I BOYS: “ABBIAMO LE MANI LEGATE, SIAMO COSTRETTI AD AGIRE COME LADRI SENZA POTER SEGUIRE LIBERAMENTE LA NOSTRA SQUADRA”. MA, AGENDO COSI’, IN 25 A CESENA SONO RIUSCITI AD ENTRARE. E STADIOTARDINI.COM HA CERCATO DI CAPIRE COME…

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Una particolareggiata inchiesta di Gabriele Majo sulla trasferta in sicurezza vietata dal Ministero degli Interni a 120 obiettori della tessera ducali, malgrado il benestare del Gos di Cesena e alla “disobbedienza” di un gruppetto di loro riusciti ad accedere sugli spalti del Manuzzi, dimostrando ancora una volta l’ “aggirabilità” del sistema

maio(gmajo) – Tra gli SMS arrivati lunedì sera a Bar Sport, letti dalla conduttrice Monica Bertini, ce n’era uno che più o meno recitava così: “La notizia più bella di ieri era la presenza dei Boys a Cesena a far tifo”. Ieri mattina, invece, sulla Gazzetta di Parma, nelle sue Pagelle in Dialetto, Crociato 63 proponeva la seguente apologia in vernacolo: Boys vintisìnch – La pu béla còza ädla domenica l’é städa l’impréza äd vintisìnch Boys, prezént al Manuzzi, ch’jàn fat valér un dirìtt umàn semplicìssim, d’andär a vèddor la partìda äd la scuädra dal cór cme un tifóz basta ch’sia, sénsa téssri da pajas e con tanta vója äd fär al tifo!”. Come ricorderete il derby del Manuzzi era stato preceduto da una conferenza stampa del delegato alla Sicurezza del Parma FC Stefano Perrone, il quale aveva dato comunicazione, con evidente rammarico, della bocciatura da parte dell’Osservatorio (organo centrale) del piano, approvato, invece, dai propri organi periferici (il Gos di Cesena, nella fattispecie), che era stato predisposto da club ospitante ed ospitato seguendo pedissequamente tutte le procedure bilaterali prevista dalla “determinazione” n. 24 del 19 luglio 2011 (dello stesso Osservatorio). Come hanno fatto, dunque, i circa 25 “obiettori della Tessera” ad infoltire la falange di supporter crociati, tifando da quel medesimo Settore Ospiti che gli era stato per l’ennesima volta (e senza motivazione alcuna) negato dal Ministero degli Interni?

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boys costretti a muoverci e agire come ladri Semplice, aggirando all’italiana, l’ostacolo, ovvero, come si legge sul sito boysparma1977.it “muovendoci e agendo come ladri”, “avendo le mani legate”, “senza poter seguire liberamente la nostra squadra”. Liberamente, per loro, per gli Obiettori della tessera, significa appunto poter seguire la propria squadra senza aver sottoscritto la card maroniana, ideologicamente avversata dall’intero movimento ultrà. La nota dei Boys dalla quale abbiamo estratto questa confessione non è relativa al resoconto consuntivo della trasferta di Cesena – che deve ancora esser stilato, mentre oggi, martedì di buon mattino sono apparse solo alcune foto con il volto oscurato, quasi a creare una maschera virtuale – bensì all’introduzione preventiva alla prossima gara interna, dal titolo: “Lazio per il Bagna e il Vappo : Vincere!”. L’unico riferimento, sia pure indiretto a quella che Crociato 63 ha definito “l’impréza äd vintisìnch Boys” che vi si legge è il seguente: Ovviamente l’entusiasmo manca e si nota soprattutto in trasferta dove, per colpa anche della Tessera del Tifoso,  non va quasi più nessuno. Fino a qualche anno fa avremmo “pompato” al massimo una trasferta importantissima come Cesena, non abbiamo mai avuto grandi numeri, ma comunque saremmo stati ben di più dei 300 di domenica. E la stessa cosa l’avremmo fatta anche in trasferte che arriveranno, fondamentali, come Lecce e Siena. Invece ci troviamo con le mani legate, a muoverci e agire come ladri, senza poter seguire liberamente la nostra squadra”.I 300 di domenica di cui parlano i Boys comprendono anche circa 275 tesserati, alias i componenti dei tre pullman riempiti dal Centro di Coordinamento, il torpedone riempito per meno della metà della sua capienza dall’Associazione Petitot dell’impagabile Giuliano Baroni, oltre a diversi altri arrivati con mezzi propri, del resto come i 25 disobbedienti, mossisi di motu proprio e non come aliquota rappresentativa dei circa 120 che avrebbero viaggiato scortati dagli steward secondo il piano ben articolato dei Delegati alla Sicurezza di Parma e Cesena, sulla base della determinazione 24/2011, per il quale il GOS della cittadina romagnola aveva espresso pieno benestare, ma che l’Osservatorio non ha preso neppure in considerazione, così come nei vari casi precedenti, dal momento che siccome in questa stagione non ne è mai stato approvato uno, sarà così fino alla fine, come informalmente riferito da personale ministeriale ai “bocciati”. I 25 dell’impresa, stavolta andata a buon fine – poi cercheremo di capire il perché, a puro scopo divulgativo e non certo per denuncia (a proposito: pur non avendo mai nascosto la mia stima per il collega Michele Angella di Teleducato, debbo dire che lunedì, durante il suo TG, dal suo ricco vocabolario non ha certo scelto il termine migliore per citare la mia corrispondenza qui pubblicata all’intervallo di Cesena-Parma, nella quale informavo della presenza dei No Tessera al Manuzzi, visto che lui ha parlato di “denuncia” di stadiotardini.com. Io non ho denunciato proprio nulla, ho solo dato una notizia. Notizia interessante, soprattutto dopo che proprio nel fine settimana precedente si era parlato dell’ennesimo veto ai No Tessera ad andare in trasferta. E’ bene chiarirlo soprattutto perché non vorrei che qualcuno che già mi vede, e mi tratta, come un nemico, non trovasse ulteriore linfa per fomentare ulteriormente gli animi contro di me) – sono stati più fortunati di quella quarantina, 41 per la precisione, che avevano tentato la medesima sortita in occasione di Bologna-Parma, ma che vennero rispediti a casa, pur essendo 38 di loro in possesso di regolare biglietto acquistato nonostante ci fosse il divieto di vendita ai residenti a Parma e provincia, sprovvisti di Tessera del Tifoso (3, invece, non avevano neppure il tagliando). Allora il responsabile dell’Ordine pubblico non fu per nulla tollerante dal momento che anziché farli accedere allo stadio, come aveva raccontato l’agenzia Andkronos, li aveva fatti scortare “alle loro auto, e poi fino all’autostrada dopo averli identificati”. Quel take riferiva pure di “intemperanze verbali da parte dei tifosi, ma nessuno sconto con le forze dell’ordine… Adesso sono in corso accertamenti da parte della Digos per verificare come mai sia stato possibile l’acquisto nonostante la mancanza della tessera del tifoso. E per questo partiranno anche delle segnalazioni in via amministrativa nei confronti delle ricevitorie. Pare inoltre che già in altre circostanze i tifosi del Parma abbiano fatto la stessa cosa in occasione di trasferte della loro squadra del cuore e sarebbero pure riusciti ad entrare allo stadio”. La precedente impresa andata a buon fine fu infatti a San Siro, sponda Inter, proprio come ricordato dagli stessi Boys in un inserimento sul proprio portale di venerdì 23 marzo 2012, dal significativo titolo: “Trasferte libere!”, che cominciava così: “Siamo ormai oltre la metà del campionato nella prima metà di Marzo e purtroppo le trasferte restano ancora un utopia, bloccate dall’impossibilità di acquistare i biglietti e di accedere agli impianti senza tessera, che impone netti divieti per i residenti della regione la cui squadra gioca in trasferta. Anche a Bergamo siamo riusciti a fare i biglietti del settore ospiti, come a Bologna e Novara, ma ai cancelli non c’e’ stato verso d’entrare, come invece successe a Milano”. Di quella disobbedienza a suo tempo proposero pure un reportage fotografico, incuranti del fatto che chi si era mostrato collaborazionista (gli spacciatori di biglietti versi, ma a destinatari proibiti) poteva incorrere in sanzioni non proprio leggere. A tal proposito stadiotardini.com in due servizi dal titolo “Il baco del sistema” (vergato dopo Parma-Sampdoria della precedente stagione, quando i No Tessera Doriani si presentarono al Tardini, peraltro senza entrare, ma muniti di circa 150 titoli emessi a loro favore da una tabaccheria di zona Orsoline) e “Il sequel del baco del sistema” (appunto dopo Bologna-Parma di quest’anno) sottolineava l’assurda responsabilità scaricata dallo Stato sulle spalle dei rivenditori (più o meno compiacenti che siano) che forniscono a fronte del pagamento di regolare corrispettivo, biglietti a chi ha scelto di non aderire al progetto Tessera del Tifoso. Avevamo anche rimarcato la sottile differenza tra il divieto di vendita e di acquisto (che non è previsto): gli “stesserati”, per capirci, sono liberissimi di provarci, senza infrangere alcuna regola; chi, invece, va contro la legge, è chi li stampa e li diffonde, dopo esser stato convinto a farlo con le buone o con le cattive o semplicemente per ignoranza. E le sanzioni amministrative sembrano piuttosto severe, specie in caso di recidiva: insomma non è una situazione da prendere sotto gamba perché non va giù liscia come un buon bicchiere di malva… Dovrebbe, appunto, essere il sistema che si è voluto mettere in piedi (e a mio avviso per nulla funzionale ed inutile, se non nocivo) a prevenire eventuali furbate all’italiana, senza delegare a chi per mestiere ha scelto di fare tutt’altro che il poliziotto, come un barista, un tabacchino o un edicolante il compito di verificare da parte dell’acquirente il possesso dei requisiti (alias la Tessera del Tifoso o la residenza, quando è in vigore una limitazione geografica). L’azione dimostrativa dei Boys di domenica ha mostrato ancora una volta che il re è nudo (cioè che il sistema Tessera fa acqua da tutte le parti), anche se chi è stato complice, cioè chi si è immolato nel fornire i biglietti potrebbe, poi pentirsi amaramente di averlo fatto, se e quando gli sarà contestata l’infrazione, con sanzioni che toccano il portafoglio o la cassaforte. Del resto chi sbaglia paga: anch’io lunedì sera, dopo Bar Sport, avevo parcheggiato – poiché avevo fretta di raggiungere gli altri commensali alla Pizzeria San Martino non prima di aver fatto un salto a stadiotardini.com per caricare il prima possibile i video amatoriali del genuino e sanguigno collegamento telefonico di Ghirardi – su un marciapiede in Via Bizzozero, ed un inclemente agente mi ha piazzato alle 23.14 un preavviso di accertata violazione sul parabrezza della Vecchia Tipo (la quale, poverina, non provava quell’ebbrezza dai lontani anni ’90 e lo ringrazia per averla fatta ringiovanire) e dunque, facendo ammenda, ho potuto, ammetto controvoglia, contribuire a rimpinguare le esangui casse del Comune di Parma temporaneamente amministrate dal Commissario Straordinario Mario Ciclosi… Secondo quanto mi ha riferito lunedì sera l’addetto stampa del Cesena Calcio, Matteo Gozzoli (che ho interpellato dopo esser stati a lui rimandato dal professionale delegato alla sicurezza nonché responsabile delle biglietterie Gianluca Campana, al quale non sono riuscito ad estorcere nulla poiché perfettamente ligio alle disposizioni societarie di non intrattenere rapporti con la stampa, che spettano all’apposito incaricato) gli autori dell’impresa erano in possesso di tagliandi per il settore distinti inferiori, circostanza verificata ed accertata anche da stadiotardini.com, settore (il medesimo occupato dai senza tessera un anno fa) dove in effetti inizialmente senza alcun tipo di complicazione erano riusciti ad entrare (evidentemente nessuno aveva chiesto loro la Tessera del Tifoso). In un secondo momento “dopo che gli steward hanno segnalato la presenza di questo gruppetto di persone – ci ha detto il comunicatore cesenate Gozzoli – lo stesso è passato in gestione alle autorità in servizio allo stadio. Abbiamo concordato di farli spostare nell’attiguo settore ospiti per garantire la sicurezza di chi era nei distinti, settore nel quale erano presenti famiglie con bambini. E tutto è andato bene, dal momento che non ci sono stati momenti di tensione”. Durante la conversazione cerco di saperne di più su chi ha preso la decisione (peraltro a mio avviso di buon senso, sebbene non osservante dei dettami ministeriali) di far unire in un unico settore tesserati e non: “La decisione – mi ha detto Gozzoli – l’ha presa la Polizia e lo ha fatto per una questione di sicurezza, per non avere le due tifoserie a contatto”. Torno ancora sul punto, per la terza volta, anche verso la conclusione della telefonata, e il rappresentante del Cesena mi ribadisce di nuovo: “Hanno deciso le autorità che erano lì. A quel punto, una volta entrati, sono passati in consegna alle autorità presenti che hanno deciso. La palla è passata a loro”. A questo punto preciso che, quando ho parlato con il responsabile della comunicazione del club romagnolo non avevo ancora sentito la versione della Questura di Forlì-Cesena, che dopo molteplici tentativi sarei riuscito ad avere solo il giorno dopo, cioè ieri, martedì, verso le 13.30. Versione che, come noterete, è in parte difforme, ma c’è da capirlo: perché è vero che la cosa migliore da fare –preferendo non utilizzare il pugno di ferro come i loro colleghi bolognesi che li avevano rispediti a casa dopo averli indentificati – era quella di far stare assieme tesserati e non tesserati crociati (tra l’altro, con una certa sensibilità Simone Burani, leader dei Danè, nonché membro del direttivo del Centro di Coordinamento Parma Club aveva fatto inizialmente spostare sulla propria sinistra il gruppone dei propri uomini per avvicinarli ai Boys che erano nei distinti: “Dai ragazzi, così tifiamo tutti insieme…”), peccato, però, che non corrisponda di certo ai dettami (ottusi fin che si vuole) dell’organismo centrale. Il dottor Maurizio Maccora, dirigente della Digos della Questura di Forlì Cesena, ad inizio telefonata, quando gli riferisco della presenza dei 25 tifosi parmigiani sprovvisti di Tessera del Tifoso fatti passare dai distinti al settore ospiti, mi chiede se sono sicuro di quello che dico, perché lui non ne ha “cognizione” dal momento che non gli è stato segnalato nulla di tutto ciò. Egli, infatti, mi ha specificato che non era a Cesena domenica, ma a far servizio su un altro campo. Sorridendo gli dico che sono sicuro del fatto mio, avendo anche personalmente scattato qualche inequivocabile foto al Manuzzi, ed essendo uscita anche una fotonotizia sulla Gazzetta di Parma, che non lascia certo adito a dubbi. Il dottor Maccora aggiunge che l’unico che eventualmente può rispondermi precisamente in merito è il dirigente del commissariato cesenate. Passa qualche ora e verso le 13.30 vengo ricontattato dalla Questura di Forlì Cesena che mi ripassa il Dottor Maccora: io sono un po’ di corsa perché sto raggiungendo Collecchio per la conferenza stampa di Donadoni, e dunque non sto lì ad insistere più di tanto, e mi accontento (diciamo così) senza infierire di quanto mi racconta e cioè che il dottor Procopio (Aldo Domenico Procopio è Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cesena, nda) gli ha riferito che quei 25 tifosi o erano in possesso di biglietto omaggio oppure non erano residenti nella provincia di Parma, dal momento che il veto riguardava solo i confini provinciali di Parma. Mi limito solo a dirgli, perché non mi piace mai far del tutto la figura dello stupido, che so per certo che qualcuno di quei 25 è residente a Parma, ma va benissimo così. Tra l’altro a me risulta che i biglietti fossero a pagamento e non di quelli omaggiati dalla società (che nel caso specifico avrebbe dovuto essere il Cesena, che chissà mai quale interesse aveva a far entrare degli ultras avversari). Le società, poi, quando rilasciano biglietti omaggio (tra l’altro senza la necessità che chi ne beneficia abbia la Tessera del Tifoso) sono di altri settori più nobili, non certo i distinti inferiori, ma tant’è… Della conversazione col dottor Maccora preferisco ricordare ed annotare la testimonianza che collima – stavolta al 100% – con quanto ci aveva riferito in conferenza stampa giovedì scorso il delegato alla Sicurezza del Parma F.C. Stefano Perrone a proposito della organizzazione della trasferta controllata (ai sensi della determinazione dell’Osservatorio nr. 24 del 19 luglio 2011, mai abrogata) dei tifosi non fidelizzati del Parma a Cesena: “Le confermo che, come da circolari ministeriali in vigore, in linea di massima sono vietate le trasferte a tutti coloro che non sono in possesso della Tessera del Tifoso, salvo pochissime circostanze tipo quella di far pervenire per tempo alla Questura di riferimento un piano comune delle due società, ospitante ed ospitata, che preveda l’accompagnamento da parte degli steward dei tifosi non fidelizzati. Le confermo, inoltre, nello specifico, che il Gos di Cesena aveva espresso parere favorevole al piano predisposto da Cesena e Parma perché era davvero ben fatto, per cui ci andava benissimo che i tifosi del Parma venissero a Cesena. Queste valutazioni le abbiamo espresse – ed inviate per iscritto – al Ministero che però ci ha negato questa possibilità, uniformandosi a veti già espressi in precedenza. Insomma sono decisioni che passano sopra la nostra testa e chissà che tipo di valutazioni fanno. Se decidessimo noi sarebbe un conto, ma lo fanno altri…”. A questo punto sorge spontanea la domanda per i capoccioni per il Ministero: ma se i vostri stessi organi periferici valutano – così come previsto da una vostra stessa “determinazione”, ribadisco, mai abrogata – che ci sono gli estremi per dare l’ok alla trasferta di tifosi non fidelizzati, perché vi ostinate a dire di no? E’ una contraddizione palese e nociva. Il risultato, nello specifico, è stato quello di vietare l’accesso a circa 120 tifosi che sarebbero arrivati a Cesena, accompagnati da steward, dunque in massima sicurezza, e di essere stati costretti a infrangere “per buon senso” i regolamenti spedendo assieme ai tesserati i 25 non tesserati arrivati alla chetichella a Cesena, anche se in realtà non agendo come i ladri, dal momento che i loro biglietti li avevano pagati e non rubati. Peccato che non gli potessero essere venduti, e qui si torna al baco del sistema e al suo sequel, con l’assurdo della funzione di controllo delegata, assurdamente, ai rivenditori. Io non faccio come gli Ultras una opposizione ideologica alla Tessera del Tifoso, ma sento il dovere di certificarne l’inutilità e la nocività ogni volta che ne vengo ad essere testimone, soprattutto se riguardano sportivi normali, come ad esempio quella trentina di esponenti del Centro di Coordinamento costretti, sebbene tesserati, ad essere sottoposti a meticolose ispezioni all’Olimpico di Roma, in occasione della gara d’andata con la Lazio, quando vennero perfino fatte loro togliere le calzature. Situazione che ha fatto disdegnare anche l’amministratore delegato Pietro Leonardi, il quale lo ha pubblicamente denunciato in molteplici occasioni. Non è un caso che lo abbia ricordato, giovedì scorso, ai rappresentanti dei Boys che avevano assistito alla conferenza stampa di Perrone, sul diniego alla possibilità di organizzare la trasferta in sicurezza a Cesena. In quella occasione l’unica sbavatura fu quando il delegato alla sicurezza parlò di danno sportivo per il suo club per la impossibilità per il 50% della propria tifoseria ad essere presente al Manuzzi in uno scontro diretto per la salvezza. Diciamo, infatti, che su questo punto il Ministero degli Interni e le sue varie emanazioni (Casms, che non è una nota mensa, ed Osservatorio) hanno almeno rispettato la par condicio non concedendo deroghe a nessuno. Ma la cosa assurda – e ne ho parlato in un carteggio virtuale intercorso con Cristiano Militello di Striscia la Notizia, sempre sensibile al tema – è che da una parte questi organismi emanano una determinazione (la pluricitata nr. 24 del 19 luglio 2011) e dall’altra ne bocciano l’attuazione, pur in presenza di tutti i crismi. I Boys, con la loro azione dimostrativa, hanno appunto dimostrato (e non è la prima volta che lo fanno) che il sistema Tessera del Tifoso può essere aggirato (anche se è solo la seconda volta, su cinque tentativi, che riescono ad accedere agli spalti, e solo grazie al fatto che le FdO non li hanno osteggiati come altrove, vedi a Bologna e a Novara: tra l’altro Militello mi ha scritto che il documentario girato dagli ultrà pramzàn nell’occasione era davvero ben fatto, e ha pure concluso la sua email dicendo “Meno male che a Parma avete uno come Perrone”). Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

51 Commenti

  1. Ottima inchiesta, ottimo approfondimento, Major. Sì,sì, Major, non Majo, perchè lei sulla piazza ducale è il non plus ultrassss (sì, sì, ultras per restare in tema) circa a giornalismo da segugio ma equilibrato ascoltando tutte le campane e fiutando tutte le arie. Senza polemica, nè provocazione la inviterei anche a seguire con dovizia magare coinvolgendo lo stesso Militello sabato sera la fiaccolata in onore dei due martiri da stadio, il nostro Matteo e il fratello laziale Gabriele. Tutta la cittadinanza é invitata, per ricordare e riflettere. Lei che é un riflessivo non può mancare.

    Camomilla

  2. Ringrazio la mia bionda Camomilla, ritornata nel nostro gregge dopo esser stata un po' latitante, ma quando capita che tocchi l'argomento ultras e dintorni è sempre presente. La ringrazio perché effettivamente questa opera è frutto di una lunga elaborazione, non solo nella fase di estensione (ahivoi sono stato più prolisso del solito, ma gli approfondimenti mi piace siano approfonditi e non superficiali, sebbene diffusi su internet, laddove bisognerebbe essere sintetici), ma anche della raccolta, dovendo rispettare i tempi dei vari interlocutori sentiti direttamente o indirettamente, citati o meno nell'articolo, perché alcuni, diciamo così "i privati" non sono comparsi con nome e cognome come i personaggi pubblici menzionati, ma parimenti importanti nel tentativo di ricostruire nel modo più completo il fatto. Ovviamente porte aperte a chiunque volesse offrire il proprio contributo.
    Sul fatto di esser presente o meno sabato sera mi farebbe piacere: non so agli organizzatori. Nel caso, comunque, sono disponibile.
    Cordialmente Gmajo

  3. Egr. Sig. Majo, la determinazione dell’Osservatorio nr. 24 del 19 luglio 2011 va letta tenendo presente il Protocollo d'intesa 'Una tessera del tifoso per il tifoso' come precisato alla determinazione nr. 32 del 15 settembre. I senza TDT della Regione/Provincia/Comune che origina la trasferta non possono mai acquistare i tagliandi d'accesso. L'Osservatorio può approvare la partecipazione solo degli altri senza TDT, residenti al di fuori della
    Regione/Provincia/Comune che origina la trasferta.

    Colgo l'occasione per farle i complimenti per il suo lavoro.

    A. Ponzi

  4. Chi ha postato l'equazione delle 16.27 è un imbecille. Anzi, il solito imbecille. Che non merita ulteriore replica. Anche perché la sua equazione è ancor più risibile dopo una inchiesta di circa 20.000 caratteri (19.698) al termine della quale non ho certo voglia di venir qui a camuffarmi con un altro nick name (l'imbecille, peraltro, non si è neppure scomodato a scegliersene uno, ma non c'è problema perché per me rimane sempre il solito imbecille, aggiungerei imbecille doc, o certificato) per aggiungere ancora qualcosa.
    Dunque, il caro imbecille, facesse lo sforzo di capire che il sottoscritto Gabriele Majo non ha alcun bisogno di mettersi nei panni di Camomilla o di Angioldo (come insinuava l'altra volta) per dire quello che gli va. Almeno questo mi appartiene e non me lo porta via nessuno. Capito imbecille?
    Gmajo

  5. E aggiungo anche che quando Camomilla ha postato il suo commento il sottoscritto era ancora in auto con il collega Jonathan Belletti di ritorno da Collecchio dopo aver ascoltato l'onesto Santacroce e aver immortalato lo stato d'avanzamento del nuovo centro direzionale di Collecchio. Doppiamente imbecille. Impara a fare le equazioni.
    Gmajo

  6. E dopo averle cantate all'imbecille (infaticabile, nonché inqualificabile) posso invece ringraziare di cuore A. Ponzi (che magari secondo l'imbecille sarei sempre io…) per il prezioso addendum apportato circa la successiva determinazione nr. 32 del 15 settembre di cui ci ha parlato, Ho provveduto a girare al delegato alla sicurezza del Parma FC Stefano Perrone questa osservazione e vedremo se ci aiuterà ad approfondire ulteriormente il tema. Cordialmente Gmajo

  7. Angioldo era il suo nick per la gazza on line su questo sito ci son stati solo fake, ha ragione.

  8. Forse non mi sono chiarito bene: io mi chiamo Gabriele Majo nella vita reale e in quella virtuale. Se devo scrivere qualcosa (come ho fatto) su gazzettadiparma.it o su parma.repubblica.it mi fregio firmami con il mio nome e cognome di cui vado orgoglioso aggiungendo anche la qualifica di direttore di http://www.stadiotardini.com – Non sono Angioldo né Camomilla. O adesso mi date anche l'identità di Velenoso?
    Angioldo è un lettore/scrittore piuttosto prolifico di gazzettadiparma.it che in effetti spesso espone pensieri che condivido, ma, ahime, o ahilui, o ahivoi, siamo due persone diverse. Tra l'altro non ho mai avuto il piacere di ospitarlo su stadiotardini.com e non mi dispiacerebbe lo facesse. Magari chiederò un'ambasciata a Parmigiano e a Filippo1968 dei quali condivido il cartellino con Billy Balestrazzi… Così potrebbe essere lo stesso Angioldo a chiarire che non è me. Magari anziché avere il nasone ed essere un decadente quasi 50enne e un aitante giovane dal bell'aspetto e potrebbe offendersi nel vedersi affibbiata la mia identità.
    Saluti Gmajo

  9. OGGI E' L'ULTIMO GIORNO PER LA PROMOZIONE EMPORIUM 10 EURO LA CURVA NORD PER CHIUNQUE VADA AD ACQUISTARE IL BIGLIETTO!!!!!!!!!!

  10. Ecco, giusto: peccato che l'anonimo delle 17.05 non si sia firmato, ma questa è in effetti una notizia interessante che avrei dovuto divulgare magari con un articolo. C'è da dire, tuttavia, che a differenza di prima di Parma-Milan la notizia della promozione stavolta è apparsa sul sito ufficiale http://www.fcparma.com Saluti Gmajo
    P.S. comunque approfittatene davvero !

  11. Majo lei non é altro che un disfattista sempre a caccia di polemiche per il male del Parma e dei suoi tifosi che sono i migliori e i più corretti della serie A. I Boys per entrare a Cesena non credo avranno puntato la pistola alla tempia di qualcuno o no? E allora perché andare a caccia di fantasmi? ULTRAS LIBERI

  12. Salve Luca, probabilmente, e la capisco, Lei non ha avuto modo di leggere l'intera inchiesta, poiché 20.000 caratteri sono duri non solo da scrivere, ma anche da digerire. Specie se si parte prevenuti o affibbiando patenti come fa lei. Se lei lo avesse letto, avrebbe notato come non ho per nulla insistito, sulle evidenti irregolarità commesse da più parti. Non ho fatto una filippica, come avrei potuto, se non dovuto, a tutela della legalità infranta. Non l'ho fatto perché è una "legalità" che a mio avviso ha contribuito in modo determinante al peggioramento e al degrado del calcio. Mi sono fatto delle domande e ho dato delle risposte. Perché faccio il giornalista, sono libero come un ultras, e non sono fagiolino o faiolone schiavo di 10.000 padroni che deve dire bravo e lodare tutti a prescindere. La notizia di giovedì era: i no tessera non possono entrare. Bene: domenica sono entrati. (Sia pure in piccola parte). Perché? E ho cercato di rispondere a questo tema. Respingo, dunque, al mittente la patente di disfattista. E men che meno di far polemiche per il male del Parma e dei suoi tifosi, per i quali anzi mi prodigo. Pensi a chi avrebbe voluto, pur senza essere un ultras, essere presente a Cesena ma non è potuto entrare appunto perché senza tessera. Pensi agli altri 100 che volevano col cuore sostenere come gli altri 25 il Parma e se ne sono dovuti stare a casa perché l'Osservatorio ha detto di no, nonostante un piano stilato seguendo pedissequamente una ordinanza dell'Osservatorio stesso. Questo è un fatto importante da cui non si è parlato da nessuna parte. Qui sì. Approfondendo, non stando in superficie come lei, che ha letto solo il titolo e forse manco il sottotitolo.
    Io non vado a caccia di fantasmi. Stia ben tranquillo. Così come io sono tranquillo al contrario del povero rivenditore che ha venduto i biglietti che non poteva: quando questi si vedrà recapitato il conto maledirà il momento in cui lo ha fatto. Certo, nessuno gli ha puntato la pistola contro, così come agli steward che non hanno chiesto la tessera, così come al dirigente del Commissariato che ha optato per il buon senso e il quieto vivere, al contrario del suo collega di Bologna che aveva rimandato a casa i 41 che avevano tentato la medesima sortita.
    Saluti Gmajo

  13. Le inchieste le lasci fare all'ispettore Derrik per favore. Cerchi di sostenere la squadra i tifosi e soprattutto una dirigenza fatta di grandi persone. Come lo spiega che mentre in altre città spesso gli ultras sono contro la società qui vanno d'accordo?! Cerchi di esaltare queste cose invece che andare a pescare nel fango.

  14. non ce' peggior sordo di chi non vuol sentire…..scusate, a me sembra che Majo stia cercando di far capire come sia sbagliato e confusionario il sistema adottato da Maroni,non mi sembra che stia affossando la dirigenza o gli ultras…boh certe commenti per partito preso non li capisco……
    Monti70

  15. Ringrazio Monti70 per la "difesa d'ufficio". In effetti il mio pezzo "equanime" ha preso in esame una certa situazione, analizzandola con obiettività e serenità. Purtroppo, però, c'è chi è prevenuto a prescindere solo perché non essendo io con loro sono contro di loro. Ma almeno io libero lo sono davvero senza doverlo aggiungere alla mia firma.
    Egregio Luca, sia pure ormai dimenticata, l'inchiesta giornalistica è uno dei cardini del mestiere che adoro e che mi trovo al momento ad esercitare "in proprio" su questo sito, tramite il quale non mi sto neppure arricchendo. Non esiste solo l'inchiesta – di natura poliziesca – del l'ispettore Derrik (sosia di Michelotti con gli occhiali).
    La squadra e la dirigenza, di cui lei non nasconde la sua grande ammirazione, l'aiuto quotidianamente con il mio pungolo da "grillo parlante". Convinto, da presuntuoso, che se tenessero più in debita considerazione le mie strategie (che come ha sottolineato Leonardi mi piacciono molto) forse le cose andrebbero un po' meglio. Io per esempio non sono affatto d'accordo con il principio pronunziato da Ghirardi, mentre mi rispondeva a Bar Sport, per cui l'errore sia il guardarsi le spalle: per me, infatti, lo sbaglio è quello di aver fatto voli pindarici guardando avanti, pensando di arrivare decimi. Pensi un po'…
    E' buono il rapporto dirigenza-ultras? Beh, dandogli sempre ragione è facile. Io penso che sia stato più coraggioso Lotito, in una piazza ben più difficile come quella di Roma sponda Lazio, a mettersi contro la Curva con scelte impopolari. Qui a Parma ci sarebbero state – e ci sarebbero ancora – le possibilità per fare ancora di meglio, ma si preferisce evitare di cercarsi del freddo per il letto. Io il freddo per il letto me lo sono andato a cercare più volte quando non ho avuto reticenze nel raccontare malefatte, per fortuna poche, dalle quali, purtroppo, non sono mai state prese le distanze.
    Lei, infine, mi invita a non pescare nel torpido: caro mio, fin che c'è del torpido la mia canna sarà sempre in funzione.
    Saluti Gmajo

  16. Dunque Majo, dopo avere informato la Digos di Cesena della presenza di 25 tifosi del Parma non tesserati e avere informato che erano residenti in Provincia di Parma (magari chissà qualche nome), spera che la Società Parma Calcio si schieri contro la Curva? Meglio di quello che ha fatto Lotito (personcina a modo da imitare, fra l'altro)?

  17. a me sembra che qualcuno non capisca,Majo sta facendo pubblicità pro Boys,Ultras insomma tifosi e amanti del calcio in generale,contro questo sistema che sta allontanando i tifosi dagli stadi…..almeno per me è cosi
    Monti70

  18. Majo, cortesemente, se le riesce può evitare di riprendere le mie pagelle sia sotto forma di copia/incolla che di allegati fotografici ? mi sarei anche un pò stancato…. e di grazia vorrei essere padrone di decidere chi e dove le può pubblicare, mi pareva di averlo già detto
    così come le continue citazioni del mio nome e cognome ! se voglio citare il mio nome e cognome lo faccio io, non altri, il giochino poi potrebbe stancare
    grazie
    crociato63

  19. Concordo con Monti70, non ci vuole una cervice sopraffina per comprendere lo spirito di Majo in assoluta buona fede nei confronti dei Boys, degli ultras e di Federico Delle Donne, aliias Crociato63, alias Fdd. Ecco, Majo, lo chiami Fdd se l'autore delle pagelle non vuol essere citato. Curioso questo personaggio che firma sulla Gazzetta di Parma e che è conosciuto per nome e cognome da tutti, con le stesse lettere sulla GdP. FdD da firma della GdP lei non può chiedere a Majo di non parlarne. Ma chi é? Un Duce, un despota. Nemmeno in Urss la Pravda si comportava come vuole lei nei suoi confronti.

    Grillino di Sala Baganza

  20. Egregio Crociato 63, mi spiace ma non riesco ad esaudire la richiesta da Lei così cortesemente formulata, dal momento che avendo Lei liberamente scelto di rendere pubbliche le sue rinomate Pagelle in Dialetto, che vengono stampate settimanalmente sul principale quotidiano cittadino, contemporaneamente ha scelto, immagino consapevolmente, reputandola in grado di intendere e di volere, di essere un "personaggio pubblico" e come tale soggetto all'esercizio della critica, la stessa che Lei così brillantemente esercita nell'elargire i Suoi voti ai calciatori della nostra amata squadra Crociata (anche se non a presidenza o a dirigenza, avendo Lei sempre liberamente accettato le regole di ingaggio propostoLe dalla Gazzetta di Parma. Anzi, per essere preciso regole propostole dopo l'ingaggio). Questo, naturalmente, per quello che riguarda la ripresa "parziale" dei suoi arguti giudizi, se gli stessi si prestano, così come è stato nel caso del mio articolo di oggi, ad essere commentati o a essere parte portante di una mia riflessione. Diverso sarebbe se io mi impossessassi – cosa mai avvenuta – delle Sue pagelle integrali, che giustamente ha venduto alla Gazzetta di Parma, che avanza i pieni diritti sulle stesse. Però come posso legittimamente copia-incollare parte delle qualificate pagelle del professionista Paolo Grossi, altrettanto posso legittimamente fare con quelle del dilettante Crociato 63, il quale, come già specificato, ha scelto di essere un pubblico personaggio. Altrimenti le pagelle le avrebbe diffuse ciclostilate solo ad una ristretta cerchia di amici. Lei parla di allegati fotografici che non mi pare siano stati aggiunti al presente articolo (mi legge forse nel pensiero? Fa il processo alle intenzioni? No, dico, perché se avessi avuto il tempo avrei anche completato la lunga articolessa di oggi anche con qualche contributo fotografico e magari ci poteva star bene anche la ripresa della sua preziosissima Pagella). Lei dice di avermelo già detto, cosa che era forse avvenuta in privato, ma nel segreto delle nostre email come pubblicamente Le ribadisco: Lei è un personaggio pubblico. Una volta che la Sua opera è pubblicata è legittimamente a disposizione di chi vuol riprenderla parzialmente e chiosarla. Se la cosa Le dà fastidio mi spiace: quando appenderà la penna al chiodo stia pur sicuro che non la riprenderò più. Ma fino a quando lei potrà giudicare i calciatori crociati (anche se non presidente e AD) consenta anche ad altri – nella fattispecie il sottoscritto – di fare altrettanto con Lei.
    Continue citazioni del Suo nome e cognome? Non mi pare certo di averne personalmente abusato, ma essendosi Lei firmato sul mio sito con il Suo nome e cognome, qualora qualcuno non conoscesse chi si cela dietro il suo pseudonimo, è stato Lei stesso a svelarglielo.
    Lei parla di giochino che la potrebbe stancare? Io non so Lei, ma io del tempo da perdere in giochini non ne ho: sono un professionista che esercita il mestiere per il quale sono stato abilitato dopo aver sostenuto un esame professionale, sono il direttore responsabile di una testata on line regolarmente registrata in Tribunale, e ho come Vangelo la deontologia professionale che seguo pedissequamente. Le sa briga essere citato? Mi spiace, ma fa parte del gioco (o del giochino?)? Avrà diritto all'oblio quando non sarà più un personaggio pubblico. Fin che lo è, ribadisco, deve consentire agli altri di poterla giudicare così come Lei fa con i calciatori. CONTINUA

  21. (PROSEGUE)- Questo in assoluto: nel caso specifico di oggi, poi, non ho certo fatto stroncature di cui Lei è maestro. Solo una citazione. Senza commento. Non vedo perché debba star lì a prendersela? Già Le dissi che nei suoi panni di personaggio pubblico deve saper di buon grado – senza fare il permaloso – prender su anche del siochet (unica uscita un po' fuori dalle righe che su questo sito, nella sezione commenti, si permise un certo Ale o Alle, se non ricordo male, dopo un plebiscito di commenti a Suo favore dopo la Sua querelle con Parma Partenopea). Ma Lei aveva avuto modo di formalizzarsi persino per quello: pensi se usasse lo stesso metro uno qualsiasi dei suoi abituali clienti.
    Se io pubblicassi integralmente le Sue pagelle avrebbe il legittimo diritto di scrivermi quel che mi ha scritto, ma perché ho ripreso citandola il sul 25 elargito agli artefici dell'impresa di domenica sicuramente no.
    Cordialmente Gmajo

  22. Caro Grillino "salese", sia clemente, non mi metta nei guai anche lei con il suscettibile (oddio, non si offenderà anche per questo…) Crociato 63, che per me resta solo Crociato 63, lasciando perdere tutti gli altri pseudonimi con cui è conosciuto sul web, o i nomi reali da Lei citati, per i quali si assume ogni responsabilità. Sigle incluse… Comunque su un punto ha centrato in pieno il problema, che peraltro ho sviscerato nella risposta all'incitabile: se lui scrive sulla Gazzetta di Parma, o sul web, che è altrettanto pubblico, se mi gira il bricco posso permettermi di copia incollare le sue esternazioni qualora le ritenessi funzionali o organiche ai miei ragionamenti. Perdincibacco! Cordialmente Gmajo

  23. Alle 20.19 una mano anonima mi ha qui accusato di aver informato la Digos di Cesena della presenza di 25 tifosi del Parma non tesserati. Ma caro il mio imbecille, sei talmente tale da pensare che la Digos di Cesena non fosse a conoscenza della presenza di costoro? Ma per chi li ha presi? Ma questo imbecille vigliacco, al fine di fomentare odio nei confronti dello scrivente, ha pure l'ardire di aggiungere che potrei aver fatto qualche nome. Ma per chi mi hai preso, benemerito imbecille? Per un informatore della Questura (peraltro romagnola)? Io sono un giornalista professionista che fa inchieste giornalistiche. E che come tale fa domande e raccoglie risposte. E le mette insieme. E scrive un approfondimento per spiegare il singolare fenomeno per cui anche se giovedì scorso la società Parma Fc aveva fatto una conferenza stampa per dire che i No Tessera non sarebbero entrati, allea fine, invece, una aliquota qualificata di questi c'era. E ho svelato il perché e il percome, sentendo le varie campane. I 25 senza tessera hanno ostentato il proprio stendardo "Curva Nord Matteo Bagnaresi", non erano là in incognito. Hanno pubblicato le foto sul proprio sito internet (peraltro oscurandosi il volto come se fossero dei malviventi). Hanno nel recente passato narrato le proprie vicissitudini per poter essere presenti in trasferta. Quindi non sono certo stato io a dire ai "pulotti" romagnoli "oh, guardate che c'erano 25 no tessera pramzàn". Lo sapevano perfettamente, dailà, tant'è che le scuse ufficiali che mi hanno riportato non stanno né in cielo né in terra. Hanno fatto una scelta buonista e di buon senso, anziché applicare regolamenti assurdi, ma per farlo loro stesso hanno violato la legalità, dal momento che avrebbero dovuto mandar a casa i 25 eroi, così come i loro colleghi bolognesi avevano fatto con i 41 che ci avevano provato al Dallara, o gli altri, non ricordo quanti fossero, di Novara. A Novara dove gli stessi Boys hanno girato dei video professionali (e non certo amatoriali come i miei). Così come gli stessi Boys hanno candidamente ammesso la "marachella" di essere entrati a San Siro con l'Inter, vantandosene. Mica l'hanno tenuto nascosto. E allora, caro imbecille, anziché farmi passare per spia, ricordati tutti questi precisi riscontri che ti ho elencato.
    Poi, egregio impreciso vigliacco anonimo, io non spero che la Società Parma Calcio si schieri contro la Curva tout court, bensì contro la parte marcia della stessa. Ovvero gli autori dei fatti di Levico 2010, tanto per citare un esempio, dai quali nessuno ha preso pubbliche distanze, men che meno la Società Parma FC, sebbene da me in merito sollecitata, ma neanche gli stessi Boys. Lotito sarà quel che sarà, ma ha avuto il coraggio di mettersi contro la temibile Curva Laziale, mica dei babalani qualsiasi. Saluti Gmajo

  24. Alle 20.29, invece, un simpatico Anonimo mi ha scritto di preoccuparmi dell'erbetta del Tardini, suggerendomi di aprire un'inchiesta (l'apostrofo ce l'ho messo io, lui no) subito. Circa tre ore dopo, sempre lui, o un altro personaggio dal medesimo sense of humour,almeno firmatosi come "gigèt", mi ha segnalato che gli alberi sul lungo parma hanno i rami troppo lunghi. Suggerendomi pure lui di aprire un inchiesta. Bene: allora anziché chiamare il "Commissario" Majo, caro Gigèt, chiami il Commissario Ciclosi, perché di sua pertinenza. All'anonimo, invece dell'erbetta del Tardini, rispondo, invece, che non capisco di cosa ci sia da preoccuparsi, dal momento che non mi pare che abbia problemi. Anche se di erbette, come il buon Piovani, me ne intendo di più del ripieno dei nostri rinomati tortelli…
    Infine un nuovo grazie a Monti70, il quale, nuovamente, ha cercato di difendermi dal tiro incrociato dei seminatori di odio, anche se nel farlo, forse, ha un po' esagerato, poiché asserire che io faccia pubblicità pro boys o pro ultras, in effetti, è un po' esagerato. Intanto perché non sto facendo réclame e poi, perché, in effetti non penso di essere il miglior cantore delle imprese di costoro. Più centrato, invece, il ragionamento sul mio spirito in generale pro-calcio e pro amanti di questo sport ahinoi in declino. Ma se è in declino, se è stata inventata una assurda tessera, è anche perché c'è stato chi ha offerto agli ideatori l'alibi di farlo come deterrente alla violenza. La violenza dovrebbe essere messa al bando dalla parte buona delle Curve. Che è poi quello che auspicavo anche quando ero all'interno della Società, opera che sto proseguendo da questo sito. Cordialmente gmajo

  25. Signor Majo,Le volevo chiedere come mai nel suo resoconto fotografico di cesena-Parma non compaiono foto che documentano la presenza dei no tdt parmigiani nel settore distinti dello stadio Manuzzi. Grazie.

  26. Io volevo sapere da lei come mai il cielo e' azzurro e il sole e' giallo.E' veramente un mistero da risolvere.Anticipatamente grazie.

    Giorgione

  27. Gentile Giorgione, noi vediamo (non "è", che è cosa diversa) il colore azzurro del cielo e il colore giallo del Sole, quando splende a mezzogiorno (al tramonto è rosso) a causa dell’interazione della luce proveniente dal Sole con l’atmosfera del nostro pianeta. Il Sole emette luce (cioè onde elettromagnetiche) di varie lunghezza d’onda, ma i nostri occhi sono sensibili solo ad una parte di esse. La luce che i nostri occhi percepiscono, varia da una lunghezza d’onda da 320 nm a 720 nm. Il simbolo nm è la sigla che indica una unità di misura della lunghezza: il nanomentro. Un nanometro = 10-9 metri corrisponde a miliardesimo di metro. La radiazione di lunghezza d’onda più piccola dello spettro visibile (380nm) è quella che i nostri occhi percepiscono di colore viola, quella all’estremità opposta dello spettrovisibile (720nm) è invece da noi percepita con colore rosso. Dal viola si arriva al rosso passando per il blu, il verde, il giallo e l’arancio. La luce solare fu per la prima volta scomposta da Newton in un suo famoso esperimento con il prisma: a questa scomposizione ognuno di noi ha assistito, quando ci è capitato di osservare nel cielo l'arcobaleno (non 78).
    Nello spazio interplanetario, non c’é “cielo” o almeno non c’e’ il cielo azzurro. E’ sempre l’atmosfera terrestre che fa azzurro il cielo. Se non ci fosse l’atmosfera vedremmo il cielo sopra di noi – come nello spazio – assolutamente nero. Mistero risolto. Cordialmente

  28. A MegaPixel, che notte tempo mi ha chiesto come mai nella fotogallery amatoriale di Cesena-Parma non compaiono foto che documentano la presenza dei no tdt parmigiani nel settore distinti dello stadio Manuzzi posso rispondere che quando ho scattato le immagini con la mia "compattina", ritratta assieme a me nella foto di accompagnamento al presente articolo, non avevo notizie circa la presenza in quel settore dei no-tdt. Che poi avessi avuto il presentimento (maturato, peraltro, dopo aver avuto modo di ascoltare una certa conversazione avvenuta in mia presenza giovedì scorso al Centro Sportivo di Collecchio) che i Senza Tessera volessero tentare una sortita a Cesena, nonostante il vdeto dell'Osservatorio (colgo l'occasione per precisare che la cosa più assurda è proprio questa, dal momento che era stata preparata una trasferta in sicurezza secondo i dettami ministeriali, ma gli stessi organi ministeraili hanno bocciato il piano congiunto di Parma e Cesena approvato dal Gos) è un altro discorso. Le foto che ho scattato miravano a mostrare uno spaccato della tifoseria parmigiana in trasferta, con la quale spesso se non sempre ho viaggiato in questa stagione: non erano uno strumento per dimostrare la presenza o meno dei Senza Tessera. Difatti mi pare che della intera fotogallery solo un fotogramma riprenda il settore ospiti al completo con la scritta "Curva Nord Matteo Bagnaresi". Quelle precedenti, infatti, mostrano il settore ospiti con Coordinamento (Danè e Cinghiali su tutti) e Ass. Petitot, ma senza Boys. Ci sono pure alcune foto che ritraggono i distinti, scattate prima della partita, ma lì non mi pare fossero ritratti gli autori della epica impresa, o per lo meno non c'era uno striscione identificativo. Avevo scattato alcune immagini in quella direzione dopo che il collega Sandro Piovani mi aveva segnalato che c'erano alcuni ragazzini che avevano dissputato una partita amichevole Cesena-Parma, cioè il retourn match di quanto avvenuto all'andata ai Campi Stuard. Cordialmente Gmajo

  29. Gentile A. Ponzi, avevo girato le Sue osservazioni al Delegato alla Sicurezza del Parma FC Stefano Perrone, il quale risponde così: "La determina 32 del 15 settembre viene a “regolamentare” le determine precedenti e la gestione, in genere, dei tesserati e non… e nel 3 comma delle “precisazioni” chiarisce chi è il soggetto finale chiamato ad autorizzare le trasferte dei non tesserati… Non la Questura locale, non il GOS, non la Prefettura o il Sindaco ma bensì l’Osservatorio…. Mi sembra chiaro… e in linea con quanto sempre detto. SP". Ovviamente sempre a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Cordialmente Gmajo

  30. Se sei veramente pro Boys, e se vuoi veramente criticare la tdt, caro Majo, fatti una padella di affari tuoi! Con la tastiera e la penna non si combatte niente, e chi lotta non ha bisogno di te per fare informazione!

  31. Telefonando alla digos di Cesena, hai fatto il lavoro della polizia! Forse ho capito, speri che ti diano un lavoro vero!

  32. Egr. Sig. Majo, mi permetto di farle notare che il Delegato alla Sicurezza del Parma
    FC Stefano Perrone non ha potuto contestare quanto da me sostenuto, che l'Osservatorio è stato incaricato di decidere in merito alla partecipazione dei senza
    TDT, ma solo quelli residenti al di fuori della Regione/Provincia/Comune che origina
    la trasferta, così come stabilito dal Protocollo d’intesa “Una tessera del tifoso per
    il tifoso”. Per chiarezza più sotto le "posto" la precisazione
    dell'Osservatorio stesso, contenuta nella determinazione nr. 32. E' molto chiara ma è solo una "precisazione" (non aggiunge e non toglie nulla), ed è finalizzata ad evitare incomprensioni con i tifosi!!!!!!!!!!! (mi permetta l'abuso di esclamativi, ma chi fa confusione non è certo l'O.N.M.S.).
    Vorrei anche sottolineare che l'Osservatorio ha il dovere di attenersi al Protocollo
    d'Intesa, che è stato siglato tra il Ministro dell'Interno, il CONI, la Figc, la Lega
    Serie A, La Lega Serie B, e la Lega Pro. L'Osservatorio non è qui l'autore: deve solo operare affinché il Protocollo venga rispettato.

    ****
    Protocollo d’intesa “Una tessera del tifoso per il tifoso”: PRECISAZIONE

    A seguito dei disagi subiti da alcuni tifosi a causa di difficoltà interpretative del
    protocollo d’intesa, si chiarisce che:

    – ogni stadio deve disporre di posti acquistabili dai sostenitori ospiti, individuati
    in sede di GOS nei vari settori dell’impianto, tenendo conto delle necessità di
    offrire variegati livelli di confort;

    – i tagliandi dei posti individuati, come sopra specificato, ed esclusivamente
    quelli, sono venduti nella Regione/Provincia/Comune che origina la trasferta ai soli
    possessori di una qualsiasi “tessera del tifoso”. Ne consegue che i restanti posti
    dello stadio possono essere venduti solo ai residenti al di fuori della
    Regione/Provincia/Comune che origina la trasferta, ad eccezione dei possessori della
    “tessera del tifoso”.

    – la eventuale ipotesi di partecipazione alla trasferta di tifosi non fidelizzati, è
    sempre subordinata alla approvazione finale dell’Osservatorio.

    *******
    Come noterà al punto "3" l'Osservatorio è chiamato a decidere in merito alla partecipazione alla trasferta di tifosi non fidelizzati, ma solo quelli indicati al punto "2".

    Cordiali saluti.

    A. Ponzi

  33. Mentre ringrazio per il nuovo contributo A. Ponzi (semmai approfondiremo in seguito, anche se chiarisco subito che non era certo interesse del delegato alla Sicurezza del Parma contraddirla), non posso che deplorare i commenti anonimi postati alle 11.04 e 11.06 dalla consueta mano anonima, sempre la stessa, che agisce dal medesimo indirizzo. Questi non è un imbecille: imbecille è troppo poco. Questi è anche un coglione. Un vigliacco coglione. Un doppiamente vigliacco coglione, perché manco ha il coraggio di firmarsi con uno straccio di nick name, e poi perché in conclusione (“speri che ti diano un lavoro vero”) va ad infilare il coltello nella piaga di chi un lavoro vero ce l’aveva e sull’orlo dei 50 anni, e nel pieno della crisi economica, si è trovato costretto a reinventarselo. Spero con tutto il cuore che tu, vigliacco coglione, possa a tua volta perdere il lavoro e provare sulla tua pelle le stesse problematiche: chissà che non capisca cosa significhi. Coglione. Questo coglione, alle 11.04, ha scritto: “Se sei veramente pro Boys e se vuoi criticare la tdt, caro Majo, fatti una padella di affari tuoi!” A parte la contraddizione in termini (se vuoi criticare fatti una padella di affari tuoi: come faccio a farmi gli affari miei se voglio criticare?”) io, proprio per il lavoro che sono stato abilitato a svolgere dopo aver sostenuto un esame di Stato, mi debbo fare una padellata di affari altrui. Anche quando questa padellata di affari altrui va a dar fastidio a chi non vorrebbe che io ci mettessi il naso di cui sono iperdotato. La mente sopraffina aggiunge: “Con la tastiera e la penna non si combatte niente”, ma io gli obietto che anzi con la tastiera e con la penna si possono ottenere risultati molto più importanti che non con puerili azioni dimostrative. Come ha recentemente detto pubblicamente l’Ad crociato Leonardi a me piacciono le strategie, anche se purtroppo per me le strategie le fanno gli altri: ebbene per me la strategia di entrare in 25 con metodi di dubbia legalità allo stadio Manuzzi di Cesena ha vanificato completamente gli effetti della conferenza stampa di Perrone di giovedì scorso che aveva messo spalle al muro l’Osservatorio per la palese contraddizione mostrata, per l’ennesima volta in stagione. C’era stato un modo legale, onesto, pulito per mostrare un sopruso subito: lo si è voluto vanificare con una azione dimostrativa che avrà solo l’effetto di far passare dei guai allo “spacciatore di biglietti” e che metterà ancor di più in cattiva luce chi, reiteratamente in stagione, e neppure di nascosto, ha voluto disobbedire in modo plateale ad una legge assurda, ma legge. CONTINUA

  34. (PROSEGUE) – Nel mio articolo non avevo posto l’accento sulle illegalità da più parti commesse – come avrei potuto e dovuto fare – piuttosto avevo voluto insistere sulla assurdità del veto preventivo alla trasferta in sicurezza bocciata, assurdamente dall’Osservatorio. Il coglione, nella sua premessa diceva pure: “Se sei veramente con i Boys…” Mai detto di essere con i Boys. Né lo sono con i Boys. Nello stesso tempo, però, non sono contro di loro, concetto, però, che difficilmente riesce a capire chi fa uso quotidiano del principio “chi non è con me è contro di me”, che sarà stato anche di Gesù – come riportato nei Vangeli di Matteo (Cap. XII v. 30) e di Luca (Cap. XI v.23) ma che nel 1924 Mussolini fece proprio e pronunziò in una riunione a Roma di 4.000 sindaci – ma che non condivido affatto al costo di essere considerato blasfemo e finire sul rogo. Io sono solo equidistante, onesto, sereno e obiettivo come la deontologia professionale del mestiere che amo prevede. Io non combatto ideologicamente la TdT come gli Ultrà: io non la combatto per gli Ultrà (le cui gesta violente, peraltro sono all’origine per lo meno dell’alibi per cui la TdT è stata generata), ma la combatto per i soprusi e le vessazioni cui sono stati costretti gli sportivi normali, tipo la comitiva del CCPC costretta a cavarsi perfino le scarpe per accedere all’Olimpico di Roma, in occasione della gara d’andata con la Lazio. Quindi non me ne impipa un accidente “se chi lotta non ha bisogno di me”: hanno bisogno di me tutti gli altri. Appunto per fare una informazione serena, onesta, pulita ed equilibrata e non per emettere i bollettini di guerra e di propaganda ideologica di cui sono infarciti siti che io mi aspetterei inneggiassero alla propria squadra del cuore. Alle 11.06, a parte l’infamia già commentata in apertura (poi quando perderai tu il lavoro fammelo sapere che mi faccio due ghignate) questo coglione asserisce che io telefonando alla Digos di cesena abbia fatto il lavoro della polizia. Sì, certo, come se i pulotti stessero lì a telefonarsi tra loro. Mio povero coglione, capisco che il tuo cervellino non ci arrivi, ma credi davvero che la Digos romagnola non sapesse della epica impresa dei 25? E che non sapessero nomi e cognomi degli autori, che peraltro io mi son ben guardato dal fare? Non ci arrivi a capire che le diplomatiche risposte che mi hanno dato erano per cercare di pararsi il proprio fondoschiena dal momento che la condotta che avrebbero dovuto seguire . nella legalità – sarebbe stata quella di emulare i colleghi di Bologna di rispedire a casa gli eroi dopo averli identificati, anziché consentirgli di entrare? Credi davvero che io abbia aiutato la Digos di Cesena, aveno sollevato il coperchio su questa questione? Gmajo

  35. Mi scusino i Boys ma non so che senso abbia avuto andare a Cesena, rischiando di far prendere la multa ad un tabacchino e fingendosi tesserati, quando pubblicamente si continua a dire no alla tessera. Non capisco neanche che senso abbia dire no alla tessera, per poi entrare pagando più soldi. Io ho fatto la tessera per comodità! Ho l'abbonamento, risparmio, e quando voglio andare in trasferta non devo fare certe imprese, per poi magari dovermene tornare a casa senza vedere la partita! Ok ci saranno dei controlli ma ci sono anche sui biglietti che sono nominali. C'è troppo businness? No al calcio moderno? Se non si sopportano queste cose allora le si boicottino standosene a casa. Fare quello che fanno gli altri (o almeno provarci), per poi criticare continuamente l'ambaradan, è un pò ipocrita secondo me. Non si può menarla sempre contro il sistema e poi starci dentro. è tipo menarla su orari e tv e poi essere sempre i primi ad entrare.
    Io non ho niente da insegnare a nessuno, ma almeno non scrivo un articolo al giorno contro il calcio moderno, le tv, la tessera, la polizia, la lega, sky, gli orari, per poi andare allo stadio. I moralisti senza morale sono solo pesi.
    Giovanni

    PS: Ma se il tabacchino prende una multa gliela pagano i Boys?

  36. Al contrario tuo Giovanni (se Giovanni…..), i Boys non han mai criticato chi ha fatto la scelta più comoda (come dici tu). Vogliono andare in trasferta come si è sempre fatto, tifare come quando si tifava ancora. Non ti piace? Pazienza.
    P.S. I moralisti son quelli che fan la morale, come su questo sito.

  37. Egregio Giugiolò sulle erbette del Tardini avevo risposto ironicamente qualche giorno fa. Ma dal momento che insiste (avendo del tempo da perdere) Le chiedo se si riferisce a qualche erbetta che Lei fuma? Magari in compagnia…

  38. Vedete com'è l'egregio anonimo che ha risposto a Giovanni alle 14.03 ? Un malfidente che mette in dubbio la veridicità del nome "Giovanni" solo per alludere che Giovanni possa essere il sottoscritto. E allora è un imbecille. Come quello che nei giorni scorsi supponeva che io fossi Camomilla o Angioldo.
    Cosa vuol dire altrimenti con quel "se Giovanni"? Perché se si è firmato Giovanni, per noi che leggiamo sempre Giovanni è: mica cambia la sostanza di quel che dice neppure se si fosse chiamato Calogero o Guglielmo.
    Però siccome è uno che scrive non come la pensa Lui, allora si mette in dubbio. "Se è Giovanni". E chi dovrebbe essere, o imbecille? Certo almeno uno che un nome se lo è messo. Tu, imbecille, uno straccio di nick name non Te lo dai neppure. E tanto a che serve?
    E poi vedi di non scrivere delle castronerie, va là… Perché di critiche ai tesserati ne sono arrivate a bizzeffe. Certo non chi è "organico" agli ultrà pramzan come Manfredini, Burani o Corradone: quelli sono intoccabili, anche se hanno la tessera (e pazienza se dopo il ribaltone…).
    E poi vorrei sapere: ma chi sei per parlare a nome dei Boys? Uno del direttivo? Allora identificati. Non sei del direttivo? E allora chi ti ha autorizzato a scrivere a loro nome?
    Ripeto quanto già scritto prima: se in trasferta e pure in casa ci sono limitazioni, se esiste una tessera che danneggia più gli sportivi normali che altro, se ci sono leggi speciali come Daspo, diffide ed affini c'è da dire grazie non tanto allo Stato Italiano ma a chi ha fomentato la violenza, andando allo stadio non certo a tifare per la propria squadra ma per altri motivi. Quello è il peccato originale. Da cui discendono tutte le rotture di scatole che hanno svuotato gli stadi anche di tifosi normali.
    Saluti Gmajo

  39. Sarò un uovo sodo, come mi diceva Suor Donata, ma proprio non capisco. Fossi anche un sospettoso pulotto (come qualche fantasioso imbecille suppone che sia) potrei pensare a un messaggio in codice… Boh… Buon divertimento. Le capre al Tardini… Ma non c'era la cementificazione?

  40. Vorrei postare all'attenzione di tutti quelli che sostengono che la tessera non è stata fatta dai Boys perchè violenti e che hanno cose da nascondere, il resoconto di Nocerina – Verona, con le tifoserie entrambe tesserate.
    http://www.tggialloblu.it/pages/123/323032/Provocazioni_e_agguatiEcco_tutto_il_dossier.html
    Quindi cari Angioldo, Mirko, Giovanni, Gabriele, Camomilla cosa ne pensate?
    Siete ancora convinti che tutto ciò serve?
    Siete ancora convinti che una forma di disubbidenzia civile fatta come succede qui a Parma è del tutto sbagliata?
    Se giovanni

  41. Gentile Se Giovanni (non so se "Se" faccia parte del nome, del cognome o del nick name, ma poco importa), ho letto con attenzione il resoconto da lei suggerito. Però mi farebbe piacere se Lei, con altrettanta attenzione, leggesse l'inchiesta pubblicata dal sottoscritto che trova sopra questo spazio commenti. Non credo che Lei l'abbia già letta, se no eviterebbe di scrivere delle inesattezze come quelle da Lei prima postulate. Perché il sottoscritto ha esposto chiaramente il proprio pensiero negativo in merito alla TdT. Ma non per una opposizione ideologica, come è quella strumentale dell'universo Ultrà, ma basata sulle "complicanze" che sono costretti a subire gli sportivi normali. Ho scritto personalmente un resoconto sulle angherie provate dai tifosi tesserati CCPC a Roma, in occasione della gara d'andata con la Lazio, con le perquisizioni accurate perfino nelle scarpe. Questo perché se vedo cose che non mi convincono le scrivo sia che riguardino "i pulotti" sia che riguardino gli "ultras". In quella stessa occasione scagionai pubblicamente Rocco dei Boys, arrestato per me assurdamente, e poi per fortuna assolto. Non sono contro i Boys, non sono contro gli Ultras a prescindere, né sono dalla parte della Polizia o dell'Osservatorio, che anzi credo sia uscito piuttosto con le ossa rotte dalla mia inchiesta. Certo, mi piace la legalità e sono contro ogni forma di violenza: mi hanno fatto schifo i fatti di Levico ed altre cosettine, come ben sanno i Boys. Non mi piacciono le generalizzazioni, né il chi non è con me è contro di me. E quando esercito la mia professione lo faccio con la schiena dritta. Cosa ne pensino Mirko, Giovanni, Camomilla ed Angioldo (che sono onorato di avere annoverato tra i nostri commentatori) spetta loro.
    Infine la risposta alla sua domanda: si per me la forma di disobbedienza attuata a Cesena è stata del tutto strategicamente sbagliata e potrà comportare più danni che altro. Perché gli Ultras del Parma agli occhi dell'Osservatorio saranno quello che hanno tentato di entrare 5 volti negli stadi, malgrado le proibizioni, riuscendoci due volte. Diversa la doverosa denuncia di Perrone sul comportamento dell'Osservatorio stesso che ha negato una possibilità promulgata dallo stesso Osservatorio. Era su questo punto che c'era da lavorare per dimostrare la contraddizione e il comportamento scorretto. Non entrando in uno stadio in 25 e non in 120, con biglietti che legalmente non potevano essere venduti e che faranno passare brutti momenti a chi li ha spacciati. Cordialmente Gmajo

  42. Quando, con riferimento allo scandalo scommesse, parlo di giustizia sommaria, tengo a mente anche di come situazioni simili vengano gestite diversamente a seconda che si tratti di QUELLA o QUESTA squadra. Parliamo della finale di Coppa Italia in programma il prossimo 20 Maggio, protagoniste Napoli e Juventus. Su pressioni di quel personaggio che a me sta poco simpatico e che risponde al nome di De Laurentiis, l'Osservatorio ha esteso la vendita dei tagliandi dell'incontro anche ai NON possessori della card (mentre ai 120 parmigiani non tesserati ma controllati e scortati fin sugli spalti da steward messi a disposizione dal Parma (così come da piano congiunto di Parma e Cesena, approvato dal GOS della città romagnola), non è stato permesso di poter seguire la propria squadra a Cesena) . Inoltre, lo stesso presidente del Napoli pare, da quanto riportato dal sempre chiaro Marco Iaria, che sia così influente da poter chiedere ed ottenere che vengano apportate correzioni ad un comunicato dell'Osservatorio.

    Scommetto che se invece di quel "simpaticone" , al tavolo delle "trattative" ci fosse stato il Parma, nella persona di Ghirardi, l'Osservatorio se ne sarebbe battuto allegramente gli zebedei. E questa è una precisazione utile solo per chi crede che le venti squadre di A abbiano tutte gli stessi diritti e gli stessi doveri.

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