" mette, quanto riferitogli, in discussione.
      E se il tifoso avesse fatto denuncia la sera stessa? Poi è Majo stesso che risponde ad Umberto dicendo che il tifoso gli ha riferito di essere molto riservato e che quasi si vergogna di quanto accaduto e lui invece è ancora li a cercare video da pubblicare on line.
      Forse i video li avrà già visti chi di dovere non può essere?
      Ecco perchè mi rimane il dubbio che il nostro caro Majo abbia qualcosa da difendere.
      Saluti dal sedicente Messina

    7. Salute Sedicente Marco Messina, ma è così difficile avere un po' di fiducia nel prossimo? Lei continua ad insinuare che io abbia qualcosa da difendere? Ma chi? Cosa? Lei conosce la mia storia professionale? Sa chi sono io? Probabilmente no, e allora si permette di venire qui ad insinuare. Ma ad insinuare cosa? Mi contatti in privato che le racconterò la mia recente storia, o si documenti un po' guardando su internet, e capirà che non ho proprio da coprire niente o nessuno. Però è facile venire qui ad insinuare il tarlo del dubbio: si sa mai che attecchisca.
      Tralasciando le sue basse insinuazioni nei miei confronti (di cui farebbe bene a vergognarsi) passo a chiosare il rimanente del suo "contributo".
      A lei non piace che io prenda per oro colato quanto detto dal tanto famigerato Michele Angella? Intanto "famigerato", aggettivo che ha insita una connotazione negativa, non è a mio dire, come scrive erroneamente lei, quanto a suo dire. Io non mi permetto certo di definire "famigerato" Angella che è uno dei colleghi su piazza che ritengo maggiormente preparati e scrupolosi. Io non ho preso per oro colato la sua ricostruzione, io l'ho ripresa e pubblicata come riprendo e pubblico e quando ne ravviso il bisogno "chioso" contenuti dei vari organi di informazione locali e nazionali su argomenti che ritengo pertinenti il "nostro oggetto sociale", alias lo Stadio Tardini e chi ci gioca dentro, esattamente come avevo dichiarato avrei fatto quando assunsi la gestione di questo sito.
      Lei vorrà scherzare quando afferma che il tifoso colpito mi ha concesso l'onore di telefonarmi: l'onore di cosa? Io non sono altrettanto presuntuoso ad affermare che gli ho concesso io l'onore di ascoltarlo regalandogli oltre mezzora del mio tempo. Ma al di là di questo onore reciproco, se mi consente, ho una mia mente, per cui se mi va metto in discussione quanto mi ha riferito così come metto in discussione qualsiasi cosa non mi convinca. Ed è un mio pieno diritto. Io ho ospitato (per altro non richiesto, dal momento che la conversazione era di carattere privato, cioè lui mi ha chiamato per spiegare a me il suo punto di vista, poi va da sé che io essendo giornalista ho voluto esternare alla mia nicchia di lettori la sua verità, nonostante non si trattasse di una intervista ufficiale) il suo punto di vista, ma ciò non significa affatto che io lo debba accettare pedissequamente.
      Il tifoso non ha fatto la denuncia la sera stessa, perché me lo ha confermato durante la conversazione telefonica che abbiamo avuto, dando piena veridicità alle notizie che mi risultavano.
      Ad Umberto ho offerto una spiegazione come era corretto che fosse, dal momento che questi aveva posto degli interrogativi. E, tra l'altro, rispondendo come ho fatto ritengo di aver "protetto" il tifoso dal momento che Umberto non mi pare ci fosse andato leggero (avendo chiaramente parlato di "culo sporco" del tifoso).
      Io non sto elemosinando video da pubblicare on line: come il collega Michele Angella sono a disposizione di chi avesse testimonianze per chiarire meglio i contorni di questa vicenda. C'è chi è venuto qui – in modo anonimo – parlando di video significativi: che li mettessero a disposizione anche di altri. Perché di anonimi che vengono qui affermando di essere stati sulla luna non so proprio che farmene.
      Che chi di dovere abbia visto i video può anche darsi: anche se secondo le informazioni in mio possesso non risulta essere cos'ì.
      Sulla questione che io abbia qualcosa da difendere mi sono già espresso in apertura, ma reputo questo Suo sospetto risibile.
      Saluti Gabriele Majo

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