DONADONI RIBADISCE CHE IL FAIR PLAY CON GLI ARBITRI NON DEVE AVERE SECONDI FINI O ASPETTATIVE DI FAVORITISMI

1
9

“Comportarsi bene, con onestà e con lealtà credo che sia una cosa che tutti quanti noi dovremmo fare spontaneamente. A me viene naturale, ma non pretendo che mi venga riconosciuto. E non mi piace si possa pensare di ricavare dei vantaggi perché uno si comporta bene rispetto a un altro. Noi vogliamo conquistarci i nostri punti giocando a calcio e facendo calcio sul campo

(gmajo) – La mia opinione dopo Parma-Fiorentina aveva come titolo “Inquietante pensare che la linea buonista abbia pagato”, e come sottotitolo: “Il fair play verso la classe arbitrale non deve essere propedeutico ad ottenere un trattamento migliore”. Avevo preso spunto da un catenaccio di gazzettadiparma.it, sfuggito all’attento controllo di Gabriele Balestrazzi, collega che stimo perché come me condivide la linea del bon ton e dell’eleganza in campo e fuori, in cui appunto, attribuendolo al presidente Ghirardi, c’era un virgolettato che diceva “La linea del silenzio ieri ha pagato”. Stamani Billy, che ringrazio per avere aggiunto un collegamento ipertestuale sul suo sito con il rimando al nostro dell’intervista a Molossi sul DVD di Crespo, mi ha confermato che su questo punto la pensa come me: la plausibile linea etica della società crociata non deve avere secondi fini. Cioè non deve essere una strategia, ed è sbagliato interpretarla come tale. E sull’argomento sono oggi voluto esplicitamente tornare in conferenza stampa con Mister Donadoni, (il video amatoriale sopra contiene la prima parte integrale) affinché le sue parole sgombrassero ogni dubbio di sorta. (Tra l’altro se frutto della strategia è ottenere come arbitro Gervasoni…)

All’interno la trascrizione della risposta a stadiotardini.com di Donadoni sul tema fair play con gli arbitri

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Un tema a lei caro è quello dei fair play: che dire a chi ha pensato “la linea del fair play ha pagato”?

“Non è che il fair play sia un argomento a me particolarmente caro: credo che sia una cosa che dovrebbe essere spontanea. E non è un qualcosa che uno deve tirare fuori a tutti i costi o sforzarsi di fare. E’ un tipo di ragionamento che mi sembra abbastanza naturale e non pretendo che venga riconosciuto e in quanto tale poi si possa pensare di avere dei vantaggi perché uno si comporta bene rispetto a un altro. Comportarsi bene, comportarsi con onestà e con lealtà credo che sia una cosa che tutti quanti noi dovremmo fare. Come ha detto anche il presidente, o il nostro direttore nei giorni scorsi, non è che si pretenda nulla: noi vogliamo conquistarci i nostri punti giocando a calcio e facendo calcio sul campo. Poi se l’essere corretti, leali ed onesti dà dimostrazione di simpatia a chi ci guarda,a gli arbitri, o a chi di dovere, siamo solo felici e contenti di questo, ma non pretendiamo nulla”.

Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 10.3.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com

ARTICOLI O CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-FIORENTINA 2-2: “INQUIETANTE PENSARE CHE LA LINEA BUONISTA ABBIA PAGATO”

Articolo precedenteDONADONI: “SCORIE PER IL TRITTICO? IL BARCELLONA NON NE PALESA MAI…”
Articolo successivoATALANTA-PARMA, TRA I 22 CONVOCATI C’E’ FLOCCARI. E C’E’ PURE MARQUES…
Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

1 commento

  1. Egr. Majo, ho seguito con particolare attenzione l'evolversi dei botta e risposta tra lei e i lettori in questi giorni e mi sono preso un po' di tempo per rifletterci con calma prima di intervenire e dire la mia. Lungi da me pensare che la mia voce possa interessare alcuno ma ho la presunzione, nello scrivere il mio pensiero, di credere di poter aggiungere un piccolo contributo al dibattito collettivo e di aiutare perciò la nostra città a salvarsi e non sto parlando della permanenza della squadra in serie A. Premetto che in questa partita IO SONO TOTALMENTE DALLA SUA PARTE e mi riferisco naturalmente alla CONDANNA ASSOLUTA DI COLORO CHE SPORCANO IL CALCIO CON LA VIOLENZA E TRADISCONO UNA CITTÀ DIFENDENDO GLI AGGRESSORI: casi come quello testimoniato dalla lettrice della Gazzetta, che ha assistito con il figlio ad un vile attacco di un tifoso napoletano da parte di un gruppo di codardi, sono il segno di un pericoloso male che sta minacciando la salute della nostra città e se non si vedono forze positive che scendono in campo per curare tale malattia questa è destinata a prendere il sopravvento fino a portare alla morte il malato. Dove sono tutti coloro che si stracciano le vesti di fronte ad una lapide esposta in un cimitero? O dove tutti quelli che scendono in piazza armati di pentole e mestoli in occasione dei furti politici di turno? Mi sarei aspettato, francamente, una reazione ben più nutrita della sua solitaria presa di posizione nel condannare la violenza di un gruppo di vigliacchi contro un signore indifeso. Credo che sia questo il segno più inquietante: quando si tratta di dire la verità se si sente solo una voce che grida nel deserto siamo di fronte ad uno scenario che ricorda tanto le immagini bibliche in cui un profeta predica la conversione per un popolo che si sta dirigendo di corsa verso la distruzione. Cordialmente, Parmigiano.

Comments are closed.